CATERINA SILVA PITTURA AL FEMMINILE TRA IL ROSA E LA DISTUZIONE

“Il mio lavoro parte sempre da una distruzione”.
Caterina Silva

S’intitola: Soggetto. Oggetto. Abietto la mostra che la Galleria Riccardo Crespi di Milano dedica a Caterina Silva, una giovane ma già affermata artista.
Caterina Silva nata a Roma nel 1983 sembra aver bruciato tutte le tappe perché il suo lavoro si pone ad un livello che è ben lungi dalla sua età anagrafica.
Vive ad Amsterdam dove si è formata studiando arte alla Rijksakademie.
La galleria Riccardo Crespi http://www.riccardocrespi.com le dedica, fino al 18 luglio 2015, una mostra di grande forza.
Le opere esposte sono undici e sembrano trarre ispirazione da un bellissimo saggio della psicoanalista bulgara Juilia Cristeva.
Il filo rosso che dovrebbe unire la creazione di questa serie di dipinti di Caterina Silva sarebbe quello dell’abiezione.
Si possono portare in pittura temi di tale portata?, questa la posta in gioco di Caterina Silva .
Juilia Cristeva, linguista e saggista, affronta la questione dell’abiezione in un saggio dal titolo Poteri dell’orrore. Saggio sull’abiezione, Milano, Spirali, 1981.
In questo saggio la Cristeva analizza il tema dell’abietto sotto svariati punti di vista e si sofferma in modo particolare sul massimo dell’abiezione rappresentato dal cadavere.


CATERINA SILVA PITTURA AL FEMMINILE  TRA IL ROSA E LA DISTUZIONE


“Il cadavere – considerato senza dio e al di fuori della scienza – è il colmo dell’abiezione. É la morte che infesta la vita. Abietto. É un rigetto da cui non ci si separa, da cui non ci si protegge come si farebbe con un oggetto. Estraneità immaginaria e minaccia reale, ci chiama e finisce con l’inghiottirci.”

Abietto come sappiamo è sinonimo di ripugnante, spregevole, ignobile, turpe, disgustoso, indegno, schifoso , squallido , infimo, miserabile.
Per la verità la pittura di Caterina Silva non ha nulla a che fare con queste significanti che la sua opera attraversa solo pretestuosamente….
Credo che il riferimento alle teorie della Cristeva sia assolutamente intellettualistico, evidentemente si tratta di una passione letteraria di Caterina Silva o di un sensazionalismo critico, ma nulla nella sua pittura pare richiamare al gusto dell’ orrido.
La sua pittura è al contrario un viaggio di colori pastello, talvolta con sprazzi di oro, delicati , che si ritrovano, parrebbe solo per caso, a fluttuare su una tela che fa fatica a trattenerli tanto la loro presenza è evanescente e sfuggente, richiamando in questo la tecnica delicata dell’acquerello.
La tradizione pittorica alla quale si rifà il lavoro della Silva è certamente molto chiara e molto inflazionata; il colorismo, l’astrattismo, da Kandinsky in poi fanno ormai parte di un modo di fare pittura che difficilmente sarà abbandonato.
In questa tradizione della pittura astratta s’inserisce il lavoro eccellente di Caterina Silva.
Il cromatismo delle sue pitture è tutto femminile con quella sua predisposizione ad usare il rosa o il glicine.


CATERINA SILVA PITTURA AL FEMMINILE  TRA IL ROSA E LA DISTUZIONE


C’è una delicatezza tutta femminile nella scelta dei colori e c’è poi una forza contraria che inganna il cromatismo per immettere quello che possiamo definire l’abietto, come se qualcosa ad un certo punto dovesse essere inesorabilmente distrutto.
L’abiezione della sua pittura sta forse solo in questo, nell’aver reso visibile attraverso macchie scure, marroni intensi e brutti o neri improvvisi, quell’inesorabile declino a cui è sottoposto l’umano.


CATERINA SILVA PITTURA AL FEMMINILE  TRA IL ROSA E LA DISTUZIONE


Ed è per questo che Silva Cristeva dice giustamente:“Il mio lavoro parte sempre da una distruzione”.
Tuttavia il fascino della sua pittura sta proprio nella ricomposizione della distruzione, le sue tele diventano un oggetto nuovo che sublima l’abietto , sottoposto, per sua natura, alla forza della distruzione che cerca nuova identità.


CATERINA SILVA PITTURA AL FEMMINILE  TRA IL ROSA E LA DISTUZIONE


Ma questo processo di identità cercata attraverso la sublimazione dell’opera d’arte non è forse un processo ascrivibile ad ogni forma di creazione artistica?
Queste le domande aperte dal lavoro di Caterina Silva.

http://www.caterinasilva.com

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