L’architettura totale di Maurizio Sacripanti Expo Osaka ’70 al MAXXI di Roma

“E’ da questi grumi condensati lungo la giornata di un’avventura, continuo a passare con la mano e la mente a reticoli dove ciascun nucleo divenga immutevole e mutevole, tanto da produrre e insieme subire campi di relazione in moto come nelle natura.”

(Maurizio Sacripanti)


L’ARCHITETTURA TOTALE DI MAURIZIO SACRIPANTI  EXPO OSAKA ’70 AL MAXXI DI ROMA


Al MAXXI di Roma, fino al 1 novembre 2015 sarà possibile immergersi in quello che fu il progetto del Concorso per il padiglione italiano all’Esposizione Internazionale di Osaka’70 di uno dei più grandi architetti italiani Maurizio Sacripanti.

Maurizio Sacripanti nato a Roma nel quartiere Prati, si laurea in Architettura nel 1916, morto nel 1996, è stato, oltre che architetto d’avanguardia, docente universitario Ordinario di Composizione architettonica all’università “La Sapienza” di Roma.

Ha realizzato numerosi progetti dal dopoguerra agli anni sessanta, ma resta famoso per il progetto del Grattacielo Peugeot a Buenos Aires (1961).


L’ARCHITETTURA TOTALE DI MAURIZIO SACRIPANTI  EXPO OSAKA ’70 AL MAXXI DI ROMA


In seguito progetta il Teatro lirico a Cagliari (1965), il Centro di cure a Domodossola (1966), i nuovi uffici della Camera a Roma (1967), il Padiglione italiano all’Expo ‘70 di Osaka (1968), il progetto per il nuovo Museo di Padova (1968).

Tra le opere più recenti c’è il complesso a Santarcangelo di Romagna (1977), la sistemazione urbana, il parcheggio, la piazza e il teatro a Forlì (1976-1981), il Museo della Scienza a Roma (1982-83).

La sua carriera culmina con la costruzione del Museo civico “Parisi-Valle” a Maccagno (Varese) (1979-98) per il quale riceve il Premio In/arch 1991-1992.

La mostra del MAXXI sviscera l’ideazione e la progettazione del Padiglione italiano all’Expo ‘70 di Osaka (1968).


L’ARCHITETTURA TOTALE DI MAURIZIO SACRIPANTI  EXPO OSAKA ’70 AL MAXXI DI ROMA


Si tratta di un progetto straordinario, futurista e insieme quasi spaziale, un progetto in movimento, pulsante e racchiuso da un involucro che muta in modo imprevedibile quasi fosse vivente.

In mostra disegni, fotografie, documenti, un modello e video interviste.

Con l’ausilio di documentari e video interviste, progetti di preparazione e fotografie si potranno così conoscere la poetica e le riflessioni progettuali di un grande architetto.

Per Maurizio Sacripanti senza idea non esiste nessun progetto, era questa la sua filosofia del progettare .


L’ARCHITETTURA TOTALE DI MAURIZIO SACRIPANTI  EXPO OSAKA ’70 AL MAXXI DI ROMA


Per Sacripanti nell’architettura era importante trovare elementi di struttura nella forma, elementi in grado di strutturare la forma.

Il suo fu un lavoro funzionale e formale, intellettuale e d’avanguardia .

Altro elemento che lo distinse come architetto fu il rigore e l’idea dell’apertura a tutte le arti da parte dell’architettura, la multidisciplinarità fu un concetto importante per Maurizio Sacripanti, perché l’ architetto non può essere chiuso al confronto con altre discipline.


L’ARCHITETTURA TOTALE DI MAURIZIO SACRIPANTI  EXPO OSAKA ’70 AL MAXXI DI ROMA


Il padiglione di Osaka è un edificio rappresentativo delle istanze avanguardistiche e dell’idea di flessibilità formale e funzionale dell’architettura.

Altro concetto inusuale, che entrò però far parte dell’universo progettuale di Maurizio Sacripanti, fu quello del tempo inteso in senso plastico materiale architettonico.

Insomma un’idea dell’architettura in senso totale come disciplina che abbraccia molti campi dello scibile.

Una mostra non facile, certo una delizia per gli amanti dell’architettura.


MAURIZIO SACRIPANTI. EXPO OSAKA ’70

MAXXI ROMA

Via Guido Reni, 4a, 00196 Roma

Sala Centro Archivi

29 maggio 2015 – 1 novembre 2015

http://www.fondazionemaxxi.it

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