Fabio Mauri in mostra al Madre di Napoli

“Retrospettiva a luce solida” è il titolo della monografica che celebra l’arte di Fabio Mauri: un percorso che si snoda negli spazi del Madre di Napoli e che vedrà esposte oltre cento opere, installazioni, azioni e documenti.

Una mostra esclusiva, organizzata in stretta collaborazione con lo Studio Fabio Mauri: dal 26 novembre 2016 al 6 marzo 2017 la città partenopea renderà omaggio al genio di Fabio Mauri (Roma, 1926-2009), esponente di spicco delle neo-avanguardie della seconda metà del XX secolo.

L’esposizione, a cura di Laura Cherubini e Andrea Villani, si snoda in un interessante percorso che ospita le opere con cui l’artista esplora la comunicazione di massa non disdegnando di fare ricorso anche ad un’estetica pop. Dal terzo piano del polo museale una sezione che culmina nella serie degli Schermi (anni Cinquanta-Settanta) e in alcune proiezioni, da quelle in 16mm degli anni Settanta su corpi ed oggetti (vari esemplari di Senza e Senza ideologia, la ricostruzione di Intellettuale-Pasolini), fino alle più recenti su supporto digitale e di impianto ambientale.

Performance di Fabio Mauri, 1988. (Foto: Elisabetta Catalano)

Performance di Fabio Mauri, 1988. (Foto: Elisabetta Catalano)



La seconda sezione dell’esposizione si sviluppa al piano terra nella sala Re_PUBBLICA MADRE e presso le tre sale del mezzanino. Qui si intende celebrare la matrice performativa e teatrale della ricerca dell’artista, con una selezione delle più importanti azioni di Mauri, presentate attraverso materiali documentari e alcune componenti “sceniche”.

La terza sezione della mostra, che si sviluppa nella Sala delle Colonne, al primo piano dell’edificio museale, è incentrata sulla presentazione inedita dell’integrale corpus delle maquette architettoniche, che ricostruiscono i percorsi espositivi delle principali mostre dell’artista. La “luce solida” che dà il titolo alla mostra si riferisce alla luce proiettata dalla lampadine con i raggi solidificati, grazie alle quali Mauri riusciva a conferire una consistenza quasi fisica al raggio che congiunge proiettore e schermo cinematografico, nel tentativo di fornire una dimensione reale anche al pensiero e all’immaginario. Una mostra imperdibile per celebrare il genio di un artista indimenticabile.

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