Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro

Buon Compleanno allo Studio65, uno dei più interessanti laboratori del design italiano.
Per festeggiare il cinquantesimo anniversario dalla nascita una mostra alla Gam di Torino celebra questo grande laboratorio del design italiano.
Si tratta della prima grande mostra monografica dedicata al racconto di mezzo secolo di attività di Studio65, collettivo emblema del Pop Design Made in Italy.
La mostra è curata da Maria Cristina Didero e s’intitola “Il Mercante di Nuvole. Studio65: cinquant’anni di Futuro”.


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


In mostra sono esposti la prima edizione di Bocca, del 1970, la seduta Capitello, la poltroncina Attica e il tavolino Attica TL, progettati nel 1972. Accanto a questi oggetti anche il divano Leonardo, il mobile-contenitore Colonna Sonora e la seduta Mela del Peccato.
L’azienda di riferimento dello Studio65 è sempre stata la Gufram, un marchio storico che in occasione della mostra presenta la nuova edizione limitata del divano Bocca.
Siamo negli anni sessanta, gli anni della rivoluzione, del famoso ’68 e intorno allo Studio65 si riunirono personalità eclettiche e a loro modo dissidenti per fondare e celebrare una nuova idea di design e progettazione.
Era esattamente il 1965 e un collettivo di futuri architetti si riunirono intorno alla figura di Franco Audrito.


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


Franco Audrito è stato la vera anima di questo grande progetto del design made in Italy e a lui si deve l’invenzione del famoso e bellissimo Divano bocca.
Ecco la storia della nascita di quest’oggetto che ha fatto la storia del design italiano :
“Franco improvvisamente si ricordò che Nanà in Grecia, durante le vacanze, gli aveva mostrato un quadro surrealista di Salvador Dalì, il ritratto di Mae West, dove nel ritratto la bocca dell’attrice era disegnata come un divanetto. Cosa poteva rappresentare la Dea del tempio meglio di un divanetto, ironico e sensuale, vestito di rosso? Così lo disegnammo, come un oggetto pop, a rappresentare la bocca di Marylin Monroe e lo chiamammo Marylin, anche in omaggio al nome della nostra cliente, anche lei bionda e con la bocca perennemente laccata di rosso. Non ci rendevamo conto allora che con quel divanetto, che consideravamo solo un oggetto come tanti all’interno della scenografia di un allestimento, era nato un personaggio, che sarebbe diventato assai più famoso dei suoi autori, di quei quattro giovani architetti che passavano le notti in una mansarda fumosa a disegnare i propri sogni.”


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


E i sogni talvolta si avverano, l’avventura di questo grande creativo è da lui stesso raccontata quando poeticamente si definisce “mercante di nuvole”.
“In realtà dal 1965 sono stato sempre e soprattutto un “Mercante di Nuvole”.
Sì, è proprio come avete capito: io ho prodotto, venduto e distribuito per il mondo, in questi 50 anni, le nuvole.
Era la primavera del 1965 quando in America attraversavo le praterie del Nord Ovest, alla ricerca di me stesso e del senso della vita, “on the road”, sulle tracce di Kerouac.
Per caso, in questo mio errare, incontrai un vecchio capo pellerossa. Mi invitò a fumare il narghilé, e con lui parlammo delle origini della vita e di come noi siamo parte della natura e dell’universo.
Ma quando stavo per accomiatarmi da lui mi volle confidare un segreto.
Egli e la sua tribù, ormai sterminata, detenevano, tra tutte le tribù pellerossa, il segreto della produzione e distribuzione delle nuvole nel mondo.
Segreto che si tramandava di generazione in generazione.


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


Ma non aveva più speranza di poterlo tramandare all’interno della sua tribù ormai estinta, e mi rese partecipe del suo grande dolore, al pensiero che se questo segreto non fosse stato tramandato, il mondo sarebbe diventato un mondo senza nuvole, un mondo arido senza pioggia, primo passo verso un mondo senza sogni, senza fantasia, senza emozioni, categorie la cui cancellazione avrebbe seguito a ruota la cancellazione delle nuvole.
Mi chiese, per il bene del mondo, di diventare il nuovo detentore di questo segreto. Accettai perché in quel momento capii che lì, dal grande vecchio, avevo trovato me stesso e capito il senso della vita.
Mi insegnò allora a come produrle, a parcheggiarle nelle praterie del cielo e a come inviarle nel mondo, utilizzando le autostrade dei venti che percorrono i cieli, a diverse quote, di cui egli mi diede una mappa dettagliata, frutto di millenaria esperienza.
Appena rientrato in Italia, fondai subito lo Studio65, come società di copertura, e iniziai a produrre nuvole, distribuendole nel mondo.


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


Oltre a produrre le classiche, gli strati, i cirri e i cumuli, con l’esperienza ho iniziato a produrre modelli speciali. Le nuvole dorate per tramonti romantici, solitamente commissionati da coppie innamorate, o quelle appena tinte di tenui colori rosati, per le albe attese da giovani amanti, al termine di notti d’amore. E poi, le nuvole giovani che percorrono galoppando come cavalli selvaggi le praterie dei cieli.
Ho conosciuto le procellarie che accompagnano gli eserciti per intimorire i nemici. Ho prodotto e ispezionato le montagne di nuvole nei cieli tropicali che accompagnano la stagione della pioggia, piene di picchi e caverne, e poi i tappeti di nuvole per ricoprire le grandi estensioni della superficie del mondo.
Ho imparato a riconoscerne la voce, a decifrarne il linguaggio per comunicare con loro e guidarle a destinazione.
Ho scoperto che è falsa la credenza degli uomini stolti che credono che le nuvole non possano essere visitate e ospitare in modo confortevole i visitatori.
Le nuvole possono essere cavalcate e con loro puoi volare lontano, o accomodarti nelle loro caverne, scivolare sui loro pendii, ruzzolare e saltare sulle loro morbide superfici. Ma ciò non è concesso a tutti.


Design, Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro


Le nuvole non rivelano questo loro mistero a tutti, perché non vogliono essere invase da orde di turisti vociferanti in picnic domenicali, o farsi imbrattare da lattine di birra vuote e sacchetti di plastica.
Esse rivelano questo privilegio soltanto a chi sa credere nei sogni come unica realtà ed è rispettoso dei silenzi e dei suoni della natura e dell’universo. Questa è la chiave che apre la porta del mondo delle nuvole.
Mi appassionai a questo commercio e lo gestii per 50 anni. Ma questo commercio, che definirei etico, ha un problema: “le nuvole si vendono a peso” e, trattandosi di un prodotto più leggero dell’aria, ogni volta che lo vendi, deve pagare chi vende.
Per 50 anni ho finanziato la produzione delle nuvole con l’attività di architetto, ma oggi ho deciso di finanziarle, preparando e vendendo un campionario/ catalogo che, essendo più pesante dell’aria, potrà finanziare questo commercio.
Ho infatti preparato una serie di tappeti che propongono una selezione di modelli di nuvole in diversi formati e diversi colori, che permettono così di piazzare gli ordini del prodotto reale che verrà poi recapitato in tutto il mondo.”


Il mercante di nuvole, Studio65: 50anni di futuro
GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
via Magenta, 31 – 10128 Torino Italy – t +39 011 4429518
Dal 27 novembre 2015 – 28 febbraio 2016
www.gamtorino.it
http://www.studio65.eu

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