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Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità

“Non c’è foto tra quelle scattate dagli esordi ad oggi che non rientri all’interno di un progetto, di un’idea stabilita prima di mettermi alla ricerca del soggetto più adatto ad esprimere il concetto, il senso di quanto pianificato. Fotografo con gli occhi, non con la macchina”.
(Mimmo Jodice)


Si tratta di uno dei più grandi omaggi a Mimmo Jodice, in occasione dei suoi ottant’anni, la grande mostra che il Museo Madre di Napoli dedica a uno dei più grandi fotografi del mondo a cui la città di Napoli ha dato i natali nel 1934.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


Mimmo Jodice comincia a fotografare nei primi anni cinquanta e spiega che a quei tempi: “la fotografia non era considerata né un bene culturale né tanto meno un linguaggio artistico, un periodo in cui io ed altri abbiamo creduto fosse giunto il momento di riscattare quest’arte dall’inosservanza. Per far capire al pubblico cosa fosse la fotografia fu necessario innanzitutto interrogare me stesso sul suo significato, da questa domanda e dalla parte finale della definizione di fotografia trovata sul vocabolario, “che serve a riprodurre fedelmente la realtà”, sono sorte le mie prime indagini.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


Non condividevo e non condivido tutt’ora questa definizione, ma per smentirla avevo bisogno di sperimentare, di analizzare il linguaggio fotografico, così negli anni Sessanta ho portato avanti le sperimentazioni tecniche e linguistiche, dalle quali sono usciti i miei autoritratti, per me metafora dello sguardo, o le ipotesi di immagini per riprodurre fedelmente la realtà, fra le quali per esempio Ferrania”.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


Napoli gli rende un grande omaggio per la prossima primavera, inaugurerà venerdì 16 maggio 2016, e si tratta della più ampia retrospettiva a lui dedicata.
La mostra presenterà più di cento opere partendo dagli anni sessanta sino agli ultimi lavori come il ciclo Attese che è stato realizzato da Jodice proprio in occasione della mostra.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


L’estetica di Jodice affonda le sue radici nella grande tradizione artistica napoletana e per la sua grande ricercatezza formale pare essere figlio diretto dei grandi pittori napoletani del seicento come Luca Giordano, Mattia Preti, Fabrizio Santafede, Aniello Falcone e Salvator Rosa, solo per citarne alcuni.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


A questi grandi della storia dell’arte lo lega la grande potenza estetica e la rigorosa ricerca formale.
La passione formale di Jodice si sposa con la ricerca delle radici; la storia e l’antichità lo affascinano e determinano il suo modo di guardare il presente.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


Nei suoi scatti, anche quando si concentra solo sul paesaggio c’è sempre qualcosa di remoto, arcaico, come se cercasse nel presente, anche in una semplice roccia sul mare un contatto con l’eternità.
Dietro le sue opere c’è grande tecnica, stampa personalmente in camera oscura le sue foto, costruendole anche in fase di sviluppo.


Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità


In questo l’istante fotografico in Jodice mostra ciò che davvero è: tentativo di determinarsi all’interno del passato e del futuro.



Mimmo Jodice, uno sguardo sull’eternità

http://www.madrenapoli.it/progetti-della-fondazione/matronato-alla-carriera-a-mimmo-jodice/

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