Joan_Miro_1-(1)

Soli di notte, Joan Miró splende a Villa Manin

“Sentivo un profondo desiderio di evasione. Mi richiudevo liberamente in me stesso. La notte, la musica e le stelle cominciarono ad avere una parte sempre più importante nei miei quadri”.
Joan Miró


Joan Miró nato a Barcellona nel 1893 , muore a Palma di Maiorca nel 1983.
Miró è uno di quegli artisti che appartengono all’olimpo della storia dell’arte.
La sua pittura è intrisa di sogno e segni primordiali, l’inconscio la attraversa donandogli un’aura di magia assoluta.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Le sue tele sono costellazioni immaginarie di cieli, lune abbozzate e esseri primordiali che sembrano attraversare un universo parallelo in un’ atmosfera senza tempo dove lo spazio sembra costruirsi solo con la potenza del colore e con la presenza solitaria di segni che richiamano ad un essere, quello dell’artista, che cerca un confine, uno spazio impossibile, un altrove…
E’ risaputa la fascinazione di Mirò per il misticismo di San Giovanni della Croce e Santa Teresa d’Avila, che ebbero la loro “casa” proprio in Spagna come lo stesso Miró.
Per comprendere la malinconia e il desiderio di sconfinamento e di ricerca di un altrove che serpeggia e sostanzia l’intera opera di Mirò, bisogna infatti far riferimento proprio al misticismo di matrice catalana.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Come i mistici Miró conobbe la difficile arte/pratica dell’annullamento di sé, della rinuncia a sé stesso che non fu per il catalano un atto di masochismo, come banalmente si può intendere, ma un modo preciso di stare al mondo e di guardare il mondo.
Infatti attraverso la rinuncia e a quell’essere distante da sé, Miró aveva accesso alla dimensione più autentica del suo essere, il suo essere pittore, il suo donarsi completamente allo spazio della tela, uno spazio, l’unico, in cui si reperiva ed era qualcosa.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


“Se non dipingo divento inquieto, mi sento depresso, mi tormento, sono triste, ho idee nere e non so che cosa fare di me stesso. Io sono d’indole tragica e taciturna. Nella mia giovinezza ho conosciuto periodi di profonda tristezza. Ora sono abbastanza equilibrato, ma tutto mi disgusta: la vita mi sembra assurda… Se vi è qualcosa di umoristico nella mia pittura, non è il risultato di una ricerca cosciente. Questo humor deriva forse dal bisogno di sfuggire al lato tragico del mio temperamento. E’ una reazione, ma involontaria”.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Inoltre afferma che: “L’anonimato mi permette di rinunciare a me stesso, ma rinunciando a me stesso giungo ad affermarmi maggiormente” .
La sua biografia è affascinante soprattutto in punto: in seguito ad un forte esaurimento nervoso abbandona definitivamente le aride attività cui era costretto (contabile in una drogheria) e inizia a dedicarsi a tempo pieno alla pittura.
Passa un lungo periodo di convalescenza a Mont – Roing del Camp, un luogo che sarà per Mirò, insieme a Palma di Maiorca, fonte di grande ispirazione per la sua arte.
La mostra nella splendida Villa Manin a Passariano in provincia di Udine è un viaggio inedito negli anni della maturità di Mirò.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Difatti come egli stesso ha dichiarato: “Più invecchio, più forte è la tensione. Questo inquieta mia moglie. Più invecchio, più divento folle o aggressivo. Cattivo se vuole!”.
L’inquietudine e la bellezza delle sue ultime tele sono qualcosa di difficilmente spiegabile.
Il tratto si fa più intenso, aumenta la presenza del nero e sono gli anni in cui il bisogno di isolamento di Mirò si fa sempre più intenso .


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Nel 1956 si trasferisce definitivamente a Palma di Maiorca dove troverà il suo paradiso , sarà la fase più prolifica della sua produzione artistica grazie anche al grande atelier che si fece costruire dall’amico architetto Luis Sert.
Sono anche gli anni delle sculture e delle opere grafiche, insomma la sua attività artistica a Palma di Maiorca s’intensifica tanto che la vecchiaia di Mirò, invece che essere un momento di stasi e di stanchezza della vita, diventa un momento di nuove idee e nuovi slanci creativi.
Da uno che sembrava votato a fare il contabile in una drogheria non ci si sarebbe mai aspettato che diventasse uno dei più grandi pittori del mondo.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


Mai esaurimento nervoso più fu benevolo nella storia dell’arte!
L’esaurimento nervoso servì a Miró per capire che gli unici conti che avrebbe potuto fare nella vita erano quelli con i colori e le forme .
Mirò ha donato all’umanità un patrimonio incredibile di arte e poesia.
La mostra a Villa Manin porta in scena quadri intensi dove domina la fascinazione di Mirò per la notte , gli spazi vuoti e l’immobilità delle forme.


Soli di notte, Joan Miró splende  Villa Manin


L’immobilità e il vuoto lo affascinavano molto: “L’immobilità per me evoca grandi spazi in cui si producono movimenti che non si arrestano, movimenti che non hanno fine. È, come diceva Kant, l’irruzione immediata dell’infinito nel finito. Un ciottolo, che è un oggetto finito e immobile, mi suggerisce non solo dei movimenti ma movimenti infiniti che, nei miei quadri, si traducono in forme simili a scintille che erompono dalla cornice come da un vulcano”.
Predomina in questa ultima fase della sua arte il nero intenso e tragico, come la sua pittura intrisa di infanzia , vita, morte e poesia.


JOAN MIRÓ A VILLA MANIN — SOLI DI NOTTE
Villa Manin
Piazza Manin, 10, 33033
Passariano, Codroipo UD
Telefono:0432 821211
da Sabato 17 Ottobre a Domenica 3 Aprile 2016
http://www.villamanin-eventi.it/le-nostre-proposte/mostre/JoanMiro

TODAY

12 Nov

Tuesday

Le Rubriche

Photo Gallery