Archive for luglio, 2018

La rivoluzione delle donne – collezione Salar FW 18/19

SALAR COLLEZIONE AUTUNNO INVERNO 2018/19 


Ogni nascita corrisponde ad una data e il femminismo si accosta al ’68.

E’ la rivoluzione delle donne iniziata dalle donne e che ancora oggi ne porta lo strascico, un poco zoppicando, ma sempre un passo avanti.

Era l’anno dell’illuminazione, l’anno in cui la donna inizia a domandarsi la sua posizione all’interno del matrimonio, nella società, al lavoro, nel sesso. Ed è forse su quest’ultimo argomento che si sono più battute, tutte, madri, mogli, figlie, ragazze che lavoravano nei campi, borghesi e proletarie, ottenendo quella che oggi è forse la conquista più umana; il suo slogan era “L’utero è mio e lo gestisco io“. Il movimento urlato nelle piazze era l’autodeterminazione sul proprio corpo, avere finalmente la possibilità di scegliere se essere madre oppure no; scegliere, era questa la vera conquista. La libertà.

Dedica agli anni della rinascita la collezione Autunno Inverno 2018 il brand Salar, con una quantità di prodotti unici, per tutte le donne che sentono l’importanza di quel cambiamento e sono felici di viverlo, portarlo avanti.

Salar Bicheranloo e Francesca Monaco, i fondatori, chiamano REVOLUTION la collezione dove vediamo mixati linguaggi e parole, nuovi tessuti e sperimentazioni materiche.




Le forme sono inedite, le linee definite, sono modelli destinati a diventare iconici perché di personalità forte; REVOLUTION compare come un promemoria sulle borse in pelle, le chiusure diventano cinture vere e proprie, alte e spesse come quelle indossate dalle donne nei primi ’70, assieme al pantalone a zampa.

E’ l’anno dell’autodeterminazione e dell’affermazione di se stesse, il ’68 si respira in tutta la collezione F/W 18/19, alcuni pezzi sono dotati di cintura, per lasciare più movimento, lo stile è glam-rock, il modello “Mirror” ha dei veri e propri specchietti applicati, i manici diventano bracciali, le dimensioni si riducono anche per le minimaliste, per chi non ha bisogno di nient’altro che della propria libertà.

Sfoglia tutta la collezione Salar Autunno Inverno 2018/19:



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Imperial Tea Miracle Face Mask, la maschera dell’estate!

Se avete bisogno di una maschera leggera, non troppo aggressiva e che non secca la pelle, Imperial Tea Miracle Face Mask è quella adatta a voi.

La sua formula è delicatissima e ha come base l’utilizzo del tè bianco.


Imperial Tea Miracle Face Mask



Tea Infusion TechnologyTM è una tecnologia brevettata che prevede l’infusione a caldo delle foglie di tè grazie alla quale si mantengono inalterate le proprietà antiossidanti dei polifenoli radicali liberi; come risultato il cosmetico risultata molto efficace perché ricco di sostanze attive.

Tra gli ingredienti, in questa maschera si utilizza la Camelia Sinensis, una pianta sempreverde che cresce ad alte altitudini in ambienti caldi e umidi, ha effetto purificante e proprietà antiossidanti; l’acido ialuronico, che nutre la pelle in profondità e stimola il rinnovamento cellulare cutaneo; l’olio di jojoba che rivitalizza e lenisce la pelle irritata.



Teaology è l’unica linea skincare che utilizza questo genere di prodotto, l’infuso del tè e per le sue preziose virtù rende efficace il trattamento al 100%, inoltre i suoi prodotti sono ricchi di vitamine, estratti e olii essenziali.


Imperial Tea Miracle Face Mask è formulata con l’infusione di foglie di tè bianco per rendere ancora  più efficace l’azione antiossidante dei polifenoli. Le foglie vengono immerse in un mix purificante di caolino e acido ialuronico idratante e ridensificante. Inoltre gli estratti di primula e margherita esalta l’incarnato ed hanno un effetto schiarente, eliminano i segni del tempo rendendo la pelle luminosa e subito più giovane.

Bastano solo 10 minuti per l’applicazione, su viso e collo asciutti e ben puliti, evitando sempre il contorno occhi. Si risciacqua e si ripete per due volte a settimana.
La cura della pelle passa anche attraverso la routine, non dimentichiamocelo; prendere l’abitudine di fare impacchi e maschere, abitua la pelle ad assorbire meglio i prodotti, perché li riconosce.


Imperial Tea Miracle Face Mask @Venice




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Le sneakers Stokton spring summer 2018, per chi ha voglia di innamorarsi

STOKTON COLLEZIONE SPRING SUMMER 2018

A rendere speciale un look, si sa, è sempre la scarpa! Per questo motivo gli uomini, che dalla loro hanno un guardaroba meno provvisto di accessori a differenza di noi donne, fanno molta attenzione al dettaglio. E la scarpa è certamente il primo acquisto importante nella loro carriera di esperti di stile.

Una bella scarpa fa la differenza! Un sandalo gioiello può rendere elegante anche un outfit dove compare un jeans e una t-shirt di cotone. Ma quanti ad oggi avevano pensato di impreziosire una sneakers? Ebbene, il brand Stokton, da’ sfoggio di creatività su una scarpa che è per definizione comoda e per tutti i giorni.

E così che la collezione Primavera Estate 2018 di Stokton si rivolge a tutte le donne, si intende che accontenta ogni gusto, perché dall’Oriente alle più attuali mode, la sneakers Stokton di questa stagione sono in infinite ed in varianti mai viste prima.

Dai preziosi tessuti di raso, e di raso anche i lacci, la scarpa Stokton ricorda le raffinate tappezzerie cinesi, quelle che oggi ritroviamo anche sulle mura di casa, tornate in voga, per i gusti più raffinati e per coloro che da sempre rimangono affascinati dal mistero del paese del Sol Levante.

Stokton SS2018


In pelle da risultare comode, le scarpe Stokton restano basiche nella forma ma si impreziosiscono di dettagli: maxi perle, glitter, laminati come i grattacieli specchiati, in jeans per le più giovani e con stampe fiorate per le romantiche.


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campagna Stokton SS18



Inoltre Stokton, che conosce i capricci muliebri, ci da’ la possibilità di inserire e togliere gli eccentrici dettagli: così le rose di stoffa possono comparire, alternandosi nei colori, in nero o rosa antico, o scomparire a nostro piacimento. Le maxi rose fatte in denim, possono abbinarsi all’effetto used della sneakers o lasciare liberi i lacci, in intrecci fantasiosi che avvolgono la caviglia.

Stokton ha pensato di fare innamorare tutte le donne, lo dice anche Kenneth Cole:

Le donne si innamorano sette volte in un anno, sei di queste sono per le scarpe.

Sfoglia tutti i pezzi della collezione Stokton Spring Summer 2018:



Stokton SS2018



(Credits per le due foto campagna Stokton compresa copertina – Photo/Styling Miriam De Nicolo’, Model Shelly Chinaglia, Make up/Hair Antonia Deffenu, Assistants Clara Fayer, Michele Tumbarello)

Intervista a max&douglas: quello che ricordiamo con più affetto è stato lavorare con Ben Harper

Max&douglas sono noti nel mondo della fotografia per i loro ritratti alle celebreties, dai cantanti agli sportivi. Nonostante la giovane età, le loro immagini sono già state esposte presso la Triennale di Milano.  Il loro lavoro si contraddistingue per la voglia di sperimentare e, al tempo stesso, cogliere l’unicità che è contenuta in ogni singola persona.


 


Giovanna Mezzogiorno




 


Il vostro punto forte è senza ombra di dubbio la ritrattistica. Cosa significa per voi ritrarre una persona?


 


Significa “semplicemente” riuscire a mostrare l’idea che ci siamo fatti del soggetto. Non necessariamente coincide con l’idea che il soggetto ha di se stesso. Le persone ci attraggono, così come le loro caratteristiche: consideriamo le particolarità di ognuno come un punto di forza, come un valore che ne determina l’unicità.


 


Donatella Rettore italian singer photographed in Venice 15/06/2006; Ph: Max&Douglas

Donatella Rettore




 


Come riuscite a conciliare il lavoro in due?


 


Dopo 20 anni di lavoro insieme viene naturale alternarci in fase di scatto e successivamente saper riconoscere, in fase di editing, le immagini migliori. Riteniamo da sempre che il confronto è crescita e la discussione sia alla base di ogni progetto artistico.


 


Quando e come nasce la vostra collaborazione?


 


Siamo nati, come coppia artistica, realizzando fotografie in luce pennellata in grande formato (20×25). L’aiuto che potevamo darci vicendevolmente era fondamentale, non solo dal punto di vista tecnico. Con l’avvento del digitale e la relativa semplificazione del processo produttivo, la solidità della nostra collaborazione non ha sentito la necessità di una separazione.


 


Lucio Dalla

Lucio Dalla




 


C’è un aneddoto riguardante la vostra attività?


In così tanti anni gli aneddoti sono tantissimi, soprattutto per il fatto di aver lavorato molto con celebrities; diciamo che quello che ricordiamo con più affetto è stato lavorare con Ben Harper che, nonostante sia un mito di fama mondiale si è concesso totalmente alle nostre esigenze, senza paletti di tempo e senza la presenza dei personaggi che normalmente accompagnano le star. Una domenica pomeriggio, insieme, come fossimo vecchi amici.


 


 


I vostri inizi vi vedono impegnati con la fotografia di moda. Cosa vi ha indotto a impegnarvi in altri generi fotografici?


 


Non è del tutto vero. Diciamo che i nostri primi lavori pubblicitari, seppur di marchi di moda come Belfe o Romeo Gigli, sempre sono stati orientati verso una fotografia ritrattistica. Non siamo mai stati fotografi di moda, anche perché non abbiamo quella sensibilità fondamentale per poter lavorare in quel campo. Per non parlare del fatto che nella moda, salvo pochissimi nomi, i fotografi sono “di moda”: passano troppo velocemente. Abbiamo sempre puntato verso la costruzione di qualcosa di più duraturo.


 


Marco Giallini




 


In cosa vi sentite cresciuti artisticamente?


 


Sicuramente nel saper rispondere alle opportunità ritrattistiche nel minor tempo possibile. La lunga esperienza ultimamente ci sta portando a realizzare sempre meno scatti e in sempre meno tempo. Crediamo che questo possa essere un valore: esattamente come potrebbe essere un valore medico quello di un dottore che riesce a fare una diagnosi con una semplice occhiata.


 


Ci sono dei generi fotografici che preferireste non affrontare?


 


Sicuramente l’idea di chiuderci in uno studio per giorni interi nella speranza di riuscire a realizzare un bello still life ci terrorizza.


 


Potete anticiparci qualcosa dei nuovi progetti?


 


Al momento stiamo lavorando su molte cose, prima tra tutte la voglia di trasmettere la nostra visione. Non siamo per i “segreti” e non ci crediamo. Non abbiamo mai nascosto i nostri backstage o minacciato assistenti che volessero semplicemente curiosare. I nostri set sono sempre stati aperti.


 


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Stefano Accorsi




 


Quanto conta la post-produzione nella vostra attività?


 


Molto. A inizio carriera (lavorando con Polaroid 20×25) nulla. O, meglio, praticamente non esisteva ancora. Con il passaggio al digitale la presenza di una post invasiva è stato il nostro marchio di fabbrica e lo è stato per molti anni. Ultimamente è andata via via scemando, concentrandoci molto di più sull’uso delle luci ma rimane sempre presente e fondamentale, seppur molto meno percepibile.


 


Quali sono i fotografi che più ispirano la vostra fotografia?


 


Tantissimi. Tutti nomi importanti: Irving Penn, Richard Avedon, Mark Seliger, Anton Corbijn e naturalmente Annie Leibovitz. Siamo però molto affascinati e sicuramente influenzati dal lavoro di Erwin Olaf: un mito.


 


Portrait of Dolores O'Riordan photographed by Max&Douglas in Milan on march 14th, 2007

Dolores O’Riordan




 


La fotografia di max&douglas è il frutto di una ricerca senza fronzoli, una fotografia che non si avvale di segreti e che, tuttavia, cura fortemente i dettagli. E’ una fotografia silenziosa che ci invita a guardare, ammirare i soggetti ed emozionarci.


 


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Jorge Lorenzo




 

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Venice Secrets: Crime and Justice – Anteprima Mondiale della mostra sul crimine, giustizia e pena di morte

Venice Secrets: Crime and Justice
Anteprima Mondiale sul crimine, la giustizia e la pena di morte

Oggi le chiameremmo “erboriste” o “crocerossine”, quelle che un tempo si riunivano nei boschi a cogliere erbe medicinali e che distribuivano in unguenti ai malati, tacciate di stregoneria, arse al rogo e umiliate.

Le torture che le “streghe”, quelle povere donne, a volte bellissime, altre piuttosto intelligenti, subirono, sono tra le più truci che un essere umano possa immaginare: impalate vive e lasciate agonizzare in mezzo alle piazze, marchiate a fuoco, seviziate con l’uso di topi vivi cuciti negli organi genitali.

L’Inquisizione fece numerosi morti, tra cui personaggi illustri come Giordano Bruno, filosofo processato per eresia e condannato al rogo il 17 febbraio 1600, il Conte di Carmagnola, e condanno’ i famosi adulteri Veronica Franco e Giacomo Casanova.

Venezia, a Palazzo Zaguri, dimora storica che ospitò Casanova, dedica una mostra in anteprima mondiale, al crimine, alla giustizia e alla pena di morte: Venice Secrets: Crime and Justice“, un percorso espositivo che fa luce sui metodi di tortura utilizzati durante il buio periodo della Repubblica Serenissima. Atti giudiziari originali mostrati per la prima volta al pubblico, reperti, autentici strumenti di morte, raccontano in che modo venisse applicata la giustizia in un periodo ancora barbaro e primitivo.

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la “berlina”, detta anche gogna, per adulteri e bestemmiatori


Il periodo storico  va dal XIII al XVIII secolo, quando la berlina (detta anche gogna) veniva utilizzata per tagliare teste ad adulteri e bestemmiatori e la “Strappata” veniva impiegata nella “Sala del tormento” a Venezia, una sofferenza prolungata per tre giorni in cui il condannato veniva legato con le mani dietro la schiena, poi tirato su con delle corde, nella prima seduta si faceva precipitare il corpo a terra ad altezza uomo e con i secondi la caduta si interrompeva a due braccia da terra, con risultato la torsione e la slogatura delle spalle. Per aumentare gli effetti si aggiungevano pesi o si bruciavano le piante dei piedi.

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Sedia della tortura del fuoco



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GRIGLIA, per la bollitura e la friggitura dei prigionieri


Venice Secrets è una mostra unica nel suo genere e soprattutto solo per stomaci forti, perché oltre alle macchine di morte, rivivono nelle stanze del palazzo cadaveri plastinati e numerosi organi umani veri, testimonianze dei condannati che venivano usati quotidianamente per gli studi di anatomia tra Padova e Venezia.


Migliaia di persone mutilate, marchiate a fuoco, processate per sodomia, bruciate vive, annegate e uccise sul patibolo, rivivranno in queste stanze con il solo scopo di far conoscere la loro storia al visitatore, a ricordo di quanto la crudeltà umana non abbia limiti, né la creatività nel procurare sofferenze altrui.


Una creazione cruenta fu la “fallbret”, una sorta di ghigliottina ante litteram con l’impiego di una mazza per lo schiacciamento meccanico della lama da decapitazione utilizzata fino al 1500, oppure lo strumento per la tortura del fuoco utilizzata fino al 1700 che consisteva nel legare il condannato su una sedia posizionando delle braci sotto i suoi piedi cosparsi di grasso con solo una tavoletta a proteggerli dai carboni accesi. Ad ogni domanda a cui non rispondeva si toglieva la tavoletta. Il torturato era lasciato a digiuno per dieci ore prima della tortura, questo per aumentarne gli effetti sul fisico debilitato.

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la Ghigliottina



Ma nella folla di assassini, ladri e bestemmiatori, vi erano anche i malcapitati e trovarsi in campo inquisitorio era cosa assai facile, come avvenne per Veronica Franco nel 1580. E quando a metterci all’erta ci sono i proverbi che recitano: “cerca il tuo nemico tra i tuoi amici“, non sono da prenderli sotto gamba, perché alla povera Veronica, la denuncia arrivo’ proprio dalle sue mura domestiche. Per l’esattezza fu il precettore di uno dei figli ad accusarla di praticare arti magiche e sortilegi, oltre ad altri capi di imputazione tra cui c’era il gioco d’ azzardo, il mangiare grasso nei giorni consacrati al digiuno, la non osservanza dei sacramenti e…signore e signori: il patto con il diavolo! 

Il visitatore viene accompagnato attraverso sequenze sceniche soffuse e raccolte, tra i versi della Divina Commedia e atmosfere inquietanti. Fedele l’allestimento composto da sedute vuote della stanza adibita alla magistratura del Consiglio dei Dieci, la ricostruzione della cella del Casanova e delle carceri di Narni.

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Preti sepolti vivi per alto tradimento. Le giovani vestali che non rispettavano il voto di castità, venivano murate vive



Il percorso espositivo non ha una fine, ma bensì vuole creare un’inizio: l’innesco di domande, la discussione dell’esperienza vissuta, il generare contenuti, l’esame di coscienza.


www.venicesecrets.net
Venice Secrets Crime & Justice
Palazzo Zaguri
Campo San Maurizio, Venezia
mostra visitabile fino al 30 settembre 2018

Aniye by sfila da Carlo e Camilla in Segheria con una mini collezione sposa

Grande interprete della sofisticata e ricca borghesia di fine Ottocento, Vittorio Matteo Corcos è stato un pittore livornese noto soprattutto per i suoi ritratti.

E’ la vita mondana a cui si interessa, e alle donne in particolar modo, alla loro gestualità, agli abiti che indossano e alla maniera elegante in cui li vestono. Sono regine, dame della nobiltà, clientela assolutamente esclusiva e piuttosto esigente, in un periodo in cui lo status era un biglietto da visita e autocelebrarlo era un modo come un altro per farsi pubblicità. Tutto era reale, nulla a che vedere con le vite fasulle che si sfoggiano oggi sui social, tra abiti da sogno mai indossati e voli intercontinentali, quando si è raffreddati e sdraiati sul divano di casa.


sx Ritratto di donna elegante, 1887 di Vittorio Matteo Corcos – dx abito Aniye by


L’opera di Vittorio Matteo Corcos mette in mostra vizi e virtù, lo fa attraverso lo sguardo di queste donne, dalle giovinette in vezzose vesti di seta, alle più mature peccatrici in abito da sera. E’ un gioco tra l’innocenza ed il peccato, un’atmosfera che si respira anche guardando la collezione Aniye by che sfila a Milano, nella splendida location di Carlo e Camilla in segheria, anticipando anche una mini collection bridal.


sx abito Aniye by – dx Lady of the house, William Henry Margetson


Una collezione femminile e zuccherosa, come i colori degli abiti in voile dall’azzurro myosotis al carta da zucchero.
Le sete lasciano libero il movimento e regalano fluidità e leggerezza, i pizzi giocano con il “vedo/non vedo”, le paillettes catturano la luce, il lurex e le perline regalano luminosità all’abito.

Moderna e per una donna anticovenzionale la mini collection bridal, lancio ufficiale del brand Aniye by, emblematico esempio dell’aspetto pratico e fugace che ha preso l’evento matrimonio, un poco sospeso tra il sogno dorato e l’imminente arrivo del tragico lunedì.


Sfoglia la collezione Anye by:


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Altaroma E/2018: Le meravigliose sculture sartoriali di Robert Abi Nader

Le magnifiche sculture sartoriali di Robert Abi Nader hanno incantato la passerella di Altaroma E/2018


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La “Donna”ha sempre avuto un ruolo di fondamentale importanza nella sua vita, ed è proprio a lei che si è sempre ispirato, dedicandole parte della sua esistenza anche nell’ultima collezione presentata tra le mura barocche della prestigiosa Biblioteca Casanatense di Roma, in occasione di Altaroma E/2018.
Robert Abi Nader designer libanese dalle spiccate doti sartoriali, ha scelto questo meraviglioso Salone monumentale con ospiti selezionatissimi, per presentare la sua “Mimo Collection” F/W 2018-19, affinché la magia delle sue sculture sartoriali si sposasse con l’eternità della Roma barocca.


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La Biblioteca Casanatense conserva al suo interno preziosi manoscritti, volumi, opuscoli e affascinanti strumenti scientifici.
La passerella di Robert Abi Nader inserita nel programma di Altaroma E/18, è stata tra le più ammirate e attese.
Da anni presente nel calendario parigino dell’Haute Couture, il designer libanese ha fatto parlare di sé subito dopo il diploma conferitogli alla Chambre Syndicale de la Couture Parisienne, entrando nel mondo della moda nel 1988.


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Notato ben presto da Yves Saint Laurent scegliendolo fra i più abili designers, frequentò la maison per un lungo periodo di stage, ma ben presto fu notato anche da altre prestigiose case di moda come Claude Montana e Christian Dior.


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“Mimo Collection” è una collezione di quarantaquattro sculture sartoriali dedicata a una donna audace, dal fascino eterno ed etereo, che avvolge la sua perfetta silhouette femminile con eleganti trasparenze e tessuti preziosi.
Lo studio dei colori, le innovative applicazioni preziose e le molteplici tonalità, danno vita a una collezione in cui predomina l’armonia, il fascino e la sorpresa: la brillantezza dei colori che vanno dal rosa acceso al bianco puro, dall’avorio all’acqua blue, i colori primari come il rosso, e ancora il nero e i bagliori dell’oro, vestono di nuova luce dress lunghi, corti e jumpsuits su organza e tulle di seta.


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Spazio anche all’innovazione grazie alle applicazioni in microfibra di legno pregiato e pelle intagliata mediante tecnologia laser, e applicazioni di resina plastica.
Una sfilata intensa e da sogno quella di Robert Abi Nader, che ha incantato il finale (e gli ospiti) con un abito da sposa che rappresenta la sintesi creativa e lo studio del grande designer compiuto negli anni.


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La magica combinazione di tre colori e tre diversi tessuti (rosa, bianco e skin color), la lavorazione preziosa con pietre di cristallo e seta intrecciate, lo splendido velo ricamato a mano e uno strascico lungo otto metri di tre strati, danno vita a un mondo incantato e principesco, un magico sogno diventato realtà.


copertina


Photo credit: SPAZIO MARGUTTA

Altaroma E/2018: quando l’evoluzione della Nano Tecnologia di Au197Sm sposa la Couture

Innovazione e alta moda; per la prima volta la tecnologia sfila sulle passerelle di Altaroma con il brand Au197Sm


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Quando l’innovazione si sposa con la couture, la tecnologia applicata a essa subisce una trasformazione inaspettata nascendo a nuova vita.
Questo è reso possibile grazie al brand Au197Sm, che ha appena debuttato con la straordinaria collezione “Couture Collides Nano Technology”, sulle passerelle di Altaroma E/2018.


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Il brand guidato da Paola Emilia Monachesi (Direttore Creativo della maison), e da Stefano Maccagnani (CEO di Au197Sm), ha introdotto per la prima volta tra le passerelle di Altaroma una couture la cui fusione dei metalli preziosi e l’utilizzo della saldatura a ultrasuoni, rappresenta una vera rivoluzione tecnologica che ribalta i canoni classici dell’alta moda, pur conservando un’eccellente manualità sartoriale.


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La Nano-Tech si sviluppa attraverso un processo (coperto da brevetto internazionale), i cui passaggi includono: alto tasso d’ingegnerizzazione e fasi assolutamente artigianali, fusione dell’oro 24 carati e altri metalli preziosi assieme al tessuto.
Questa tecnologia dà il via ad altre importanti innovazioni (inizialmente riservate solo ai materiali tecnici, poiché possedevano una minima percentuale di fibra sintetica), la cui esclusiva è riservata solo al brand, e che permette di utilizzare la saldatura a ultrasuoni su capi come: cadì, seta, jersey.


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La fusione del metallo altera la composizione delle fibre, rendendole adatte alla saldatura a ultrasuoni.
La creatività di Au197Sm è il perno principale di una collezione che per molti versi, rappresenta la moda del futuro, la tecnologia insieme alla ricerca e all’artigianato si fonde per dare nuova vita a una collezione da indossare da mattino a sera.
Le Nano Tecnologie manipolano la materia a livello atomico e molecolare (nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente), per poi miniaturizzare i reticoli e concentrarli in maniera tale da poter essere utilizzati in qualsiasi condizione climatica.


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Dall’utilizzo della Nano Tecnologia e delle saldature a ultrasuoni, si realizzano magnifiche lavorazioni in maglia di metallo in stile “contemporary-tech” che si sposano con applicazioni in sequin e bubble scuba, dando nuova vita ai tessuti più naturali come chiffon, cotone e organza.
Senza dimenticare look di alta ingegneria sartoriale come l’Army Coat, il cui taglio lineare realizzato in tecnico di rete, si accoppia con rouges a ultrasuoni.


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Spazio alla creatività e alla tecnologia anche per gli accessori con le applicazioni da indossare sopra le sneakers che creano il nuovo codice del luxury-street.
Le applicazioni (da indossare come gioielli preziosi), sono realizzate in pelle ricamata di transparent sequins e filo di nylon e plexyglass e impreziosite con oro e metalli preziosi.
Un accessorio intercambiale da indossare ai piedi secondo lo stato d’animo o l’outfit, un dettaglio di stile che rende chi lo indossa, unico ed esclusivo.


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Diversi sono i vip che hanno partecipato alla sfilata, e che hanno seguito con molto interesse ogni singolo outfit.
“Tecnologia, ricerca e tradizione sono i punti fermi della nostra filosofia che ha rivoluzionato il
concetto di artigianato e di fatto a mano applicato alla moda, con un’accezione che comprende
l’utilizzo di macchinari di ultima generazione da parte di mani esperte” – ha commentato Paola Emilia Monachesi.
“Cerco un’innovazione a misura d’Uomo” – continua– Stefano Maccagnani – “E
sono felice di portare la tecnologia più d’avanguardia nel simbolo del classicismo per eccellenza. Roma è la mia Città, seppur di adozione, e proprio lì ha sede, oltre che la logistica, il laboratorio produttivo dove sono presenti le tecnologie d’avanguardia che ci caratterizzano.”


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L’evoluzione di queste collezioni ha già riscosso un successo inaspettato, soprattutto tra i giovani, che in un futuro non molto lontano potrà acquistare gli splendidi capi del brand in punti vendita monomarca.
La moda è in continua evoluzione, la sua grandiosità non si ferma mai, la Nano Tecnologia ha conquistato la couture!


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copertina


Photo credit: Federico Cannata Ph

Twister racing – fashion editorial

TWISTER RACING – FASHION EDITORIAL



Photographer: Miriam De Nicolo’

Model: Mazarine @Brave Model Management, Milan

Make up/Hair: Antonia Deffenu

Styling: Irene Lombardini

Car: Jaguar Vintage – Thanks to Twister Corse



Coat Aniye By, sunglasses Eyepetizer, earrings Swarovski, bra La Perla



sx Total look A-LAB MILANO, hat Montebello – dx Coat DROMe, hat Montegallo,boots Vic Matié



Coat and boots Aniye By, sunglasses Eyepetizer, earrings Swarovski, bra La Perla



Sweater Tricot Chic, shorts Momonì, boots DROMe, bag Salar Milano, earrings Swarovski, sunglasses Eyepetizer – dx total look Vladimiro Gioia, hat Montegallo, bag Giancarlo Petriglia



Shirt Redemption, glove Sermoneta, sunglasses Eyepetizer, earring Swarovski



sx Coat DROMe, hat Montebello – dx Coat Aniye By, sunglasses Eyepetizer, earrings Swarovski, bra La Perla



Coat Aniye By, sunglasses Eyepetizer, earrings Swarovski



Total look A-LAB MILANO, hat Montegallo, camperos boots Redemption – dx total look Vladimiro Gioia, hat Montegallo

Negramaro e il loro Amore Che Torna a Lecce

Il 13 luglio la nota band italiana ha concluso in maniera emozionante il tour allo stadio di Via del Mare a Lecce, esattamente a casa.


I Negramaro hanno infatti infiammato il cuore di ben 30000 persone: i primi gruppi di fan si sono appostati entusiasti già durante la mattina nell’attesa dell’apertura dei cancelli, avvenuta all’incirca alle ore 17. Alle ore 21 e 30, la serata è iniziata nei migliori dei modi con “Fino all’imbrunire”, primo singolo estratto dall’album “Amore che torni”.


“Ciao Casa! Canta!”: queste sono state le primissime parole che Giuliano Sangiorgi ha rivolto ai suoi fan e alla propria terra. Il brano “Sei tu la mia città” è divenuto, così, un vero e proprio inno d’amore verso il Salento. “Vorrei che questa notte non finisse mai. Sei tu la mia città, Lecce, la nostra città.”


Ed è proprio d’amore di cui parla il loro ultimo album, quello stesso amore che è risultato il protagonista assoluto dell’intera serata. Un amore vero, colmo di vita, ma anche di effetti speciali. Prosegue così il sogno di una band che ha attraversato un momento di crisi e che non si è arresa, che è tornata a sognare più forte di prima e che sicuramente farà sognare tanto altro.


https://www.negramaro.com/

Altaroma E/2018: Soocha porta in passerella il movimento #MeToo

Soocha stupisce ancora una volta, e sulle passerelle di Altaroma sfila la filosofia del movimento #MeToo.


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La passerella di Soocha presentata ad Altaroma E/2018 affronta un tema molto attuale, l’uguaglianza e l’affermazione della donna spesso costretta ai ricatti psicologici e sessuali soprattutto in ambito lavorativo.
L’ispirazione di SooJung Cha (creatrice e designer del brand Soocha), si allaccia alla vicenda di Harvey Weinstein, accusato di svariate violenze sessuali nel 2017 e conclusa con il suo arresto.
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#MeToo non è solo un hashtag, ma rappresenta il simbolo di un movimento diventato virale in tutto il mondo in brevissimo tempo.
Affiancato dal pensiero (attuale come non mai anche oggi) della grande Simone De Beavoir, Soocha ha sviluppato una collezione che va oltre, perché #MeToo prende forma solo se è messo al centro di tutto, al diritto della donna a una pari dignità e uguaglianza nel mondo, rompendo ogni convenzione sociale posta come una gabbia.


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SECOND SEX è la collezione che ha stupito le passerelle di Altaroma per la sua irriverenza e forza.
Le stampe sono state grandi protagoniste, poiché rivestono un messaggio di grande importanza, come il magico “#” o la parola DONNA espressa in alfabeto cinese, simboli fortemente voluti e legati anche all’estremo oriente, per ricordare che quella parte di mondo rappresenta un luogo in cui l’uguaglianza è più difficile da conquistare.
Anche i fiori rappresentano un simbolo importante, che rimandano a un giardino di Milano dedicato a una grande donna, Lea Garofalo, uccisa perché ribellatasi alle imposizioni e alle regole del contesto mafioso in cui viveva.


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La camicia bianca è un punto cardinale della collezione, capo iconico dell’abbigliamento maschile, indossato dalla donna, si traduce in abbattimento degli stereotipi e riaffermazione dei diritti che, non hanno genere, ma sono universali.
Una collezione in cui gli elementi maschili si fondono con quelli femminili, così come i tessuti e la ricca palette di colori (cotone e lino, jacquard e fantasie floreali), dando vita a un nuovo genere, un design sperimentale e stupefacente.


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SooJung Cha ancora una volta stupisce con le sue splendide storie, creando collezioni che non annoiano mai ma al contrario riscrivendo i canoni di una moda nuova, che si traduce in outfit dal carattere forte e dalle linee pulite e colorate.


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Photo credit: Fedrico Cannata ph – Marco Cilloni press office Soocha

Teaology – La crema mani e unghie al profumo di tè

Se pensavate di accontentarvi del gelato al gusto di tè, per quelle a cui al tè non sanno rinunciare, sbagliavate. Oggi, per le vere addicted, esiste una linea che sfrutta le proprietà di questa pianta per renderci più belle: è la TEAOLOGY tea infusion skincare.


Una linea completa per i trattamenti di bellezza viso e corpo, che ha creato una crema mani specifica con l’uso del tè blu.

Da questa miracolosa pianta, chiamata esattamente Camellia Sinensis, si ottengono più di 5000 differenti tipi di tè. E’ una sempreverde che cresce ad altissime altitudini, in ambienti caldi e umidi. Il Blue Tea è un tè semi-fermentato che contiene molti minerali e agisce come antiossidante.

@Venezia



La crema mani e unghie – FLORAL TEA HAND AND NAIL CREAM – è nello specifico un trattamento riparatore, idratante e antietà.

Ha un delicato e fresco profumo di tè che persiste tutto il giorno, non unge e si assorbe velocemente lasciando le mani piacevolmente vellutate. La crema si massaggia su mani e unghie, insistendo anche sulla zona delle pellicine per ammorbidirle; inoltre il pratico tubetto in plastica è possibile portarlo sempre con sé in borsa.



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Altaroma E/2018: Il mondo “Immaginifico” di Moi Multiple

Moi Multiple porta a Altaroma la magia di un mondo colorato e favoloso!


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Il mondo di “Moi Multiple” è intoccabile, irraggiungibile, colorato, magico, fantastico e “Immaginifico”, proprio come lei.
“Immaginifica” è la collezione Spring/Summer 2019 della designer Anna Francesca Ceccon (fondatrice del brand Moi Multiple), presentata in occasione di Altaroma E/2018, che a ogni stagione racconta sulle passerelle una storia fatta di riflessione, analisi, ricerca, tradizione sartoriale italiana e progettazione.


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In passerella outfit che rappresentano la voglia di ricreare spazi e tempi, la libertà di sperimentare inediti abbinamenti di linee e colori, quasi a creare un gioco.
L’intento del brand è di esaltare ogni tipo di femminilità, mettendo in primo piano le molteplici sfaccettature di una donna contemporanea e camaleontica.


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Attraverso l’uso dei tessuti e d’insoliti materiali come i filati di carta, i nastri sintetici o la rafia, gli outfit creano magici effetti con frange e inedite code.
L’abbinamento fantasioso dei colori (glicine e papavero, zafferano e rosa cipria, turchese arancio fluo), mette in evidenza la fluidità dei capi rendendoli speciali e Immaginifici!


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“Più cresco e più mi accorgo che la mia anima e molte delle mie scelte, sono legate ai miei primi anni di vita. Timida, ironica e solitaria, coltivavo un mio mondo interiore, intoccabile e irraggiungibile. Prendendo spunto dalle fiabe dei fratelli Grimm, adoravo creare storie incredibili, materiche, colorate e magiche. Immaginavo mille peripezie alla ricerca di mondi esotici, in cui crescono fiori giganteschi e coloratissimi. Oggi come allora la mia fantasia diventa rifugio da un mondo sempre più difficile da affrontare. Non una fuga, ma una speranza”.
(Anna Maria Ceccon – Moi Multiple).



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Photo credit: Federico Cannata Ph

Altaroma E/2018: Sylvio Giardina e l’amore per l’Haute Couture

Sylvio Giardina porta a Altaroma la storia e la bellezza dell’Haute Couture.


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Se la magnificenza avesse un nome, porterebbe il suo, Sylvio Giardina!
Una passerella positivamente discussa per l’emozione e lo stupore suscitato, celebrando i valori fondamentali legati all’alta moda.


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“HC #03 – Lovers” è la nuova collezione A/I 2018-2019 di Sylvio Giardina, presentata in occasione di Altaroma E/18, il designer (nato a Parigi ma di origini siciliane), dopo essersi affermato nel mondo con una linea di prét-a-porter e una di gioielli, ritorna sulle passerelle della fashion week romana con la sua prima passione, l’Haute Couture.
L’amore ruota intorno alla nostra vita, ed è un tema fondamentale per chiunque, diversi sono i designer che nel corso della storia della moda si sono lasciati ispirare da questo forte sentimento e che hanno segnato le loro vite: Yves Saint Laurent e Pierre Bergè, Picasso e Dora Maar, Pier paolo Pasolini e la grandiosa Callas, solo per citarne alcuni.
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Sylvio Giardina lasciandosi trasportare da questi esempi e dall’amore, ha realizzato una collezione che è l’espressione di una perfetta unione tra maestria sartoriale ed estro.
Abiti dalle forme fluttuanti, morbide onde di tulle e duchesse, plissè, rouches, volant, fiocchi e drappeggi impreziositi da ricami; le proporzioni e i tagli realizzati con cura maniacale, conferiscono un effetto tridimensionale alla silhouette esaltandola.


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La passerella è stata un tripudio di colori perfettamente amalgamati tra loro con armonia: bianco e nero, verde petrolio e lilla, i tenui pastello.
L’abito da sposa, omaggio alle sfilate haute couture del novecento, ha chiuso la sfilata con grande emozione e ammirazione per il designer.


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Sylvio Giardina ha saputo regalare come sempre, lo splendore di una passerella che ha rappresentato l’essenza della femminilità e della vera haute couture.


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Photo credit: Federico Cannata Ph

ELEVENTY LANCIA LO STILE SOFT FORMAL E SDRAMMATIZZA IL SARTORIALE CON CAPI SPORTIVI

COLLEZIONE UOMO PRIMAVERA ESTATE 2019 ELEVENTY

ELEVENTY LANCIA LO STILE SOFT FORMAL E SDRAMMATIZZA IL SARTORIALE CON CAPI SPORTIVI

È la vita di tutti i giorni ad ispirare la nuova collezione uomo SS 19 di Eleventy, alla ricerca di un nuovo concetto di formale, più giovane, confortevole, moderno. E lancia lo stile SOFT FORMAL creando un dialogo tra il mondo del business e quello del tempo libero.

“L’ispirazione della collezione SS19 prende spunto dal mio vivere quotidiano e dallo studio dei vari momenti di una giornata che, per molti, inizia dalla palestra. Perché non trasferire parte di questo mondo nel nostro guardaroba quotidiano?”, spiega Marco Baldassari, fondatore e direttore creativo uomo Eleventy.



Così, l’abito classico è da portare con una felpa o con una maglia colorata di matrice sportiva; le giacche doppio petto, in seta con bottoni in metallo, sono da indossare su t-shirt e denim vintage; i pantaloni jogger vengono abbinati a giacche costruite in tessuti italiani pregiati, ma resi Active da trattamenti antivento idrorepellenti, o da interni staccabili pensati per l’uomo che viaggia; e contaminano i capi basici con dettagli sport, le righe tennis anni ’60 e quelle verticali del baseball applicate a maglie, bomber, pantaloni.
I codici del nuovo stile Soft Formal mutano anche il concetto del denim che diventa lusso declinato in giacche dai tagli e costruzione ricercate, in panciotti formali chiusi da bottoni anche in metallo, in pantaloni, camicie, realizzati in pregiate tele giapponesi cimosate, sottoposte a trattamenti used esclusivi. Mentre il gusto di derivazione militare diventa “utility” con un tono raffinato.



COLORI I toni naturali del sabbia, corda, mastice e bianco off white. Le sfumature dei blue, grigi, marroni. Punte di colori decisi come il giallo limone accostato ai grigi o al denim; il verde erba abbinato ai brown o al bianco; l’arancione e il rosso.

TEMI

THE YOUNG URBAN CONTEMPORARY Felpe, t-shirt, cashmere colorati con il lettering 11TY di matrice sportiva da portare sotto giacche formali; pantaloni jogger su giacche sartoriali in tessuti italiani pregiati, resi “Active” da trattamenti antivento idrorepellenti.

DENIM LOOK Tele giapponesi pregiate e trattamenti used esclusivi rendono giacche, panciotti, camicie e pantaloni un capo luxury. Nella collezione anche cinque pantaloni di archivio, in denim giapponesi cimosati, realizzati da mani esperte con dettagli che ricordano i capi vintage anni ‘40.



WIMBLEDON e YANKEE STADIUM Contaminano i capi basici con dettagli sport, le classiche righe blu, rosse e bianche della moda tennis anni ’60 applicate su maglie, polo, bomber, felpe e pantaloni. Dal baseball i capi di maglieria con le righe verticali, bomber e cappellini stone washed.

PARTY TIME giacche doppio petto in seta o in cotone con bottoni in metallo da abbinare a t-shirt, denim vintage e mocassini.

UTILITY Il gusto di derivazione militare diventa “utility” con un tono raffinato. Tessuti camouflage tinto capo, pantaloni tasconati, cargo. Giacche 4 tasche e Field Jacket tinto capo subiscono trattamenti che le rendono used.

SUMMER HOLIDAYS All’insegna del confort i bermuda diventano jogger o cargo. Stampe esclusive per camicie, t-shirt e boxer mare. Il lino e le sneakers colorate sono protagonisti dell’estate.

AFTER-SKI Una capsule per l’estate in montagna con capi in cashmere realizzati da mani dei nostri artigiani. Parka con pelliccia nei toni della neve bianco, panna e grigio chiaro.

AD ALTAROMA SI CELEBRA IL MAESTRO RENATO BALESTRA

Alta Roma celebra Renato Balestra, 94 anni, nato a Trieste ha studiato ingegneria, con la passione per la moda, ancora giovanissimo si trasferisce prima a Milano poi a Roma dove ha aperto il suo primo atelier nel 1961.


Nello scenario più autentico dell’antica Roma Renato Balestra ha aperto la serata con il suo famoso Blu Balestra, seguito poi dai abiti per le prime della scala a concludere con abiti da sposa.


In totale sfilano 70 outfit che riassumono l’eleganza del maestro della haute couture italiana, una notte magica che neanche la pioggia è riuscita a fermare, ispirazione alla bellezza pura della donna, riprende uno stile principesco adattandolo alla raffinatezza dei suoi gusti.


Stampa, critici , blogger e ospiti, hanno assistito alla sfilata di una collezione ispirata al mondo principesco, più che una sfilata, una notte da fiaba.


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GRANDE SUCCESSO AD ALTAROMA PER BAILISS ATELIER

Larisa e Alisa Baysarov sono la mente creativa dell’ Atelier Bailiss, brand che è nato a Mosca nel 2014.

Dopo il grande successo durante la Monte Carlo Fashion Week, la maison moscovita incanta gli ospiti e addetti del settore durante AltaRoma, portandoli in un mondo di abiti e colori vivaci mescolati con quelli più tenui, per una collezione decisamente sofisticata utilizzando solo tessuti naturali e molto piacevoli da indossare.


Le ispirazioni delle designers prendono spunto dalla musica lirica, combinando eleganza e tecniche tradizionali della cultura del Caucaso russo, realizzato all’uncinetto con l’aggiunta di paillettes, strass, perle e perline.


Vediamo colori come il blu, marrone e bianco per i look eleganti e moderni. Per i capi più considerevoli troviamo il rosso acceso, fucsia e lavanda.


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Cuore Mente e Spirito, la collezione Kokoro di Sartorial Monk

Sartorial Monk Spring Summer 2019
Collezione “KOKORO” 

Quando cuore, mente e spirito si abbracciano, otteniamo quell’insieme di elementi che costituiscono il saggio: saggezza per l’appunto, purezza, profondità, bontà, elevazione dell’animo, umanità, empatia, conoscenza, apertura. Per riassumere queste caratteristiche, un popolo che possiede il dono della sintesi, il Giappone, ha trovato una parola che significa “lo sguardo che coglie il cuore delle cose“, questa parola è KOKORO.

Partendo da questo concetto, il designer di Sartorial Monk, Sabàto Russo, ha elaborato una collezione specchio di questi temi. Una collezione primavera estate 2019 lontana dal tempo, dal caos occidentale, dalle mode e dalle tendenze. Si è concentrato sull’essenzialità, sulla purezza, sulla leggerezza, temi cari al  misterioso mondo del Sol Levante.


Dalle letture di Sabàto negli scritti fine ‘800 dell’autore Lafcadio Hearn, il designer ritrova il percorso dei suoi viaggi, la ricerca costante della più profonda espressione di sé e scopre, attraverso questa parola, la sintesi di un vissuto. Nasce così una collezione “libera”, nei tessuti, nella scelte delle forme, lino, seta, lana sottile, dévoré, ogni capo è armonico e regala una sensazione di benessere e di pace.

Scopri la collezione Primavera Estate 2019 di Sartorial Monk:



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La donna femminile da “mille e una notte” di Miahatami a Altaroma E/2018

Miahatami porta la bellezza delle donne persiane sulle passerelle di Altaroma E/2018.

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Per Narguess Hatami, fondatrice e mente creativa del brand “Miahatami”, la rivoluzione è Donna!
Nella nuova collezione “Shahrazad” Spring-Summer 2019 di Miahatami (dedicata alle donne Iraniane), presentata ad Altaroma E/2018, la donna è la protagonista assoluta: forte, audace, elegante, misteriosa e sofisticata.
Una donna che desidera rivalsa non solo per il suo ruolo, ma anche per affermare la propria femminilità, senza aver paura di combattere a suon di look sofisticati, ricami, intrecci e spacchi, proprio come l’eroina persiana de “Le mille e una notte”.

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La leggenda vuole che il re persiano Shahriyàr, per vendicarsi e scacciare il fantasma di una delle sue ex mogli che l’aveva tradito, uccide le sue spose dopo la prima notte di nozze.
La protagonista (figlia del vizir Shahrazàd), decide un giorno di offrirsi volontariamente in sposa a quest’ultimo, e per fermare l’eccidio ha un piano: raccontare al re ogni sera una storia rimandando il finale al giorno dopo per non essere uccisa.

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Per “mille e una notte” va avanti così, e nel momento in cui s’innamora, si rende conto d’essere stato un assassino, così decide di sposare la donna di corte e regalare nuovamente al regno la pace tanto attesa.
La collezione è una celebrazione dedicata al cambiamento e all’abbattimento delle proibizioni, mettendo al centro una donna dalle mille qualità di moglie, madre, amante, icona e lavoratrice che non perde la propria femminilità.

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In passerella abiti dalle linee fluide, ampie e pulite con delicate sfaccettature velate iper femminili e sensuali; i foulard che prima servivano a nascondere corpi e volti femminili di estrema bellezza, sono nati a nuova vita trasformandosi in abiti e gonne che avvolgono il corpo femminile, veli colorati e trasparenze sofisticate.

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Una collezione quella di Miahatami, molto ricercata e curata nei particolari, nelle forme e nelle lavorazioni: nodi (che ricordano le sciarpe che le danzatrici del ventre appongono sui fianchi), intrecci, sovrapposizioni con strati di tessuti (d’ispirazione tradizional-popolare), frange di seta e pieghe a ventaglio, formano outfit quasi a ricordare le linee architettoniche.

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Gli elementi apparentemente classici, si contrastano fluidamente con i ricami delicati, realizzati con pailettes lavorate a rilievo, formando dei disegni geometrici che rimandano agli antichi tessuti persiani, rendendo la collezione unica e preziosa.

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Il mondo della designer di Miahatami non si ferma mai, così come il suo voler sperimentare la comunione perfetta tra la moltitudine di materiali e tessuti (seta e lino, cotone e crepe, nylon), una ricerca che l’ha portata a creare un “mix vincente” e a far sfilare in passerella in chiave moderna e femminile, una donna da “mille e una notte” .

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Photo credit: Federico Cannata

Via alla XIII edizione del Locomotive Jazz Festival

Torna sul palcoscenico pugliese la XIII edizione del Locomotive Jazz Festival , che avrà luogo dal 10 luglio al 3 di agosto a Lecce, Taranto, Ceglie Messapica, Castro, Roca, Sant’Andrea e San Cataldo. Quest’anno, difatti, il Festival ha deciso di essere nei luoghi periferici, luoghi maltrattati, come San Cataldo, o vittime di etichette, come Taranto, città industriale che tuttavia è in possesso di una cultura profonde e da riscoprire.


Raffaele Casarano, direttore artistico da ormai tredici anni, ha dichiarato il vero intento dell’evento: “La sfida di tutti è quella di seguire quel che fa la Musica, liberarsi dalle gabbie, diffondersi senza limiti. Il LJF, rispetto ad altri festival musicali, ha un pensiero forte: la musica come strumento attraverso cui narrare altre storie e fare luce su delle problematiche di carattere ambientale, sociale, culturale. Nel corso degli anni sono venuti a suonare per il Locomotive musicisti di fama internazionale, che hanno sposato la nostra causa, appassionandosene, imparando ad amare il Salento, le sue debolezze e la sua bellezza estrema”.


Anche quest’anno, difatti, il LJF ospiterà artisti di gran calibro come Malika Ayane, Avion Travel, Dolcenera, Bungaro, Fabio Concato, Kurt Elling, Kenny Garrett, Stefano Di Battista e Nicky Nicolai, Nick The Nightfly, Gilles Peterson, Nicola Conte, Till Bronner e Dieter Ilg, Renzo Rubino & Gino Castaldo.


Dal 30 luglio al 3 agosto, inoltre, sarà possibile seguire il Locomotive in diretta su Radio Montecarlo, dalle 15.00 alle 16.00 e dalle 22.00 alle 2.00. Durante la serata del 3 agosto, il Festival sposerà l’iniziativa diTria Corda Onlus: l’intero incasso della serata sarà devoluto alla Onlus, per contribuire alla realizzazione del Polo Pediatrico salentino.


Fabio Concato

Fabio Concato




Dolcenera -

Dolcenera




nicolai+dibattista

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Malika_Ayane (1)

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http://www.locomotivejazzfestival.it/

Marianna Cimini porta la magia di HOLI a Altaroma E/2018

Marianna Cimini con la collezione Spring/Summer 2019, ispirata a HOLI, ha incantato le passerelle della Fashion Week romana.


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Quando vedi Marianna Cimini capisci perché la sua collezione sia così fresca, briosa e colorata, sentirsi trasportati nel suo mondo, è facile e meraviglioso, come lei.
“Feeling of colors” è la nuova collezione Spring Summer 2019 presentata all’interno di Altaroma Estate 2018, e trae ispirazione da HOLI, un’antica celebrazione induista che annuncia l’arrivo della Primavera e il trionfo del bene sul male.


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HOLI è un festival induista dedicato al puro divertimento, il popolo in festa si riversa nelle strade vestita completamente di bianco, l’usanza vuole che ci si sporchi il più possibile con polveri colorate ricavate da fiori essiccati.
Il rito simboleggia un momento di rinascita.
Gli sgargianti colori sono il tema dominante della collezione, rappresentati come un “elemento astratto e impalpabile”, che avvolge e riveste chiunque con sfumature brillanti che vanno dal lime al corallo, dall’arancio al turchese, al ciclamino, su outfit nude, total black e total white.


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Le organze in seta colorate, il cotone seersucker con ricami 3D, i rasi lucidi di viscosa fluida stampati, il georgette, accompagnano i volumi over e scivolati (tratto distintivo del brand), di tipico richiamo anni ’90.
Le linee dritte, i pantaloni a zampetta, le jumpsuit, le gonne a matita, i blazer smanicati e gli abiti coulisse con ruches, contrastano con impalpabili spolverini in nylon ultraleggeri, envers satin in double face con giochi opachi e lucidi, stampe all-over con maxi fiori stilizzati d’ispirazione HOLI e righe ed elementi grafici.


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Per la prima volta nelle collezioni di Marianna Cimini, si aggiunge una capsule collection dedicata al mondo denim rappresentata da pantaloni a vita alta, pencil skirt, camicia over e giubbotto, reinterpretate secondo lo stile del brand, per soddisfare le continue richieste di mercato.
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La passerella di Marianna Cimini ha emozionato ed estasiato i presenti, sentirsi catapultati nella magia di quei luoghi, è immediato, suoni mistici accompagnavano modelle eteree avvolte da tessuti preziosi e impalpabili e fiori tra i capelli.


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“Possa HOLI regalarti tutti i colori della vita, i colori della gioia, i colori della felicità, i colori dell’amicizia, i colori dell’amore e tutti i colori che desideri per dipingere la tua vita”.


Grazie Marianna, ancora una volta hai fatto sognare tutti noi con il tuo splendido talento!


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Photo credit: Marianna Cimini

Frankie Morello e il dio Siri – collezione primavera estate 2019 Milano Fashion Week

COLLEZIONE PRIMAVERA ESTATE 2019 FRANKIE MORELLO 

Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco“, così recitava Josef Koudelka, fotografo ceco amico di Henri Cartier-Bresson.

Ogni viaggio è l’inizio di una scoperta verso qualcosa di ignoto e questo Frankie Morello lo sa bene, che porta in giro per l’Universo ogni collezione, anche questa della primavera estate 2019.

E’ la necessità di evoluzione che spinge Frankie Morello a cercare l'”altrove”, altrove; è un viaggio che inizia da molto lontano, da Nazareth, dove tutto nacque.
Il bagaglio di cultura, riti, costumi, lo porta con sé nella navicella che ha come direzione lo Spazio.
Le icone sacre a cui siamo abituati cambiano forma e verbo, la Madonna si presenta a noi come una moderna pop star, le preghiere della gente verranno esaudite dalla luce della spaceship che distribuirà, non più pane e pesci, ma iPhone, iPad e oggetti di ultima generazione. E’ un Dio visibile quello che crediamo compiacere, è l’ossessione compulsiva della #technologydevotion.

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Se credete che Frankie Morello accarezzi questo tema, vi sbagliate.
Lo specchio che ci mette di fronte è esattamente quello che la Strega di Biancaneve non vorrebbe vedere…e siamo noi, nessuno escluso, con le nostre brutture, il nostro attaccamento morboso ai cellulari, al dio web che risponde ad ogni nostra domanda, mai sazi, coltivatori di solitudine e chat vuote.
Nicholas Poggioli, art director del brand, ci regala questo viaggio ultraterreno con lo scopo di riportarci sulla terra, per recuperare quel calore e quell’umanità che stiamo perdendo.

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Ci accompagna in una collezione uomo donna tra figure mitologiche e ambigui putti, le donne conservano quell’alluce sexy tipica di F.M., indossano tute in latex silver, come le divise da astronauta dell’uomo, cangianti in pvc e in blu elettrico con paillettess. Le strutture sono over sopra, mentre si stringono i volumi nella parte inferiore come delle guaine.

Gli occhi degli esseri che si imbarcano in questa specie di Arca di Noè, sono bianchi, hanno perso identità e consistenza, riprendono profondità solo dopo la “riscoperta”, come nei dipinti di Amedeo Modigliani, sguardi vuoti che prendono colore dopo aver trovato il suo unico amore: Jeanne.

A ciascuno il suo. Buon viaggio.



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