MAGDALENA ABAKANOWICZ, LA FOLLA INQUIETANTE E IL SUO TOTEM

Magdalena Abakanowicz nata a Falenty, vicino Varsavia, nel 1930, scultrice, indaga da ormai molti anni il tema delle folle.

Nel 1954 completa gli studi all’Accademia di Belle Arti di Varsavia, insegna all’Accademia di Belle Arti di Poznań.

Nel 1965 ha ricevuto la medaglia d’oro durante la VII Biennale Internazionale dell’Arte a San Paolo. Nel 1972 ha ottenuto il premio statale di primo rango della Repubblica Polacca.


E’ l’erede di una ricca famiglia di possidenti terrieri che però perderanno tutto, costretti dal partito comunista a lasciare la propria casa.

Fino al 2 agosto 2015 a Venezia all’isola di San Giorgio sarà possibile visitare la mostra Crowd and Individual, un’istallazione inquietante della Abakanowicz che sta già riscuotendo grande successo .

Si tratta di un esercito di uomini di juta, una massa di uomini mutilati che sembrano muoversi in sincrono verso una scultura di un animale strano, una sorta di totem che conserva le sembianze di un animale stilizzato.


MAGDALENA ABAKANOWICZ, LA FOLLA INQUIETANTE E IL SUO TOTEM


Voler comprendere quest’opera straordinaria e inquietante attraverso la biografia dell’autrice è un’ operazione inutile, poco feconda .

Non è mai auspicabile leggere un’opera d’arte rifacendosi agli elementi biografici dell’artista, certo qualcosa del vissuto s’insinua nella creazione artistica ma il biografico, la vita, è poca cosa di fronte ad un’opera che è il frutto di una riflessione sublimata dell’artista .

Magdalena Abakanowicz è stata, durante il periodo della dittatura comunista, un’artista dissidente, non ha mai voluto aderire ai dettami del Partito Comunista russo che imponeva la sua idea di arte: il realismo socialista.


“La propaganda comunista interveniva costantemente per dirci quello che dovevamo pensare e noi evadevamo mentalmente”, cosi dichiara Magdalena Abakanowicz.

La sua opera si pone in qualche modo all’opposto dell’asservimento a un regime .

La folla amorfa metaforicamente senza testa che si nuove verso un idolo stupido, un animale insignificante è una critica feroce, troppo feroce, a ogni sistema costituito.

Tutta la storia dell’umanità si potrebbe leggere secondo il grado di sottomissione delle masse a un idolo, a una ideologia o ad una religione.

A questa profonda questione della sottomissione delle masse, che non pensano ma che seguono spesso idoli di carta o leader insignificanti è dedicata l’opera di Magdalena Abakanowicz.


Una profonda critica sociale la sua che, anche fuori dai sistemi totalitari, dove le folle sono annientate sotto un’unica visione dell’esistenza, trova anche oggi la sua purtroppo drastica e catastrofica applicazione .

L’Abakanowicz, insomma, cerca di urlare con la sua arte il kantiano Sapere aude che fece dell’illuminismo tedesco e poi francese la stagione forse più florida del pensiero umano.

E’ inquietante l’animale totemico che guarda la folla disperata che gli va incontro.


Un essere simile non può dare senso alle loro vite ma loro avanzano, come sopravvissuti che hanno rinunciato ad un identità, verso un barlume di potere.

L’animale, mancando di pensiero è il simbolo dell’essere bestiale, un essere che pervade però il godimento più basso quello dell’istinto distruttivo e violento che è poi il motore delle guerre.

L’individuo può distinguersi dalla folla attraverso il pensiero libero e la propria auto affermazione, tutto questo sembra suggerire Crowd and Individual, l’istallazione disumana di Magdalena Abakanowicz .

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