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YOKO ONO E I SUOI ANNI SESSANTA AL MOMA DI NEW YORK

Yoko Ono, nata a Tokyo il 18 febbraio del 1933, figlia di un ricco banchiere, è una di quelle artiste di cui tutti parlano ma di cui nessuno conosce veramente bene il lavoro.
Ammirata dalla critica odierna non ha sempre avuto unanimi consensi.
Una mostra al Moma di New York la celebra riportando in auge il lavoro artistico degli anni sessanta, si tratta di un’antologica che è una consacrazione della sua fase concettuale.
La sua biografia è abbastanza movimentata: dopo la seconda guerra mondiale si trasferisce con i propri genitori da Tokio a New York dove si sposa più volte e divorzia, prima di incontrare il grande amore della sua vita John Lennon.
Fu lui il primo a condividere ed apprezzare il talento artistico di Yoko Ono.
Si incontrarono per la prima volta nel 1966 a Londra all’Indica Gallery dove era in corso una mostra di Yoko Ono.


YOKO ONO E I SUOI ANNI SESSANTA  AL MOMA DI NEW YORK


Lennon rimase colpito dalle opere, in particolare c’era un’installazione con una scala davanti ad una tela nera e che per mezzo di specchietti faceva leggere la parola “Yes”, c’era anche una mela esposta con la targhetta “Mela” che costava di 200 sterline, John Lennon ne rimase stupito.
Lennon si divertì a giocare con Ono quando di fronte al suo rifiuto e a quello del gallerista di farle inserire un chiodo in un opera e di fronte alla richiesta di denaro da parte del gallerista , Lennon rispose:
“Ti darò 5 scellini immaginari se tu mi lasci inserire un chiodo immaginario”.
I due dopo quell’incontro iniziarono a frequentarsi, il loro fu senza dubbio un grande amore e un grande sodalizio spirituale .
La passione di Lennon per questa donna e l’incontro propria in una galleria d’arte dimostra quanto Lennon fosse oltre la cultura pop che lui rappresentava con la sua musica.
Dopo tre aborti, forse dovuti all’uso eccessivo di stupefacenti, il 9 ottobre del 1975 che era anche il compleanno di Lennon, Ono ebbe un figlio che chiamarono Sean.


YOKO ONO E I SUOI ANNI SESSANTA  AL MOMA DI NEW YORK


Il museo Moma gli dedica un’antologica che si concentra principalmente su i primi anni sessanta, quando l’artista comincia a sperimentare muovendosi tra arte concettuale, critica istituzionale, body art, performance.
La sua opera si pone in direzione non solo di un ascetismo come critica del presente ma anche come azione di protesta, atto rivoluzionario.
Portò, all’interno dell’opera d’arte, il concetto, divenuto ormai scontato, di interazione con lo spettatore.
Alcune delle sue opere si possono anche calpestare come per esempio Painting to be stepped on, del 1960.
Famosa fu la mostra non autorizzata al Moma , dove appunto la Ono entrò senza autorizzazione con la performance Museum of modern (f) art.
All’ingresso Ono mise un cartello che annunciava una sua mostra dove il pubblico era invitato a individuare le mosche che lei aveva liberato all’interno del museo.
La mostra si ferma agli anni sessanta ed è sempre di quegli anni è l’opera Touch Poem, poesie da toccare.
Talvolta sopravvalutata, di certo oggi unanimemente apprezzata dalla critica ufficiale, Yoko Ono, ricchissima e spregiudicata, si è potuta permettere il lusso di giocare a fare l’artista intercettando e rifacendo a suo modo tutto ciò che negli anni sessanta andava per la maggiore: il concettuale, la body art, le performance interattive.
Da allora non sembra abbia fatto grandi passi rimanendo legato il suo nome a quello di Lennon, la cui morte violenta ad opera della mano di un pazzo fanatico, ha contribuito a creare un’aura di grandezza intorno Yoko Ono, una mitologia, quella di Lennon e dei Beatles, di qui lei è, per quanto brava, debitrice.

YOKO ONO-ONE WOMAN SHOW 1960-1961. New York, Moma 8 www.moma.org)
Dal 17 maggio al 7 settembre.

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