Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo

“Tutta la mia produzione si svolge cercando e fotografando i miei soggetti in modo molto istintivo, reagendo alla presenza di persone o animali in maniera automatica.”
Giacomo Brunelli


Giacomo Brunelli nato a Perugia nel 1977, è un fotografo eccezionale il cui sguardo sulle cose non può che lasciarci affascinati.
Amato dai più esigenti collezionisti, ha esposto e continua ad esporre nelle più prestigiose gallerie d’arte d’Europa.


Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo


Numerosi sono i premi di fotografia che ha vinto, le sue opere sono inoltre entrate a far parte della collezione del Museum of Fine Arts di Houston, Nuova galleria d’arte di Walsall nell’UK, il Museo delle arti fotografiche di Kiyosato e Museo d’Arte di Portland negli Usa.
La sua serie più famosa è “Gli Animali”, una serie di fotografie che lo pongono ai vertici della fotografia d’autore internazionale.


Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo


Dopo questi straordinari scatti, Giacomo Brunelli ha prodotto un’altra prestigiosa serie dal titolo “Eternal London”, dove Londra appare in una dimensione potente ed onirica con i particolari di uomini che l’attraversano in una solitudine disarmante e poetica.
Vive e lavora a Londra dove dal 16 marzo al 19 giugno esporrà alcune delle sue opere nella mostra “Strange and Familiar: Britain as Revealed by International Photographers”, al Barbican Centre.
Schivo e riservato Giacomo Brunelli con il sguardo malinconico e con grande maestria tecnica ci regala scatti di un’intensità straordinaria, le sue immagini sono veri e propri tentativi, perfettamente riusciti, di cogliere l’effimero dei particolari colti in una luce eterna.


Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo


Da quando, ragazzino, fotografava tramonti, Giacomo Brunelli ne ha fatta tanta di strada e nella sua serie dedicata agli animali mostra la forza e lo stile di un grande fotografo.


Quando hai iniziato a fotografare?


Nel 2002, dopo essermi laureato in Comunicazione Internazionale, inizio a scattare con la macchina fotografica di mio padre, trovata in una cassetto.
Nel 2003, frequento un corso di sei mesi a Roma in fotogiornalismo all’Istituto Superiore di Fotografia, dove mi viene insegnato come costruire un progetto fotografico.
In seguito, comincio a fotografare in bianco e nero cercando un tema che mi appassionasse così tanto da farmi svegliare la mattina all’alba.
Così faccio paesaggi, persone ed infine animali, con i quali lavorero’ dal 2004 al 2008 fino alla pubblicazione del mio primo libro “The Animals” pubblicato in Inghilterra da Dewi Lewis Publishing.


Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo


Il primo scatto della tua vita?


Da adolescente, a colori, con una Canon Snappy durante una vacanza, di un bellissimo paesaggio al tramonto.


C’è tanta malinconia nei tuoi lavori, da dove proviene?


Da quel tramonto


Lo scatto che sogni ancora di fare?


Quello di un dinosauro


Fotografi animali, perché?


Sono cresciuto circondato da animali e quando ho cominciato a fotografare sono stati la prima cosa che ho voluto raccontare. Perdermi per andare a cercarli per le campagne è ancora oggi uno dei ricordi più belli.
E’ il loro essere imprevedibili, il loro muoversi senza meta che in qualche modo li avvicina al modo di fare fotografia che più mi piace.
L’obiettivo che utilizzo mi costringe ad avvicinarmi ai miei soggetti e trasforma la mia pratica in un gioco dove gli animali diventano miei attori.


Giacomo Brunelli, la forza e la malinconia di un grande fotografo


Mi dici qualcosa sulla tecnica che usi?


Utilizzo una macchina fotografica 35mm, una Miranda del 1962 e un obiettivo 50mm.
Per quanto riguarda la pellicola, una Kodak Tri-x 400.
La camera oscura è parte integrante della mia pratica ed è dove le mie stampe prendono forma e si migliorano. La carta che utilizzo è baritata e l’intero processo è il tradizionale stampa bianco e nero.


I tuoi lavori sono insieme malinconici e sofisticati concordi?


A parte la serie di autoritratti che ho fatto dal 2010 al 2013, tutta la mia produzione si svolge cercando e fotografando i miei soggetti in modo molto istintivo, reagendo alla presenza di persone o animali in maniera “automatica”.
Sicuramente certe scelte che faccio, sia in fase di scatto che di stampa, contribuiscono a creare un linguaggio che è uniforme e riconoscibile ma per quanto riguarda il contenuto delle mie immagini, per me è difficile osservarle dall’esterno.
Quando mi trovo a doverle ordinare per una mostra o un libro, mi piace farlo in termini di forme o colori, forse perche’ per me, in fondo, sono tutte soltanto emozioni diverse.


http://www.giacomobrunelli.com

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