DUANE HANSON E L’INQUIETANTE REALISMO DELL’ANONIMATO

Ve lo ricordate il terzo episodio del film Le vacanze intelligenti di e con Alberto Sordi?
Ogni qualvolta si vuol prendere un pò in giro l’arte contemporanea la rievocazione di questo episodio è quasi d’obbligo.


Tra le tante opere che Alberto Sordi(Renzo) e la sua consorte incontrano nel loro percorso dentro la Biennale, c’è anche un’opera che parrebbe appartenere a Duane Hanson.
Si tratta di un corpo di donna nudo iperrealistico tale da sembrare assolutamente vero .
L’effetto delle sue sculture umane è strabiliante, le presenze umane che all’improvviso compaiono nello spazio museale hanno un effetto di straniamento sullo spettatore che inquieta perché interroga la presenza dell’umano nel mondo a partire dal suo corpo che rappresentato realisticamente pare interrogare la “gettatezza” del nostro essere .


DUANE HANSON E L’INQUIETANTE REALISMO DELL’ANONIMATO


La Serpentine Sackler gallery di Londra espone le opere di Duane Hanson fino al 13 settembre del 2015.
Faranno parte della mostra anche i calchi dei suoi figli oltre ad opere come Self portrait wit model del 1979, Child with a puzzle del 1978, Bobybuilder del 1989-1995, Lunch break, 1989, Old couple on a bench, 1994, Cheerleader e Surfer, 1987 queste ultime due realizzate con il calco dei suoi figli adolescenti.


Alla Serpentine gallery ci saranno esposti quarant’anni di figurazione, dai primi lavori dove Duane rappresentava soldati feriti, neri e homelesse alle opere più recenti opere dove l’artista si è concentrato sulla raffigurazione della working class americana.
Duane Hanson (Alexandria, Minnesota 1925-Boca Raton, Florida 1996), fu attratto dall’arte sin da bambino , si rifugiava infatti nell’unica biblioteca della sua città per consultare libri di arte.
Inizialmente si dedica all’arte astratta, poi si concentra su un’ arte di denuncia eseguendo le prime sculture figurative.


DUANE HANSON E L’INQUIETANTE REALISMO DELL’ANONIMATO


Una delle sue prime opere fu Race riot, un lavoro composto da sette figure, che descrive la brutalità della polizia bianca verso i neri.
Rappresenta poi Trash, un neonato abbandonato in un cassonetto.
Alla fine degli anni sessanta cambia decisamente rotta e si concentra sulla rappresentazione della classe media americana usando materiali come il vetroresina e il vinile riuscendo ad ottenere figure di un realismo impressionante quanto inquietante.


DUANE HANSON E L’INQUIETANTE REALISMO DELL’ANONIMATO


L’umanità che lo attrae è varia e multiforme tutti accumunati dal loro essere una folla anonima , turisti con macchine fotografiche, anziani nei supermercati, donne delle pulizie.
Queste creature, con i loro perfetti vestiti, i peli quasi visibili sull’incarnato, quando li si incontra negli spazi museali, inquietano e spiazzano lo spettatore. Presenze inquietanti perché segnalano l’anonimato a cui tutti siamo destinanti.


Duane Hanson, Londra,
Serpentine Sacjer gallery,
Wewst Carriage drive,Kensinton gardens,
www.serpentinegallery.org
Fino al 13 settembre.

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