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Il male Dismaland

Con l’uscita dello spot ufficiale D-Art vi svela tutte le ultime curiosità, nel segno del tam tam mediatico, inerenti il primo parco dei “non divertimenti” di Banksy.

Da qualche giorno i social e i media sono invasi delle immagini di Dismaland, il controverso parco ideato dal misterioso artista Banksy.



Ad accompagnare la teatralità dell’evento le curiose notizie che riguardano i fanatici e i wannabe intenti a essere tra i fortunati che avranno modo di visitarlo.
Infatti, il decadente progetto, dove l’happy ending è abolito, situato a Weston-super-Mare, nel Somerset inglese, sarà aperto solo fino al 27 settembre, con la possibilità di accedervi al modico costo di tre sterline.

Ma lo sapevate che?

Il web si interroga se il sito sia o no un fake. Ogni qual volta i biglietti vengono messi in vendita puntualmente crasha.
Circa sei milioni di persone si sono loggate nello stesso alimentando il barlume di speranza per avere la chiave di accesso a Dismaland. Si parla di una mole enorme di aspiranti visitatori a livello mondiale nonché di coppie che hanno annullato il proprio viaggio di nozze pur di non perdere l’occasione di esserci.
Il nome nasce dal connubio di due parole: Disneyland, per richiamare il parco dei divertimenti più famoso al mondo, e dismal che invece fa cenno al concetto di finzione teatrale.
Cinquantotto sono gli eclettici artisti del panorama contemporaneo, coordinati dall’ideatore, che hanno realizzato le opere presenti in esso, tutte intente ad affrontare emergenze e tematiche di attualità in un linguaggio non adatto ai minori (così come i palloncini che fungono da allestimento nello stesso!).
-Critici e profani sostengono che l’opera raffigurante l’incidente della carrozza di Cenerentola, con tanto di principessa deceduta, asfissiata dai paparazzi, sia un chiaro riferimento alla morte della beniamina degli inglesi Diana Spencer.


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-Ai residenti del luogo si era fatto credere che l’allestimento del parco, situato in un vecchio lido abbandonato, fosse parte del set cinematografico hollywoodiano del film, di prossima uscita, Grey Fox. Banksy ha inoltre organizzato dei finti casting per le comparse. Tutti coloro in grado di sembrare realmente depressi e afflitti sono stati così assunti come guide.


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Di sicuro nelle prossime settimane non mancheranno altre curiosità in merito all’ennesima provocazione dell’artista che questa volta ha sicuramente superato i suoi limiti, giungendo alla collettività globale con un’ambiziosa idea che sfiora la genialità.

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