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Le mostre alla Reggia di Venarìa: da Boldini a Caravaggio, fino a Peter Lindbergh

Restituita alla magnificenza barocca cui fu ispirata alla metà del Seicento dal duca Carlo Emanuele II di Savoia, la Reggia di Venaria è un immenso complesso monumentale alle porte di Torino, tornato simbolo di modernità e cultura.

La Venaria Reale, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, si colloca al centro del circuito delle Residenze Reali del Piemonte ed è riconosciuta come un grande centro progettuale culturale permanente che offre opportunità di conoscenza, emozioni ed esperienze molteplici: dai concerti agli spettacoli, dalle esibizioni alle attività culturali che si propongono ogni giorno dell’anno.

Reggia di Venaria – Torino



I Giardini si presentano oggi come uno stretto connubio tra antico e moderno, un dialogo virtuoso tra insediamenti archeologici e opere contemporanee, il tutto incorniciato in una visione all’infinito: con le grotte seicentesche, i resti della Fontana dell’Ercole e del Tempio di Diana, la Peschiera, il Gran Parterre, le Allee, il Giardino a Fiori e delle Rose, l’attrazione del Fantacasino, il Potager Royal più grande d’Italia, non ha riscontri analoghi fra i giardini italiani per la magnificenza delle prospettive e la vastità del panorama naturale circondato dai boschi del Parco La Mandria e dalla catena montuosa delle Alpi.


I Giardini



LE MOSTRE

GIOVANNI BOLDINI 

Tra le mostre proposte presso la Reggia di Venaria troviamo una ricca esposizione del più grande pittore della Belle Époque: Giovanni Boldini.

La raccolta ospita oltre cento opere del maestro ferrarese e ci racconta il verbo vitale ed elegante del suo linguaggio pittorico, fatto di colli lunghissimi e braccia sottili, di donne dell’alta società agghindate di perle e fastosi gioielli, le ambienta in sale da ballo o in sontuosi palazzi. Sono ritratti carichi di vita e sensualità, personaggi straordinari da ammirare, che Boldini non esitava a rendere ancora più brillanti.


Boldini ci regala l’atmosfera che a noi è dato solo immaginare, siamo agli inizi del ‘900 e i salotti si colorano del vociare di donne dagli abiti fruscianti, dalle sete preziose che solo Boldini riesce a rappresentare con il pennello, ne possiamo godere la lucentezza e sentire il caratteristico strofinìo.

Non solo Giovanni Boldini è stato anticipatore della modernità novecentesca, ma a suo modo, un romanziere minuzioso. Ci riporta delle fotografie esatte di quello che fu la musica, il lusso, l’arte e la danza, nel ritmo sensuale del can can, nella rinascita sociale di quel periodo ineguagliabile, dove le donne, le più fortunate, si sono concesse ai suoi occhi leggeri, fatti di quella leggerezza del gusto sopraffino, di chi la moda la vive e la sente come fosse sua invenzione,.

Non c’è imitazione della realtà nella sua pittura, il tratto è deciso, scintillante, fugace come quelle donne che posano, le mise sono sfarzose, il dettaglio è così importante per Boldini che riconosciamo anche il tipo di pietra tra le dita affusolate come dei ramoscelli d’erba: sono rubini, smeraldi, zaffiri, dipinti con la stessa luce che ci rimanda una fotografia. Tutte le donne del tempo erano desiderose di avere un ritratto che possedesse quella magia, tutte volevano riconoscersi dietro un sguardo altero e sprezzante, ma con la femminilità e la sensualità che solo Giovanni Boldini poteva infondere loro.

La mostra proseguirà fino al  28 gennaio 2018


PETER LINDBERGH 

A Different Vision on Fashion Photography


7 ottobre 2017 – 4 febbraio 2018


Una grandiosa panoramica sull’imponente opera di Peter Lindbergh con materiale esclusivo tra appunti personali, schizzi dei set fotografici, polaroid, provini, film, una retrospettiva che ci regala immagini senza tempo ed inedite.

Peter Lindbergh è il fotografo della verità, quello del less is more, colui che ha tolto ogni artificio, ogni trucco, per far risplendere la personalità. Dive, attrici, modelle, note e meno note, sono state fotografate senza make up, con camicie bianche che nulla hanno a che fare con la vanità, per raccontare realmente qualcosa della loro intimità.  Sono questi volti a raccontare la concezione di bellezza, invecchiamento, femminilità, temi cari al fotografo.

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Kate Moss



La mostra “A Different Vision on Fashion Photography” si svolge secondo un percorso tematico in nove sezioni che ripercorre l’evoluzione creativa di Lindbergh soffermandosi su temi, mondi immaginari e passioni nell’arco del tempo: Supermodel, Stilisti, Zeitgeist, Danza, Camera Oscura, L’ignoto, Il grande schermo, Icone.

La sezione “Supermodels” presenta le fotografie scattate da Lindbergh a modelle che erano ancora, all’epoca, giovani sconosciute, tra le quali Naomi Campbell, Cindy Crawford, Linda Evangelista, Christy Turlington e Tatjana Patitz.

Lindbergh si dedica poi al progetto “Danza”, da sempre sua fonte di ispirazione e ritrae grandi ballerini e coreografi, da Sergei Diaghilev a Georges Balanchine fino ai contemporanei, come la ballerina e coreografa spagnola Blanca Li e il New York City Ballet. Nel 2001 ha ritratto Madonna con indosso creazioni di designer giapponesi per celebrare la grande coreografa americana Martha Graham.

Madonna



Lindbergh ridefinisce totalmente i canoni estetici, dice NO al fotoritocco, l’approccio è privo di imbellettamenti, più umanistico, più luce alla personalità che al personaggio, e le influenze cinematografiche tedesche si leggono in ogni scatto.

Libera in questo modo le donne dal dover essere belle a tutti i costi, svela i suoi set, che compaiono all’interno dello scatto con luci, attrezzature, pannelli; lo sfondo è quasi sempre il malinconico mare, l’immagine si concentra sul volto e le sue infinite espressioni.



CARAVAGGIO EXPERIENCE


Caravaggio Experience è il titolo dell’imponente video installazione presso la Reggia di Venaria.

Attraverso l’innovativo approccio espositivo delle esperienze immersive, si racconta l’opera del grande maestro della pittura: Michelangelo Merisi noto come il Caravaggio.

58 capolavori passano sui pannelli di grandi dimensioni, avvolti dalle suggestive musiche e da sintetiche didascalie. Si entra in una specie di terza dimensione, si entra dentro l’opera del pittore più cruento, violento e irrequieto di tutti i tempi.

Divertente introduzione, l’allestimento prima dell’accesso, di piccoli set con elementi d’arredo tipici dei quadri caravaggeschi, rimandi alle sue rappresentazioni pittoriche, scenografie barocche in cui poter entrare e diventarne così protagonista.

Caravaggio experience



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