ESKO MÄNNIKKO, LA FOTOGRAFIA È UN’ATTIVITA’ SIMILE ALLA CACCIA

Männikkö Esko è nato a Pudasjärvi (Finlandia) nel 1959, vive e lavora a Oulu (Finlandia) non lontano da Circolo Polare Artico; è considerato uno dei più interessati fotografi finlandesi ammirato ormai a livello internazionale.

In retrospettiva alla Collezione Maramotti si potranno ammirare le foto di questo grande fotografo dal 17 maggio 2015 – 27 settembre 2015.


ESKO MÄNNIKKO, LA FOTOGRAFIA È UN’ATTIVITA’ SIMILE ALLA CACCIA


In mostra una cinquantina di fotografie che documentano la ricerca artistica di un fotografo che si definisce “ cacciatore d’immagini” perché dice: “la fotografia è un’attività simile alla caccia , alla pesca o alla raccolta di bacche”, e prosegue:

“ sono un fotografo di pesci, cani e vecchi”.

Parte delle opere presenti in mostra sono state esposte nel 2014 nella retrospettiva Time Flies presso Kunsthalle Helsinki, con cui la Collezione Maramotti ha collaborato per questo progetto espositivo.


ESKO MÄNNIKKO, LA FOTOGRAFIA È UN’ATTIVITA’ SIMILE ALLA CACCIA


La mostra è accompagnata da una pubblicazione con un testo di Maija Koskinen, profonda conoscitrice del lavoro di Esko Männikkö e curatrice della mostra Time Flies.

La questione del tempo è quella che più affascina Esko, insieme a una spiccata capacità di dare armonia alla composizione.

Il suo lavoro, anche per l’uso magistrale che fa della luce, è stato accostato ai grandi maestri della pittura rinascimentale e a Vermer.

Il contatto che Esko stabilisce con la tradizione antica sta anche nell’uso che fa della cornice; le cornici sono recuperate nei mercatini o realizzate su misura con legno di riuso.

Ama ritrarre spesso gente sola, umile che però nei suoi scatti acquista una dignità quasi astratta, rinnovata.


ESKO MÄNNIKKO, LA FOTOGRAFIA È UN’ATTIVITA’ SIMILE ALLA CACCIA


Una serie di scatti appartiene al ciclo Harmony sisters del 2004, dedicata a dettagli molto ravvicinati di cavalli, mucche, galline e cani, questa esaltazione del dettaglio fa sembrare queste foto astratte.

La sua attenzione verso l’umano dell’umano è totale.

Di grande poesia e impatto emotivo è la serie che dedica agli scapoli, uomini votati alla solitudine che conducono vite semplici, dal titolo Female Pike (1995); si tratta di uomini che vivono nelle aree più remote della campagna finlandese .

Scatti che hanno contribuito a renderlo famoso e che rappresentano all’oggi il cuore pulsante del suo lavoro.


ESKO MÄNNIKKO, LA FOTOGRAFIA È UN’ATTIVITA’ SIMILE ALLA CACCIA


Questi scatti risalgono agli anni novanta come il ciclo Organized Freedom dove Esko si dedica ad un tema caro ad una certa tradizione fotografica: i luoghi abbandonati.

Di questa serie di foto dice che: “La desolazione non è l’aspetto fondamentale. Sono interessato al modo in cui la natura prende il sopravvento, alla magia delle rovine”.

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