Archive for Luglio, 2019

DEBUTTA LA CAPSULE COLLECTION “GAZÈL AIRLINES”

DEBUTTA LA CAPSULE COLLECTION “GAZÈL AIRLINES”
Pieces of Art: una limited edition in collaborazione con l’artista Giacomo Piussi
Spring-Summer 2020

Punta in alto Gazèl e sotto la direzione artistica di Alessandra Verona, Founder e Creative Director, presenta Gazèl Airlines: la capsule collection che nasce dall’incontro – umano e artistico – con il pittore Giacomo Piussi. Una mini-collection – già disponibile in limited edition sul sito www.gazel.it – dedicata alle donne che amano mettersi in gioco, lasciare lo statement per la fantasia e indossare abiti come fossero accessori.


Gazel Airlines Capsule Collection_SS20(3)

Più di una collezione, si tratta di un punto di vista sul mondo, in cui l’arte è protagonista con le sue sfumature di colori e l’infinita creatività che trova nuova espressione attraverso tessuti e stampe rielaborate secondo una identità forte e unica, lontana dagli stereotipi e dalla omologazione. Un invito a osare, accostamenti e contrasti, a mixare le idee come le forme, a rimanere fedeli a se stessi e ai propri sogni. L’ispirazione pop-rock si fonde con la femminilità, i quadri originali dell’artista Giacomo Piussi diventano stampe esclusive e inedite. Il linguaggio figurativo, elementare e fiabesco, evoca contrasti e sovrapposizioni, che creano uno stile contemporaneo e dinamico.


Gazel Airlines Capsule Collection_SS20(1)

Una flash preview di tre t-shirt in serie limitata è già disponibile all’acquisto sul sito www.gazel.it mentre la capsule collection completa sarà presentata al prossimo White Milano (dal 19 al 22 settembre) e sarà distribuita in boutique selezionate oltre che sul sito e nei negozi monomarca Gazèl.

Gazèl nasce da un’idea di Alessandra Verona e dal suo impegno nel creare, rinnovare e contribuire a rivisitare l’eterno femminile in un concetto sempre originale. Ha sede a Udine, piccola cittadina nel Nord Italia, lontana dai circuiti della moda mainstream e per questo cornice ideale per creazioni autentiche, dall’identità forte, espresse con cura artigiana attraverso una produzione interamente made-in-Italy.
Giacomo Piussi, friulano di nascita e fiorentino di adozione, ha al suo attivo mostre a Siena, Forlì, Firenze, Bari, Milano, Roma e Parigi e ha collaborato a numerose collettive alla Biennale di Venezia, Lisbona e Amsterdam. L’artista si esprime, a livello pittorico, attraverso un linguaggio figurativo fatto di forme elementari. Si dedica inoltre ad altre tecniche e materiali, dalla scultura su bronzo ai bassorilievi in pietra e terracotta, ai murales.


Gazel Airlines Capsule Collection_SS20(2)

“GUARDA DA QUI LE LUCI DELLA CITTÁ”: BLEECH FESTIVAL 2019 SI IMMERGE NEI VIGNETI DEI COLLI PIACENTINI

GUARDA DA QUI LE LUCI DELLA CITTÁ: BLEECH FESTIVAL 2019 SI IMMERGE NEI VIGNETI DEI COLLI PIACENTINI

La 5° edizione di Bleech Festival è un omaggio a tutte le sonorità contemporanee, dalla trap alle nuove forme di cantautorato. Un cammino nei vigneti della Val Nure: area market, degustazioni di vino, street food gourmet, spettacoli circensi e molto altro.

Albarola, 2-4 agosto 2019 – Lo stesso stile ma con una nuova casa. Bleech Festival, festival dedicato alla musica e alle arti giovanili, dal 2 al 4 agosto porterà a Villa Barattieri, Albarola di Vigolzone (PC), le ultime tendenze della scena musicale italiana. Una nuova direzione con una più attenta e variegata ricerca artistica. Un Bleech Festival che ci porta a “Guardare da qui le luci della città”, tema della quinta edizione che cambia anche periodo, anticipando di un mese il suo tradizionale svolgimento.

Bleech Festival, la rassegna dedicata alla musica e alle arti giovanili che nasce nel 2015 e cresce nel cuore del centro storico di Piacenza, svela le prime carte dell’Edizione 2019. “Guarda da qui le luci della città”: è con una citazione del cantautore Coez che Propaganda 1984 presenta una quinta edizione speciale con due importantissime novità: nuove date, dal 2 al 4 agosto e nuova location, Villa Barattieri, ad Albarola di Vigolzone.
In 4 edizioni una direzione artistica lungimirante e coraggiosa, ha saputo fare di Bleech Festival un punto di riferimento per gli appassionati di musica di tutto il Nord Italia, affiancato da alcuni storici festival organizzati nelle grandi città italiane. Negli ultimi 4 anni, infatti, il palco della rassegna piacentina ha ospitato artisti che nel biennio 2018-2019 hanno prodotto 8 Dischi di Platino e 7 Dischi d’Oro (Canova, Ex-Otago, Carl Brave x Franco126, tra i tanti).
Veniamo quindi ai protagonisti delle tendenze musicali italiane che si esibiranno sui due stage all’interno del parco settecentesco di Villa Barattieri per far vivere a tutti gli amanti della musica dal vivo un’esperienza unica e speciale.


Lancio-Lineup

Giovedi 1 agosto – L’orchestra Piacenza Wind Orchestra apre le danze della 5° edizione
Venerdi 2 agosto – Massimo Pericolo – powered by Highlife Store – 7 miliardi e’ il primo singolo, un sincero e ulceroso urlo di riscatto, o almeno un tentativo, che chiude con la voce rotta di un “voglio solo una vita decente”. “Sabbie D’Oro” è l’ultimo singolo (feat. Generic Animal) e riceve gli apprezzamenti pubblici dei big della scena rap italiana tra cui Salmo.

MASSIMO PERICOLO

MASSIMO PERICOLO



Prima di lui i giovanissimi Fuera che mischiano techno ed elettronica psichedelica. I performer Same e Diak, insieme al producer Jxmmyvis, debuttano con l’album “The Black Racism” dal suono new wave e con tanta voglia di evadere dalla quotidianità.

Per gli amanti di synth, drum machines e suoni elettronici dalla sfumatura soul spazio ai Costiera. ”Rincorsa” è il loro disco d’esordio per Futura Dischi, con la produzione artistica di Andrea Suriani (Calcutta, Coez, Salmo).
Per il gran finale di serata l’omaggio alla scena hip hop dei Fresh Prince Djset. Creatori di feste, vedono nel party il loro credo. In una frase: HIP HOP FOR DUMMIES tutto da ballare!


Sabato 3 agostoVenerus, Il suo mondo contemporary soul appena uscito il nuovo ep “Love Anthem” Il disco è un mix di generi diversi, dal jazz al soul all’elettronica e nella maggior parte dei brani gli strumenti sono suonati in prima persona da Andrea, con le produzioni di Mace e Frenetik&Orang3. Tutto questo sotto la guida di Asian Fake, l’etichetta che ha decretato il successo dei Coma_Cose.

VENERUS

VENERUS



A riscaldare l’atmosfera ci penseranno i Tropea, band pop milanese nata nel 2016. La loro musica esplora sonorità differenti, dal rock fine anni ‘60 al punk degli anni ’80 fino alla synthwave di inizio millennio. Attivissimi sul panorama indipendente italiano con diversi singoli e l’ultimissimo Ep “Sad Reacc Only”.
Immaginate i Tame Impala che fanno una cover di Alan Sorrenti: Mille Punti si racconta cosi. Il suo disco “Retrofuturo” emana tratti funk psichedelici e ballabili.

Ad aprire la seconda serata ci penseranno le esperienze dei Figura, maturate nel campo del jazz e della black music, del producer/beatmaker Alsogood (Rocco Hunt, Esa, Pino d’Angiò), del bassista Emanuele Triglia (Ainè, Davide Shorty) e del pianista e compositore Alessandro Pollio.
Shoegaze, dream e alternative rock deicè.

EDDA

EDDA


Domenica 4 agosto – EDDA, ex frontman dei Ritmo Tribale, con una carriera solista che si cala perfettamente nella contemporaneità. Il suo quinto lavoro dal titolo Fru Fru (Woodworm) si distanzia dal rock più sanguigno dei precedenti per virare su una canzone pop ballabile vestita di suoni vintage. Ma di leggero c’è solo la musica, perché i testi, invece, che Edda definisce “cagate psichedeliche”, offrono spunti interessanti per parlare di sesso, droga, musica trap e spiritualità.
Sul palco anche gli artisti Fuera, Costiera, FRESH PRINCE NIGHT – Hip Hop for Dummies djset nella giornata di venerdi, Tropea, Mille Punti, Figùra, #TuaMadreLoDiceva (Propaganda 1984) djset chiuderanno il sabato e la domenica, FADI, Cecilia,Bob Corn.
Prima di lui la timbrica vocale e profonda, di Thomas O. Fadimiluyi in arte Fadi, italo-nigeriano della riviera romagnola. Non ha paura a misurarsi con il cantautorato migliore che l’Italia abbia prodotto nei decenni passati, conservando un gusto tutto anni ‘90 verso alcune sonorità elettriche dal suono diretto e senza fronzoli.

Una piccola sorpresa delizierà la domenica di Bleech: si esibirà infatti l’arpista torinese Cecilia che negli ultiimi anni ha aperto i concerti di Levante, Niccolò Fabi, Marta Sui Tubi e Cristina Donà. Nel 2018 ha accompagnato Max Gazzè sul palco dell’Ariston e insieme hanno suonato il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.

Ascolta la playlist ufficiale su Spotify!
▶️ http://bit.ly/playlist_bleech2019


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IL FESTIVAL
Abbandona qualsiasi tipo di preoccupazione e goditi Bleech Festival. Divertimento e relax ti aspettano per una quinta edizione dal 2 al 4 agosto in nuova location d’eccezione: Villa Barattieri, ad Albarola di Vigolzone, all’interno delle colline piacentine. Bleech Festival però non è solo musica. Sono tantissime le attività che caratterizzeranno le giornate della manifestazione: dalle presentazioni di libri a cura de L’indiependente alle esibizioni degli artisti di strada, dai mercatini con il meglio delle produzioni artigianali del nord Italia alle degustazioni di vini. Grande spazio anche al cibo con una selezione di qualità di street food con i salumi dop piacentini ovviamente protagonisti.

AREA MARKET
Venerdì, sabato e domenica
A/MANO MARKET – MERCATINO DELL’ARTIGIANATO INDIPENDENTE

A/Mano è il mercatino handmade di Piacenza, attivo dal 2011.
A Bleech Festival una selezione di artigiani provenienti da tutta l’Italia presentano i loro progetti indipendenti di sartoria, design, accessori, illustrazione, complementi d’arredo e tanto altro.
Candidature: [email protected]

PAW-CHEW-GO, LA MOSTRA-MERCATO DEGLI ILLUSTRATORI
PAW ⋄ CHEW ⋄ GO è il più grande evento di illustrazione a Milano. Indipendente e autoprodotto dal Circolo ARCI L’Impegno, che da più di trent’anni si occupa di intrattenimento e produzioni culturali nella periferia nord della città di Milano, sarà ospite di Bleech Festival con una selezione di 15 illustratori.
Candidature: [email protected]

EXPERIENCE
Tutti i giorni

PERCORSI DI DEGUSTAZIONE a cura di Azienda Barattieri
– Venerdi e Sabato
Percorsi di degustazione guidati all’interno dei vigneti di Villa Barattieri per scoprire il piacere del buon bere durante il pomeriggio di Bleech Festival. Bianchi, Rossi, Distillati e Passiti, per un viaggio nella tradizione delle colline piacentine.

VENERDI – ORE 19.00
SABATO – ORE 15.00 / ORE 17.00 / ORE 19.00
DOMENICA – ORE 15.00 / ORE 17.00 / ORE 19.00

IL GIARDINO DEI LIBRI INDIEPENDENTI
a cura di L’Indiependente e Libreria Fahrenheit 451
– Sabato e Domenica
VENERDI – ORE 18.00: LAURA FUSCONI PRESENTA “VOLO DI PAGLIA”
SABATO – ORE 17.00: CECILIA GHIDOTTI PRESENTA “IL PIENO DI FELICITÁ”
SABATO – ORE 18.00: GIULIA CAVALIERE PRESENTA “ROMANTIC ITALIA”

WORKSHOP E LABORATORI a cura di Foglie al Vento e Pialorsi Interior Workshop
– Sabato e domenica
Il 1° workshop di Bleech Festival è curato dalle giovani ragazze di Foglie al Vento.

Il 2° workshop, a cura di Pialorsi Interior Workshop, è rivolto ai creativi e ai progettisti, e affronterà la “Creazione di una Moodboard”, un metodo espositivo che utilizza immagini, texture e colori per narrare il mood di un progetto. Il materiale per la composizione della Moodboard sarà fornito dall’Organizzazione. Info e prenotazioni: [email protected]
SABATO – ORE 15.00: “CREAZIONE DI UNA MOODBOARD”
DOMENICA – ORE 15.00: “FOGLIE AL VENTO”

ARTISTI DA COLLINA a cura di TADAM
– Sabato e domenica
Clownerie, acrobatica e giocoleria. Il tutto fuso tra musica e comicità per accompagnare il pubblico in un mondo fatto di leggerezza e poesia. Gag e numeri da circo per il corner dedicato al Mondo Busker ospitato da Bleech Festival 2019.
SABATO E DOMENICA
16.30: PROVA GRATUITA DI ACRO YOGA
17.30: PROVA GRATUITA DI CIRCO
19.00: SPETTACOLO GRAN CIRCO

CONCERTO DI CECILIA ALL’ALBA SUL MONTE OSERO a cura di L’Altrosport Piacenza, Superfood Healthy Restaurant, Birrificio Artigianale La Buttiga
– Domenica
Un concerto imperdibile sulla “terrazza della Val Nure” a 1.300 metri sul livello del mare. Cecilia già ospite sul palco di Bleech Festival la sera di domenica 4 agosto, si esibirà per un live speciale dedicato a tutti gli appassionati di trekking e passeggiate in alta quota. 50 posti esauriti in 3 giorni.

PROGRAMMA
4:15: ritrovo e partenza in pullman da Villa Barattieri – Albarola di Vigolzone
5:00: salita a piedi al Monte Osero (1 ora di cammino con un dislivello di circa 350 m)
Arrivati in cima colazione al sacco a cura di Superfood healthy restaurant e concerto
10:00: rientro previsto, sempre in pullman, a Villa Barattieri

MATERIALE OBBLIGATORIO: abbigliamento da montagna, scarponi, acqua, torcia
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“VOGUE TALENTS” COMPIE 10 ANNI


“VOGUE TALENTS 10”: LA PIATTAFORMA CHE HA APERTO LA STRADA A UNA NUOVA GENERAZIONE DI CREATIVI COMPIE 10 ANNI E LI FESTEGGIA CON NUOVI PROGETTI E UNA GRANDE MOSTRA


Milano, 18 Luglio 2019 – Vogue Talents, il celebre progetto di fashion talent scouting di Vogue Italia, compie 10 anni e li festeggia con “Vogue Talents 10”, una serie di iniziative dedicate alla promozione della creatività nella moda.

Nato nel 2009 come tabloid allegato di Vogue Italia, nel 2010 diventa anche digitale grazie al suo arrivo su vogue.it. Oggi Vogue Talents è un brand attraverso il quale Condé Nast Italia supporta la nuova generazione di designer, una solida piattaforma multimediale che si è imposta quale punto di riferimento per i creativi e i talent scout di tutto il mondo.

Questo risultato è il frutto di una ricerca costante che ha permesso di scoprire una nuova generazione di creativi in territori inesplorati. Nel corso della sua evoluzione, Vogue Talents si è infatti dimostrato capace di rappresentare le tendenze estetiche e sociali che hanno definito gli ultimi 10 anni di moda internazionale: la sostenibilità in tutte le sue forme, il ritorno dell’artigianalità e dei mestieri dimenticati, il nuovo etnico che tocca l’antropologico, le varianti di bellezza inclusiva, la fluidità di genere, l’apertura a tutte le età e generazioni, il nuovo femminismo social.

“Il talento è indispensabile, eppure non basta”, afferma Emanuele Farneti, direttore di Vogue Italia. “Un’idea deve nascere nel momento giusto, ma soprattutto deve essere tradotta in pratica con coraggio, lavoro, dedizione, determinazione e costanza. Da molto prima che lo scouting diventasse di moda, e che proliferassero premi e concorsi in giro per il mondo, Vogue Italia fa della ricerca di talenti – nella moda, nella fotografia, oggi anche nella scrittura – uno dei suoi elementi fondanti. Il nostro lavoro è offrire loro un’opportunità. Una felice tempistica e molto lavoro ne decreteranno un domani il successo”.

Anima e mente di Vogue Talents è Sara Sozzani Maino, Head of Vogue Talents e Vicedirettore Progetti Speciali Moda di Vogue Italia. In questi primi 10 anni di Vogue Talents, Sara e il suo staff hanno scovato talenti sul web, sui social network, nelle scuole di moda e nelle fashion week più innovative al mondo, viaggiando incessantemente alla scoperta della creatività più pura e autentica in Europa e in America, ma anche in Africa, India, Estremo e Medio Oriente.

“Vogue Talents è nato per supportare la nuova generazione di creativi in un momento in cui pochi credevano nel talento”, sostiene Sara Sozzani Maino. “Non ha confini né barriere, cerca in tutto il mondo perché il talento è ovunque! Da oggi la nostra mission è di essere responsabili e dare esempio che il mondo deve cambiare.”

La visione unica di Franca Sozzani ha dato forma e fondamento a Vogue Talents fin dalle sue origini, quando si proponeva come una preziosa fanzine per appassionati di innovazione estetica. Dopo 10 anni, Vogue Talents rappresenta un solido punto di riferimento internazionale per la moda emergente in tutte le sue forme, una vera e propria piattaforma che facilita l’incontro tra il talento e il mondo del lavoro.

Il costante dialogo tra editoria tradizionale e digitale, carta stampata e social media, eventi e concorsi, visione creativa e imprenditoria, ha originato negli anni innumerevoli collaborazioni tra designer e brand (della moda e non solo), un Talents Lab che rappresenta la naturale conseguenza di un continuo lavoro di ricerca e scouting.

È lunghissima la lista dei brand selezionati da Vogue Talents che hanno avuto successo nella moda. Tra loro ricordiamo J.W. Anderson, Aquazzura, Giannico, Paula Cademartori, Arthur Arbesser, Simone Rocha, Bethany Williams e Sara Battaglia. Se allora erano sconosciuti e pieni di sogni da realizzare, negli anni sono diventati professionisti capaci di ispirare i talenti del futuro.

Ritroveremo alcuni di loro in una serie di video esclusivi pubblicati ogni settimana sull’account Instagram di Vogue Talents (@saramaino_vt) e sui canali social di Vogue Italia. Indossando la T-shirt creata ad hoc dall’illustratore Andrea Tarella, sveleranno il ruolo che Vogue Talents ha avuto nell’indirizzare il loro percorso.

Ogni mese su Vogue Italia viene raccontata la storia di successo di un brand scoperto da Vogue Talents. E a partire da settembre, il canale Talents di vogue.it lancerà “Upload Your Show”, iniziativa grazie alla quale i designer potranno caricare il proprio look book o sfilata, che verrà successivamente selezionata dalla redazione per la pubblicazione.

Il successo della dimensione social della piattaforma è un’ulteriore prova del suo appeal tra le giovani generazioni. Infatti, l’account Instagram ufficiale @saramaino_vt conta oltre 89 mila follower e insieme ai canali social di Vogue Italia raggiunge una social fanbase complessiva di 6,6 milioni di utenti.

Nel mese di settembre, durante la Settimana della Moda di Milano, il percorso decennale di Vogue Talents culminerà con l’apertura al pubblico di una grande mostra. Dal 20 al 21 settembre, le splendide sale di Palazzo Cusani a Brera ospiteranno le creazioni di 70 designer che hanno fatto la storia del progetto. Sarà questa l’occasione per rivivere 10 anni di moda e creatività, ma soprattutto il momento ideale per iniziare a immaginare la moda del futuro.

Tra Pittura e Poesia. L’Arte dei Preraffaelliti in mostra a Milano

Quando si parla di Preraffaelliti, si pensa subito all’Inghilterra vittoriana e a un certo gusto artistico mirante a una rivalutazione del passato in chiave moderna.

Questo è il senso della mostra allestita dal 19 giugno al 6 ottobre 2019 nelle sale del piano terra di Palazzo Reale. Curata da Carol Jacobi e promossa da Comune di Milano e 24Ore Cultura, la mostra presenta circa ottanta opere, provenienti dalla Tate Gallery di Londra, esemplificative di quei diciotto pittori che presero parte alla cosiddetta “Confraternita dei Preraffaelliti”.

Walter Howell Deverell, Un animale domestico, 1853, Londra, Tate Gallery

Walter Howell Deverell, Un animale domestico, 1853, Londra, Tate Gallery



Questi artisti presero le mosse della loro scelta estetica e artistica da un preciso fenomeno storico, che tutti conosciamo attraverso l’anno in cui questo si svolse, ovvero il 1848. Questi dodici mesi furono un susseguirsi di tumulti, moti e ribellioni, borghesi e popolari, contro i potenti ritornati sui loro troni e nei loro palazzi dopo il Congresso di Vienna. Le Cinque Giornate di Milano, i moti a Brescia, nello Stato Pontificio e a Napoli, in Italia, scossero gli animi dei Liberali e di tutti coloro che sognavano la nascita di un Paese unito e indivisibile, come sostenne Mazzini, ma anche nel resto d’Europa questa ventata di novità, purtroppo soffocata nel sangue, mosse le coscienze culturali e artistiche nella volontà di riunificazioni nazionali e di un primo abbozzo di un continente coeso e senza barriere. In Inghilterra la situazione era diversa, ma non meno “agitata”. Al potere c’era una monarca rigida ma amante dell’Arte, Vittoria, e, anche oltremanica, gli operai degli slums descritti da Dickens cominciavano a ribellarsi alle condizioni di vita e lavoro disumane nelle periferie di Londra e di Manchester.

Queste istanze le seppero cogliere diciotto artisti, per lo più figli di classi agiate, ma anche di estrazione popolare, accomunati dagli studi presso la Royal Academy di Londra. Per loro, lo stile e i dettami ancora di fine ‘700, ispirati alla ritrattistica di Gainsborough e al vedutismo di Turner, che l’Accademia proponeva, parevano superate. Come nel resto d’Europa con il movimento romantico, anche in Inghilterra questo gruppo di artisti decise di tornare al Medioevo, ma con un intento meno politico dei loro colleghi italiani, tedeschi e francesi. Gli inglesi, molti dei quali reduci dal Grand Tour italiano tra Roma, Firenze e Napoli, guardavano allo stile, più che al messaggio, e trovarono la risposta alla loro ribellione nella Pittura italiana dal ‘300 all’inizio ‘400, toscana e umbra. In sostanza, tutta quella Pittura italiana prima dell’avvento di colui che cambiò, per sempre, i canoni artistici e stilistici del Rinascimento, Raffaello. Da qui il nome del gruppo: Preraffaelliti.

 

La mostra si muove, dopo un’introduzione biografica dei diciotto artisti, attraverso sezioni tematiche dedicate agli argomenti affrontati da questi ragazzi che, meglio di ogni altro, costituirono la prima vera avanguardia artistica sul territorio britannico. I Preraffaelliti si configurarono, sin da subito, in segno di devozione verso quel periodo di transizione tra Medioevo e Rinascimento, come una confraternita, ma la loro fu sempre una scelta stilistica, e non certo religiosa, vista la laicità totale del Movimento. Erano confratelli come lo erano i loro pilastri artistici e culturali. La loro Arte si può definire come Medioevo Moderno, perché si muove su due binari paralleli: i Preraffaelliti scelsero il Medioevo toscano come principio ispiratore della loro Pittura, con riferimenti che spaziavano da Dante a Petrarca, da Giotto a Simone Martini, ma seppero trasformarlo, calandolo nella realtà inglese di metà XIX secolo, attraverso un sapiente uso di riferimenti letterari e filosofici, ma anche con l’ironia con cui affrontavano i cambiamenti sociali. Seppero essere una forza di cambiamento nella rigida e statica società artistica inglese e, forse, i Preraffaelliti si dimostrarono un po’ come la propaggine inglese del Romanticismo, vista la poliedricità dei loro lavori, anche se definirli “romantici” è una forzatura, in quanto non possedevano molte delle caratteristiche dei colleghi del Continente, a partire dal forte impegno politico. Certo, erano interessati a tematiche sociali, ma la loro direzione fu quella di un nuovo realismo, diverso da quello crudo di matrice francese, più legato a un’aura estetizzante e, per certi versi, già Liberty, che alla denuncia diretta di Courbet e di Millet.

John Everett Millais, Ofelia, 1851-52, Londra, Tate Gallery

John Everett Millais, Ofelia, 1851-52, Londra, Tate Gallery



Il primo nome di punta della Confraternita fu Dante Gabriel Rossetti, figlio di un esule e carbonaro abruzzese. Fu lui a contribuire alla nascita di un’associazione mirante a rivoluzionare l’Arte in Inghilterra, con l’aiuto di altri due sodali, poi divenuti maestri della Pittura Preraffaellita, William Holman Hunt e John Everett Millais. Tutti e tre frequentavano i corsi di Belle Arti della Royal Academy di Londra, dove si dedicavano, per tutto il giorno, a riprodurre, a disegno, opere antiche e medievali italiane. Proprio da questi disegni prende le mosse la prima sezione. Ben presto si unì a loro un nuovo sodale, Ford Madox Brown, grande amante dell’Arte medievale italiana e personaggio ribelle, che, reduce da un viaggio a Firenze, realizzò opere come la bellissima Nostra Signora dei bravi bambini, in cui lo stile ispirato a Beato Angelico e a Melozzo da Forlì si fonde con il realismo evidente nell’aver ritratto, tra i piccoli astanti, anche la figlia e nell’allusione al bagno dei pargoli ogni sabato sera. Quest’opera è emblematica della definizione di Medioevo Moderno: stile antico, tema e personaggi moderni. Nella prima sezione emerge subito anche un grande interesse della Confraternita per la Letteratura, e per drammi personali reinterpretati in chiave teatrale. Capolavoro, in questo senso, è l’Ofelia (1851-52) di Millais, opera ispirata alla vicenda dell’Amleto di Shakespeare, in cui l’artista ritrasse la pittrice Elizabeth Siddal nei panni dell’eroina che si uccise in quanto respinta da Amleto. Per le scelte, Millais lavora su un substrato romantico, ma il naturalismo e le acque nitide del fiume prefigurano il Decadentismo di fine secolo.

William Holman Hunt, Claudio e Isabella, 1850, Londra, Tate Gallery

William Holman Hunt, Claudio e Isabella, 1850, Londra, Tate Gallery



La seconda sezione è dedicata al rapporto, strettissimo, tra Pittura e Poesia nell’estetica preraffaellita: non solo, gli artisti si ispiravano alla Letteratura, ma erano letterati loro stessi, scrittori di prosa o poeti, e, per tale motivo, confrontavano il realismo dei loro soggetti con le fonti privilegiate, Dante, Boccaccio, Chaucer, Shakespeare, ma anche moderni come Browning, in un costante dialogo tra Italia e Inghilterra, quasi a concepire Londra come una seconda Firenze. E qui entra in scena il terzo grande attore della vicenda, l’Amore. Un Amore romantico, certo, mai espressamente carnale e fisico, ma sempre sentimentale, figlio di quell’Amor Cortese dei grandi romanzi del ‘200, ma calato nel contemporaneo. Le storie d’Amore dipinte dai Preraffaelliti erano raffigurazioni di amanti separati dal denaro e dalla cupidigia, piuttosto che dal destino, ma anche di personaggi infedeli, come segno di ribellione nei confronti dell’establishment culturale dell’epoca.

A seguire, una parte è dedicata a quello che era la Fede religiosa, per i Preraffaelliti. La loro era una Fede laica, in grado di attualizzare i testi sacri come la Bibbia, che ritenevano una grande fonte d’ispirazione. Per tale motivo, giunsero a raffigurazioni sacre molto realistiche, che suscitarono critiche per la concreta attualizzazione della scena, come prova la Lavanda dei Piedi di Brown o la Sant’Agnese di Cadogan Cowper, giudicata scandalosa per una modella minorenne nei panni della santa e di un’attrice per l’Angelo che le appare.

Ford Madox Brown, Gesù lava i piedi di Pietro, 1852-6, Londra, Tate Gallery

Ford Madox Brown, Gesù lava i piedi di Pietro, 1852-6, Londra, Tate Gallery



I Preraffaelliti, come già anticipato, seppero calare la vita moderna in una patina di antichità. Anzi, forse, più di altri, furono i cantori della Modern Life inglese, e, per tale motivo, seppero cogliere i profondi cambiamenti sociali e sociologici dell’epoca nei loro dipinti, a partire dal dramma dell’emigrazione, per arrivare a una concezione di amore non convenzionale, che sfocia in una denuncia, velata, nei confronti della mancanza di diritti basilari delle donne, in primis quello di voto. Non a caso, nessun membro dell’associazione ebbe una vita sentimentale stabile, quasi in contrasto con la concezione vittoriana della famiglia. Emblematico è Amore d’aprile di Arthur Hughes (1855-56), opera raffigurante un incontro tra amanti in una Natura lussureggiante, ma anche l’enigmatica Tenete vostro figlio, Signore di Brown e la criticatissima Valle del Riposo di Millais, in cui due suore sono intente a scavare una fossa in un cimitero con un realismo giudicato eccessivo a causa delle braccia muscolose di una delle due religiose. Hunt realizzò un quadro, La nave, di ritorno da un viaggio in Oriente, concependola come “vascello della salvezza”, e come metafora della vita, con una palese allusione all’emigrazione britannica verso Australia e Sudafrica, così come emblematica del dramma dell’espatrio è Un ultimo sguardo all’Inghilterra di Brown, in cui raffigurò un amico con moglie e figlio, diretti nel Nuovo Mondo.

Arthur Hughes, Amore d'aprile, 1855-56, Londra, Tate Gallery

Arthur Hughes, Amore d’aprile, 1855-56, Londra, Tate Gallery



 

Ford Madox Brown, Cattivo soggetto, 1863, Londra, Tate Gallery

Ford Madox Brown, Cattivo soggetto, 1863, Londra, Tate Gallery



La sezione successiva è dedicata al “plein air”. I Preraffaelliti, incoraggiati dal loro primo grande critico, John Ruskin, furono pionieri nell’esporre dipinti eseguiti all’aperto e non in studio, e, in ciò, anticiparono i Macchiaioli toscani, che ne furono influenzati, specie nelle vedute, a causa della loro devozione e fedeltà alla Natura. A Firenze, alcuni artisti Preraffaelliti frequentavano la folta e culturalmente elevata comunità britannica presente in riva all’Arno, come prova la bellissima veduta della città di John Brett.

John Brett, Veduta di Firenze da Bellosguardo, 1863, Londra, Tate Gallery

John Brett, Veduta di Firenze da Bellosguardo, 1863, Londra, Tate Gallery



La Confraternita si sciolse nel 1863. I Preraffaelliti, però, mantenendo uno stile di vita bohemien, continuarono a frequentarsi, approfondendo motivi e scelte stilistiche precedenti, come fece, per esempio, Dante Gabriel Rossetti, che abbandonò il realismo delle prime prove per affinare il suo amore per Dante Alighieri, per la figura di Beatrice, per la Vita Nuova e per i racconti arturiani, tra cui quello inglese di Thomas Malory. Ne uscirono opere ancora di taglio tardogotico, con fondi dorati e iscrizioni arcaiche in caratteri medievali, ma, in cui, la concezione di Amore è quella romantica. Le prove migliori sono la bellissima Paolo e Francesca, in cui campeggia la scritta “o lasso” sopra la testa di Virgilio, o la suggestiva Roman de la Rose, perfetta attualizzazione delle storie cavalleresche cortesi del ‘200.

Dante Gabriel Rossetti, Lucrezia Borgia, 1860-1, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Lucrezia Borgia, 1860-1, Londra, Tate Gallery



 

Dante Gabriel Rossetti, Roman de la Rose, 1864, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Roman de la Rose, 1864, Londra, Tate Gallery



 

Dante Gabriel Rossetti, Il sogno di Dante alla morte di Beatrice, 1856, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Il sogno di Dante alla morte di Beatrice, 1856, Londra, Tate Gallery



La Parte finale della mostra è dedicata alla fase tarda della produzione dei Preraffaelliti, che sperimentarono nuove gamme stilistiche e cromatiche, anche in relazione al nascente design e alle arti applicate, fatte conoscere dalla mente geniale di William Morris, con il suo movimento Arts & Crafts, il vero trait d’union tra Otto e Novecento britannico. Ne emerse anche una nuova raffigurazione della donna, più interiorizzata, ma anche più femme fatale, ormai vicina all’estetica decadentista che cominciava a emergere, anche grazie a un giovane scrittore che promuoveva tale concezione estetizzante della vita: Oscar Wilde. Stilisticamente, Rossetti, da Preraffaellita, divenne Postraffaellita, passando attraverso il filtro del Sanzio per scegliere, nei ritratti, i modelli veneti di Tiziano e Giorgione, con donne in carne e ingioiellate, che identificano, in chiave moderna, divinità antiche, come Monna Pomona e Monna Vanna, ormai modelle simbolo di uno stile di vita e di abbigliamento alla moda; anche la figura di Beatrice divenne icona di stile, e il capolavoro che chiude, ciclicamente opposto all’Ofelia di Millais, la mostra, ne è la prova: Beata Beatrix (1864-70). A concludere l’esposizione, una piccola sezione dedicata all’eredità che i Preraffaelliti lasciarono a due movimenti artistici che, negli anni ’80, iniziavano a nascere: il Simbolismo e l’Impressionismo. Opera emblematica di questo lascito è la fantastica Dama di Shallow di John William Waterhouse, raffigurante un racconto di Alfred Tennyson. La Natura, rigogliosa, sembra già anticipare le pennellate di De Nittis, mentre la figura femminile è una modella in stato di trance, a metà strada tra un’eroina del Decadentismo letterario e una delle figure dipinte da Franz von Stück.

Dante Gabriel Rossetti, Monna Vanna, 1866, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Monna Vanna, 1866, Londra, Tate Gallery



 

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864-70, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Beata Beatrix, 1864-70, Londra, Tate Gallery



 

Dante Gabriel Rossetti, Monna Pomona, 1864, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Monna Pomona, 1864, Londra, Tate Gallery



 

Dante Gabriel Rossetti, Aurelia (L'amante di Fazio), 1863-73, Londra, Tate Gallery

Dante Gabriel Rossetti, Aurelia (L’amante di Fazio), 1863-73, Londra, Tate Gallery



 

John William Waterhouse, La dama di Shallott, 1888, Londra, Tate Gallery

John William Waterhouse, La dama di Shallott, 1888, Londra, Tate Gallery



Preraffaelliti. Amore e Desiderio
Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano
Orari: Lunedì 14,30 – 19,30
           Martedì – mercoledì – venerdì – domenica 9,30 – 19,30
           Giovedì e sabato 9,30 – 22,30
Biglietti: Intero € 14,00; Ridotto € 12,00
Info: www.mostrapreraffaelliti.com

Altaroma E/19: Dassù Y Amoroso

Colori fluo e ispirazioni punk per la passerella di Dassù Y Amoroso, che nella seconda giornata di Altaroma ha dato vita a una passerella irriverente e fuori dagli schemi.

Inneggia alla rivoluzione la nuova collezione di Dassù Y Amoroso, un invito volto a sconfiggere il pregiudizio e la diversità, non con l’uso della violenza, ma con l’affermazione verso se stessi e gli altri attraverso una potente arma: la Moda!


Il brand “Dassù Y Amoroso” formato dal duo Stefano Dassù e Pasquale Amoroso, dopo aver conseguito un buon successo alla partecipazione di Showcase nell’edizione Gennaio 2019, ha deciso di calcare la sfida della passerella di Altaroma presentando la collezione P/E 2020 “I Am What I Am”, ottenendo grandi consensi positivi da parte del pubblico.

Il duo, nato nel 2015, dopo una formazione artistica, svariate esperienze come costumisti per cinema e teatro e l’insegnamento presso l’Accademia del Lusso di Milano, approda nel mondo della moda in punta di piedi ma facendo un gran rumore!

Parola d’ordine: Colore!

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“I Am What I Am”, rappresenta l’anima del brand, ispirandosi alla cultura Street/Punk e Dark, al mondo anglosassone e alle subculture londinesi, ma con una propria identità, pronta ad abbattere ogni forma di pregiudizio a colpi di pennellate verdi e rosa fluo, vernice nera e nylon.

Non bisogna dimenticare inoltre il must have che contraddistingue la particolarità del brand, ovvero lo “stile tartan”, elemento icona che viene personalizzato, reinterpretato e digitalizzato in chiave
contemporanea, presente a ogni collezione del duo.

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Una passerella carica di emozioni, colori contrastanti ma armoniosi, tessuti tecnologici e sguardi futuristici, hanno preso il via dopo una presentazione video che inneggiava: “Amore”, “Rispetto”, “Speranza”, “Orgoglio”!
La collezione di Dassù Y Amoroso è giovane, fresca, rivoluzionaria, un inno a lasciarsi andare senza paure, a essere se stessi e pronti a sconfiggere ogni ostacolo!

 

Copyright foto © Alessandro Amico

Differenze di corteggiamento tra l’uomo americano e l’uomo italiano

Gli uomini americani sono generalmente più creativi e originali rispetto agli italiani e sono anche più soggetti a seguire specifiche norme di buona condotta. Si comportano da veri signori (non ci sarà da stupirsi se ogni volta che una ragazza salirà a bordo della loro auto le apriranno la portiera) e amano sorprendere le donne: sarà molto comune ricevere fiori o regali inaspettati!

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Primo appuntamento nella bellissima Times Square a New York


IL PRIMO APPUNTAMENTO

Per il primo appuntamento negli Stati Uniti, si può optare per un semplice caffè o un drink, ma anche per un’attività molto insolita, come ad esempio il paddle bording a Miami o un drink in un stupendo rooftop a New York.

Il primo appuntamento generalmente non è nulla di impegnativo, ma vi aiuterà comunque a capire se sarà anche l’ultimo, nel caso in cui non avrete più nulla da dirvi dopo solo 20 minuti, o se al contrario sarà il primo di una lunga serie di appuntamenti, se scoprirete di avere diversi punti in comune e quindi sarete intenzionati a rivedervi.

LA FASE DI FREQUENTAZIONE: DIVERTIMENTO O RELAZIONE SERIA?

Se il primo appuntamento si è rivelato piacevole, sicuramente ne seguiranno molti altri: dal cinema alle cene fuori, a breve scatterà il primo bacio, fino ad arrivare ad un massaggio ai piedi con olio di patchouli! Insomma, se il primo appuntamento è stato un buon punto di partenza, dopo alcune uscite, il vero divertimento può cominciare!

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Dating a New York


Così si ha la fase del cosiddetto “dating americano“, che corrisponde al nostro periodo di frequentazione.
Ci saranno quindi due opzioni: potrete scegliere di mettere la testa a posto, continuando a conoscere la persona ed impegnandovi seriamente, oppure potrete optare per i “casual dates“, cioè appuntamenti occasionali, senza impegno nè pressioni, sentendovi liberi di vedere anche altre persone. L’importante, per un americano, è essere sinceri e stabilirlo fin dall’inizio in modo da evitare malintesi.
In quest’ultimo caso, non sarà appropriato prenotare una crociera di 15 giorni alle Bahamas!

COPPIA A TUTTI GLI EFFETTI

Se si sceglie di impegnarsi in una relazione seria, ad un certo punto arriverà il momento di parlare, la cosiddetta fase di determinazione del rapporto, in cui arriverà la fatidica domanda, che sia semplicemente a voce oppure a sorpresa su un cookie gigante o, proprio come nei film, su uno striscione legato ad un areoplano che vola sulle spiagge di South Beach o su Times Square!

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L’inizio di un Dating


Così, in caso di risposta affermativa, sarete “officialy dating”, cioè diventerete ufficialmente una coppia.
E, se si tratta della relazione della tua vita, di certo in futuro arriverà il momento in cui riceverai uno splendido anello di fidanzamento (engagement) accompagnato da una romantica proposta di matrimonio!

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Engagement, proposta di matrimonio con uno stupendo solitario



ALCUNI CONSIGLI UTILI

Chi farà il primo passo?

Ai giorni nostri siamo fortunati a non dover aspettare un telegramma o un piccione viaggiatore. Ma smettetela di torturarvi e di controllare il vostro telefono ogni 5 minuti!
Non sta scritto da nessuna parte che la donna debba fare il primo passo.

IN RITARDO AGLI APPUNTAMENTI?

Un pò di galanteria… Ricordatevi che essere in ritardo non è affatto misterioso o di tendenza, a volte può essere irritante specialmente in America, e questo vale sia per i ragazzi che per le ragazze. Quindi siate puntuali!

CHI PAGA IL CONTO?

I tempi in cui l’uomo pagava tutto sono ormai passati. Quindi, a meno che voi non abbiate la fortuna di incontrare un uomo più tradizionalista o ricco, che non bada a spese, dovrete prepararvi all’eventualità di condividere il conto ogni tanto!

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Immagine tratta dal famoso film “Il matrimonio del mio migliore amico” con la bellissima Julia Roberts

 

Altaroma E/19: La donna sognatrice e seducente di Italo Marseglia

Si chiama “Vigilans Somniat”- Colei che Sogna a Occhi Aperti, la nuova collezione di Italo Marseglia presentata sulle passerelle di Altaroma il 6 luglio, in cui ha predominato il bianco in tutte le sue declinazioni e sfumature.


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Italo Marseglia con la sua “Viaggiatrice”presentata ad Altaroma, ha riscritto le pagine di un nuovo modo di intendere l’Upcycling, puntando sulla silhouette di una donna che vuol sedurre con i propri outfit fatti di stoffe delicate, abilità sartoriale, pizzi pregiati, forme e volumi, in una dimensione i cui confini tra la realtà e la fantasia si fondono per creare qualcosa d’inedito e splendido allo stesso tempo.


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I tessuti non rappresentano solo l’estetica del bello ma anche un concetto di funzionalità, valore e ricercatezza nei materiali inediti come la pelle di salmone, i pezzi d’archivio e di recupero messi a disposizione da diverse aziende: dalla storica maison francese Sophie Hallette i pizzi d’archivio, dal ricamificio Lusi vecchi campioni, dai Fratelli Bassetti Tessuti (Massimo e Federico), denim anni ’70 recuperato da vecchi magazzini, la cui innovativa tecnica di sbiancamento del tessuto è stata prodotta rispettando l’ambiente e la tutela delle acque.


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Italo Marseglia fa del “riciclo creativo” il suo punto forte, rielaborando l’estetica e il timbro stilistico nell’utilizzo di tessuti riclicati che si fondono a nuove tecnologie come le scarpe ginniche con suole avanguardistiche realizzate con i tessuti della collezione stessa (i delicati chantilly di Sophie Hallette il denim sbiancato dei Fratelli bassetti), in collaborazione con Luca Berioli.


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Non bisogna dimenticare l’importante partership con l’azienda islandese Atlantic Leather, leader mondiale nella concia di pellami di recupero provenienti dall’industria ittica alimentare, realizzando un’interessante collezione di accessori, piccole borse, tracolle e calzature (le mules realizzate da James Edoardo Di Veroli, designer romano di alto livello artigianale), in pelle di salmone.


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Il bianco predomina nella collezione di Italo Marseglia, le cui sfumature e declinazioni svolgono un ruolo fondamentale su outfit rivisitati dal designer e che sono parte integrante del vestire; dalla camicia (must have di Italo Marseglia) allo chemisier portato sullo smoking che gioca con accessori tipici dello sportswear, alla giacca con taglio strategico che scopre maliziosamente la clavicola.


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Parte integrante della collezione è rappresentata dalle forme e dai volumi, ispirati alle architetture romane e impreziosite da plissè realizzati minuziosamente a mano, che si fondono su un insieme di pizzi pregiati.


Una passerella ben curata per “Vigilans Somniat” di Italo Marseglia, diretta dal regista Rossano Giuppa (ideatore di un progetto che esplora l’inconscio e i misteri del sonno, il bianco dell’anima e il nero della notte) con il supporto musicale dei Mòn (band in forte crescita nel panorama musicale nazionale), che ha guidato le modelle sulle note di un sound leggero, raffinato, misterioso, misto a un ritmo psichedelico e armonico dallo stile rock e ambient, elettrofolk e indiepop.


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Il confine tra il sogno e la realtà e impercettibile, una donna – quella di Italo Marseglia – che indossa abiti studiati con minuziosa eleganza e artigianalità, è una viaggiatrice colta che ama indossare camicie da notte e lingerie dell’epoca vittoriana, avvolta da tulle con tocchi dark e fetish per contrastare l’evanescenza e la delicatezza del sogno alla forza della sensualità.


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Photo credit: Altaroma – Laura Gagliano

TOUCH ME – GLI STUDENTI DELLO IED SFILANO AD ALTAROMA

“TOUCH ME”, è questo il centro nevralgico attorno al quale si è svolto l’ultimo fashion show presentato dall’Istituto Europeo di Design durante le sfilate di Altaroma.

La presentazione è stata introdotta dalla lettura di un monologo, invitando gli osservatori ad addentrarsi in un mondo moda che vuole essere toccato, vissuto e indossato con una consapevolezza sensoriale profonda nei confronti dei diversi materiali che avrebbero sfilato in passerella. Vedere, osservare e immaginare la sensazione che potremmo avere a contatto con i vari capi, è stata questa la sfida che ha dato il via all’evento.

La selezione dei migliori studenti dell’accademia ha fatto di questo concetto il topos centrale di ogni creazione, riportando nelle loro creazioni una profonda concentrazione sensoriale dettata dalla sperimentazione che è avvenuta tra l’alta sartoria e l’innovazione tecnologica.

Questa sperimentazione, come dichiarato dal direttore IED Moda Roma Paola Pattacini “ha avuto un importante ritorno alla manualità, alla tradizione e alle lavorazioni artigianali senza dimenticare il supporto che hanno potuto trarre dalla tecnologia, che in TOUCH ME diventa un ulteriore stimolo per la creatività”.

Nella condizione di spettatore seduto durante la sfilata, il titolo “TOUCH ME” diventa una vera e propria provocazione che spinge ogni individuo nella totale immedesimazione mentale che si può avere nei confronti dei diversi materiali utilizzati per la realizzazione dei capi e degli accessori. Questo conduce ad una tale intensità da “poter essere sentita in profondità, anche senza poter essere toccata”, come afferma il Direttore IED Roma Laura Negrini.

 

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Gli abiti realizzati dai giovani studenti hanno dato spazio a innovazioni realizzative e ad una profonda ricerca individuale, portando in passerella collezioni pret-a-porter, abiti da sera, sportswear, gioielli ed accessori

Questa trasversalità di stile e di concetto porta alla conclusione e all’invito finale di non rinunciare a nessuno dei propri sensi, ma di vivere la vita servendosi di tutte le nostre capacità sensoriali.

Trasparenze, applicazioni elaborate, linee estreme e tagli semplici insieme a tanti altri fattori sono state la carta vincente per una nuova generazione di fashion designer che ha dimostrato di aver non solo le capacità ma anche il carattere per introdursi nella grande industria della moda.

 

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La sfilata svolta venerdì 5 luglio è stata la conclusione di un importante traguardo per l’Istituto Europeo di Design, riconosciuto come uno tra le più importanti Fashion School al mondo in seguito alla classifica elaborata dalla Business of Fashion Education Council.

Le collezioni presentate dagli studenti in questa edizione di Altaroma non possono che confermare il riconoscimento attribuito allo IED di Roma.

 

 

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IED ALTAROMA

Copyright foto © Alessandro Amico

Foss Marai, l’azienda vinicola leader nella produzione dello spumante e la sua forza

La chiamano «viticoltura eroica» e Carlo Biasotto, fondatore dell’azienda vinicola Foss Marai, la racconta così:

«Eravamo bambini e i nostri genitori ci ordinavano di andare a cogliere l’uva: quello era il momento del pianto, perché sapevamo quanto duro e pericoloso fosse il lavoro».
Terreno con pendenza di 45 gradi, impossibilità dei terrazzamenti, necessità di intervenire a mano limitando l’ausilio dei macchinari che rischierebbero di ribaltarsi: ecco perché il lavoro dei viticoltori nel Valdobbiadene viene detto «eroico». Tanto suggestivo è il paesaggio, con le colline che intrecciano infinite sfumature di colore, dal verde trifoglio al verde felce, quanto difficile è il domarlo da parte dell’uomo.




È nell’area Conegliano-Valdobbiadene, oggi diventata Patrimonio Unesco, che nascono i vini Foss Marai, grazie al rispetto del “disciplinare dei vini di origine controllata e garantita Conegliano Valdobbiadene – Prosecco” atto alla piena tutela del prosecco, vino simbolo del Made in Italy di qualità, senza forzare le piante e il sistema di coltivazione.

Oggi la famiglia Biasotto, formata da Carlo e Adriana con i figli Andrea, Cristiana ed Umberto, continua la tradizione di rispetto del territorio che è nel DNA dell’azienda, nata nel 1986. È un modello agricolo dove il segreto è il saper fare, la competenza artigianale, la precisione e la cura con cui vengono gestiti processi selettivi e produttivi complessi, spesso lunghi perché basati sul lavoro manuale, e per questo dispendiosi: ogni compromesso rovinerebbe la qualità dell’esito.
Nell’utilizzo dei lieviti autoctoni e indigeni del prosecco, in particolare della zona del DOCG, la zona delle colline, sta il loro punto di forza. Una selezione accurata viene fatta dallo stato esterno dell’uva, la «pruina», una cera che ricopre gli acini; ce ne è una moltitudine di tipi, e grazie alla collaborazione con l’Università di Piacenza si è giunti alla cernita dei lieviti idonei a portare a termine la fermentazione alcolica: sia per i vini base, risultato della trasformazione primaria da mosto a vino, sia per la fermentazione in autoclave. Grazie a questi lieviti viene garantita l’unicità, la tipicità e la varietà dell’uva, e si è in grado di mantenere l’aroma originario che invece con utilizzo di lieviti commerciali si perderebbe, dando prevalenza agli aromi fermentativi anziché varietali.




In piccole fiale da chimico si mantengono i lieviti madre; ogni tre/quattro mesi va rinnovata la parte marrone di mosto aga e va presa una piccola porzione di lievito (la parte bianca), poi reinoculata in una nuova fiala; ad una temperatura di 35/37 gradi si attende la crescita per una settimana fino a quando la colonia di lievito è in buona salute, per poi porre la fiala in frigorifero per la conservazione, costantemente monitorata.
La meticolosità del processo è necessaria per controllare che non ci sia alcuna interferenza di batteri, dato che nel prosecco è importante mantenere freschezza e vivacità. Fiore all’occhiello di Foss Marai, in questo passaggio, sono gli strumenti tecnologici innovativi utilizzati: dalle macchine con laser infrarossi agli strumenti “enzimatici” per l’esame di alcol e zuccheri.



Se altri produttori utilizzano lieviti commerciali, selezionati perlopiù da multinazionali, spesso olandesi, Foss Marai sceglie e lavora in casa i propri lieviti da 20 anni, con una produzione di 20.000 bottiglie al giorno, per un totale di 2 milioni all’anno circa. Il risultato è un timbro particolare e unico, e in annate non particolarmente favorevoli si riesce, proprio grazie ai 30 lieviti autoctoni, a dare lo stesso risultato di annate più felici, con gli stessi aromi e profumi, riducendo al minimo gli scarti tra una vendemmia e l’altra.

Molte sono le riflessioni che sorgono conoscendo la storia di questa famiglia, che ha messo l’amore per il proprio territorio prima di tutto, che ha fatto diventare «lavoro» la vita stessa. Jean Giono, scrittore francese nato da una famiglia di origine piemontese, riassumerebbe il pensiero in una frase, presa dal suo saggio «Lettera ai contadini sulla povertà e sulla pace», scritto nel 1938:

«Non si può sapere qual è il vero lavoro del contadino: se è arare, seminare, falciare oppure se è nello stesso tempo mangiare e bere alimenti freschi, fare figli e respirare liberamente, poiché tutte queste cose sono intimamente unite, e quando egli fa una cosa completa l’altra. È tutto lavoro, e niente è lavoro nel senso sociale del termine. È la sua vita.»

LE REGOLE PER ESSERE UNA PERFETTA NEWYORKESE

Ognuno di noi ha uno stile personale, che può essere più o meno influenzato dalla moda del momento. I giovani tendono a farsi condizionare, e per questo  è frequente notare che quando escono in gruppo è impossibile distinguerli l’uno dall’altro.
Le mode variano negli anni, anche se prima o poi ritornano,  oggi ad esempio potremmo tranquillamente indossare gli abiti che le nostre mamme usavano negli anni ’70. Tra le mode che ultimamente sono sempre più seguite, quella americana  sembra essere un genere evergreen che negli ultimi anni sta prendendo piede soprattutto tra i giovani che sono affascinati dall’eccentricità e dai colori vivaci e fashion.

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Il tema cardine dello stile è sicuramente la bandiera statunitense con le sue tredici strisce orizzontali rosse e bianche alternate e il suo quadrato superiore, posizionato accanto all’asta, contenente 50 piccole stelle bianche a 5 punte. Per coloro che quindi sono interessati a vestirsi secondo questo stile,  è necessario cercare capi di abbigliamento che hanno raffigurata la bandiera e i suoi tradizionali colori. In tutti i negozi d’abbigliamento potrete sicuramente tovare maglie, pantaloni, scarpe, la scelta è vastissima!
Anche tra le star questo stile fa tendenza; basta vedere le varie icone dello spettacolo fotografate con splendidi vestiti di gala, simbolo anche di un certo patriottismo.

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Ma L’America non è solo questo, indossare una maglietta con la bandiera americana o riciclare un vecchio vestito di 30 anni fa. E allora qual’è lo stile di un americana, nel dettaglio di una “Newyorkese”? Tutte vorremmo sentirci un pò Newyorkesi. Intanto perchè la Newyorkese è sicura di sè e la cosa ci piace.

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LE 4 REGOLE PER ESSERE UNA PERFETTA NEWYORKESE

Scegliete tra una dieta gluten free o vegan.

Dilapidate una fortuna in unghie e capelli.

L’asfalto è la vostra passerella.

Lasciate che gli abiti parlino e il gioco è fatto.

La donna Newyorkese è disposta anche a divorzi multipli pur di poter ricominciare dal wedding party. E così si è inventata il rinnovo delle promesse. Perchè nessuna al mondo ama tanto i party e gli abiti da cocktail. Abitini e gonne arricciate a mo’ di torta attorno a vite un pò troppo vitaminiche e sandali trampoli per poi riprendere a ciabattare in flip flop.
A New York fa tutto l’atteggiamento. Devi sfoggiare il tuo fisico con grande fiducia, a prescindere da altezza e magrezza. A differenza di Parigi e Milano, dove più che la tendenza conta lo stile, a Manhattan la moda è un elemento fondamentale della felicità – successo di una donna (Sex and the City insegna).

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SEMPRE FELICI

La donna Newyorkese con gli amici è una super felice, sempre complimentosa. Imparate, quando incontrate qualcuno, amici o nemici non importa: “you are amazing”, “Oh my god, I love your shoes”. Le formule funzionano sempre, anche per le conquiste.

GLUTEN FREE O VEGAN. “CONVERTITEVI”

Il salutismo è la vostra nuova religione. Se non volete sentirvi out, imparare a memoria: Health kick, gluten free eating, vegan,food trucks, street food, brunch. E nel week end tassativo farsi portare a casa la juice cleanses, succhi depurativi.

SVEGLIA ALLE 6

Con le amiche sottolineate sempre, come un mantra, che vi siete alzate alle 6 per fare gli esercizi con il vostro personal trainer.

FONATISSIME

I capelli sono finemente naturali. Non scordate mai di infilare nella shopping bag un arriciacapelli e una piastra.


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OCCHIALI DA SOLE, ANCHE AL BUIO

Vietato togliere gli occhiali da sole, estate e inverno. Lo sport preferito della Newyorkese è entrare a passo spedito in un department store, a una mostra o una festa celando lo sguardo dietro a lenti scure, atteggiandovi da celebrity. Spera ch qualcuno le chieda un autografo o un selfie, che ovviamente non concederà.

UNGHIE SEMPRE LACCATE

Dilapidate una fortuna in manicure e pedicure . Le unghie devono essere sempre perfettamente laccate. Lasciate lo stile nature alle francesi.

RITMO DA MARATONETA

Il passo è fondamentale. La Newyorkese fa sempre la maratona anche quando cammina sul tacco 11. Superorganizzata, ha il timer tarato sulla corsa a Central Park.

TRE PAIA DI SCARPE AL GIORNO

Le scarpe dal mattino alla sera cambiano tre volte: si esce con le sneakers, si entra in ufficio con le pumps e si va all’aperitivo con il sandalo assassino. L’accessorio immancabile è la borsa, sempre di piccole o medie dimensioni, da cambiare come le calze.

FARE LA SNOB

Snob si nasce, e l’americana non lo nacque, direbbe Totò, per questo guarda con una certa ammirazione l’europea. Ma quell’aria tristissima che devi avere per sentirti davvero parigina, la newyorkese proprio non lo sopporta. E allora si consola subito con una puntata di shopping per comprarsi un nuovo abito da sfoggiare nei roof bar di Brooklyn e Williamsburg e le torna subito il sorriso. Meglio felici e colorate.

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I producers Takagi & Ketra insieme a Giusy Ferreri si uniscono ai festeggiamenti globali per il Prime Day di Amazon alla Prime Day Beach

I producers Takagi & Ketra insieme a Giusy Ferreri si uniscono ai festeggiamenti globali per il Prime Day di Amazon alla Prime Day Beach, la spiaggia che non ti aspetti

Le star italiane si esibiranno in un imperdibile live show per celebrare il Prime Day di Amazon più grande si sempre. Il dj-set di Jude & Frank concluderà la notte dei festeggiamenti per i clienti Prime

Amazon.it annuncia che il 13 luglio, i clienti Prime in Italia avranno la possibilità di assistere ad uno show imperdibile di Takagi & Ketra, i due produttori multiplatino che puntano tutto sul ritmo africano, insieme a Giusy Ferreri, l’indiscussa queen delle estati italiane che, dopo Amore e Capoeira, consolida la magica collaborazione con il duo grazie a Jambo, la hit Afro Beat che sta facendo ballare gli italiani da molte settimane. Il 13 luglio, Takagi & Ketra, insieme a Giusy Ferreri, regaleranno una performance imperdibile alla Prime Day Beach, in un live show presentato da Amazon Music. Chiuderà la serata il dj-set di Jude & Frank, duo di musica house italiano, affermato nel mondo dell’house music internazionale. La Prime Day Beach si svolgerà al Papeete Beach di Milano Marittima e darà il via alle celebrazioni in Italia in occasione del Prime Day, due giorni di festa con offerte non-stop per i clienti Prime.


COME VINCERE 2 PASS GRATUITI 

Il concorso per vincere due pass gratuiti è aperto fino alle 23:59 di domenica 7 luglio, ed è riservato ai clienti Prime. Per avere la possibilità di assistere al live di Takagi & Ketra con Giusy Ferreri alla Prime Day Beach, i clienti possono visitare amazon.it/primedaybeach dove sono disponibili maggiori informazioni.

Oltre a questo imperdibile evento presentato da Amazon Music, Amazon.it invita tutti all’evento Prime Day Beach al Papeete Beach di Milano Marittima. Sotto il sole dell’ iconica Riviera Romagnola, Amazon realizzerà una spiaggia unica nel suo genere, in una delle spiagge più famose di tutta la riviera. Il 13 luglio, dalle 10:00 alle 19:30, tutti sono invitati nell’area del Prime Day Beach per scoprire i vantaggi di Amazon Prime attraverso coinvolgenti scenografie e partecipare ad alcune divertenti esperienze offerte da Baldiflex, Braun, Coca-Cola, Fuze Tea, Gillette, Gillette Venus, Instax e Oral-B.


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Prime Day Beach in Italia si unisce alle celebrazioni globali per il Prime Day, tra cui il concerto di Prime Day presentato da Amazon Music dove si esibiranno Taylor Swift, Dua Lipa, SZA e Becky G. Il concerto di Prime Day si terrà il 10 luglio in live streaming su Prime Video in più di 200 paesi e disponibile, il giorno dopo on-demand, per un periodo limitato. Altri festeggiamenti di Prime Day si terranno a Londra, Parigi e Monaco e saranno tutti presentati da Amazon Music.

Il Prime Day comincerà alle 00:00 di lunedì 15 luglio e – per la prima volta – durerà 48 ore, offrendo (fino alla mezzanotte del 16 luglio) agli iscritti a Prime due giorni interi con le migliori opportunità di shopping, risparmio e intrattenimento. Gli iscritti a Prime potranno beneficiare di oltre un milione di offerte a livello globale durante questa nuova edizione di Prime Day, con sconti ancora maggiori, offerte a tempo limitato, possibilità di intrattenimento inedite e lanci esclusivi.

Le offerte iniziano ora

Ogni giorno fino al Prime Day i clienti scopriranno tantissime offerte esclusive e promozioni. È possibile iscriversi a Prime e utilizzarso gratis per 30 giorni su amazon.it/primeday. Tra le offerte disponibili già oggi:

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Kindle Unlimited – I clienti Prime che sono iscritti a Kindle Unlimited possono ottenere i loro primi tre mesi gratuiti di letture illimitate al momento della registrazione.

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Il Prime Day è molto più di semplici offerte e Amazon ha collaborato con marchi da tutto il mondo per offrire prodotti nuovi o edizioni speciali esclusivamente ai clienti Prime durante questo Prime Day. Tra le Novità Prime Day, edizioni limitate e collezioni mai viste prima disponibili in esclusiva per i clienti Prime su Amazon per un limitato periodo di tempo. Le novità disponibili già da oggi includono: Tastiera digitale portatile Alexa con supporto per musica, Trolley con motivo geometrico AmazonBasics, Sedia da pranzo Crow di Movian, Cuffie Wireless Jabra Elite con Alexa integrata

I migliori modi di acquistare durante il Prime Day

I clienti possono ottenere il massimo dal Prime Day:

Tieni sotto controllo l’offerta – L’app di Amazon permette di controllare le offerte in ogni paese. Questa è il modo più semplice per vedere in anteprima, tracciare e acquistare per un tempo limitato le offerte in evidenza mentre si è a casa o per la strada grazie agli avvisi disponibili sull’app Amazon.

Lo Shopping con Alexa – Alexa rende facile trovare le migliori offerte per il Prime Day. È sufficiente chiedere “Alexa quali sono le offerte per il Prime Day?”

Esplora le offerte sulla base degli interessi più diffusi – Trova le offerte organizzate sulla base dei prodotti più acquistati per interesse. Dall’intrattenimento alla casa e alla Smart Home, dai prodotti per bambini ai Video Games e molto di più.

Cerca offerte – i clienti potranno cercare le offerte del Prime Day nella casella di ricerca nel sito.

IL MAKE UP DELLE “CELEBRITIES”. Che cosa è il BAKING?

Potreste aver sentito parlare del “baking” soprattutto in ambienti culinari. Baking significa infatti “cottura al forno”, o più semplicemente “infornare”.

Il baking però è stato associato anche ad una tecnica make up relativamente recente. Relativamente perchè esiste già da molti anni, in determinati ambienti, e ora è stata portata in auge dalle influencer, dalle youtuber e da star tipo Kardashian.

Il baking non è altro che una stratificazione dei prodotti che si usano per creare la base del make up, che viene comunemente usata in ambienti scenografici, in determinate riprese cinematografiche e per spettacoli con una certa illuminazione.


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Sotto alcuni tipi di luce il trucco normale può non bastare, magari perchè non copre difetti o rughe, oppure perchè si vuol dare alla persona in scena maggiore espressività. Si pratica quindi il baking per correggere i difetti e viene spesso associato anche al countouring, per modificare tratti del viso, come naso storto, occhi sporgenti, zigomi poco definiti, mento pronunciato. E’ la tecnica dei chiaroscuri, chiaro aumenta, scuro diminuisce.
La tecnica in questione prevede quindi la stratificazione dei prodotti di base come fondotinta e correttori ma la vera differenza la fa la cipria, perché ogni strato di prodotto va fissato con un apposito strato di polvere (di riso o cipria bianca), creando spessore.
Spesso la cipria viene lasciata in posa parecchi minuti prima di essere spolverata via, per permettere di fissare perfettamente il prodotto e per creare giochi di luce con i chiaro-scuri. La cipria si applica con spugne da fondotinta leggermente inumidite per creare ancor più un effetto “pastone”.

Le caratteristiche di questa tecnica possono facilmente fare intuire come l’origine della sua natura, che si può fare risalire addirittura all’antico Egitto, sia anche profondamente legata all’ambiente del teatro, agli spettacoli burlesque o delle drag queen. In realtà già secoli fa gli attori, spinti dalla necessità di rendere riconoscibili anche a distanza i propri tratti del viso, utilizzavano gesso e fuliggine per creare luci e ombre.
Tra i social e nella rete, il baking è stato invece diffuso da noti make up artist, primo fra tutti Mario Dedivanovic, che truccando Kim Kardashian ha contribuito a diffondere una vera e propria tendenza, portando il baking ad aggiungersi o a sostituire presto altre tecniche come il contouring (la creazione di luci e ombre per esaltare i lineamenti e camuffare i difetti) o lo strobing (l’illuminazione di zone specifiche del viso) nelle sperimentazioni di star e influencer su instagram e youtube.

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COME REALIZZARE IL BAKING PERFETTO


PREPARE IL CONTORNO OCCHI – siero o crema

Il make up baking si concentra molto nell’illuminare la zona del contorno occhi, alla quale bisognerà quindi dedicare maggiore attenzione nella fase di idratazione. Non solo in questa zona la pelle è più sottile, ma vi risiede anche una minore quantità di collagene e di tessuto adiposo, oltre a una ridotta circolazione ematica. Come se non bastasse, quest’area è in generale la più soggetta ad essere segnata dalle rughe di espressione, essendo la principale responsabile della mimica facciale. Una corretta idratazione eviterà più facilmente che il trucco in eccesso si possa concentrare nelle piccole pieghe che potrebbero essere presenti nella zona sottostante l’occhio. Ma come scegliere il prodotto più adatto per questa parte del viso così delicata? Esistono diversi prodotti specifici, ma la scelta dipende ancora una volta dalle tue esigenze e dal tipo di pelle che hai. Se hai una pelle mista o grassa, puoi scegliere un siero, dalla texture più leggera, se invece hai la pelle più secca, puoi scegliere una crema, dalla consistenza più corposa.

IL FONDOTINTA

Scegli un fondotinta liquido, in modo che la sua consistenza possa meglio contribuire alla creazione della base adatta al fissaggio della cipria. Un fondotinta in polvere, invece, sarà da applicare negli ultimi step. Applica il fondotinta sul viso aiutandoti con la beauty blender: contrariamente al pennello, che si limita a spandere prodotto a un livello più superficiale dell’epidermide, il beauty blender permette di far penetrare più facilmente il fondotinta anche nelle più piccole pieghe del viso, garantendo così una più lunga tenuta del make up e rivelandosi anche particolarmente adatto per chi può avere segni lasciati dall’acne.

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CORRETTORE: uno strato importante

Potrai ora passare all’applicazione del correttore. Ne puoi utilizzare di due tipi: uno coprente per le occhiaie e un altro più illuminante. Applica il primo correttore: picchietta la pelle partendo dall’angolo dell’occhio più vicino al naso, fino ad arrivare all’angolo più vicino alle tempie, come a formare la base di un triangolo rovesciato, la cui punta si allungherà restringendosi verso la guancia. Continua a picchiettare, stendendo il prodotto fino a quando la copertura non risulterà uniforme.

UTILIZZA LA BEAUTY BLENDER

Per sfumare il correttore, inumidisci la beauty blender o una normale spugnetta da trucco e picchietta delicatamente la pelle con movimenti rapidi, andando dal basso verso l’alto e verso le tempie. Nella zona sotto l’occhio, sfuma il correttore, secondo movimenti che dovranno seguire il triangolo rovesciato immaginato nell’applicazione del correttore, allargandoti alla base dell’occhio e restringendo i movimenti man mano che scendi verso il mento.

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IL SECONDO STRATO DI CORRETTORE

Per il secondo strato puoi passare ora al correttore illuminante. Concentrati sulla zona sotto l’occhio e applica il prodotto con un pennello, disegnando dei piccoli tratti dall’alto verso il basso. Prosegui poi applicando il correttore su altre zone che desideri mettere in luce, come il ponte del naso, il mento, la fronte e la zona appena sotto l’incavo delle guance. Questo ti permetterà di mettere in risalto i tuoi lineamenti. Ripeti il passaggio precedente, sfumando nuovamente con il beauty blender.


LA CIPRIA, fondamentale elemento del baking

In questa fase, la cipria dovrà attivare l’effetto baking: è il momento di fissare il trucco. Scegli una cipria trasparente e applicane un velo nei punti in cui hai precedentemente messo il correttore, utilizzando un pennello da sfumatura.
Dovrai quindi applicare nuovamente la cipria, in quantità più abbondante. Potrai usare ancora il pennello da sfumatura, oppure una spugnetta, asciutta o inumidita con uno spray fissante. Applica la cipria su tutte le zone del viso in cui hai messo il correttore. Non temere di applicarne una quantità generosa: i risultati saranno davvero soddisfacenti solo dopo la “cottura”.

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Una volta terminato il passaggio precedente, la cipria apparirà molto evidente. Se non sei abituata a un tipo di trucco così pesante non preoccuparti: si andrà in seguito a rimuovere i residui per ottenere l’effetto levigato e senza difetti che stai cercando. La cipria avrà bisogno di un po’ di tempo prima di ottenere l’effetto baking. Alcune influencer americane lasciano la cipria in posa fino a 30 minuti, ma in realtà un periodo di tempo dai 3 ai 5 minuti sarà sufficiente e non ti farà correre il rischio di sentirti poi “tirare la faccia”.

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SPOLVERA GLI ECCESSI

Puoi ora rimuovere gli eccessi del prodotto, utilizzando un pennello che andrai a intingere lievemente nel tuo fondotinta in polvere. Passa il pennello partendo da sotto l’occhio fino alla tempia: in questo modo, mentre toglierai la cipria, allo stesso tempo andrai a fissare un ulteriore strato che ti aiuterà nell’effetto coprente.
Ora spolvera delicatamente via la cipria, utilizzando lo stesso pennello che hai intinto nel fondotinta. Esegui movimenti leggeri, passando sulle occhiaie, sul mento, sulla zona sotto l’incavo delle guance e sulla fronte.

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LA SFUMATURA

Se ti accorgi che in alcune zone del viso il trucco risulta particolarmente marcato, puoi ricercare un effetto più naturale sfumando delicatamente le parti più in contrasto, sempre utilizzando un pennello da sfumatura. Noterai come la pelle del viso apparirà finalmente più liscia e levigata. A prova di shooting!
L’intero procedimento potrebbe sembrare un po’ lungo, ma un po’ di pratica ti farà acquisire la giusta manualità per ottenere risultati sorprendenti. Basta solo dotarsi di alcuni prodotti e accessori fondamentali.