Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop

Giuseppe Petrilli, nato in Puglia a Lucera, classe 1970, è un artista di prim’ordine che ha fatto dell’erotismo e della sensualità femminile il suo mood artistico.

La sua arte, in linea con la pop art, è un viaggio trasgressivo e affascinante nel complesso e multiforme mondo della femminilità.

In questa intervista per D-art dimostra grande intelligenza e capacità introspettiva e un amore incondizionato per le donne, l’arte e l’erotismo che per Giuseppe Petrilli sono un tutt’uno inscindibile.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


Quando hai capito che volevi fare l’artista?


Non ho mai considerato l’arte come un lavoro: è impossibile ingabbiarla in schemi definiti o considerarla qualcosa che bisogna fare “per vivere”, per me è fondamentale che resti sempre pura passione e divertimento.
Il fatto che sia autodidatta, poi, fa sì che la mia attività artistica sia dettata esclusivamente dall’istinto e che sia assolutamente la mera celebrazione dei moti dell’animo.
Ritengo l’arte sia una maniera non comune di esternare le proprie emozioni e sensazioni, un modo innato di comunicare, complesso e naturalmente semplice al tempo stesso e l’amore per essa si subisce come qualsiasi attrazione ed è sicuramente dettata da una sensibilità superiore, ciò è quanto è sempre successo a me.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


In che modo la tua attività di pubblicitario ha influito sul tuo modo di fare arte?


Per la verità si è trattato di un processo inverso: la mia attitudine al disegno e l’interesse verso l’immagine nelle sue più svariate accezioni mi ha indotto inevitabilmente ad intraprendere questa attività, a scapito di tutto il resto. Anche l’arte è comunicazione, si diceva, pertanto mi è sempre stato estremamente facile passare dall’ una all’altra forma espressiva, tanto da influenzarsi vicendevolmente, contaminarsi e, spesso, completarsi.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


Cosa sono le donne per Giuseppe Petrilli?


Le figure femminili delle mie opere sono semplicemente la rappresentazione del mondo di cui la donna stessa è espressione: un’affascinante concentrazione di mistero ed enigmatica complessità a cui è difficile sottrarsi, qualcosa che non poteva non destare interesse per un curioso come me. Quella delle mie opere è una donna che domina lo spettatore semplicemente con la sua fisicità, anche se solo rappresentata, è un’icona da idolatrare. Cerco di tirare fuori dai miei soggetti, come una sorta di maieutica, una sensualità naturale, non artificiosa e per raggiungere questo obiettivo mi avvalgo quasi esclusivamente della collaborazione di modelle non professioniste.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


Essere sexy cosa vuol dire per te?


Lo è chi ha la capacità di solleticare i sensi altrui con un semplice atteggiamento o un modo di essere, pertanto credo che la sensualità sia innanzitutto una questione mentale, poi fisica, qualcosa d’innato di cui, a volte, non si ha nemmeno la reale cognizione.
L’erotismo è un concetto strettamente legato a quello della curiosità, per questo mi piace rappresentarlo, ricreando situazioni riconducibili all’immaginario comune e non, in maniera da tenere elevata la tensione emotiva dello spettatore.
Quello della seduzione non è altro che un gioco e l’eros una delle massime espressioni della gioia di vivere.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


Com’è fare il tuo mestiere in una terra difficile come il Sud Italia?


In un paese del nord della Puglia come Lucera, pur se di nobili origini e dalle tradizioni di grande valore culturale, artistico e storico, non c’è molto spazio per l’arte contemporanea, tantomeno per l’arte erotica. Lì nel 2007 (da pioniere incosciente, oserei dire!) ho realizzato la prima mostra della mia serie erotica “Piante Carnivore” incassando fin da subito, con mia grande sorpresa, quegli apprezzamenti che poi mi hanno spinto a proseguire il percorso intrapreso. Questo è indice del fatto che la gente è aperta alle novità, basta soltanto saperle proporre. Ritengo che tra i compiti dell’artista vi siano senz’altro quelli di educare e divulgare, tesaurizzando le esperienze vissute altrove per poi farle rivivere, sotto una nuova luce, in questi luoghi al di fuori dei grandi circuiti dell’arte.


Giuseppe Petrilli quando il sesso diventa pop


Il tuo artista preferito?


Credo sia fondamentale, per un artista, riuscire a far diventare la propria arte riconoscibile e immediatamente identificabile, per questo ho sempre cercato di lasciarmi condizionare poco da quello che vedo, anche se è obiettivamente difficile sfuggire al “déjà vu”. Ad ogni modo apprezzo molto l’opera di Schiele, Hopper, De Lempicka, Klimt, Wesselmann. Tra i miei contemporanei, invece, ammiro molto il lavoro dell’americano Michael Hussar e dell’artista che mi ha spesso ispirato agli inizi del mio percorso e che mi emoziona ancora oggi, l’illustratore e pittore croato Danijel Žeželj.


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La donna piu sexy del pianeta per Giuseppe Petrilli?


Quella che non sa di esserlo e quella che lo è essendo semplicemente sé stessa.

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