Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine

Jack Hoggan, noto come Jack Vettriano nato a Methil il 17 novembre del 1951, ha origini italiane ed è uno dei più riprodotti ed acclamati artisti contemporanei.

Nato poverissimo ha costruito una fortuna con i suoi quadri e, oltre alle vendite, le riproduzioni dei suoi quadri guadagnano addirittura di più, incassando circa 500.000 sterline all’anno in soli diritti d’autore per riproduzioni tipografiche.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


I suoi originali raggiungono cifre altissime e la sua opera più famosa, The Singing Butler, ogni anno viene regolarmente riprodotta su biglietti d’auguri e vende più di qualsiasi altro artista.

Alcuni critici d’arte l’hanno considerato popolare e privo d’intensità, in realtà si tratta di un grandissimo artista che è riuscito a coniugare la popolarità, la classe, l’eleganza della rappresentazione, con l’intensità.

I suoi quadri sono degli spaccati di vita e d’intimità dove predomina l’erotismo e la solitudine.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


Inizialmente Jack Vettriano si è fatto notare per avere rappresentato immaginari personaggi dall’eleganza anni cinquanta, immersi in paesaggi solari spesso danzanti ed immersi in un’eterna joie de vivre.

In seguito i suoi quadri sono diventati più intensi, predominano infatti gli interni dalle luci soffuse con coppie spesso in procinto di fare l’amore, ma colti in attimi in qui predomina la loro reciproca solitudine, come se fare l’amore fosse un rito a cui ci si prepara attraverso una messa in scena erotica dove entrambi si presentano nel loro gioco sottile di appartenersi e non appartenersi.

I lavori di Jack Vettriano sono dunque delle piccole sceneggiature che raccontano un mondo, un universo, la vibrazione di un rapporto, l’idea di un incontro, le dinamiche più sottili di una coppia, il loro gioco.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


La costruzione delle sue immagini è cinematografica, i suoi quadri sembrano scatti rubati, lo sguardo del pittore diventa voyeuristico, e indagatore dove attraverso la semplice postura dei personaggi o attraverso dettagli apparentemente insignificanti, si può scoprire l’intrigo sottostante, il gioco sempre affascinante e misterioso del desiderio.

Spesso le sue magnifiche tele ci consegnano solo bellissime donne, sole ed affascinanti, perse in interni borghesi, vestite con uno stile raffinato e senza tempo, spesso colte nell’atto di abbandonarsi alla pausa di una sigaretta o mentre si abbandonano ad un loro rito solitario e impenetrabile come fare un bagno o mettersi lo smalto.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


Queste creature affascinanti e impenetrabili restituiscono l’idea della costante solitudine in cui si è immerse e un impenetrabile e solitario isolamento, questo fascino dell’essere femminile, persa nei pensieri o in un atto apparentemente banale, questo godimento dell’essere sole caratteristico della natura femminile, è qualcosa che Jack Vettriano è riuscito magistralmente a rappresentare.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


A chi lo accusa di essere un banale pittore popolare e privo d’immaginazione consigliamo di guardare più attentamente i suoi quadri e di non soffermarsi solo alla superficie.

Lo stile di Jack Vettriano si declina nel suo essere insieme magnetico, attraente, glamour e patinato nella rappresentazione, ma allo stesso tempo sottilmente tragico, intenso e talvolta blasfemo.


Jack Vettriano, l’erotismo della solitudine


Rappresentare la solitudine, il distacco, l’impossibilità di una fusione totale con l’altro, il gioco erotico di un incontro , con gusto cinematografico è un’impresa che a Jack Vettriano è riuscita magistralmente.

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