L’IMMENSO LUCIAN FREUD E GLI ANIMALI

Lucian Freud è uno dei grandi dell’arte di questo secolo, nacque a Berlino l’8 dicembre del 1922 , è il nipote del padre della psicoanalisi Sigmund Freud.


Il padre di Lucian era un architetto, Ernst Freud, e la madre, Jeane MacAdam, una scultrice. Muore a Londra il 21 luglio del 2011.


Durante la sua esistenza ha dipinto quadri eccelsi, opere ineguagliabili con uno stile unico, personale, inimitabile.


 L’IMMENSO LUCIAN FREUD E GLI ANIMALI


Sarà per il privilegio di aver avuto un nonno come Freud, sarà che esiste qualcosa come la genetica, sarà, più verosimilmente, che in una famiglia si trasmettono inevitabilmente umori pensieri e sensazioni, fatto sta che Lucian Freud è stato un prodigio nella pittura come il nonno lo fu nell’indagine della psiche.


La sua rappresentazione dell’umano ha qualcosa d’inquietante ed iperrealistico; Lucian Freud, attraverso la sua genialità visionaria riesce a rappresentare il carattere profondo dell’umanità che si trova a dipingere, riuscendo, con una maestria unica, a rendere la disperazione, il dolore, quell’ angoscia che soggiace in ogni essere umano.


 L’IMMENSO LUCIAN FREUD E GLI ANIMALI


La capacità introspettiva di Lucian Freud sui soggetti che si trova a dipingere ha dello straordinario.


Oltre quest’aspetto, della sua pittura va sottolineata anche la capacità di donare carnalità alla carne , non è un gioco di parole, ma un modo per dire che carnale è la sua pittura perché indaga le profondità del corpo come metafora dell’essere.


I corpi di Lucian Freud stanno a voler mostrare l’inconscio, quella parte non rivelata che lui però riesce a cogliere e trasportare sulla tela . Come? Difficile dirlo, talvolta è l’ esagerazione di un’orbita oculare, talvolta un seno eccessivamente sceso, altre volte una smorfia del labbro, ma soprattutto è la fissità dello sguardo, la presenza assenza degli occhi a conferire all’umanità dipinta da Freud un che di inquietante e umano troppo umano, per dirla con Nietzsche.


 L’IMMENSO LUCIAN FREUD E GLI ANIMALI


L’aspetto interessante della mostra Lucian Freud and animal, a Siegen in Germania, è che questo straordinario artista è riuscito a rendere con gli animali la stessa operazione d’indagine caratteriale che fa sugli uomini.


Anche gli animali hanno un carattere e Lucian Freud riesce a coglierlo.


In questo Lucian Freud è in sintonia con suo nonno Sigmund che viveva in simbiosi con la sua chow chow Jofi.


 L’IMMENSO LUCIAN FREUD E GLI ANIMALI


Gli animali presenti nelle sue opere sono ancora più inquietanti delle donne e degli uomini che ritrae, la loro animalità si tramuta in umanità e l’umanità dei soggetti ritratti si tramuta in animalità.


Uno scambio che conferisce ancor più quell’atmosfera di totale abbandono alla vita, di gettatezza dell’essere per dirla con Martin Heidegger, un mondo dove regna la solitudine come spettro imprescindibile e sostanziale dello stare al mondo.


Nei quadri di Lucian Freud si respira l’aria malsana del non senso, c’ è puzza di inconscio nei suoi quadri, degno nipote di cotanto nonno.

Lucian Freud and the Animal.Siegen, Museum fur Gegenwartskunst (Unteres Scholoss 1, www.mgk-siegen.de fino al 7 giugno.

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