Archive for giugno, 2018

Miguel Vieira collezione ss2019 – Milano Fashion Week

COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2019 MIGUEL VIEIRA

Un brasiliano che si trasferisce in Francia, lascia a letto il costume e si agghinda con foulard al collo tanto parisienne, borsa alla mano e completi stampati, questo è l’uomo che vien fuori dalla fotografia della collezione primavera estate 2019 di Miguel Vieira.

Dai completi total red ai gessati doppio petto, l’uomo Miguel Vieira è trendy ma con un piede nel passato; legato al gusto classico, porta in valigia le camicie, che abbina a foulard colorati, comode bag tinta unita e buste maxi, bermuda per la città e comode sneakers.

I colori della collezione vanno dal blu navy al rosso alba, dal giallo zafferano al nero caviale.

Cotone egiziano, fresco lana, seta e jacquard sono i tessuti utilizzati; il taglio laser, la sublimazione e il termo-accoppiamento, le nuove tecniche di stampa.



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Milano fashion week – Isabel Benenato e la purezza della forma

COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2019 ISABEL BENENATO

Dalla purezza del marmo nascono le ispirazioni Isabel Benenato per la primavera estate 2019.

I contrasti netti del bianco e del nero vestono l’uomo e la donna Isabel Benenato a strati, senza una regola precisa, con tagli netti e linee definite, le forme sono geometriche e i materiali si sovrappongono, senza un ordine, gli chiffon sopra i cotoni e i voile a scoprire il petto.

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I capi must sono le maglie a rete, declinate anche in giallo, unico colore della collezione, i copricapo e le sciarpe da portare lunghe intorno al collo, i completi con chiusura asimmetrica e sovrapposizione di capi cuciti tra loro.


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Guarda la collezione Isabel Benenato Primavera Estate 2019:



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Sulle passerelle della Milano Fashion Week non più sfilate, ma maratone – Aalto collezione ss19

999 COLLEZIONE AALTO SPRING SUMMER 2019 – MILANO FASHION WEEK

Fare sport è diventata una moda, così come i selfie in palestra e i video “lista della spesa degli esercizi”. Il trend è questo, lo si voglia seguire oppure no, ma è la fotografia dell’attualità, la statistica dei social network, l’affollamento delle palestre, e anche i brand di moda lo sanno bene, soprattutto coloro i quali vogliono dare voce a queste tendenze, attraverso le proprie collezioni. Uno su tutti AALTO, che ha deciso, con grande effetto virale, di non far sfilare le modelle, ma di farle marciare.

Alla Milano Fashion Week si è quindi assistito ad una maratona, pochi e rapidi secondi (che avranno fatto impazzire i fotografi) per presentare gli outfit e le donne a cui Tuomas Merikoski, designer di Aalto, si ispira.

Siamo noi, impegnate, diverse e concentrate sulla nostra fisicità, chi meditando con lo yoga, chi optando per una corsa mattutina prima di un breakfast con avocado, come nella routine di Tuomas Merikoski.

Donne di corsa che trovano il tempo per ritrovarsi, per scaricare tensioni, per piacersi, donne il cui “connubio forza e bellezza rappresenta la loro qualità eccezionale, la loro unicità” – queste le parole del designer.

Il titolo della collezione è 999, l’esatto opposto rovesciato del diabolico 666 ( che è inscrivibile nel carattere della donna per definizione, dalla sua nascita, ma questa è un’altra storia). Il numero 999 è anche la targa del pettorale che indossa la vincitrice immaginata da Aalto, sopra i costumi e sotto gli occhiali da sole della collezione.

Le linee sono essenziali per permetterle il movimento e sentirsi comoda, le forme sono cubiche, semplificate all’estremo; i tessuti sono increspati, per poterli indossare appena tirati fuori dalla valigia.

La donna Aalto è pratica e soprattutto sintonizzata all’oggi, come il dna che non mente del finlandese Tuomas Merikoski.

Guarda la collezione AALTO Primavera Estate 2019:



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ECOSOSTENIBILITÀ È IL FOCUS DEL WHITE SHOW – IL MEGLIO

Polluzione tema centrale della Milano Fashion Week – collezione M1992 ss2019

M1992 Collezione Primavera/Estate 2019

La natura grida il suo aiuto, i ghiacciai si sciolgono, le specie protette diminuiscono, in primavera nevica e in inverno splende il sole, e anche la moda, secondo settore al mondo per livello di inquinamento, sta prendendo provvedimenti.

Svolge questo tema il brand M1992 che, con la collezione primavera estate 2019, racconta di un surfista che si ritrova vittima delle cattive azioni dei suoi simili: petrolio che galleggia nei mari, squali incattiviti, scene da film horror alla Dario Argento, che M1992 cita nelle sue t-shirt “splatter”.

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Il surfista di M1992 si tuffa in un mare inquinato uscendone “sporco”, “contaminato”, quel che trova tra le onde, lo indossa come una condanna, le materie sono plastiche, come la spazzatura che torna a riva con la risacca, gli oggetti metallici, come i punti luce delle lattine abbandonate sulla spiaggia, le macchie si fanno largo come simboli sulle t-shirt, la vischiosità del petrolio parte dai capelli e annerisce il look.

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L’uomo viene rappresentato come il diavolo, carnefice del disastro ambientale, portatore sano di polluzione.

M1992 Fashion Show SS19 (17)

Il surfista è la figura redentrice, la consapevolezza dell’uomo di un bisogno di purezza persa.

Sea pollution” è il titolo della collezione, che ha una forte impronta gotica, new metal e hardcore.

M1992 sfila alla Milano fashion week con le collezioni uomo e donna, dove presenta un robe manteau, pezzo iconico della woman, e un cocco oro, destinato al man.

M1992 Fashion Show SS19 (19)


I jeans sono stati re- alizzati in collaborazione con ISKO*, un marchio leader nella produzione di denim di qualità. L’innovazione responsabile fa parte del DNA di ISKO. Due dei tessuti denim della collezione utilizzano la tecnologia stretch Reform TM brevettata da ISKO. Reform TM aiuta i jeans a mantenere la loro forma originale senza bisogno di essere lavati, il che significa meno lavaggi e di conseguenza un impatto ambientale inferiore.

Sfoglia qui l’intera collezione M1992 Primavera Estate 2019:




MALIBU 1992 FA UN TUFFO NELLA PIRAMIDE D’ACCIAIO E VETRO DEL COCORICÒ

MALIBU COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2018

La sfida di Plein Sport si gioca su un campo da tennis – collezione ss19 alla Milano Fashion Week

COLLEZIONE PLEIN SPORT SPRING SUMMER 2019 

Il diktat della Milano Fashion Week 2018, lo hanno capito anche i muri, è lo sport!

E Philipp Plein ci invita ad un fashion show che è il Beverly Hills Tennis Club, con l’intenzione di trasformare i modelli in talentuosi Björn Borg, con le palle di John McEnroe!

Una collezione che veste i campi da tennis, con tanto di visiere e fasce, leggins e polsini.

Incarnare lo stile di Billie Jean King, ex tennista vincitrice di 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto del Grande Slam è un’ardua impresa, ma il team Plein Sport è coraggioso, soprattutto quando mette in campo, prima della fine della partita, una Paris Hilton che poi salirà sul podio per far quello che sa far meglio: spruzzare champagne sulla folla.

La primavera / estate 2019 #PLEINSPORTCUP ha i colori dell’Italia, bianchi e azzurri, verdi e rossi.

I pezzi chiave sono le giacche leggere con dettagli a pipa, le tute a blocchi di colore, i maglioni con scollo a V, le polo chevron, gli shorts al ginocchio e le minigonne a pieghe.

La Plein Sport lancia anche lo speciale simbolo presente sulle polo, sugli asciugami e sui costumi da bagno: due racchette da tennis incrociate. Una collezione fruibile anche per i giocatori di smash-volley.


Sfoglia qui l’intera collezione Plein Sport:



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Anche gli anni ’70 si fanno eleganti con Daks – Milano Fashion Week

DAKS – PRIMAVERA/ESTATE 2019


Era il tempo dei colori sgargianti, delle fantasie psichedeliche, dell’allegria dei figli dei fiori, era l’epoca di Verushka e Pat Cleveland, degli occhioni di Twiggy e del sorriso imperfetto di Lauren Hutton, erano gli anni ’70 che ritornano sulle passerelle della Milano Fashion Week 2018, compresa quella di Daks.

La Primavera Estate 2019 di Daks è multivitaminica, ha i colori dei frutti e il tocco british che da sempre contraddistingue il brand diretto dall’italiano Filippo Scuffi.

Sfila ancora una volta in co-ed, con collezioni uomo e donna che guardano verso la stessa direzione, tanto da contaminarsi e confondersi, ma l’effetto gender piace dai tempi di Katharine Hepburn, prima donna del cinema a indossare i pantaloni.


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Torna il pantalone a zampa di elefante, che dei ’70 ha fatto la storia, il dolcevita sotto la giacca dalle ampie spalline, le fantasie dentro cui non può mancare il color senape, e primeggia l’Anniversary Check, una speciale stampa creata appositamente per festeggiare il 125mo di Daks.


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sx collezione Daks ss2019


Gli accessori, che dei ’70 erano protagonisti, con Daks aumentano di volume: i maxi cappelli a falda larga, i bracciali large in resina colorata, gli occhiali over con foulard sui capelli a fare da cornice.

L’uomo veste i colori pastello, il rosa confetto, il verde acqua, il giallo limone, la donna, nei suoi stivali alti, indossa i pregiati chiffon, georgette, sete e cachemire. Orecchini, borse, cappelli e bijoux sono abbinati alle stampe della collezione e le bag realizzate con pellami esclusivi degli stessi colori.


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dx collezione Daks ss2019


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Ecosostenibilità è il focus del White Show – il meglio

Torna con molte novità l’edizione del WHITE MAN & WOMAN, il “WHITE SHOW“, la fiera che si occupa della ricerca di talenti emergenti e dello scouting di brand internazionali.

Quest’anno, tema delicato che ha toccato un po’ tutti i settori, si focalizza sulla “sostenibilità“.

Identità forti per i brand presenti al WHITE, con caratteristiche che li contraddistinguono nell’esposizione e incentrati sull’avanguardia e la sperimentazione.

Dagli accessori alla maglieria, i nomi più interessanti del momento per gli addetti al settore che, ogni anno, accrescono all’evento, dando possibilità a consumer e buyer di comunicare senza fili, ma direttamente allo show-room.

Vediamo insieme alcuni dei brand selezionati:

SPECIAL GUEST – MATTHEW MILLER

Matthew Miller x K-Swiss Redux:

Matthew Miller presenta una moderna collaborazione di streetwear riciclato. La nuova K-Swiss Redux è una collezione innovativa prodotta dal merchandising della vecchia band, riciclata al 100% e con una filosofia zero rifiuti. Redux è una dichiarazione di entrambi i marchi per dimostrare che il design e la produzione possono essere realizzati all’interno del mondo tessile in modo socialmente e ambientalmente responsabile.
Questa innovativa collezione utilizza le ultime tecnologie per unire tessuti antichi con materiali sostenibili, dando vita a una collezione streetwear di alta qualità che riflette l’eredità musicale degli anni ’90 di K-Swiss che non scende a compromessi in fatto di stile o impatto ambientale!



Peli X Matthew Miller:

Le custodie della gamma Peli Protector sono realizzate in polipropilene copolimerico utilizzando un nucleo cellulare a celle aperte e una solida struttura a parete, garantendo la massima resistenza e durata che dovrebbe durare una vita
Le custodie protettive sono state sottoposte a severi test di protezione contro l’ingresso di acqua e polvere per ottenere il loro grado di protezione IP e la certificazione Stanag 4280 / Defstan 81-41.



XUAN PARIS

Crescere tra le stoffe di un’azienda tessile segna, non c’è dubbio!

Xuan-Thu è figlia della moda e fonda Xuan Paris nel 2004 a Parigi, anche se le sue origini sono vietnamite; si laurea nel 1999 al prestigioso Amsterdam Fashion Institute ed esprime il suo talento attraverso le collezioni pret-à-porter vendute a Parigi, Berlino, Barcellona, Milano, Los Angeles, New York e Tokyo.



Nel 2017 XUAN presenta la sua prima collezione Couture Primavera Estate come membro invitato della Fédération Française de la Haute Couture et de la Mode.

Sono capi portabili e di prezzo accessibile, ma con quel gusto romantico e sofisticato dal tocco couture.



SALVATORE VIGNOLA

Dalle antiche origini di Matera, arrivano gli abiti della collezione Salvatore Vignola, un’ispirazione che parte da molto lontano, tra quegli enormi sassi dove la comunità tutta al femminile, chiamata “il vicinato” dava luce e colore al piccolo teatro cittadino.

Donne che andavano e venivano dalle piccole abitazioni fatte di occhi, occhi che spiavano i movimenti di tutte, strade che vociferavano pettegolezzi e invidie scagliate per infangare il nome di qualche figlia in età da marito.

Sembrano favolette e invece la vita a Matera si svolgeva esattamente in questo modo, in una cruda realtà di miseria e piccineria, di bugie e finzioni, di comunicazione tra donne costrette a rimanere all’interno del “vicinato” solo quando non erano al lavoro tra i campi.

Gli abiti sono complessi nella struttura e nei tagli, i tessuti pregiati vengono mixati agli ecosostenibili, seta, lane, tulle di soia, denim di canapa.

La creatività del designer è solo il mezzo per approcciare temi più importanti, considerazioni personali, ricordi, dna.

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WRAD – GRAPHI-TEETM

GRAPHI-TEETM è il progetto Made in Italy di WRAD, start-up che vince il RedDot Design Award per l’innovazione sostenibile nel settore fashion grazie alla t-shirt Made in Italy che recupera la tradizione puntando all’economia circolare.

Premio ricevuto per i messaggi di cui si fa portavoce e per la tecnologia circolare che lo caratterizza, sviluppata per offrire una risposta innovativa all’utilizzo di sostanze chimiche nei processi di tintura e funzionale a dare una seconda chance ad un tipo particolare di scarto industriale – la grafite.

Gli obiettivi sono riportare attenzione e rispetto per la forza lavoro e mettere il pianeta al centro del fashion business, settore che attualmente sta al secondo posto come il più inquinante dopo quello petrolifero.

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GRAPHI-TEETM ha un design ispirato alla tradizione grazie al processo di tintura che riprende una tecnica tramandata nei secoli dagli abitanti di Monterosso Calabro. Nel piccolo centro in provincia di Vibo Valentia, infatti, è ancora viva la memoria di una antica usanza romana che sfruttava la grafite naturale, ricavata dall’unica miniera presente in Italia e qui situata, per tingere i tessuti.

Il risultato è GRAPHI-TEETM, la prima t-shirt in grado di recuperare fino a 10 grammi di grafite di scarto. Non solo un’alternativa innovativa alle dannose tinture chimiche utilizzate dall’industria tessile ma anche una soluzione circolare per uno scarto industriale.

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GIUSEPPE BUCCINA’

Analisi sociologiche e uno sguardo all’attualità sono le ispirazioni Giuseppe Buccinna’ che fa del made in Italy il suo punto di forza.

L’intera produzione ha carattere italiano, dal più piccolo lavoratore, fino alla fase finale, sono fornitori e collaboratori scelti sulla base di obiettivi condivisi, sull’affidabilità e sull’etica eco-friendly.

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Fabrizio Minardo e l’amore per la sua Sicilia nella collezione “Nostos”.

Fabrizio Minardo è uno che la moda l’ha sposata da adolescente, quando inizia a lavorare nei primi atelier di moda sposa, tra pizzi, merletti, ruches, metri di tulle e decorazioni preziose, per poi continuare la sua passione nei negozi di moda pret à porter.


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La moda è così, ti entra dentro quando meno te lo aspetti, si impadronisce di ogni fibra del tuo corpo, prende ogni tuo pensiero, il tuo sonno, e diventa la tua ragione di vita, proprio come è successo a Fabrizio.
Sono anni importanti per lui, che affina le sue tecniche diviso tra la scuola e gli atelier di alta moda, spaziando dalla vestibilità di un capo alla cura del cliente, alla personalizzazione di un look.
Dopo gli studi di Grafica Pubblicitaria, il diploma a Milano con il massimo dei voti e la specializzazione all’Accademia Internazionale d’Alta moda Koefia di Roma, nel 2015 avviene una svolta importante, è chiamato da Dolce & Gabbana, e si trasferisce a Milano per entrare ufficialmente nello staff della nota casa di moda.


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Si tratta di un’esperienza molto forte e importante, due anni in cui viaggia per il mondo e perfeziona tecnica ed esperienza.
Questo percorso intenso, ha portato Fabrizio nel 2017 ad abbandonare la città meneghina per far ritorno nella sua terra, pronto a iniziare una nuova e intensa avventura come stilista indipendente.
“Nostos” è la collezione che ha presentato nella sua terra natia, con l’orgoglio e la fierezza di chi è riuscito a realizzare i propri sogni.
“NOSTOS” (gr. Νόστος), indica un ritorno, un senso di circolarità del viaggio dell’esistenza, come quando nella vita le persone o i luoghi sono veramente significativi, e si ripresenta la possibilità di ritrovarli.
Su questo concetto si sviluppa l’intera collezione, unendo “Sacro e Profano”, per abiti ricchi di fastosità stilistica.


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Ogni elemento trova il suo posto, che sia naturale, culturale o architettonico.
I colori della Terra di Sicilia, creano fluidità con gli elementi decorativi: dai diademi nobiliari alle corone sacre, dalle frange degli scialli della nonna alle gocce di cristallo, dai coralli di Sciacca ai cuori ex-voto su ampie gonne a cupola.
L’austero e sacro nero si mescola al provocante passionale rosso, il blu cobalto degli imponenti soffitti delle chiese di Scicli si fonde con i colori degli agrumi, del tramonto e l’oro verde delle olive.


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La sposa di Fabrizio Minardo è lontana dalle tendenze moderne, il suo sguardo è rivolto alla tradizione sartoriale, ai tagli classici, ai tessuti naturali e ai pizzi realizzati a mano come il chiacchierino o il filato siciliano.
La collezione del fashion designer è dunque frutto di una Sicilia fatta di abiti dall’abile manualità sartoriale, creando una dimensione senza spazio e senza tempo capace di incuriosire e affascinare.


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La tradizione si sposa con l’innovazione, interpretando una nuova identità stilistica complessa e mutevole per abiti irriverenti, unici e spirituali.


Photo credit: Federico Cannata


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Best of Lecce Fashion Week: il meglio delle sfilate

Si è appena concluso il tanto atteso appuntamento salentino LECCE FASHION WEEK, che è giunto con enorme successo alla sua 19^ ed. e che ha visto sfilare in passerella la moda made in Puglia. L’evento ha avuto luogo nel cuore della città di Campi Salentina nel corso di due serate e incorniciato dalle luminarie targate MarianoLight, che sono già state scelte in passato dagli stilisti D&G e BULGARI per creare la scenografia dei loro eventi esclusivi.


La LECCE FASHION WEEK ha ormai da anni il merito di “scoprire nuovi talenti della moda, proporre collezioni di stilisti giá affermati e accogliere grandi ospiti in grado di far crescere tutti”. Novità assoluta è  il TEMPORARY STORE, dove sarà possibile acquistare le creazioni dei protagonisti  il 16 e il 17 giugno dalle ore 9:00 alle ore 21:’00 a Lecce, presso TONDA DESIGN.


Alla conduzione dell’evento, ha padroneggiato la serata la talentuosa giornalista di moda Cinzia Malvini. Tra gli altri protagonisti, la vicepresidente del Cna Roberta Alessandri, Daniele Del Genio (presidente di CNA Federmoda Puglia), Edoardo De Giorgio per la Maison Gattinoni, la giornalista ed esperta di moda Mariella Milani. Il Premio LFW19, invece, è stato assegnato a Maria Luisa Capasa, che dopo aver portato l’Oriente in Puglia, s’impegna tuttora a diffondere la moda pugliese nel mondo.


Tra musica, spettacolo, poesia, emozioni genuine e un tocco di spiritualismo, la LECCE FASHION WEEK è la chiara dimostrazione che la moda si nutre dell’anima di chi crea gli abiti, delle dita di chi tocca tessuti e dei corpi che affascinano. Questi alcuni dei capi che hanno stregato gli spettatori:


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Fase Factory a Pitti Uomo

Il viaggio ispirazionale del marchio Fase Factory continua, dopo Giappone, Iran e Guatemala, arriva il momento del Vietnam; così la collezione SS19 acquisisce un particolare gusto asiatico, implementato dalla forte connessione tra la designer e la popolazione locale.

Come in passato anche la nuova collezione vive di contaminazioni, gli elementi tipici dell’abbigliamento popolare vietnamita vengono reinterpretati e resi unici; così i tradizionali spacchi laterali trovano la loro dimensione in camicie, giacche e pantaloni attraverso zip, aperture o semplici soffietti che aggiungono volume ai capi.

I colletti di camicie e trench si riducono, in alcuni casi fino a sparire, mentre altri presentano la tipica spaziatura sul collo.

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I tessuti e i colori esaltano alla perfezione il dualismo del Vietnam, la dove la natura incontaminata si scontra con la cultura pop; allo stesso modo i capi in nylon dall’effetto stropicciato e l’uso del tyvek accoppiato ai cotoni conferisce l’effetto roccia naturale che si contrappone ai look arancio dal gusto “popeggiante” dei capi da pioggia.
Come di consueto il DNA del marchio rimane invariato, vestibilità ampie e rigorosamente unisex, arricchite dall’iconica stampa FACTORY che per l’occasione si accompagna su alcuni modelli al simbolo vietnamita della longevità.

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La proposta SS19 si conclude con un progetto speciale realizzato in collaborazione con Contemporary Locus; una gamma di tute termosensibili ispirate alle classiche divise da lavoro, il cui colore muta in base agli sbalzi termici ricevuti al tatto.

Tessuti:
Nylon effetto roccia, Cotone, Cotone accoppiato a Tyvek, Cotone con membrana in poliuretano, Denim uso rovescio.


Colori:

Arancio, Bianco ghiaccio, Bianco ottico, Blu Navy, Stampa roccia, Khaki.

PITTI UOMO – FRANKLIN & MARSHALL PRESENTA LA COLLABORAZIONE CON SFERA EBBASTA

FRANKLIN & MARSHALL PRESENTA LA COLLABORAZIONE CON SFERA EBBASTA

FRANKLIN & MARSHALL, brand icona del moderno varsity americano, trascorsi 5 anni dal suo ultimo co-branding, lancia la collaborazione con SFERA EBBASTA.

L’artista ha presentato il suo album “ROCKSTAR” il 19 Gennaio 2018 a Milano, riscuotendo un successo senza precedenti, certificato disco di platino in una sola settimana ed entrato direttamente alla numero 1 della classifica FIMI.

L’ormai consolidato “king of trap”, successivamente alla collaborazione con diverse case di moda e sportswear; ha lavorato con il team creativo di Franklin&Marshall, unendo il suo estro artistico all’animo varsity, che da sempre caratterizza il brand.

Nasce così la capsule SFERA per FRANKLIN & MARSHALL: t-shirt e camicie stampate, felpe in peach cotton con cappuccio a contrasto e pantaloni cargo, per un totale di 11 capi unici.

Il focus è tutto sul lettering del celebre logo F&M, che per l’occasione perde le vocali e diventa speculare, rendendolo così un elemento iconografico; allo stesso modo le stampe camouflage, check e righe orizzontali contribuiscono ad accrescere la già forte riconoscibilità del prodotto, mentre le vestibilità fanno fede al DNA del brand.

A completare il look ci pensa l’unico accessorio della collezione, una tracolla regolabile in cordura, con molteplici tasche e rigorosamente legatissima.

Tutti i fan avranno la possibilità di aggiudicarsi i capi in tiratura limitata e di poter incontrare il proprio idolo durante il lancio della capsule, in programma a Settembre 2018.

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PITTI UOMO – LA CINA INVESTE SUL MADE IN ITALY

PITTI UOMO
LA CINA INVESTE SUL MADE IN ITALY.


Il retailer cinese By Creations organizza l’evento-sfilata ‘Beyond Italian Bauty’ per presentare agli operatori cinesi i valori del Made in Italy.
Firenze, Palazzo Corsini

In occasione di Pitti Uomo, uno dei più importanti reatailer cinesi, By Creations Made in Italy, organizza a Palazzo Corsini l’evento-sfilata Beyond Italian Beauty, per far conoscere ad alcuni degli shopping mall più prestigiosi della Cina, ai responsabili delle principali piattaforme online e a qualificati opinion leader cinesi, i valori del Made in Italy (Firenze, Palazzo Corsini)
Appartenente al gruppo internazionale Hengdian Group, By Creations Made in Italy è nato nel 2012 con l’obiettivo di educare i consumatori Cinesi ai principi del bel vestire italiano.
Così, la creatività ed il talento dell’artigianalità italiana saranno al centro dell’appuntamento fiorentino, attraverso la sfilata durante la quale saranno presentate le capsule FW18 che LARDINI, MORESCHI, SANTONI hanno realizzato in esclusiva per By Creations .
La serata sarà, inoltre, caratterizzata da uno spazio espositivo con un’area riservata ai tessuti delle aziende Cerruti, Tallia Delfino e Canclini , oltre a delle postazioni dove sarà possibile conoscere tecniche artigianali dal vivo supportate da molteplici schermi LED, sui quali poter apprezzare la creatività dei contenuti video realizzati da By Creations.
Qualificati prodotti di enogastronomia italiana, a marchio By Creations, saranno serviti al termine della sfilata.



Uno degli store By creations in Cina

Uno degli store By creations in Cina



By Creations è il brand che identifica la business unit settore Retail di Hengdian Group, una delle piu’ importanti multinazionali private Cinesi attiva in settori che spaziano dall’elettronica, alla chimica, alla farmaceutica fino al settore intrattenimento e cinematografico.
Fin dalla sua nascita più di cinque anni fa, la mission di By Creations, specializzato in Made in italy, è di educare i consumatori Cinesi ai principi e alla cultura dei prodotti italiani di qualita’.
Forte di oltre 20 punti vendita monomarca in Cina a concetto O2O (online to offline) e di una modernissima piattaforma online – che attrae mensilmente milioni di utenti tramite i principali portali, tra cui TMall, JD, Vip e Secoo, By Creations (www.bycreations.com) – si è affermato sul mercato Cinese come vero “ambasciatore dell’Italian style”.
Al progetto collaborano attualmente in Italia piu’ di 100 partners specializzati: produttori di tessuti pregiati, manifatture di abbigliamento ed accessori, oltre a selezionati brand Italiani con cui vengono ideate capsule esclusive in co-branding, per divulgare nel paese del dragone lo spirito e la cultura del vero Made In Italy di qualita’. Tra questi: Lardini, Moreschi, Santoni, Pollini, Kired, Herno, Royal Row, Carrel, Pasotti,
Avvalendosi delle più avanzate tecnologie a disposizione in questo campo, produce settimanalmente video e documentari a tema, che vengono pubblicati sul proprio magazine online, Il ‘’By Creations Journal’’ distribuito sui canali Weibo e Wechat e seguitissimo dai new millenials Cinesi, che verrà presentato in anteprima alla stampa durante la serata.

Via alla 19° edizione dell’evento pugliese Lecce Fashion Weekend

Il 9 e il 10 giugno ritorna, alla sua 19° edizione, l’evento pugliese Lecce Fashion Weekend, organizzato dall’Agenzia Alta Voce e patrocinato dal Comune di Campi Salentina e da CNA Federmoda.


Come spiega l’organizzatrice Elisabetta Bedori, “LFW non è solo una sfilata di moda, ma è occasione di visibilità per i giovani talenti e promozione della cultura e dell’artigianato del territorio, nonché possibilità di lavoro per tante persone: più di cento quelle coinvolte in ogni edizione della rassegna. Dieci anni, quelli di LFW, spesi con passione, sacrificio ed investimenti personali che hanno portato, numeri alla mano, grosse opportunità e soddisfazioni agli stilisti”.


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Questi gli stilisti che si susseguiranno nel corso delle due giornate sulle passerelle salentine : Antonio Franco, Palma Maria Ligorio, Annarita Polito, Miriana Presicce, Sara Lolli, F&P Occhiali con la sua prima collezione moda donna Palascìa, Giulia Lezzi, Giulia Rizzo, Le Sete di Monica Papadia, l’Accademia Calcagnile, Pietro Paradiso, Antonella Resta, Fiorella Salierno, Joly Monte per Alba Rita Metrangolo e Daniela Taddeo, l’Accademia dei Volenterosi, che comprende il gruppo Le Borsedonnagiusi, Michy Hande Made Accesories, Muchimoo, Foulard Bamboo by Inn Bamboo. Presenza speciale grazie a Cristian Stenti, con una performance dedicata alle moto e alla collezione moda Ducati.


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Oltre all’assegnazione del Premio LFW19, che andrà a Maria Luisa Capasa, sarà effettuata una selezione di stilisti per un’iniziativa che li vedrà protagonisti in un evento del tutto dedicato al Made in Puglia, in occasione della prossima edizione invernale di Alta Roma Alta Moda.


Lecce Fashion Weekend è, senza ombra di dubbio, una vetrina importante per gli stilisti salentini che ogni anno s’impegnano a crescere con costanza e dedizione, e che hanno voglia di confrontarsi col panorama nazionale e internazionale.


Lecce fashiion weekend

Gilberto Calzolari, il gusto orientale del 2046 – collezione FW 18/19

Gilberto Calzolari collezione Autunno Inverno 2018/19





Ho amato una donna ma lei mi ha lasciato. Speravo fosse nel 2046. E quindi sono andato a cercarla lì. Ma non c’era. Da allora non riesco a smettere di chiedermi se mi abbia mai amato. La risposta è un segreto che nessuno conoscerà mai.
2046 – Wong Kar-wai



C’è chi trova l’amore e, perdendolo, viaggia in lungo e in largo, alla sua continua ricerca. Chi lo brama nelle persone sbagliate, forzando caratteri e personalità inesistenti, chi vede negli occhi del/della compagno/a del momento, il riflesso di un ricordo passato, chi arriva a viaggiare nel tempo, nel 2046, come il protagonista dell’omonimo film di Wong Kar-wai.

E’ questa l’atmosfera della collezione Fall Winter 2018/19 di Gilberto Calzolari, un futuro dall’amore incerto, ma in cui la donna è, ça va sans dire, preparatissima. Habillè negli abiti kimono, comoda nei pantaloni samurai, tutta la collezione è pervasa da un gusto orientale, con un tocco romantico e un’aria ultra-moderna.

sx capo Gilberto Calzolari – dx una scena di 2046



La collezione Fall Winter 18/19 di Gilberto Calzolari racconta quel 2046 ma con un piede nel presente, una combinazione fresca ma ricercata, mantiene quella grazia e quella “castità” tipica della donna orientale, abiti che si alzano fino ad avvolgere il collo, qui in reti elasticizzate.

Veste una donna dal gusto distinto, che sceglie le sete per abiti color caramello, impreziositi da leziose sciarpe con ricami a contrasto.
Le giacche couture hanno maniche a farfalla, gli accostamenti sono ambiziosi, vinile e velluti, jacquard e macramè, eco-pellicce e neoprene.

sx una scena di 2046 – dx collezione Gilberto Calzolari



I colori sono eleganti come gli interni delle case del Sol Levante, melanzana, melograno, mandorla verde, pesca, caramello e l’effetto optical del bianco e nero.

I materiali sono hight level, così come la manifattura, l’eccellenza del Made in Italy, che Gilberto Calzolari, dopo 15 anni nel mondo della moda, ha deciso di portare a bandiere aizzate col suo nome.

Un brand dallo stile riconoscibile e con una specifica identità, contraddistinta dai dettagli retro’ e da combinazioni nuove e inaspettate, tutto quello che il fast fashion non ha.

sx capo Gilberto Calzolari – dx una scena di 2046



Sfoglia qui l’intera collezione Gilberto Calzolari Fall Winter 2018/19:



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Con i bikini Clara AEstas sei elegante anche in spiaggia

Clara AEstas collezione 2018 


Escono dal mare, tra la schiuma e l’andirivieni delle onde, sono le ninfe, che il brand Clara AEstas omaggia con i suoi preziosi costumi.

“Vestire” con un bikini oggi è possibile, quando a realizzarli sono il gusto, l’eleganza e la voglia di unicità.

Clara AEstas propone una collezione ricca e di pregiati dettagli, come le lavorazioni in pizzo e gli inserti in seta, disegni che riportano alle forme dell’antica Grecia, al suo stile architettonico, ai capitelli con le foglie di acanto.

sx bikini Clara AEstas – dx “Una ninfa nella foresta”, di Charles Amable Lenoir.


Chi sono le donne che indossano i costumi Clara AEstas? Sono romantiche e creative, come le dee greche, cercano un look elegante anche per la spiaggia e sofisticato ma con un tocco trendy. Il classicismo è un evergreen.

Le tinte dei bikini sono delicate come i cieli di Tiepolo, vanno dal rosa antico all’azzurro carta da zucchero, le lavorazioni vengono applicate a contrasto sulle scollature, come delle piccole ali di angelo.

Sono creature oniriche e incantate coloro che scelgono Clara AEstas, vestono il corpo femminile omaggiando le loro antenate, gli accostamenti tra tessuti e pizzi ricordano le vesti di Cerere, dea della nascita, poi identificata come Demetra nella cultura greca. In sé tutto il principio, i fiori, la frutta e gli esseri viventi sono tutti suoi doni.

Una collezione che omaggia in toto la femminilità, per donne che finalmente possono avere un bikini che le contraddistingua, un pezzo unico e simbolico.

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sx la dea Cerere – dx costume intero Clara AEstas


Guarda qui l’intera collezione Clara AEstas:


Frida oltre il mito, la mostra su Frida Kahlo fa il record di incassi

Si è appena conclusa la mostra “Frida. Oltre il mito”  con un record di presenze per il Mudec di Milano: oltre 360.029 visitatori  per la monografica che entra nella top ten delle mostre più visitate di sempre a Milano, inserendosi al terzo posto.

La mostra ha registrato inoltre un altro primato: è stata per ben 11 settimane al primo posto tra quelle più visitate in Italia. L’esposizione ha raccolto, per la prima volta in Italia e in un’unica sede, tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e ad accrescere la sua importanza, la presentazione di inediti tra dipinti, disegni, fotografie e documenti epistolari.

La si odia o la si ama, ma Frida Kahlo è (e questo non ha zone d’ombra) un’icona di stile e un personaggio che ha lasciato delle impronte in ambito artistico, stilistico e politico.

Tutto il corpo della sua opera è di natura irriducibilmente politica, anche quella giovanile, persino i suoi disegni (i più interessanti), ogni immagine si fa veicolo della resistenza sociale e dell’opposizione. Tutta la tensione a cui la vita l’ha obbligata, a partire da quel terribile incidente che l’ha costretta a sottoporsi a ripetuti interventi nel corso della vita, diventa energia vibrante nei suoi quadri. Quadri che hanno il linguaggio del surreale, che possiedono ogni sorta di simbologia, che rimandano ai terribili episodi della sua vita. Sfortunata, per quanto ricca di incontri importanti e di amicizie influenti, perché il dolore fisico l’ha sempre accompagnata, come un’ombra, come un macigno da cui è impossibile separarsi, come quel palo nell’incidente in autobus, che le ha attraversato schiena e vagina. L’evento che accosterà, come malefico, all’incontro con Diego Rivera, l’uomo che sposerà.

Il suo corpo si fa, da subito, veicolo di messaggi, manifesto di protesta , usato per contestare ingiustizie, malvagità, delinquenza, controllo, a partire dai suoi autoritratti, il suo inizio, l’immagine riflessa allo specchio che l’ha accompagnata nelle ore agonizzanti bloccata a letto. Frida fece installare uno specchio sul soffitto per potersi guardare e dipingere la propria figura, da allora, quelli che noi oggi chiamano “selfie” sono stati le pagine di diario che ci raccontano il suo carattere psicologico. Nel 1948 ne dà alla luce uno, il suo secondo, in cui appare indossando il copricapo tradizionale da Tehuana, che Diego Rivera (il grande pittore messicano, suo marito) amava tanto. Qui Frida appare sofferente, intrappolata, prigioniera del suo stesso dolore. Gli occhi, lacrimanti, non dissimulano la tristezza, ma al contrario la amplificano recuperando l’iconografia mariana della Vergine Addolorata. I contorni del viso sono marcati e i baffi induriscono il volto conferendole l’aspetto maschile che Frida non nascondeva. Sono gli anni in cui Frida reclama un po’ di pace, qui equivocata dalla paloma de paz (la colomba) posta al centro del medaglione.

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Frida Kahlo, Autoritratto-1948



Imperfetta o tecnicamente sbagliata, la pittura di Frida Kahlo si fa potente nelle immagini, che hanno forza espressiva e oratoria. Si muove tra la realtà e la metafora, creando storie torturanti, disturbanti, necessarie per mandare in frantumi l’indifferenza e il generale senso di impotenza. E trova sempre, anche in questo quadro che racconta un episodio di cronaca, “Qualche colpo di pugnale”, un’attinenza alla sua vita privata. Qui una donna ricoperta di sangue giace sulle lenzuola completamente nuda, indossando solo una calza con giarrettiera scivolata alla caviglia e una scarpa. Accanto alla vittima, il carnefice, una mano d’indifferenza nella tasca, e l’altra colpevole con un pugnale alla mano; Frida lesse la storia dell’omicidio su un giornale, un raptus di gelosia dell’uomo che si difese davanti al giudice dicendo: ” Sono solo pochi colpi di pugnale”. Proprio come Rivera, accanito donnaiolo, giustificava i suoi innumerevoli tradimenti: “E’ solo sesso, non significa niente”. Frida ha in quel momento ha il cuore spezzato, ha appena scoperto la relazione extraconiugale tra Diego e sua sorella Cristina, ma il dolore è talmente forte da non riuscire a dipingerlo in prima persona, usa così la proiezione della sua digrazia in un’altra donna.

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Qualche colpo di pugnale, 1935


Frida Kahlo ha utilizzato tutti i mezzi che aveva a disposizione per esprimersi, lo ha fatto attraverso l’arte pittorica e tramite l’uso del suo corpo, vestendosi di grandi collane e abiti tradizionali, e agghindando le sue acconciature con fiori freschi e nastrini colorati. Le trecce facevano da corona intorno alla testa, il classico scialle messicano copriva le spalle o veniva usato intorno alle ampie gonne, le sopracciglia erano folte, nere e unite al centro, il suo tratto distintivo insieme alla peluria sopra la bocca e agli abiti maschili che amava spesso indossare, a volte per provocazione, altre perché non amava le etichette; noi oggi la chiameremmo gender, lei è arrivata prima di noi!


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Frida Kahlo



Diventare un’opera d’arte, il progetto di Emanuele Passarelli

Chi è Emanuele Passarelli?

Mi chiamo Emanuele Passarelli, ho 25 anni e sono un fotografo ritrattista.
Sto organizzando un tour su tutto il territorio italiano durante il quale mi renderò disponibile per scattare ritratti a chiunque abbia voglia di supportare questo progetto.


Il progetto “Diventa un’opera d’arte”

Questa idea nasce da una visione personale e introspettiva della figura del fotografo, professione una volta valorizzata e che oggigiorno, invece, grazie alla diffusione sempre più economica di macchine fotografiche e smartphone, sta via via scomparendo, in favore di una maggiore accessibilità al grande pubblico. Proprio per questi motivi, ho scelto di mostrare alle persone cosa è realmente la fotografia, riportandola alle sue origini attraverso l’utilizzo del banco ottico.

Obiettivo

L’obiettivo è quello di sensibilizzare più persone possibili e avvicinarle a una realtà che pensano di comprendere, ma di cui hanno scalfito solo la superficie.
Facendo parte di questo collettivo darai il tuo contributo economico e morale ad una iniziativa che mi sta molto a cuore e che voglio valorizzare col mio lavoro. In cambio, avrai qualcosa di unico, che rimarrà per sempre impresso su carta e che custodirai con piacere, te lo garantisco. LA FOTOGRAFIA

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Cos’è un banco ottico?

Il banco ottico è uno dei primi strumenti professionali fotografici. Utilizzando ancora da molti professionisti del settore, sopratutto per la fotografia architettonica, stillife e di ritratto.


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Cos’è una stampa Fine art?

La stampa Fine art è una stampa di altissima qualità utilizzata dai fotografi artisti che espongono e vendono le loro opere. Una foto può avere una tiratura limitata per far aumentare il valore dell’opera stessa.
La scelta del supporto verrà decisa sul momento per garantire la massima qualità resa di ogni stampa.


Quando si comincia?

La partenza è prevista per gli inizi di Settembre, una volta che la campagna crowdfunding sarà terminata, potrò pubblicare un itinerario del percorso che farò.

Chi può partecipare e dove?

Ricordo che la disponibilità è valida per ogni regione dell’Italia, isole comprese!
Ogni persona che sceglierà di farsi fotografare, dovrà firmare una liberatoria per la tutela della propria immagine e dei diritti d’autore.

A cosa serviranno i fondi?

I fondi ottenuti dal 100% (cinquemila euro) serviranno a coprire parte delle spese dell’intero viaggio e del materiale fotografico per eseguire, sviluppare, stampare e spedire i ritratti (compreso di commissione dell’8% di Ulule)

– Pellicole 4×5″ + istantanee.
– Materiale e affitto sala per lo sviluppo delle pellicole.
– Scanner professionale per digitalizzare e archiviare il lavoro.
– Stampe Fine art e spedizioni.
– Biglietti del treno e altri mezzi di trasporto per spostarmi in ogni regione d’Italia.
– Viveri e alloggio durante la durata complessiva del viaggio.

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Se l’obiettivo raggiungerà il 150% della cifra stabilita, i soldi in più verranno utilizzati per allestire una mostra personale composta da un’attenta selezione del lavoro complessivo.
TUTTI i nomi dei partecipanti del crowdfunding, indipendentemente dalla opzione scelta, saranno presenti su un pannello dei ringraziamenti ufficiali.

Lo step finale (200% della cifra stabilità) è quello di creare un foto libro con una selezione di tutto il lavoro svolto.

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QUI IL LINK PER FARE DONAZIONI:

https://it.ulule.com/italia-nel-grande-formato/

A proposito del progettista

Emanuele nasce nel 1993 a Roma, Italia. Inizia il suo percorso fotografico all’età di ventun anni.

Nel 2014 esordisce con il suo primo progetto “Solitudo”, una serie di autoritratti, attraverso cui Emanuele ci racconta alcune delle fasi più segnanti della sua adolescenza, nei quali la sua figura, con maschera antigas e completo nero, si muove in uno scenario post apocalittico.

Segue negli anni gli studi da autodidatta, perfeziona la tecnica e arricchisce il suo bagaglio culturale, alla ricerca dello stile che oggi è diventato il suo marchio di fabbrica nel mondo della ritrattistica fotografica. Importante premessa ai suoi scatti è la fase di indagine dell’interiorità dei suoi modelli, su cui riflette se stesso in modo da ottenere infine quasi autoritratti. Fotografa i soggetti nei suoi tipici scenari urbani e bui, utilizzando luce, colore e composizione in chiave cinematografica.

Il suo modo di fotografare viene dopo poco tempo notato e pubblicato da molti magazine online e riviste cartacee internazionali, come Dark Beauty Magazine, Playboy.IT e FOTO Cult.

Nel 2016 viene pubblicata su D- La Repubblica una sua intervista “Giovani Fotografi che non conoscete”, una grande occasione che gli ha permesso di conoscere e di collaborare con molte persone, viaggiando in tutto il territorio italiano, e con importanti aziende di fama internazionale nel settore fotografico, come Lomography.

All’inizio del 2017 partecipa al workshop “Oltre il Ritratto” di Mustafa Sabbagh, uno tra i più grandi fotografi ritrattisti attuali, significativa fonte di ispirazione per Emanuele.

Nello stesso anno pubblica un importante reportage fotografico “Mattatoio”. In questa serie di ritratti notturni su strada, Emanuele cattura nei suoi scatti le prostitute transessuali che lavorano nella periferia di Roma, con l’intenzione di ridare un’anima e una dignità a queste persone, che vengono dalla società “spersonificate” e ridotte allo status di scarto sociale.Passa più di un anno ad ascoltare le loro storie e a ritrarle come fossero bozzetti cinematografici, vivendo talvolta egli stesso il disagio in cui le trans sono costrette a vivere ogni giorno.

Nel novembre 2017 alcuni suoi lavori vengono scelti per un progetto espositivo collettivo “Italy taste of beauty” dall’associazione ExpoPhoto al Festival internazionale di fotografia, con lo scopo di portare la cultura fotografica italiana a Lishui – Cina. In seguito viene scelto per un altro progetto “Visioni” per il 2018 China International Photographic Art Festival a Zhengzhou – Cina.

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L’estate arriva quando meno te lo aspetti, e in questi casi c’è sempre quel miracoloso prodotto che ti soccorre. Noi lo abbiamo trovato, è 422 BAUME CONFORT REFLET D’OR, già best seller di Maria Galland Paris.

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Il pratico tubetto di piccolo formato (150 ml) è ideale da portare in viaggio, anche nel bagaglio a mano, o nella borsa da spiaggia, da avere sempre con sé in vacanza quando appena dopo una giornata al mare ci si prepara per un drink sulla spiaggia.

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Confezione da 150 ml prezzo di vendita consigliato: 35,00€

Monte-carlo Fashion Week – la collezione ecosostenibile di Genny

Si è conclusa con grande successo la sesta edizione della Monte-Carlo Fashion Week.
I temi di quest’anno sono stati l’ecosostenibilità e l’innovazione, e per diffondere il verbo diversi brand hanno presentato la propria collezione presso lo Chapiteau de Fontvieille, location ricca di eventi tutto l’anno, dell’eccellenza internazionale in sede monegasca.

Inaugurata con la Fashion Awards Ceremony & Gala Dinner, la Montecarlo Fashion Week ha dedicato spazi a conferenze e dialoghi Face to Face con i leader della moda al Salle Bellevue del Café de Paris nella Piazza del Casinò di Monte-Carlo per poi presentare i 40 designers provenienti dai quattro continenti e le loro collezioni.


MAISON GENNY, grazie all’impegno di Sara Cavazza Facchini ha sfilato con la Green Special Edition di Genny.
Sara Cavazza Facchini, Creative Director della maison di prêt-à-porter Genny, continua il suo impegno a tutela dello sviluppo sostenibile della moda e, in occasione di Milano Moda Donna crea una special edition per la collezione primavera-estate 2018. Questa speciale selezione di capi è stata  realizzata con tessuti eco nati dalla collaborazione con l’azienda Taroni, secondo quanto definito dalla campagna Detox di Greenpeace e nel rispetto dei severi requisiti richiesti dalla certificazione GOTSGlobal Organic Textile Standards. Donna e madre, prima ancora che Creative Director Genny, Sara Cavazza Facchini è da sempre impegnata in prima persona in progetti legati alla sostenibilità. Un percorso che ha avuto inizio con l’adesione a Fashion4Development nel settembre 2015 e che è proseguito con la nascita dell’etichetta dei valori, subito tradottasi in azioni concrete. Sotto la sua direzione artistica infatti la maison Genny ha conosciuto un crescente impegno per limitare l’impatto sull’ambiente nella realizzazione di ogni singolo passaggio del processo produttivo. L’approccio sostenibile, nella visione di Sara Cavazza Facchini, interessa ogni livello della filiera produttiva: dalla creatività al modello organizzativo.



Una collezione proiettata nel futuro, perché il futuro è già adesso, ma del futuro ha in sé il concetto di spazio e di tempo, ne acquisisce i colori, i silver e i metallizzati, le forme spigolose e le strutture rigide, i triangoli che si allungano verso l’alto, verso lo spirito, e i cerchi applicati sulle maglie, il simbolo dell’infinito, della perfezione.



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