“Marie aspetta Marie”, il romanzo scandaloso di Madeleine Bourdouxhe

Marie è sposata, ama suo marito con l’amore di una trentenne che vive la vita con gioia e con l’intensità e la maturità di chi comprende profondamente lo spirito delle persone e delle cose. Lo ama con l’attaccamento materno e con la passione giovanile, lo ama con sensualità e dedizione, lo ama come amica e come amante. Marie non si risparmia per il suo grande amore, quello del “per sempre”, un amore che accetterà i segni del tempo che passa, le abitudini, la routine.
Durante una vacanza nel sud della Francia con Jean, suo marito, Marie e uno sconosciuto, un giovane abbronzato che sta sulla stessa spiaggia, si scambiano degli sguardi di intesa, sguardi che già nelle intenzioni scrivono il seguito delle loro storie. 


In piena libertà sessuale, Marie vive questa relazione clandestina senza sensi di colpa, senza rancori, senza duri colpi nella relazione col marito, che continua ad amare intensamente e fisicamente, con una presa di coscienza maggiore e con maggior sincerità nei confronti di se stessa. Perchè Marie scopre che non si può essere pienamente felici se non si segue la propria natura; mentendo a se stessi ci si nega, si rovesciano i rancori e i livori alle persone che ci stanno accanto e ci si disconnette dal presente e dal mondo. 

Niente sentimentalismi nella clandestinità di Marie e il ragazzo universitario che le regala qualche ora di gioia fisica e libera, che Marie accoglie con un sano egoismo; nessuna svenevolezza, solo dei momenti di piacere che la riportano in contatto con la parte più vera di sé, quella più femminile, più donna, più desiderabile.

La protagonista decide che l’infedeltà al marito Jean è la fedeltà alla Marie che cercava dal tempo in cui quell’amore gentile e abitudinario le stava lanciando un segnale di perdita. E’ una donna lontana dalle convenzioni sociali, ricordiamoci che il romanzo è stato scritto nel 1940, possiamo quindi immaginare lo scandalo che ne derivò. Marie ascolta solo la sua voce perchè è consapevole essere l’unica a poterle ridare la felicità che merita, lei che con maturità salda e ferma, soccorre una sorella che tenta il suicidio, e che accudirà per giorni ai piedi del suo letto. 

Impossibile additare la Marie di questo romanzo, che parla a infinite donne; qui il tema non sono le scelte morali o immorali, il tema è la libertà, la libertà di essere se stessi come unico mezzo per raggiungere una felicità piena e consapevole; il tema è la grande volontà e l’immensa voglia di vita di questa giovane ragazza, che ama le persone, le atmosfere, le cose. Marie è capace di un amore che avvolge ma non soffoca, di un amore rispettoso ma anche di amori passionali e fugaci, di amori silenziosi e solitari. Marie trova in quelle fughe con l’amante, la ragione agli amori maschili, che nella sua realtà domestica la deludono come l’uomo che, una volta spossato dall’amore fisico, si gira a dormire dall’altra parte. In questo gesto, che può essere sostituito da altre abitudini tendenzialmente maschili, la donna si ritrova bisognosa di attenzioni e gentilezze che l’uomo lascia sulla strada del passato, ai primi giorni di corteggiamento. Madeleine Bourdouxhe racconterà infatti nel romanzo, la prima volta con il ragazzo senza nome, che la prenderà ancora, subito dopo il primo amplesso, e descriverà la felicità esplosiva della protagonista che pensa “allora gli uomini non sono tutti uguali”, ritrovandosi stretta a quelle braccia estranee, anche la mattina seguente, con una gioia persistente. 

Marie è “la diversa”, diverse da tutte le altre, “non si riduce alla vita semplice, alla scelta di carte da parati o di copridivani”. Non ha un figlio, e se lo avesse, “lo amerebbe con tutta la sua carne e il suo cuore, ma non si rattrista né si rallegra di questa assenza”; certamente non lo considera l’unico scopo della sua esistenza. 

Il tradimento, scarno di ogni pregiudizio, regalerà a Marie “la libertà di scavare nel suo inconscio e di ricostruirlo con le multiformi possibilità che offre la passione erotica. L’aiuterà a resuscitare la gioventù perduta; amplierà gli orizzonti del suo mondo”. 

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