INA OTZKO, SONO QUI, PUOI SENTIRLO ?

“Io credo che tutta la vita comunichi attraverso varie forme di scambio di energia e che quindi tutto sia connesso, un tutto fatto di molti.”

(Ina Otzko)


I vulcani hanno sempre affascinato gli artisti di ogni epoca.

Il primo che mi viene in mente è il vulcano dell’isola di Stromboli chiamato anche “iddu” dagli abitanti del luogo, tanto è sentito come qualcosa di vivo e vicino.

A Stromboli Roberto Rossellini gira il film Stromboli Terra di Dio, un’opera meravigliosa sul riscatto e la perdita, l’amore e la rinascita.

Il vulcano con la sua forza impressionante e la sua presenza silente diventano lo scenario ottimale per il dispiegarsi di una storia di salvezza , riscatto e amore.


INA OTZKO, SONO QUI, PUOI SENTIRLO ?


Anche il Marchese De Sade e Georges Bataille dedicano ai vulcani pagine memorabili.

De Sade a Napoli fece la scalata del Vesuvio che descrive nelle Prosperità del vizio: “L’escursione di questa montagna è una spaventosa sfacchinata: sempre nella cenere fino al collo. Se si avanza di quattro passi, si retrocede di sei, ed eternamente nel timore che la lava v’inghiotta vivo. Noi arrivammo esausti e ci riposammo quando fummo all’imbocco. Fu la che considerammo con interesse prodigioso l’orifizio tranquillo di questo vulcano che, nei suoi momenti di furore, fa tremare il regno di Napoli”.

De Sade era affascinato dai vulcani: “I disordini, i vulcani di questa natura, sempre criminale, sprofondano l’anima in uno sconvolgimento che rende capace di grandi azioni e passioni tumultuose !”


INA OTZKO, SONO QUI, PUOI SENTIRLO ?


Anche Bataille adora i vulcani che letteralmente lo mandano in estasi e così descrive dell’Etna: “Tutto era così nero e così carico di terrore subdolo la notte in cui Laure ed io abbiamo scalato i pendii dell’Etna… -eravamo sfiniti, e in qualche modo esorbitati da una solitudine troppo strana, troppo disastrosa: è il momento di lacerazione in cui siamo affacciati sulla ferita spalancata, sulla crepa dell’astro dove respiriamo… Era impossibile immaginare un luogo in cui l’orribile instabilità delle cose fosse più evidente”.

Questo per introdurre l’artista Ina Otzko che espone per la prima volta in una grande personale a Napoli, nella meravigliosa cornice di Castel dell’Ovo.


INA OTZKO, SONO QUI, PUOI SENTIRLO ?


Ina Otzko, classe 1972, raffinata artista norvegese è insegnante di yoga, curatrice di mostre e direttore del centro Art Base Helgeland 66 N.

Ina Otzko ha ideato un’installazione sonora dal nome Leviathan che registra il rumore all’interno e intorno al cratere del vulcano di Solfatara a nord di Napoli.

Oltre all’installazione sonora con una piramide luminosa che richiama la forma di un vulcano, appese al muro foto polaroid, fotografie di nuvole e opere testuali dai titoli: My first important, escape, Mothers garden, The edge – meditation on silence e Who are we today?


INA OTZKO, SONO QUI, PUOI SENTIRLO ?


I temi intorno a cui riflette Ina Otzko sono quelli della sostenibilità del nostro pianeta che, secondo l’artista, ha bisogno di una “diversa manutenzione”.

In questo afflato di amore verso la natura l’artista registra, con fotografie e video, i movimenti del vulcano, il passaggio di grandi distese di nuvole , le crepe della terra , la neve e il ghiaccio.

Ma accanto alla potenza disarmante e incontrollabile della natura che Ina Otzko vorrebbe in qualche modo controllare e arginare con le sue opere, in mostra ci sono meravigliose e poetiche fotografie d’interni che ritraggono Ina Otzko nella sua disarmante e poetica solitudine, quasi imprigionata nel suo ambiente dal quale sembra sognare un altrove…

Le foto richiamano l’atmosfera del film di Roberto Rossellini Stromboli.

Ingrid Bergman, protagonista di Stomboli, insieme a Ina Otzko norvegese, dai loro freddi e glaciali paesi, scoprano il calore abissale, sensuale, aggressivo, dei vulcani e ne restano magicamente prigioniere…

Il titolo della mostra Sono qui, puoi sentirlo?, racchiude la poetica di questa mostra, una comunicazione che procede per astrazione, un grido di solitudine e insieme di invito all’ascolto, un messaggio d’amore che si muove dalle viscere di un Vulcano che perennemente rigenera il suo calore sulfureo, la sua lava incandescente, metafora della vita e dell’essenza dell’amore.

In definitiva tutti potremmo urlare: Sono qui , puoi sentirlo?.

Sospesi come siamo sull’abisso di un cratere che può inabissarci o sputarci fuori in un altrove sempre possibile come la protagonista del film di Rossellini che invoca Dio sopra al Vulcano di Stromboli, mentre, incinta, una vita le cresce dentro e cerca un altro desiderio da inseguire sulle soglie dell’abisso.


INA OTZKO

SONO QUI, PUOI SENTIRLO?

A cura di MARIA SAVARESE

Castel dell’Ovo,

via Eldorado, 3

tel.081-7954592.

Dal 4 settembre al 3 ottobre.

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