Archive for febbraio, 2018

Marilyn Monroe e Jacqueline Kennedy tornano a brillare sulla passerella di Moschino

MOSCHINO COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2018/19

Marilyn è stata uccisa o si è davvero suicidata? La sua energia, quella voglia di vivere da “bellissima bambina” come la soprannomino’ Truman Capote, anche lui avrebbe pensato ad un omicidio, lui che l’osservava mentre si mangiucchiava le dita e l’ascoltava “parlare sporco“, lui che le asciugava le lacrime quando quel giorno a Manhattan lei si disperava “Chissà cosa dirà la gente di me, se mi ricorderanno…Truman Capote, l’autore che in “Ritratti e osservazioni” avrebbe poi raccontato le debolezze di una star, le insicurezze mai superate, il bisogno costante di mostrarsi perfetta, truccata, habillè, lei, con quel viso che madre natura le aveva sfortunatamente dato, avrebbe ricorso alla chirurgia per eliminare la forma del naso “a maialino”, così si vedeva Marilyn, la bellissima Marilyn Monroe, la diva di Hollywood, l’eterno sex symbol.

E tra le donne che sfilano in questa settimana della moda milanese, c’è quella Marilyn. Come sarebbe se fosse in vita? Jeremy Scott prova a raccontarcelo, omaggia il suo nome e la sua figura iconica, regala a chi non ha accettato la sua morte, ancora quel po’ di magia, attraverso gli abiti che oggi l’attrice indosserebbe. E certo, sarebbero rosa, di quel rosa shocking, sarebbero glitterati e carichi di luce, come i diamanti, i suoi migliori amici.


Moschino FW 2018 – Marilyn Monroe


Ma la Hollywood dei ’50/’60 ci ha regalato un’altra icona, meno esuberante, decisamente sobria, perfettamente elegante: Jacqueline Kennedy Onassis, la first lady statunitense detta Jackie.

Pur non desiderandolo, le due donne erano in qualche modo legate; durante l’anno della carica kennedyana, si parlo’ della relazione extraconiugale che Marilyn aveva con l’allora Presidente degli Stati Uniti d’America John F. Kennedy. Nello stesso periodo, si vociferava di un flirting tra la diva dai capelli platino e Anton Szandor Artur LaVey, il fondatore della chiesa satanica. Fu lui, dicono, a lanciare una maledizione su Kennedy per gelosia; ma le voci complottiste non portano da nessuna parte e non danno risposte.

Dalla sua, Jackie, ha regalato la maestà che al popolo americano era sempre mancato.
Il suo stile crea tendenze e detta legge, mai uno scivolone, paragonate a lei, le first lady successive sono ancora scolarette.

Jacqueline Kennedy – Moschino FW 2018



Era troppo perfetta” dice oggi Jeremy Scott, designer del brand Moschino, “un’extraterrestre“, una natura proveniente da un’altra galassia. Così la immagina: blu come un Avatar, ma dai capelli perfettamente acconciati, con i riccioli all’insu’ e il cappellino da brava ragazza, i guanti abbinati alla borsetta e gli abiti di un fluo ultraterreno.

Sono stelle cadute tra noi, brillano anche se non possiamo vederle, i loro nomi sfileranno ancora, sulle passerelle, nei libri, negli archivi di moda, tra le donne della storia.

Sfoglia la collezione Autunno Inverno 2018/19 di Moschino:



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Trussardi sfila alla Milano Fashion Week 2018 – collezione FW 2018

TRUSSARDI COLLEZIONE AUTUNNO/INVERNO 2018

Da una parte c’è chi osa con lo show di teste mozzate e draghetti surreali, dall’altra rimane chi fa forza del proprio nome sulla sobrietà, sui capi must che hanno fatto storia, come il capospalla over Trussardi, il blazer sartoriale, il pantalone dalla linea perfetta.

E’ un inverno freddissimo in casa Trussardi, che vuole giacconi oversize sia in montagna che in città, la maglieria è di altissima qualità, le pellicce vengono stampate, il tartan si fa macro e la pelle nera viene arricchita da tagli di colore o da lampo per un effetto streetwear.



Volutamente senza tempo, nessuna distinzione tra daywear e casualwear, gli elementi Trussardi hanno le sfumature della luce, quella fredda di montagna e quella calda della golden-hour; e il soggetto montagna ritorna protagonista sulle t-shirt e sulle ampie silhouette importanti, che regalano un’aura di solennità ma che soprattutto proteggono dalle fredde passeggiate innevate.


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Il culto del saper fare italiano e un certo romanticismo japan, raccontano la collezione Autunno Inverno 2018 di Trussardi, che ha deciso di sfilare durante la settimana della moda milanese unendo l’uomo e la donna.

Gli accessori spaziano dai maxi marsupi unisex e zaini in tessuto tecnico. Shopping extralarge in pelle stampata o personalizzate con logo a ricamo e dettagli in pelliccia, tracolle intercambiabili, scarpe maschili iconiche e iper-tradizionali con linguetta e due fibbie laterali; per la donna stivali mezzo polpaccio e tronchetti con tacco medio nei toni del beige, blu notte e black.

Guarda la collezione Autunno Inverno 2018 di Trussardi:



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Intervista a Gian Paolo Barbieri: la fotografia è una profonda testimonianza della condizione umana

Gian Paolo Barbieri nasce nel centro di Milano, da una famiglia di grossisti di tessuti dove, proprio nel grande magazzino del padre, acquisisce le prime competenze inerenti la fotografia di moda. Muove subito i primi passi nell’ambito teatrale diventando attore, operatore e costumista; in seguito, gli viene affidata una piccola parte non parlata in ”Medea” di Luchino Visconti. Ed è proprio il cinema noir americano ad incuriosirlo sulla gestione della luce e il senso di movimento, che rende gli attori e i personaggi ancora più affascinanti e dotati d’immensa autorità. A Parigi, inoltre, assiste il celebre fotografo di Harper’s Bazaar, Tom Kublin. Le campagne commerciali di Barbieri contribuiscono a definire la moda degli anni ’80 e ’90 dei marchi più famosi: Yves Saint Laurent, Chanel, Givenchy e Vivienne Westwood, Gianni Versace, Valentino, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré.

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I suoi ritratti si differenziano per una naturale e straordinaria eleganza. Cos’è, per lei, l’eleganza?

L’eleganza si può paragonare alla bellezza. L’eleganza è cultura. I greci dicevano: “Dove nasce la bellezza nasce la cultura”. L’iconografia della bellezza si fonde sulla visione radicale della libertà. La libertà come la bellezza, non si concede, si prende. Come diceva A. Camus, “La nostra epoca ha nutrito la propria disperazione nella bruttezza e nelle convulsioni”. Noi abbiamo esiliato la bellezza; i greci hanno preso le armi per essa.

Tra le donne che ha ritratto vi è anche la raffinata Audrey Hepburn. Cosa ricorda di lei?

Era il 1969 quando ho fotografato Audrey Hepburn. Eravamo a Roma nello studio di Valentino per Vogue Italia. Lei era molto gioiosa, mi disse che si era appena sposata con il Dott. Andrea Dotti. E’ arrivata con delle pantofole perché così, mi disse, non avrebbe sporcato il fondale bianco. Mi ricorderò sempre della sua estrema eleganza, quell’arte che nasceva dai suoi studi di danza, prima di approdare nel teatro e nel cinema.

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Le sue immagini spiccano per un grande rigore formale. Come si pone rispetto all’errore?

Da ogni errore vedo un’opportunità, infatti, molte delle mie fotografie più belle nascono dai miei stessi errori.

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Come nasce il suo interesse per la fotografia?

Attratto dal cinema e dal teatro sono andato a Roma. Per pagarmi la pensione, facevo i test ai ragazzi di Cinecittà con la mia prima macchinetta fotografica, poi sviluppavo la pellicola. Nella pensione mi davano il permesso di usare il bagno di notte, dove stampavo le mie foto e al mattino seguente le consegnavo dopo averle posizionate sotto il letto per farle asciugare. Poi un conoscente di mio padre, Gustave Zumsteg, nonché proprietario dell’azienda Abraham di tessuti di Zurigo, mi chiese di fargli vedere le mie fotografie, anche se erano totalmente amatoriali, gliele ho fatto vedere e mi disse: “Tu hai una sensibilità pazzesca e sei tagliato per fare la moda”. Io sono rimasto allibito, non sapendo nemmeno cosa fosse la moda. Dal momento che in Italia non esisteva ancora, le riviste compravano dei servizi fotografici già pronti, confezionati dalla Francia. Da lì, andai a Parigi per lavorare con Tom Kublin: un’esperienza che segnò decisamente l’inizio della mia carriera come fotografo.

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Qual è l’aspetto a cui presta più attenzione mentre ritrae in particolare una donna?

Una donna deve essere estremamente femminile, non importa se presenta dei difetti poiché il più delle volte aiutano la fotogenia. Deve attrarre e sedurre chi osserva l’immagine. Lo sguardo è molto importante per me.

Creatività e fotografia di moda. Come si conciliano nei suoi lavori?

Tutte le arti influiscono sulla creatività fotografica. Una buona conoscenza della pittura, scultura ma anche cinema e letteratura, aiutano sicuramente il fotografo a conciliare la moda con la creatività. Per me non esiste la fotografia senza la propria capacità di invenzione. Molti pittori hanno influenzato la mia creatività unendola al mondo della moda come Gauguin, Michelangelo, Hockney, Holbein, Bacon e Rothko.

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L’avvento dei social quanto ha influenzato la fotografia di moda?

Completamente. La fotografia di moda, intesa come lo era qualche anno fa, non esiste più in seguito all’avvento dei social. Con essi, infatti, si è persa quella poesia che c’era nell’utilizzare il negativo. E’ cambiato anche lo stile, non essendoci più la moda come era concepita una volta, ossia con dei temi ben precisi che la fotografia rispecchiava. Con i social oggi, ognuno fa quello che gli pare; non viene più rappresentato uno stile, un’eleganza o un modo di essere.

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Se dovesse associare una parola alla sua fotografia, quale sceglierebbe?

Metafore della visione.

Fotograficamente parlando, si reputa soddisfatto di ciò che ha ottenuto finora?

Mi reputo abbastanza fortunato perché la fotografia è una profonda testimonianza della condizione umana. Fotografare è guardare in faccia la vita e fare della propria esistenza un’opera d’arte, come citava D’Annunzio.

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Ci può accennare i suoi prossimi rendez-vous fotografici?

Sto lavorando su un nuovo progetto fotografico ispirato al poeta inglese Shakespeare, proprio in occasione della celebrazione dei 400 anni dalla sua morte. Prendo infatti ispirazione dalle più famose tragedie e dai sonetti del drammaturgo britannico, per poi trascriverle attraverso il mio occhio.
Inoltre, da quest’anno, è stata costituita la Fondazione Gian Paolo Barbieri; si tratta di un’istituzione culturale no-profit che promuove l’arte, la fotografia e ogni forma di espressione culturale nelle sue diverse realizzazioni attraverso workshop, collaborazioni con istituzioni e attività formative. (www.fondazionegianpaolobarbieri.it).

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Gian Paolo Barbieri, tramite la sua sapiente fotografia, la collaborazione a riviste di grande importanza come Vogue America, Vogue Paris e Vogue Germania e grazie ai suoi eccellenti contributi a Vogue Italia con le campagne pubblicitarie dei marchi più noti, ha rinnovato profondamente la fotografia di moda italiana. Il senso di equilibrio, proporzione ed estrema armonia di derivazione classicistica sono il punto di forza del suo linguaggio personale e il riflesso di uno spirito di ricerca artistica, dovuto ad un’incessante curiosità. La sua Fondazione, costituita nel 2016 dallo stesso artista, è un’istituzione culturale che opera nel settore delle arti visive e che persegue finalità di promozione della figura artistica del Fondatore, delle sue opere fotografiche, dell’attività artistico-creativa nonché, più in generale, di promozione della fotografia storica e contemporanea.

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Gisele Bundchen e Chiara Ferragni per Intimissimi

Intimissimi per la campagna Primavera/Estate 2018 sceglie come protagoniste:
Gisele Bundchen e Chiara Ferragni


Intimissimi presenta la campagna EMPOWERED WOMEN.
Più di un semplice advertising: un vero storytelling dedicato alle donne di successo, capaci di ispirare e motivare con le proprie parole e i propri gesti attraverso la loro vita.

Le campagne stampa, TV e web vedranno protagoniste due donne che, in modi differenti, hanno saputo affermarsi grazie alla propria personalità, a uno stile unico e a idee innovative e all’avanguardia: la top model Gisele Bundchen e l’influencer Chiara Ferragni.

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Ancora una volta, è il claim EMPOWERED WOMEN a raccontare il mood di questa campagna, sulla scia del successo del precedente advertising #insideandout per comunicare il mondo dell’underwear e della lingerie in modo non convenzionale. La bellezza esteriore di una donna è solamente una conseguenza della sua forza e della sua personalità interiore. Un’anima ricca di sfaccettature che emerge dalle apparenze, proprio come la lingerie: c’è, ma non si vede.

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Sono due le nuove Talent di Intimissimi, Gisele e Chiara. Due donne forti, di carattere, che grazie alla loro forza hanno saputo lasciare il segno. Gisele ha rivoluzionato il mondo delle passerelle con la sua bellezza non convenzionale, fino a reinventarsi in imprenditrice di successo e attivista impegnata nella salvaguardia dell’ambiente, e non per ultima mamma. Chiara è stata tra le prime a credere nelle potenzialità del digital nel mondo del fashion, creandosi su misura una professione che, oggi, le ha permesso di diventare la fashion influencer più rilevante al mondo oltre che una designer e una business woman.

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Due donne che si raccontano, svelando come la sensualità e la seduzione, valori che tradizionalmente sono al centro di un advertising di lingerie, possano trasparire dalla loro tenacia, ambizione e passione. A sottolinearla, gli iconici prodotti Intimissimi, come il top best seller in seta che nasconde dolcemente due delle novità della prossima collezione Primavera/Estate: i reggiseni Elena ed Eleonora, rispettivamente indossati da Gisele e Chiara.

Cos’hanno in comune Freud e la collezione Daizy Shely SS18?

COLLEZIONE DAIZY SHELY PRIMAVERA ESTATE 2018

Il padre della psicanalisi Sigmund Freud, in uno dei suoi scritti rivela questa frase:

Non siamo mai così esposti alla sofferenza, come nel momento in cui amiamo”.

Veritiera lo è per tutti, per chi nel rapporto d’amore si butta senza paracadute, senza freni, senza maschere. Si diventa vulnerabili.



Daizy Shely
, la designer israeliana, si ispira a questa pulsione tra Eros e Thanatos per costruire una collezione giocata sui contrasti, su luci ed ombre, sugli equilibri instabili.

L’immaginario dei nostri desideri inventa la persona amata, la vita porterà a quel momento in cui bisognerà fare i conti con la realtà e sarà l’esasperazione della sensazione di ansia, di fine, di morte, di distacco, contrapposta alle euforie emotive del sentimento, di attrazione, di forza, tenerezza, dialogo, fedeltà e fiducia.

Nei colori della collezione Primavera Estate 2018 Daizy Shely, nella scelta delle forme e delle strutture, dei tessuti, delle linee femminili, si intuisce la trasformazione che avviene nella donna in questa fase complicata a cui tutte ci affacciamo.

Le stampe degli abiti rappresentano dei Cupido fluttuanti in cerca di armonia, e sono frutto della collaborazione con l’artista Umberto Chiodi.

Tessuti informali e maschili come il denim si abbinano ai più delicati pizzi macramè e crépon, muliebri, femminili.
Dolce in turchese, sensuale negli abiti a sirena, la donna Daizy Shely non rinuncia al suo ruolo nemmeno quando indossa il trench, trasformato in abito, che lascia libere spalle e décolleté.

E’ il suo modo di raccontarsi, multiforme, multisfaccettata come un prisma, e carica di luce nonostante i continui conflitti tra oscurità e felicità.

I colori must sono il verde acido, il rosso corallo, il giallo limone, il turchese.

Sfoglia qui tutta la collezione Primavera Estate 2018 Daizy Shely:



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Il lampadario che ricorda il profilo dell’Etna

Il lampadario Etna è un felice esempio di quando il design si ispira alla natura.


Camisa 11 Design ha scelto un punto importante sulla carta geografica della nostra penisola, il rilievo creato dal vulcano Etna, e ha pensato di riprodurre le curve di livello, le isoipse, di questa massa rocciosa. Ogni isoipsa è distanziata dalla successive da una placchetta di betulla così che il tutto, una volta assemblato, riproduca il profilo dell’Etna.

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Questo lampadario rappresenta pertanto un oggetto di grande suggestione che ha sicuramente un impatto visivo molto forte, grazie anche alle ampie dimentisioni (la base raggiunge 1 metro di ampiezza).

Etna viene prodotto in cartone a nido d’ape e pure ondulato, incontrando in tal modo il gusto di chi preferisce una finitura piuttosto che l’altra: nella versione a nido d’ape è possibile avere la colorazione bianca, nera o nel colore naturale del cartone, cioè avana. Con il cartone ondulato invece il colore disponibile è solo l’avana.


Il lampadario è corredato dal cavo di alimentazione ricoperto da un tessuto tipo seta e dal portalampada metallico effetto rame.

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La donna Futura e Romantica di Greta Boldini

Greta Boldini fa emergere sulle passerelle di Altaroma, una donna che combatte a suon di sentimenti i mali del mondo, e lo fa con garbo e delicatezza.


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Una visione romantica e futuristica, un grido di speranza per tutte le donne.



In questo modo Greta Boldini, ha voluto rappresentare attraverso la sua collezione fall/winter 18-19, le donne del mondo sulle passerelle di Altaroma. All’interno degli spazi del Coin Excelsior, sito in Via Cola di Rienzo, le modelle hanno affascinato i presenti fasciate da abiti colorati e di un’estrema eleganza mista a contemporaneità.


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Il brand fondato a Roma nel 2011 con alla guida artistica Alexander Flagella ha cercato di trasmettere la parte più emozionale e significativa delle fragilità di ogni donna. La collezione “Her”, è nata dall’ispirazione del titolo di un film di Spike Jonze, che racconta con estrema delicatezza un tema attuale e doloroso: la depressione.


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La cura dunque è l’amore, non c’è spazio per l’odio, per le delusioni, le sconfitte, il futuro si lega inevitabilmente a un passato nostalgico ma romantico, fatto di sfumature colorate ma anche di ribellione.


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La vera rivoluzione è vivere, seppur in modo intimo, la propria visione di vita, la libertà, l’equilibrio, saper scegliere liberamente cosa dire e fare, essere felici, vivere sfrontatamente questi sentimenti è la vera ribellione, la salvezza, la vita! Greta Boldini attraverso le sue creazioni, vuole sottolineare questo concetto, spogliando la couture per trasformarla in quotidianità accessibile, per possedere un guardaroba confortevole, dinamico, colorato, di tendenza.


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Una collezione che affonda le radici in un passato romantico e importante. Le donne che hanno ispirato questo mood, sono la giovane al pianoforte o Madame Lacroix protagoniste del dipinto di Giovanni Boldini, o la Kristen dei Cigarettes after Sex, ma anche donne che credono nelle emozioni, nella forza della poesia, nella bellezza, nei sentimenti veri e sinceri.


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Una donna che non è lontana dal nostro essere, perché sono le donne di tutto il mondo, siamo noi!


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Photo credit: LG – web

IL DEBUTTO DI BIUU ALLA MILANO MODA UOMO

Presso il Four Season Hotel di Milano l’imprenditore e Direttore Creativo Wu Hao presenta per la prima volta in Europa, in occasione di Milano Moda Uomo, BIUU, il brand che trascende la realtà attraverso ricercate influenze orientali.

BIUU, nome di fantasia che nasce dalla passione di WuHao per la dimensione irreale dell’universo, presenta una collezione divisa in tre parti “Sant Collection”, “Vanguard Collection” e “Devildom Collection” e ispirata a cinque temi principali, tutti legati alla tradizione culturale cinese. Principale motivo ispiratore è lo Shan Hai Jing, l’opera che descrive la Cina antica in chiave mitologica e che trova spazio nella collezione attraverso la rappresentazione di fiere selvatiche, tra le quali emerge la figure del batcat, il gatto-pipistrello. L’iconografia classica cinese trova espressione anche nei capi più minimal: la nuvola, simbolo ricorrente della Cina imperiale e augurio di buon auspicio diventa elemento grafico di sweater dal taglio pulito e dalle cromie essenziali. Il concetto del volo è esplorato anche attraverso la figura del cavallo, ricollocato all’interno di un universo indefinito. La collezione si ispira anche agli elementi della natura, in chiave orientale: oro, acqua, legno, fuoco e terra. I colori giocano sulla scia dello yin e dello yang: l’effetto è quello del dialogo e del contrasto. La fattura è preziosa: i tessuti arrivano dai migliori laboratori parigini ed europei. I dettagli sono curati. La struttura di collezione è ampia e diversificata: spazia dal capospalla formale allo sweater con grafiche, dal pants sportivo alla giacchetta minimal e moderna.

L’uomo BIUU veste moderno e contemporaneo: cita la più antica tradizione orientale e diventa esteta di uno stile nuovo e internazionale.



Fondato a Parigi nel 2016 dallo stilista e imprenditore cinese Wu Hao, BIUU è un brand di menswear con sede a Shangai già presente con boutique monomarca nelle vie più esclusive della metropoli cinesI e che dopo il debutto a Milano punta a consolidare la sua presenza a livello internazionale, pianificando l’imminente apertura di showroom direzionali a Parigi e New York.

“Read Project” – fashion editorial

“Read Project” – fashion editorial 


TEAM


Fotografa: Edith De Michele

Stylist: Viviana Amato

Make Up Artist: Francesca Vinciguerra

Hair Stylist: Veronica Terenghi

Assistenti fotografo: Roberta Giannitto, Elena Collaro

Assistente stylist: Manuela Piccinini

Modella: Chiara Pino (Brave Models)
Location: Casa Bossi (Novara)




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Vestito e Trench: Davide Grillo. Scarpe: Chalom Sandals



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A destra. Abito e giacca in seta: Dress – mee. Cerchietto: Rosantica. Scarpe: ROSE’S ROSES



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A sinistra. Abito in cotone con stampa: Greta Boldini. Courset Bianco in pelle: Absidem. Trench: Miranda Konstantinidou. Cappello e Spalline: Rosantica. A destra. Body: Federica Zaletti. Abito Bianco: De tout je sais. Camicia con guanti e calze: Federica Zaletti. Guepiere rossa in pelle: Absidem. Collana e orecchini: Miranda Konstantinidou. Borsa nera Grande in pelle: Mich Vasca. Stivale Alto in PVC: Menghi



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A sinistra. Abito lungo Fucsia con farfalle e giacca: Tricot chic. Sandali Gladiatore in macramè: Damico Milano. A destra. Camicia in organza bianca: Greta Boldini. Spilla con farfalle: Rosantica


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Abito lungo: Tamo


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Abito turchese plissettato e gonna: Federica Lanari. Top con perline: Me by Alia. Collana: Miranda Konstantinidou. Scarpe glitterate: Giampaolo Viozzi



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A sinistra. Body e camicia con guanti: Federica Zaletti. Collana e orecchini: Miranda Konstantinidou. A destra. Abito lungo: Tamo. Mantella gioiello: Rosantica


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Abito nero con scollo a cuore: Tamo

Il “Paradiso” imperfetto di Davide Grillo

L’Eden e la sua imperfezione, donne angeliche che divengono guerriere in terra, questo è il paradiso imperfetto di Davide Grillo per Altaroma 2018


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Davide Grillo


La sua è stata una passerella colorata, avvolta da soffici nuvole, avvincente e talentuosa, che ha catturato gli spettatori da subito!
Davide Grillo, giovane talento classe ’93, finalista di “Who Is On Next” 2017, ha presentato ad Altaroma la collezione “Eden”, un “Paradiso Imperfetto” in cui risiede la bellezza dell’imperfezione.


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Chi dice che l’Eden sia un posto perfetto?
Secondo Davide Grillo è l’imperfezione la chiave della bellezza, un Eden in cui gli abiti nascono dall’amore per l’arte: i giochi di luci e ombre dei quadri di Mark Rothko, i delicati scarabocchi di Cy Twombly, il ‘500 con i floreali perfetti di Caterina De Medici, e lo stile punk degli anni ’80 fatto di proporzioni e volumi esagerati.


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Da qui l’idea di un Paradiso Imperfetto, rappresentato da donne dalla figura angelica avvolte dai toni colorati di un arcobaleno, che si posano sulla terra, divenendo realistiche una volta perse le loro magiche e imponenti ali auree.
Come un giardino trafitto dai raggi del sole, i colori esplodono in una vivacità quasi irrealistica: giallo sole, oro metallizzato, sfumature di rose rosse, e colori rubino che s’intersecano con pelli di serpente.


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Gli spettatori sono stati avvolti da un turbinio di bellezza, emozioni, e maestosità, proprio come un’esplosione di colori in un giardino fiorito, quando a conclusione la passerella si è colorata di Rosso, accompagnata dalle note dell’omonimo brano iconico degli anni ’80, della grande Raffaella Carrà.


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Davide Grillo è riuscito a lasciare in questa edizione invernale di Altaroma, un segno netto che resterà impresso nella storia della moda.
Sentiremo parlare ancora per molto tempo di questo splendido talento!


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Photo credit: LG – Web

GISELE BÜNDCHEN SENZA TRUCCO NELL’INTIMITA’ DI CASA PER VOGUE ITALIA

GISELE BÜNDCHEN APRE PER LA PRIMA VOLTA LA PORTA DI CASA SUA A VOGUE ITALIA


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Appuntamento una domenica mattina, alle 6, ai cancelli della villa di Chestnut Hill, Boston, dove Gisele Bündchen vive con i due figli e con il marito Tom Brady, leggenda vivente del football, quarterback dei New England Patriots, tra pochi giorni protagonista della finalissima del Super Bowl.
La top model brasiliana –seconda più pagata del mondo secondo Forbes, con un reddito di 17,5 milioni di dollari nel 2017 (anno in cui ha diradato gli impegni pubblici e ceduto il primo posto in classifica a Kendall Jenner) – ha infatti accettato per la prima volta di aprire le porte della sua casa al fotografo di Vogue Italia, cui ha permesso di ritrarre il figlio Benjamin e affidato anche una serie di immagini dal suo album personale.



E non è la sola “prima volta” che rende speciale la cover story del numero di febbraio del mensile Condé Nast, in edicola da martedì 6. In copertina, Gisele posa nella sua cucina, con indosso un paio di pantofole Looney Tunes, una versione intima e personale lontanissima dall’immagine ufficiale e glamour della top model. Soprattutto, è la prima volta nella storia di Vogue Italia che una modella compare sulla copertina senza trucco, e senza che uno stylist ne abbia curato il look: gli abiti (compresi quelli Gucci delle due copertine) sono stati infatti scelti e preparati direttamente da Gisele. E l’autore del servizio – la nuova stella della fotografia di moda Jamie Hawkesworth – ha scelto di lavorare con lo stile del reportage, senza luci artificiali e scattando in pellicola per preservare intimità e naturalezza del contesto.

Cover Vogue Italia (2)

Firma l’intervista lo scrittore sudafricano Richard Mason, che nel suo ultimo romanzo, Il respiro della notte, rivela in comune con la modella una forte coscienza ambientalista – quella che a Bündchen, impegnata nella battaglia per la difesa della biosfera, ha fruttato lo scorso settembre, alla Scala di Milano, il premio di Vogue Italia ai Green Carpet Fashion Awards.

Questo nuovo modo di lasciarsi fotografare e rappresentare ha entusiasmato la top model, che ha subito voluto condividere sui suoi social il video del backstage. Lo trovate sul sito di Vogue Italia.

Libertà e speranza per la donna di “Soocha” ad Altaroma

Una storia che racconta sofferenza e dolore, ma anche rinascita e libertà, questa è la collezione di Soocha presentata a Altaroma.


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SooJung Cha


Una collezione che ha il profumo della speranza, di conquista, di rinascita, un grido di libertà!
“Atti Umani/Human Acts”, è la nuova collezione del brand Soocha, nato dall’estro creativo di SooJung Cha, e presentata ad Altaroma nel corso della seconda giornata di moda.
Per la collezione A/I 2018/19, Soocha s’ispira al secondo capitolo dell’omonimo romanzo della scrittrice coreana Han Kang, portando in passerella outfit che raccontano un pezzo di storia, brutale ma al tempo stesso ricca di speranza, la repressione militare che subì la Corea del Nord nei tumultuosi anni ’80.


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Anni che videro il paese in una ripresa lenta e difficile, senza però perdere mai la speranza di un mondo migliore, questo è il messaggio che SooJung Cha ha voluto portare ad Altaroma, un invito per non farla mai morire.
Atti umani/Human Acts è una collezione fatta di verticalità e leggerezza, lane classiche e leggere si amalgamano a fluttuanti organze e twill di cotone, la morbidezza della seta s’interseca in un gioco di patchwork colorati misti a tessuti imbottiti e stampe personalizzate.


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Proprio i patchwork sono il punto chiave della collezione, rappresentano un elemento fondamentale poiché racconta la vita e il vestiario tipico di tutti i giorni che i coreani indossavano in quegli anni. Gli outfit dallo stile maschile e femminile, si mischiano per rappresentare una donna fuori dalle convenzioni, che racconta un percorso duro ma non invalicabile, e dove le tendenze urbane si sposano con i dettagli femminili, creando un gioco di contrasti armoniosi.


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I giubbotti militari nascono a nuova vita con sete, e stampe; e poi ancora, balze, raso, scialli imbottiti, twill di seta stampati.


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Non è un compito facile, raccontare una storia difficile ma fatta di speranza, attraverso una collezione, Soocha c’è riuscita, perché come afferma SooJung Cha: “La speranza davvero non muore mai. E a volte come una pianta ostinata, si ostina a vivere e a crescere anche nel più inospitale dei terreni.”.


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