Archive for Aprile, 2020

I servizi fotografici da remoto

La quarantena forzata ha aguzzato l’ingegno di numerosi fotografi che in astinenza da servizi hanno usato le videochiamate per creare storie fantastiche.

Da una video-chiamata Facebook, Riccardo Lancia ha scattato delle foto con una macchina fotografica e ha regalato a questo servizio un sapore vintage e nostalgico.

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Foto: Riccardo Lancia
Modella: Claudia Paolucci

Il Kolossal mediterraneo di Dolce&Gabbana

Il Kolossal mediterraneo di Dolce&Gabbana

La collezione autunno-inverno 2020-21 di Dolce&Gabbana sancisce molto più energicamente di quelle precedenti l’assolutizzazione del genius loci, nel segno di un insopprimibile ritorno alle radici, un appello appassionato ai codici che hanno definito l’immaginario della inossidabile coppia creativa dove il nero assume una molteplicità di nuances confermandosi come epitome di un nitore glamour ed espressione di un carattere poliedrico e talora contraddittorio funzionale alla celebrazione dell’identità femminile contemporanea dove, in ossequio alle radici estetiche del marchio, il pop diventa concettuale. Ed ecco quindi che i due stilisti riaffermano la validità di un assioma estetico da loro portato avanti con orgoglio per anni con successo: sicilianità, sartorialità, sensualità ovvero le tre S di Dolce&Gabbana, una trinità davvero vincente. A simboleggiare un marchio che nella sua identità è ‘sintesi di opposti’ secondo una definizione rubata al filosofo rinascimentale Niccolò Cusano Mistero e seduzione, ma anche gioia e carnalità, celebrano i cliché dell’iconografia femminile: fra i due poli dicotomici della santa e della peccatrice le sfumature sono molteplici e sottili, per rilanciare un’idea quanto mai autentica di femminilità che è sempre attuale, da Sofia Loren a Malena, da Bagheria a Hollywood, da Anna Magnani a Isabella Rossellini. Che tutte si riassumono nel portamento deciso e nelle vaporose chiome frisé della bella Chiara Scelsi, scelta insieme a Bianca Balti come incarnazione moderna dell’ideale femminile, sensuale e mediterraneo concepito dai due stilisti, la Gilda dell’era digitale.

Il tributo all’artigianalità, che è il fulcro di questa ultima collezione, è coerente con la nostalgia di un classico che è certificazione di solida qualità e di inequivocabile eccellenza in un mondo incerto e precario come quello in cui viviamo. Incede ipnotica e radiosa in passerella una maliarda dolce e assertiva, morbida ma tosta, solida e sognatrice che emerge in tutta la sua carica vitale nelle silhouettes body coscious dove il punto vita è sempre segnato. L’immanentismo ferino e un po’ wilde di certe mise in pizzo, pelle, cashmere, richiama un erotismo gioioso e vitale in bilico fra Ferdinando Scianna e Helmut Newton, dove il desiderio palpita incarnandosi in vibranti mise in rosso e nero, che tradotto coincide con il dualismo freudiano eros-thanatos, volutamente sopra le righe, molto ‘Sangue e arena’.

Il corsetto fotografato da Jean Loup Sieff (uno dei primi fotografi dopo Scianna a immortalare i modelli della maison per una campagna pubblicitaria fra raffinatezza e provocazione) e il pizzo Chantilly che vela la maliziosa scollatura dell’abito nero indossato da Marina Schiano, musa di Lagerfeld e interprete del glamour maledetto di Yves Saint Laurent nella controversa collezione anni’ 40 del 1971: sono queste le icone irrinunciabili di una collezione che è un memento costante di un immaginario vivido e riconoscibile, una recherche di ciò che ci rende unici, perché l’unica panacea alla endemica pornificazione di Internet e dei social network è l’individualità, purchè non degeneri né in solipsismo né in narcisismo patologico, in una parola monomania. Proprio come Franco Moschino negli anni’80, così Dolce&Gabbana negli anni’90 ha glamourizzato il genius loci tricolore, rivendicando la centralità di una linfa creativa indissolubilmente legata alla propria terra, un’istanza identitaria molto forte che in questo momento diventa sempre più fondamentale e pregnante. La manualità, valorizzata dalle mille certosine lavorazioni di abiti fascianti, corsetti prorompenti, body e completi mannish torridamente sensuali, diventa l’antidoto alla massificazione imperante dettata da un miope globalismo e anche una risposta energica a qualcosa che, in nome dello scellerato mantra ‘consumo dunque sono’ sta annientando il pianeta.

L’artigianalità, sommata alla estrema portabilità dei capi, è anche sinonimo del recupero di un’intimità perduta con le cose, i materiali e noi stessi, il nostro lavoro, la nostra creatività e la nostra professionalità: in breve con la bellezza che nella sua eticità pensosa è la sorgente dell’universo e anche il suo balsamo rigenerante. E questo si traduce nella raffinata maglieria crochet e nelle preziose lane bouclé lavorate ai ferri dalle italiche ‘tricoteuse’ che il marchio nutre ed esalta, come anche nei velluti trattati in varie soluzioni, sempre fra l’aristocrazia racé e il rustico chic di siciliana matrice. Senza dimenticare il grande solista della collezione, il pizzo, proposto in mille e una versione e che è la quintessenza della sensualità Made in Dolce&Gabbana, dagli abiti fino alle sontuose e desiderabili borse, declinate in varie dimensioni, veri e propri bestseller del sell out della maison. Il rigore radicale del nero, ieratico ma conturbante, è mitigato anche da un bianco immacolato che evoca il biancore delle porcellane ottocentesche ne ‘Il Gattopardo’ e che trionfa esuberante nelle bluse da moschettiere con colli e dettagli di pizzo che hanno reso famoso il brand fin dal 1988. E anche se il genius loci qui acquista un risalto preponderante, tuttavia appare quasi inevitabile il rimando all’indimenticabile Jeanne Moreau di ‘La sposa in nero’ di Truffaut come alla sensualissima e procace Brigitte Bardot nell’episodio ‘William Wilson’ diretto da Louis Malle per il film del 1968 ‘Tre passi nel delirio’. Il tutto senza dimenticare la burrosa Stefania Sandrelli di ‘Sedotta e abbandonata’ e di ‘Divorzio all’italiana’, la formidabile e sensualissima Monica Vitti in ‘La ragazza con la pistola’ e in parte, per un certo languido e ammiccante erotismo, le piccanti mise da boudoir borghesizzato di Laura Antonelli in ‘Malizia’ di Salvatore Samperi. In omaggio a una carnalità tutt’altro che algida, grafica ma mai stilizzata. E’ anche per questo che passa il ‘neorealismo’ di Dolce & Gabbana, cartina di tornasole e insieme paradigma dell’estetica dei nostri tempi.

POMANDÈRE A-W 2020/2021 “MOON RISING”

POMANDÈRE A-W 2020/21 _“MOON RISING”

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La collezione A-W 2020-21 di Pomandère ci accompagna a vivere le emozioni dei tre momenti che scandiscono lo scorrere del tempo della giornata, attraverso un viaggio temporale.
Le cromie dei colori e le caratteristiche dei tessuti delineano questi momenti di un’ipotetica giornata all’aria aperta nella natura, con un’autentica e precisa forza narrativa.
Il primo momento è rappresentato dalla rugiada, che corrisponde alla luce del mattino, al risveglio della natura e allo spazio sconfinato e illumitato da mille colori.


Il momento centrale della giornata, il designer Carlo Zanuso lo identifica con l’arcobaleno, che colora l’orizzonte bagnato dalle iridescenti gocce di pioggia, e da cui misticamente si apre la giornata da vivere nella totale libertà. L’ultimo momento è quello in cui sorge la luna e con essa la notte, il momento in cui i riflessi della luna illuminano di luce il buio notturno.
Partendo da questo quadro creativo, la collezione si veste di nuovi colori tra le molteplici tonalità che caratterizzano questi attimi della giornata. La rugiada contraddistinge la collezione con colori tenui e delicati, come avena, vaniglia, rosa antico e acqua, fino a sussurrare un armonioso risveglio con tocchi più accessi e vivaci, ricchi di energie come il color mosto, ciclamino e smeraldo.


L’arcobaleno tinge la parte della collezione con i colori più intensi e vivici, dal rosso acceso dell’ibisco all’arancione della zucca, dal color cielo al salvia e con punte di color coccio, ottanio e ghiaccio.
La luna diventa protagonista con la sua intensità carica di magia e mistero, proponendo i colori notturni nei toni del grigio, nero e antracite, illumintati con tocchi dorati e fili di lurex.
Colori ricercati, studiati, sussurrati e accessi raccontano l’universo di una donna che ricerca se stessa in una dimensione sempre diversa ma carica nel vivere con vigore la giornata che sorge. Una donna innamorata delle proprie emozioni, che non ha paura di ascoltarle e di farsi guidare dal proprio istinto per esprimere liberamente la sua vivace e ricercata femminilità.


I tessuti trovano nuova identità e carattere attraverso un’accurata selezione, ispirata dai tre temi cardini della collezione. La parte dedicata alla rugiada privilegia tessuti luminosi e cangianti, e il lurex diventa il protagonista nel tulle, nel jacquard laminato e nel filato kid mohair. Il pizzo, le garze fluide e calde, il bouclè per il capospalla e le flanelle sono i tessuti che meglio identificano questo gruppo della collezione, caratterizzato da una stampa tematica “Rugiada” che ricorda un delicato campo di fiori su garza di lana seta. L’arcobaleno da vivacità e carattere alla parte della collezione che si esprime con i tessuti caldi e preziosi come il capospalla di mohair, il velluto degradè e la maglieria multicolor in kid mohair. I tessuti giornalieri e quotidiani come il bull denim e il fustagno vengono abbinati a tessuti dalla tramatura ricca e preziosa come il raso lucido martellato, il velluto liscio e il raso in tinto capo.

La stampa tematica che contraddistingue questo gruppo è “arcobaleno” su base di raso di seta e viscosa. La luna accoglie la notte con i tessuti caldi ed avvolgenti come la maglieria in pura lana merinos, il tweed cardato, il quadro madras bicolore in lana e lino, il pied de poule micro, le stuoie di lana e il tessuto doppio galles e vichy. La luminosità e la raffinatezza contraddistingono i jersey dorati, le garze gessate lurex e le flanelle con micro check lurex. Tutto acquista calore e preziosità come la notte da
vivere in una dimensione più intima e privata.
Le morbide sciarpe, i cappelli a tema, le soffici calze, le borse nei tessuti della collezione e la piccola bigiotteria, completano i look proposti per una donna che cela un’anima libera e talvolta irriverente.

JUDY ZHANG FW20_21

JUDY ZHANG FW20_21

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Nella collezione Autunno-Inverno 2020-21 Judy Zhang continua l’antico racconto popolare cinese “Legend of the White Snake”. Una trilogia che si sviluppa su tre collezioni diverse. La prima è raccontata con la SS20 e si focalizza sul così detto “Duan Qiao Xiang Yu”, ossia l’incontro fatidico sul ponte tra il serpente bianco e il suo amante Xu Xian. La seconda prende vita con la FW20_21, dove la creatività della designer è ispirata dal racconto influenzato fortemente dal film “Green Snake” di Tsui Hark del 1992. La terza e ultima opera la scopriremo con la misteriosa collezione SS21.

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La protagonista indiscussa che dá carattere all’intera collezione è la scena più iconica della leggenda, Shuî Màn Jīn Shān (il diluvio del tempio di Jinshan) dove il serpente bianco combatte per proteggere il suo amore. L’intera scena si concentra su un’immagine sfocata di acqua, montagne, cielo e l’odore del fumo della battaglia. La sorella del serpente bianco, Green Snake (Qing She) combatte insieme a lei all’interno di questa pendenza sfocata di colori. Il loro coraggio simboleggia in questa stagione il nuovo tema: “combattere per amore”.

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La scena che fornisce l’ispirazione visiva alla collezione è proprio quella della battaglia “Fighting for Love” e la grafica si modernizza con la rappresentazione di uno smartphone americano, dove sul display compare un messaggio in italiano con la parola “Aiuto”. I tre mondi rappresentati in questa scena – la Cina con il leggendario racconto, l’America con il tipico mobile e l’Italia con la parole usata per il messaggio – incarnano appieno il connubio della cultura occidentale e orientale che la designer Judy mixa sapientemente nelle sue collezioni.

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La tavolozza dei colori scelta per questa stagione è il bianco, del White Snake e naturalmente il verde, oltre al nero e al rosso della scena della battaglia. L’oro è riservato ai ricami del serpente e ai tessiti scintillanti che ricordano la sua pelle.

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I tessuti lussuosi, arricchiti con attenti dettagli sartoriali, caratterizzano la selettiva scelta della designer che propone i capi in seta, lana, pizzo francese e tessuto giapponese speciale. Il serpente continua ad essere il personaggio principale e indiscusso, attraverso il famoso ricamo di Suzhou. Con le perline, invece, sono realizzati i ricami che richiamano le armature usate nei campi di battaglia. I tessuti che ricordano la pelle del serpente caratterizzano gli inconfondibili suit “patched worked”. L’importante struttura delle spalle delle giacche e delle camicie sono realizzate con una particolare tecnica e rievocano la forma del serpente in movimento.

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Infine, le frange sapientemente usate per arricchire i sorprendenti e inconfondibili look della collezione, ricordano quelle usate dai cowboy americani e simboleggiano il coraggio e l’indipendenza delle donne alle quali Judy dedica le sue creazioni.
I completi attillati e la minigonna con le frange (coraggio) e le perline (delle armature), raccontano il carattere della donna di Judy Zhang che si contraddistingue per il coraggio, l’indipendenza e la ricercata sensualità, sempre pronta a lottare per l’amore in cui crede anche contro ogni convenzione.

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La giostra della moda secondo Gucci

La giostra della moda secondo Gucci

Il gusto per la performance teatrale e per la messinscena abilmente orchestrata per ‘épater les bourgeois’ è, da Cecil Beaton in poi, il fattore trainante del successo ecumenico di alcuni marchi della moda, artefici della nuova architettura lessicale del contemporaneo. Si pensi alla sofisticata operazione culturale e anche lato sensu ‘politica’ realizzata da Alessandro Michele per Gucci: il ragazzo romano dalle chiome fluenti corvine che sembra uscito da ‘Hair’ e che sussurra e parla ai cervelli ma ‘urla’ messaggi di libertà perentoria con i suoi abiti dalla passerella, ci sa fare. E lo conferma con una trovata davvero speciale che elide i confini fra pubblico e privato, fra passerella e backstage. Se sfilata deve essere, che sia spettacolare, mastodontica, spiazzante. L’archeologo della moda, come lui stesso ama definirsi per via del suo citazionismo spinto e talora esasperato, (ma mai gratuito), guida gli spettatori attraverso un ‘Truman show’ in chiave fashion, in una rappresentazione epicamente felliniana di un pastiche estetico che solo lui riesce ormai ad assemblare così bene, come nemmeno un deejay pop saprebbe fare. Per Michele nulla è ciò che appare. Quello che conta, qui (e questo è palese) non sono tanto gli abiti (e gli accessori che pure sono studiatissimi e si vendono come panini nelle boutique ai quattro angoli del pianeta) quanto la narrazione che si trova dietro di loro: il profeta dell’inclusione racconta un’estetica che è fuori dal tempo e che entra a gamba tesa nel dibattito culturale e ideologico.

La moda esprime e spesso anticipa lo zeitgeist, e così è per Michele: come negli anni’90 che segnarono l’affermazione di Peter Lindbergh che fotografava le top senza veli nei backstage dei servizi fotografici, anche qui Michele ricostruisce quel ‘bordello senza mura’ di cui parla McLuhann con toni però non duri o aggressivi ma assolutamente elegiaci, nel segno di un realismo favolistico che per una volta non si esaurisce in un ossimoro. In sostanza gli invitati alla sfilata venivano guidato al loro seat attraverso un percorso che rivelava loro il dietro le quinte dello show, e quindi l’essenza dell’affabulazione fashion, in una logica paragonabile alla paradossale esperienza del ‘metateatro’ che da Plauto in poi è parte integrante della storia della drammaturgia. Così lo stilista, il creativo, dialoga direttamente con il suo pubblico senza però sottrarre un grammo di verve a uno show che resta come sempre faraonico, graffiante e assolutamente imprevedibile.

Quello di Michele è un manierismo in salsa pop che colpisce anche chi non è avvezzo ai paradossi della moda. E che risponde all’esigenza insopprimibile di senso che sempre di più soprattutto i giovani chiedono alla moda, alimentando l’immaginario degli artisti e dei loro proseliti. Per maggiormente disorientare i suoi invitati lo stilista li ha convocati al défilé con un messaggio whatsapp, una trovata bizzarra e molto singolare, coerente però con la originale ed estrosa comunicazione del marchio. Sulle note del Bolero di Ravel che già di per sé ha qualcosa di ieratico, Alessandro Michele squarcia il velo di Maya svelando i segreti e la mistica del rituale profano della moda che diventa parte integrante della mitologia contemporanea nell’era postdigitale. Dalla pedana circolare a forma di carillon scendono una alla volta officiando appunto il rituale dello spettacolo della moda, le modelle che esibiscono toilette complicate ma in realtà semplicissime dove il collage degli stili stavolta propende per un viaggio attraverso le età della donna dall’infanzia fino alla maturità, dal settecento ai giorni nostri.

Alla crinolina subentra il robemanteau da collegiale, al cappottino da scolaretta cede il passo la blusa virginale di pizzo da portare sui jeans lacerati, alla scenografica crinolina da signora delle camelie si sostituisce gradualmente l’abitino con il corpetto imbrigliato da harness sadomaso, la maxi gonna kilt e così via. Pezzi facili e di gusto vintage anni’70, che paiono usciti dai bauli di un costumista cinematografico. Grandi protagonisti della collezione, oltre gli accessori come it-bags soprattutto piccole e medie, scarpe mary jane e mocassini, cappelli morbidi come colbacchi e sciarpone tricottate, il velluto, liscio o a coste, l’eco-fur, i print botanici in stile Laura Ashley, il camoscio e soprattutto tinte smaglianti per allietare l’inverno: giallo sole, verde bosco e smeraldo, rosso carminio. Tutti a bordo della giostra della moda allora e che il rituale si compia.

ISABELLE BLANCHE – PARIS

Isabelle Blanche Paris, brand ready-to-wear con le caratteristiche del luxury fashion pensato per la donna femminile e indipendente, lancia il suo e-store.

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Isabelle Blanche, marchio con sede in Italia che annovera tra le sostenitrici un numero sempre più cospicuo di influencer e it-girl, debutterà online con il suo e-commerce nella prima settimana di maggio 2020.

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Le collezioni sono progettate per una donna dinamica, indipendente, che non per questo rinuncia ai virtuosismi di stile e a una certa femminilità. Sempre con soluzioni sartoriali connotate da un certo romance.

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L’azienda a conduzione familiare, produttrice di abbigliamento di seconda generazione, crea il marchio nel 2016. La fondatrice, che ha vissuto a Parigi per anni, ha saputo unire il savoir-faire di famiglia alla sua curiosità da viaggiatrice cosmopolita.

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Il team di designer e creativi di Isabelle Blanche ha ben declinato questa folgorazione per il gusto trés trés chic parisien della fondatrice nella linea ready-to-wear, migliore espressione dello stile avant-garde, realizzando abiti trendy, funzionali, destinati a durare nel tempo.

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Le creazioni fresche e innovative convincono i retailer: il marchio oltre alla prossima presenza online vanta già una distribuzione tra Italia, Spagna,Portogallo,Olanda,Grecia, Russia, Corea del sud e Giappone.

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“Aprire a nuovi mercati internazionali, ovvero installare una vetrina per le Isabelle Blanche Girls direttamente affacciata sul mondo, mi è sembrato il passo giusto da compiere adesso – commenta la designer circa il lancio dell’e-store. Uno strumento per fornire una visione completa del nostro mondo e delle nostre collezioni.”

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L’importanza della beauty routine serale

IL SONNO TI FA BELLA
L’importanza della beauty routine serale

Il segreto di bellezza delle donne giapponesi risiede nella grande attenzione rivolta ad ogni step della beauty routine, specialmente quella serale: durante la notte infatti il rinnovamento cellulare è più rapido e riscontriamo il picco più alto di produzione di collagene, che rende la pelle più sana e compatta.
Spesso, a causa della stanchezza dettata dal via vai frenetico di ogni giorno, trascuriamo la beauty routine serale. In questo periodo però, in cui abbiamo tempo in abbondanza per prenderci cura di
noi stessi, non abbiamo più scuse: Promedial propone prodotti essenziali ed efficaci, rispettosi della pelle, anche quella più sensibile, alleati inseparabili di ogni “serata in bellezza”.

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La beauty routine serale step by step

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  1. DETERSIONE: il Latte detergente Promedial, con la sua texture cremosa, deterge delicatamente il viso senza seccare la pelle, ma agisce sul tessuto ripristinandone la naturale morbidezza;
  2. IDRATAZIONE INTENSIVA: la Maschera Velo idratazione intensiva Promedial, con il suo speciale tessuto in cotone naturale e l’elevato contenuto di acido ialuronico, rende la pelle morbida ed idratata in soli 3 minuti;

  1. IDRATAZIONE PER TUTTA LA NOTTE: concludi infine con la Crema Idratante Promedial, la cui texture avvolgente mantiene la pelle morbida a lungo, grazie all’azione emolliente ed idratante del burro di karitè.

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I prodotti:

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Promedial
LATTE DETERGENTE – 100 ml – € 19.90
Il Latte Detergente Promedial ha una texture ricca e cremosa che
rimuove con delicatezza il make- up senza irritare le zone sensibili come
le palpebre ed il contorno occhi.
La sua formula ricca di agenti idratanti, nutrienti e lenitivi non secca la
pelle, ma agisce sul tessuto ripristinando la sua naturale morbidezza
Beauty tips: applicare utilizzando i polpastrelli oppure con l’aiuto di un
dischetto di cotone, effettuando dei piccoli movimenti circolari su tutto il
viso. Non richiede risciacquo.
Il Latte Detergente Promedial viene utilizzato nei centri di medicina
estetica per preparare la pelle ai trattamenti clinici.

Promedial
MASCHERA VELO IDRATAZIONE INTENSIVA
4 bustine – Prezzo €24.90
Grazie alla texture ricca e cremosa, non secca la pelle e ne ripristina la naturale morbidezza

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La Maschera Velo Promedial in soli 3 minuti fornisce alla pelle il
nutrimento di cui ha bisogno: la maschera ha un effetto
immediatamente visibile grazie al suo elevato contenuto di acido
ialuronico, alleato perfetto contro la disidratazione e i rossori
temporanei, per un effetto idratante e lenitivo immediato.
La confezione contiene 4 bustine monouso realizzate nello speciale
tessuto di cotone naturale che, aderendo perfettamente alla pelle,
permette una profonda penetrazione del siero rendendo la pelle
morbida ed idratata.
Beauty tips: applicare la maschera sul viso dopo la detersione;
tenerla in posa per 3 minuti e poi rimuoverla, stendendo la lozione
rimanente su viso e collo.
Ideale per lenire i rossori della pelle.

Promedial
CREMA IDRATANTE – 50 ml – Prezzo € 34.90
La Crema Idratante Promedial rinforza e rinnova il mantello
idrolipidico e svolge un’azione lenitiva e desensibilizzante grazie
alle proprietà dell’allantoina. La sua texture avvolgente mantiene la
pelle morbida a lungo: grazie all’azione del burro di karitè, la Crema
Idratante Promedial vanta un’importante azione emolliente,
idratante e anti-secchezza cutanea che la rende particolarmente
indicata in caso di dermatiti, eritemi solari, ustioni e screpolature.
Grazie al suo assorbimento rapido, è un ottimo prodotto anche come
base per il trucco.
Beauty tips: applicare mattino e sera dopo la lozione pre-idratante.
Grazie alla sua composizione e alla sua texture più corposa, è
preferibile per le pelli più mature o maggiormente danneggiate

PRIMO SOLE: I PRODOTTI PER UN’ABBRONZATURA PERFETTA

PRIMO SOLE: MUST TO DO PER AVERE UN’ABBRONZATURA PERFETTA


Il must prima di un bagno di sole? LO SCRUB!
I laboratori di Deborah Group propongono due formule di Dermolab per rinnovare e rigenerare profondamente la pelle per garantire un’abbronzatura omogenea e duratura.
Inoltre, Dermolab potenzia le formulazioni della gamma solari per offrire alla pelle una protezione totale.

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SCRUB DELICATO ESFOLIANTE VISO

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Scrub esfoliante delicato, rimuove le impurità, stimola il ricambio cellulare e riattiva la microcircolazione.
Contiene un pool di acidi ialuronici multilivello che idrata intensamente, garantendo un perfetto equilibrio tra pulizia e rispetto per la propria pelle. La sua texture con microgranuli dona una pelle purificata e luminosa.

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Prezzo: € 9,05 – 150ml


ESFOLIANTE CORPO

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Scrub dalla texture morbida e senza alcool, offre un’azione esfoliante, per rimuovere le impurità e stimolare il rinnovamento cellulare.
Grazie al suo pool di acidi ialuronici ad alto e medio peso molecolare per un’ idratazione multilivello, aiuta a mantenere la pelle levigata, elastica e tonica. Le sfere di perlite esfoliano delicatamente favorendo la microcircolazione e il ricambio cellulare mentre un complesso vitaminico estratto dalla frutta garantisce un’azione purificante ed esfoliante, per una pelle idratata, levigata e luminosa.
Prezzo: € 10 – 200ml

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CREMA SOLARE ANTI MACCHIA PROTEZIONE MOLTO ALTA SPF 50+

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Crema solare viso e collo dalla texture confortevole e non grassa. Arricchita con vitamina e ed un pool di acidi ialuronici a diversi pesi molecolari per un’idratazione multilivello ed un’azione antirughe.
Aiuta a mantenere la pelle levigata, elastica e tonica.
Il complesso di filtri protegge dai raggi uv e ir, previene gli arrossamenti e il prematuro invecchiamento cutaneo.
Prezzo: € 15,50 – 50ml

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CREMA SOLARE ANTIRUGHE VISO E COLLO PROTEZIONE ALTA SPF 30

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Crema solare viso e collo dalla texture confortevole e non grassa. Arricchita con vitamina e ed un pool di acidi ialuronici a diversi pesi molecolari per un’idratazione multilivello ed un’azione antirughe.
Aiuta a mantenere la pelle levigata, elastica e tonica.
Il complesso di filtri protegge dai raggi uv e ir, previene gli arrossamenti e il prematuro invecchiamento cutaneo. Adatto alle pelli chiare e delicate.
Resistente all’acqua.
Prezzo: € 13,90 – 50ml

Le 3 donne serial killer più spietate

DONNE SERIAL KILLER 

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Joanna Dennehy 

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2013, una foto come tante dove una ragazzetta fa finta di leccare un simil pugnale di Final Fantasy, la lingua di fuori che mostra il piercing, un tatuaggio sulla faccia, insomma una bulla che vuol provocare.
Lei è Joanna Dennehy, un’infanzia tranquilla, un padre guardia giurata, madre commessa, una piccola città nell’Hertfordshire.

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A 13 anni gli ormoni fanno il loro corso e avviene la trasformazione: Joanna scappa con un ragazzo di 19, partorisce due figli ma inizia a bere e picchiare Treanor, il compagno, dentro e fuori dal letto. Più tardi un amante svelerà del suo desiderio di travestirsi ed essere stuprata.

Dopo esser stato minacciato con un coltello, Treanor la lascia e porta i figli con sé; durante una condanna per aggressione Joanna viene visitata da uno specialista che le diagnostica un disturbo antisociale di personalità.

Il primo omicidio avviene il 19 marzo del 2013, un magazziniere polacco, lo pugnala al cuore con un coltellino; il suo cadavere, posto in un cassonetto dell’immondizia, verrà mostrato come trofeo ad un’amica. Dieci giorno il secondo omicidio verso il padrone di casa, che aveva iniziato a frequentare e non contenta, lo stesso giorno, decide di reiterare quell’emozione cercando una terza vittima, un ex membro della Marina militare: sei coltellate e una chiamata ad un amico in cui canticchiava la canzone di Britney Spears : “Oops, I did it again”.

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Oggi Joanna Dennehy sta scontando l’ergastolo nel Regno Unito, anche se continua a dichiararsi innocente. Chi l’ha conosciuta la descrive come un’ammaliatrice, una donna camaleontica che sapeva cambiare personalità a seconda di chi le stava di fronte; flirtava con tutti e in modo schietto e diretto. 

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Secondo la psicologa clinica Elie Godsi è impossibile che una donna così violenta anche sul piano sessuale, non abbia mai subìto abusi; se non in famiglia, sarà stata vittima di qualcuno che non ricorda, ma è quasi certo che i gravi disturbi abbiano un passato collegato all’infanzia. 

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 “Ho ucciso per vedere cosa avrei provato, per vedere se ero davvero fredda come pensavo. Poi ci ho preso gusto.” 

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Rosemary West 

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Nasce il 29 novembre 1953, padre affetto da schizofrenia con tendenze paranoiche, abusa sessualmente di lei; madre vittima di un marito dispotico e violento, viene colpita da una profonda depressione patologica che la obbliga a subire trattamenti di elettroshock terapeutico durante la fase di gravidanza in cui attende Rosemary. 
I fratelli di Rosemary sono le vittime sacrificali della rabbia e delle punizioni del padre; la piccola della famiglia riesce invece a sfuggire con la docilità, la remissività del carattere e la componente incestuosa; talvolta si infila nel letto dei fratelli e si masturba su di loro.
Più tardi la moglie lascia con coraggio il mostro e porta con sé i figli tranne la piccola Rosemary, costretta a condividere ancora il letto con il padre geloso e ossessivo che le proibisce di frequentare ragazzi della sua età, veto che le farà sviluppare interesse verso gli uomini più grandi di lei. 

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L’incontro con Fred West darà le ali al diavolo che cova dentro, scappa di casa all’età di 15 anni e condivide perversioni e due figli con il giovane 28enne; figlie del precedente matrimonio di lui, di cui una, Charmaine, uccisa per mano di Rosemary. Primo omicidio che sara’ una vera dichiarazione d’amore tra i due assassini, legati l’un l’altra dalla follia sadica, dalle fantasie di stupro, violenza, prostituzione

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I due sono soliti attirare adolescenti nella propria casa con la scusante di cercar baby sitter, che vengono drogate, fatte ubriacare, quindi stuprate, torturate e sepolte in giardino o sotto il garage di casa. 
Anna Marie, la piccola di 8 anni figlia del precedente matrimonio, viene usata come bambola per i loro giochi perversi, fino a quando scappa di casa; la seconda, la 16enne Heather prenderà il suo posto e sarà la gravidanza a incastrarli, quando confesserà a un suo compagno di classe di essere violentata dal padre. La ragazza verrà uccisa per metterla a tacere ma dopo sette anni d ricerche verranno rinvenuti tutti i corpi e gli scheletri sotto la casa degli orrori. Rosemary si dichiarerà sempre innocente. 

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Aileen Wuornos 

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Nata il 29 febbraio del 1956 a Rochester da padre schizofrenico e molestatore di bambini e una madre che abbandona i figli nelle mani di nonni aggressivi e alcolizzati. Alla morte della nonna, il nonno la sbatte fuori casa e Aileen è costretta a prostituirsi. Rapina negozi, falsifica assegni, minaccia clienti con una pistola calibro 22 e cambia nome infinite volte.
Nell’86 conosce una cameriera, Tyria Moore, in un locale gay; tra le due inizia una storia d’amore e confidenze. Tyria sarà il prete confessore dell’assassina che le sciorinerà ogni vittima: clienti uccisi a colpi di pistola durante l’amplesso, derubati e lasciati in auto in qualche campo sperduto. Le pallottole ritrovate nelle vittime apparterranno ad una calibro 22, un’indagine della polizia che richiede una task force, elabora presto il profilo di una prostituta; la Wuornos viene incastrata dalle impronte che lascia su una videocamera appartenuta ad una delle sue vittime che deposita al banco pegni. Verrà arrestata per porto d’armi abusivo ma incastrata durante delle telefonate in cui rivelerà a Tyria alcuni particolari degli omicidi, consapevole di essere sotto sorveglianza e disposta poi a confessare. 

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La difesa porta in tribunale il comportamento violento e ubriaco dei clienti che la costringevano a rapporti anali, mentre lei per divincolarsi e difendersi reagiva costretta con un colpo di pistola.

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Sono 7 gli uomini uccisi dalla Wuornos, che viene condannata a morire sulla sedia elettrica.
Davanti alla giuria si dichiarerà innocente e, sentita la condanna, andrà in escandescenza augurando a ciascuno di loro una vita uguale alla sua, cosparsa di abusi sessuali e violenze.
Durante le numerose interviste rilasciate, tenderà a sottolineare il suo odio per la vita e il continuo desiderio di fare del male. 

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Possiamo riconoscere un serial killer?

Qui il profilo di 3 tra i più noti serial killer della storia, un percorso di paura e infinite domande

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Quasi tutte le religioni affermano che dentro ogni essere umano alberga un lato maligno ed uno benevolo, pensiamo alla caduta degli angeli nel Cristianesimo, i buoni rimango in Cielo e gli assetati di potere cadono sulla Terra, coloro i quali avrebbero voluto usurpare il trono del Signore. 
La psicanalisi è d’accordo ed esplica il concetto attraverso l’esempio di un romanzo popolare che è diventato un modo di dire: “Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hyde”; la letteratura esprime il suo parere con un romanzo piuttosto significativo: “Uno, nessuno e centomila” di Pirandello, il teatro che è la vita e gli infiniti ruoli che interpretiamo. Un altro che tocca il tema dell’omosessualità prima e dopo la consapevolezza acquisita è “Confessioni di una maschera” di Yukio Mishima, lo scrittore che lotta per la scoperta della sua vera natura, tra menzogne, risvegli, torture interiori. Mishima morirà suicida.

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Il tema della maschera, della finzione, nasce con la nascita dell’uomo; quanti di noi portano dentro di sé delle ombre che nascondono socialmente, quanti vestono panni che non sono i loro per farsi accettare, quanti fingono felicità per paura della solitudine, quanti reprimo i propri impulsi? Ma l’istinto molto spesso prevale sulla ragione, perchè in fondo siamo bestie, chi più, chi meno intelligente di altri, ma guidati anche da impulsi, che gareggiano tra ragione e follia, apatia e socievolezza, violenza e gentilezza, ombra e luce. Quando la lancetta della bilancia si rompe, ecco nascere un killer, o un santo. Oggi parliamo dei killer, i santi non vogliamo disturbarli. 

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Il serial killer Ted Bundy



TED BUNDY

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Tra i più noti ricordiamo sicuramente Ted Bundy, il serial killer statunitense dotato del fascino del playboy e di una intelligenza superiore alla media, che gli permise di rimandare per tre volte la pena capitale difendendosi da sé durante il processo, ma che gli fece sfuggire un dettaglio importante che lo avrebbe incastrato per sempre: i morsi lasciati sul corpo di una delle 30 vittime assassinate. .


Non siamo qui a stilare il profilo psicologico di Ted Bundy né di altri assassini, esperti del settore ci hanno già pensato ovviamente, ma è interessante capire cosa spinge un uomo apparentemente innocuo all’omicidio, quali sono le cause di “trasformazione” di un individuo, quali i traumi ad esempio, come poterli individuare e come concepiscono il bene ed il male. 

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Ted Bundy sorride alle donne prescelte, come un gentiluomo al bancone di un bar mentre le offre da bere, recita la parte del poliziotto o dell’uomo ingessato che ha bisogno di aiuto per caricare pesi sulla sua auto; il fascino lo aiuta, è magnetico, nessuna gli resiste; una volta portate in luoghi appartati, picchia le vittime, le uccide quasi sempre strangolandole, e talvolta stupra il cadavere anche dopo diversi giorni fino alla decomposizione del corpo. 

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Ma cosa spinge un uomo di bell’aspetto, diventato promessa del Partito Repubblicano e studente di psicologia e legge a pieni voti, a nascondersi nel buio della notte per uccidere delle giovani studentesse bionde? 
Per non dilungarci troppo nei fatti, Ted Bundy scopre tardi di essere figlio di padre anonimo e che la ragazza lui credeva fosse sua sorella, in realtà è sua madre. Questa menzogna tenutogli nascosta lo segnerà per sempre; i nonni che lo crescono come genitori sono, lui un tiranno violento razzista antisemita e anticattolico e lei una depressa sottoposta al vecchio metodo dell’elettroshock. Non un ambiente tranquillo se si aggiunge che la fidanzata di allora, nel periodo in cui Ted scopre la verità, lo abbandona. Saranno i suoi capelli scuri con la riga centrale, la corporatura esile e sottile e la sua giovane età, che Ted Bundy cercherà fino a quando potrà uccidere, una specie di “vendetta simbolica”.
Non una giustificazione alla crudeltà la situazione familiare, ma quasi certamente se quel nonno fosse stato amorevole, se entrambi i nonni avessero parlato con maturità e intelligenza a quel bambino così sensibile, forse, e diciamo forse, tutta quella rabbia repressa non si sarebbe trasformata in violenza priva di scrupoli ed empatia. Ma queste sono solo ipotesi, la mente umana è un universo ancora inesplorato

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Su Youtube esistono numerosi filmati che documentano le mirabolanti arrampicate di Bundy in nome della sua difesa durante i processi, scene in cui vittime scampate alla sua furia sono ancora prigioniere del suo sguardo come delle giovani donzelle innamorate. Teatrale com’era, Bundy chiese la mano alla sua fidanzata chiamata a testimoniare, durante un processo; dalla stessa donna ebbe un figlio, ma tutte queste messe in scena non ebbero alcun appiglio alla decisione del giudice, che lo condanno’ alla sedia elettrica, nello stato della Florida. Un passo falso fu quello di reiterare le domande che lui stesso fece ai poliziotti presenti sul luogo del delitto, in cui chiedeva dettagli espliciti sulla posizione del cadavere e sulle ferite presenti, risposte che gli prolungavano lo stato di eccitamento provato al momento dell’omicidio. 

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E’ tragico per questa corte assistere a un tale spreco, penso alla capacità che lei ha mostrato in quest’aula, lei è un giovane brillante, avrebbe potuto essere un avvocato e sarei stato felice di vederla esercitare di fronte a me, ma ha sbagliato strada amico.” – le parole del giudice al momento della sentenza. 

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LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO

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Un metodo bizzarro di una serial killer di sesso femminile è quello di Leonarda Cianciulli, meglio nota come “saponificatrice di Correggio”. 
Nata da un abuso subìto dalla madre a fine ‘800, vive in condizioni di miseria e perde in tutto 13 figli, di cui 3 con aborto spontaneo e 10 appena nati, perdite che ricorderà per tutta la vita nei suoi incubi peggiori. Leonarda soffre di epilessia, tenta più volte il suicido ed è convinta che la madre le abbia cacciato una maledizione; il suo sostentamento arriva dai servizi di chiromanzia e astrologia. Se fosse vissuta ai tempi dell’Inquisizione sarebbe già stata bruciata viva come tutte le streghe, mentre allora, siamo nel 1939, la donna ha un solo desiderio: mantenere in vita il figlio maschio sopravvissuto, ad ogni costo, anche attraverso la magia, unico mezzo di una donna semianalfabeta, anche a costo del sacrificio umano. 

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Alla cattura dirà “Non ho ucciso per odio o avidità, ma solo per amore di madre”. 
Insomma una donna totalmente segnata dalla morte dei suoi piccoli, che sceglierà tre prede facili, delle vedove solite farsi leggere i tarocchi dalla Cianciulli, le ucciderà a colpi di ascia, fatte a pezzetti e sciolte nella soda caustica. Il sangue veniva raccolto e lasciato coagulare, fatto seccare al forno e poi mischiato a farina, cioccolato, latte, uova, margarina, e impastato per fare dei biscotti che venivano offerti al figlio per salvarlo dalla maledizione. Una delle vittime, dichiarò l’assassina, aveva la carne grassa e bianca, cosicchè il liquido raccolto, aggiunto a della colonia, venne bollito per essere trasformato in saponette cremose regalate a vicine e conoscenti. 

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Museo criminologico di Roma, strumenti usati dalla Cianciulli e le foto delle vittime. 

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Gli esperti hanno dimostrato dai documenti originali che la donna soffriva di “disturbo istrionico e narcisistico di personalità con tratti sadici, schizoidi e paranoidi”, malattie mai curate che hanno lasciato la follia in libertà. 

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Nel Museo criminologico di Roma, sono custoditi gli strumenti usati dalla Cianciulli e le foto delle vittime. 

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JOHN WAYNE GACY

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John Wayne Gacy è il prototipo del vicino di casa americano, una grassezza alla McDonald’s, una generosità da grigliatore professionista, e una socievolezza ben esibita; inoltre, per aizzare lo stendardo della generosità, John Wayne Gacy faceva il pagliaccio negli ospedali per bambini malati, spettacoli comici in nome della bontà e molti di beneficienza. Se non bastasse, era un grande lavoratore, 16 ore al giorno sempre indaffarato, un piccolo imprenditore volenteroso nel settore della ristorazione e un buon padre di famiglia. Come può destar sospetti un soggetto del genere, con tutte le carte in regola? Eppure, questo simpatico grassoccio, nascondeva un terribile segreto. Gacy uccise 33 vittime, ragazzini tra i 15 e i 17, studenti universitari, giovani che prestavano servizio presso le sue attività. Coperto da un’ottima reputazione, Gacy attirava le vittime presso la sua abitazione, le ubriacava, abusava di loro sessualmente, le seviziava, per poi ucciderle e sotterrarle nella cantina e nel giardino accanto al barbecue. 

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Dal primo omicidio Gacy capì che “non esisteva emozione più forte della morte”, che gli procurò un orgasmo completo e intenso. I primi segni di omosessualità li ebbe dopo il matrimonio, quando iniziarono le avance nei confronti dei colleghi, che ritrattava se questi reagivano con sdegno, e le prime aggressioni nei confronti del figlio di un suo amico, un quindicenne che obbligo’ ad una fellatio. 

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Il serial killer John Wayne Gacy

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Gacy da bambino, esattamente all’età di nove anni, fu molestato sessualmente da un amico di famiglia; il padre era un alcolizzato che passava il tempo a deriderlo per la sua obesità e i suoi modi effeminati, un uomo violento che lo puniva con la cintura di cuoio. 
Come può sviluppare l’idea di amore un bambino che si sente dare dello stupido, che viene picchiato, che subisce un danno psicologico la cui grandezza è inspiegabile e indicibile e che lui stesso per la tenera età non può capire? E’ possibile riconoscere un potenziale serial killer? E in quel caso, a chi si può chiedere aiuto, se egli stesso non riconosce il problema? Come fermare la nascita del male? E’ utopia o aprendo gli occhi ci possiamo proteggere? 
Se quell’ombra compare dentro di noi, esiste una categoria di medici disposti ad aiutarci, sono gli psichiatri; perchè una specie di pensieri che si insinuano nel sottostrato della nostra coscienza, quelli che Freud chiama “voci del desiderio”, quelli che si depositano in luogo fatti di ricordi rimossi e traumi, sono solo dormienti, non morti. E sono quelli più veri ma anche più pericolosi in certi casi. 

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Nel 2003 il regista Clive Saunders ha girato il film “Gacy”, basato sulla storia vera del serial killer. 

“By the sea” il film scritto, diretto e interpretato da Angelina Jolie

Vanessa e Roland sono una coppia in crisi, lui uno scrittore fallito che cerca le parole nell’alcool, lei una ex ballerina che sente il peso del tempo.
Nel tentativo di recuperare i cocci del rapporto, i due decidono di passare del tempo presso un elegante albergo nell’isola di Gozo, a Malta, un luogo dove le ore scorrono placide e lente, dove l’eleganza degli arredi e la bellezza degli ospiti dovrebbe portare la mente al riposo. Ma Roland, dall’aspetto trasandato e accompagnato sempre da un bicchiere di gin, trascorre le sue giornate nel bar dell’albergo, a scribacchiare qualcosa che dovrebbe restituirgli dignità e rispetto verso se stesso, mentre la moglie, di una bellezza e di una grazia che si distaccano da ogni altra donna che le passa accanto, nei suoi abiti casti e svolazzanti ben attenti a coprire un corpo che si è spento, lo attende chiusa nella stanza dorata, distesa su una sdraio a contemplare l’andirivieni delle onde, sempre uguali, sempre le stesse, mentre accolgono l’arrivo di un pescatore che parte al mattino e rientra al tramonto, anche lui, alla stessa ora, tutti i giorni, sempre a mani vuote. 


Nella camera accanto, due sposini novelli in luna di miele; sono giovani francesi che hanno ancora accesa la fiamma del desiderio, fanno l’amore giorno e notte e questo lo scopre Vanessa, che li spia quotidianamente da un buco del muro nascosto dietro un secrétaire. Questo fatto spezza momentaneamente l’apatia di Vanessa, chiusa a riccio nel suo corpo e nella mente, un’agonia riuscitissima nella pellicola di Angelina Jolie, scritta, diretta e da lei interpretata, lo strazio e il senso di impotenza di chi teme non riuscire a cambiare nulla, l’abbandono di chi si arrende alla propria tristezza e la rabbia repressa di chi sa di non poter essere compreso.

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Presto anche Roland scoprirà quella piccola finestrella sul mondo felice di un’altra coppia, e i due si ritroveranno spettatori di una felicità che a loro non appartiene più, di una gioia fisica di tempi che sembrano lontanissimi e ormai riposti nell’angolo dei ricordi; perchè Vanessa è una donna frigida, dopo “quel fatto”, l’episodio che il marito promette di non raccontare sul suo libro. 


Accecata dalla gelosia, Vanessa accusa il marito di desiderare quella giovane sposa francese, da cui accetteranno inviti a cene e gite in barca a quattro, come se la vicinanza di un’altra donna potesse dimostrare a se stessa le sue fragili paure, come se il suo desiderio fosse quello di portare un corpo vivo e pulsante di vita in dono a Roland, per poi soccombere alla tentazione del suicidio e mettere fine a tanta sofferenza. 

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Ma la mente di una donna è così complessa che pensare al banale tradimento sarebbe poca cosa: Vanessa infatti, interpretata da una Jolie dall’emotività instabile che si rivela con coraggio (perchè tutto fa credere che il racconto sia autobiografico), sapendo che il marito dall’altra parte della parete avrebbe spiato i fatti, orchestra una sonora vendetta, flirtando con il giovane sposo che le slaccia la camicetta rivelando l’intimo rosso, simbolo del fuoco che dentro non si è mai spento, prima che il marito la soccorra sferzando un carico di pugni al rivale per poi ricreare il frastuono, che lei da tempo attendeva, il rumore che avrebbe sputato fuori la verità, gli strattoni che avrebbero fatto uscire l’invidia che lei covava nei confronti di una coppia felice in attesa di un bambino, mentre lei, sterile, era costretta a guardare. 

L’attenzione nella scelta dei costumi, sempre impeccabili per la Jolie, raccontano una perfezione apparente; la fotografia, calda e minimale, rappresenta una calma fittizia; tutto fa pensare di questa sceneggiatura che sia come una lettera di sfogo della misteriosa attrice le cui fragilità vengono spiattellate da tutti i giornali di gossip, un coraggioso atto di analisi e forse un’ultima e disperata richiesta di aiuto nei confronti del marito, un Pitt che di alcolismo ne sa qualcosa. 

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La stessa Jolie, in passate interviste, aveva dichiarato che “dovevano dirsi delle cose”, che quel senso di pesantezza voluto nel film si sentiva sul set anche tra di loro. 

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Quello che noi vediamo dei personaggi che il cinema ci propina, sono solo fantasmi immaginari, né la Lara Croft di Tomb Raider, né la strega di Maleficent, Angelina Jolie sembra dirci piuttosto d’essere la Lisa di Ragazze interrotte, una donna sola che ha solo bisogno di aiuto. 

“Oteri”, il nuovo codice eleganza della décolleté


Talvolta è il destino stesso a bussare alla nostra porta, sui post-it dei “TO DO” abbiamo una lista intonsa e tutt’a un tratto la scena della nostra vita cambia, chiude il sipario e il panorama è totalmente diverso. E’ successo anche ad Alessandro Oteri, fondatore del brand omonimo che ha fatto della scarpa da donna il suo nuovo “mood of life”.


Alessandro Oteri andava a trovare una cara amica, ma la porta a cui busso’ era quella sbagliata, o forse quella giusta, e ciò che vide non fu un bell’appartamento con dettagli muliebri, tende e pareti rosa, ma un laboratorio di scarpe, un monito forse.
Vigevano, era lì che si trovava, la città delle scarpe, la capitale della calzatura, erano gli anni ’90 ed Oteri era un giovane responsabile in un Istituto di Certificazioni CEE per ascensori, oltre ad essere un nuotatore professionista. 
Dalle pinne alle scarpe, Oteri decise che l’accessorio per eccellenza della donna sarebbe diventato il suo unico dio. 

Dopo aver soverchiato il periodo cieco, Oteri si imbarca per un altro mare e inizia a lavorare presso un’agenzia di marketing e comunicazione il cui prodotto è appunto la scarpa. Scopertosi proclive all’oggetto, fonda il brand su cui figge una missione: quella di rendere la décollété la sua unica mena. 

Perchè ha scelto l’accessorio scarpa da donna? 

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Perchè riassume due anime: quella pratica e quella certa. Cosa intendo? Tutte le donne hanno bisogno di scarpe, molte di loro hanno una grande passione per la calzatura e le cercano belle, e tutte le donne chiedono scarpe comode; difficilmente vengono del tutto accontentate. Il mio compito è quello di creare equilibrio tra questo ménage, con una scarpa esteticamente allettante e che al tempo stesso possa essere indossata tutto il giorno senza conseguenti dolori ai piedi. 

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E come ci riesce? 

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E’ prammatica per un’eccellente scarpa utilizzare la pelle, una buona pelle cede col tempo e non “taglia” i piedi della donna, cosa che invece potrebbe succedere con una calzatura fatta in tessuto, a causa delle colle che vengono utilizzate per assemblarle. 

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E la produzione? 

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Parabiago ovviamente, l’eccellenza in fatto di calzature; l’esperienza e la qualità sono imprescindibili per questo mercato, che ha infiniti concorrenti, ma che nel corso del tempo ha cambiato modello di business esportando la produzione per abbassare i costi. Compromessi a cui io non voglio scendere, per nessuna ragione. Tutti gli investimenti sono destinati ai miei fedeli produttori di Parabiago, che mi hanno sempre sostenuto e che non hanno rivali in materia. Alzo la qualità e continuo a produrre in Italia, ma con la scelta di dedicare ogni sforzo su un unico modello: la décollété

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Perchè la décollété?


Lasciamo a René Caovilla il sandalo gioiello chic, a Manolo Blahnik la parte glamourous e a Louboutin i modelli strong/rock, io prendo il modello a cui la donna non può rinunciare, quello evergreen abbinabile ad ogni tipo di outfit e stile.

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E come lo rende speciale? 

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Teniamo presente il grande limite dell’oggetto, e cioè che lo spazio di espressione si concentra sulla punta, è quello il foglio bianco, la tela su cui bisogna disegnare e raccontare il proprio stile. 
Io sono un curioso, uno sperimentatore, un materico, prendo a raccolta tutti i codici del mestiere, i consigli degli amici stilisti e racconto una donna elegante che sposa la mia idea di semplicità vanesia

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Qual è la parte più dura del lavoro? 


I passaggi. Pochi giorni fa contavo nei miei appunti ben 18 passaggi per raggiungere il risultato finale: bisogna contattare fornitori di tacco, suola, sottotacco, pelli, galvanica, accessorio se lo ha, taglio e cucito per le stoffe, produttori della scatola… E’ una macchina complessa e continua a infiniti perfezionamenti. 

Atelier Alessandro Oteri

E la parte più divertente? 


Il contatto con le clienti e la vendita. Discernere e rispondere al desiderio delle donne, chiacchierare allegramente con loro, instaurare un rapporto di fiducia reciproco. Non a caso oggi il mio Atelier è anche la mia casa, un luogo, un salotto dove poter fare “pan conversation”. Si fanno ciacole davanti ad un caffè fumante, un te’ indiano e, se l’ora lo permette, un piatto di pasta all’italiana! 

A quali donne si rivolge il brand Oteri? 


Alle indomite dei tempi moderni: oggi va bene tutto ed è un tutto che a me non piace, basta aprire i social network per rendersene conto, congerie volgari, venefiche e passeggere. Il mio è un messaggio di eleganza, di semplicità, di praticità e comodità. 

Alessandro Oteri

I gioielli di Jennifer Lopez Guess Coin & Hula Hoops Collection

Per la campagna pubblicitaria della collezione primavera 2020 di Guess & Marciano Worldwide, Jennifer Lopez indossa le collezioni Guess Coin e Hula Hoops di Guess Jewellery.
 
Guess Coin
Una collezione che ostenta tutto l’animo ribelle delle Guess girls che non vogliono passare inosservate. Guess Coin propone collana, orecchini e bracciale in accaio placato oro adornata di monete scintillanti come un antico tesoro. Charms in perla e applicazioni cristalli Swarovski® arricchiscono la collezione che conta anche un anello.


 
Hula Hoops
Una collezione in cui il minimal si riveste di una forte connotazione Guess.
Con orecchini a cerchio di grandi dimensioni, da sempre presenti nelle campagne advertising e nelle sfilate del marchio, Hula Hoops ripropongono le vere icone di Guess.
Gli orecchini sono in acciaio (placcato o no) con pendente triangolo o rotondo con il logo inciso e per alcuni con cristalli Swarovski®.

LA NUOVA LINEA CORPO DI MARIA GALLAND PARIS

LA NUOVA LINEA CORPO DI MARIA GALLAND PARIS

UN PROFUMO ESTIVO CHE TI PORTA IN SPIAGGIA 

PER UN’IMMEDIATA SENSAZIONE DI VACANZA E DI ENERGIA POSITIVA

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Maria Galland Paris ti fa vivere una giornata in spiaggia, grazie alle due edizioni limitate dedicate al corpo. La doccia diventa un delizioso momento di evasione per la mente e per i sensi. 

412 MOUSSE GOMMANTE EXQUISE_150ml 33,00 €

LIMITED EDITION

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Mousse esfoliante per il corpo dalla texture ultra-fondente, con una delicata e solare fragranza estiva. Uno step indispensabile nella routine di trattamento del corpo, da riscoprire con un nuovo profumo. Dona morbidezza e protezione grazie all’olio di girasole, mentre la salicornia stimola la microcircolazione. Esfolia delicatamente grazie a particelle esfolianti naturali totalmente biodegradabili (novità formula di questo prodotto)

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FLOREALE & FRUTTATO: Lime –note verdi

FLOREALE: Gelsomino -Eliotropio -Gardenia bianca -Violetta

BALSAMICO: Balsamico-Muschiato-Legnoso

415 GEL DOUCHE CONFORT_150ml 25,00 €

LIMITED EDITION

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Un gel doccia tonificante essenziale, per iniziare la stagione estiva con una nuova energia. La sua texture in gel coccola il tuo corpo, idratando la pelle grazie ad un complesso di 5 vitamine ( E,C,B3,B5,B6) e levigandola grazie a micro sfere di vitamina E.

FLOREALE & FRUTTATO: Lime –note verdi

FLOREALE: Gelsomino -Eliotropio -Gardenia bianca -Violetta

BALSAMICO: Balsamico-Muschiato-Legnoso

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NB

Il brand si è attrezzato per supportare le clienti con un innovativo servizio attivato da pochi giorni che si chiama “Drop Shipping”, che permette di poter inviare direttamente a casa delle clienti finali i prodotti che le operatrici estetiche possono ordinare per le loro consumatrici, favorendo così il legame con le clienti finali.

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Su maria-galland.it è possibile trovare lo store più vicino a casa propria.

La ‘maglifica ossessione’ di Missoni

La ‘maglifica ossessione’ di Missoni

L’ordine geometrico, frutto della metodica disciplina del Nord e di una matrice ideologica calvinista, è un linguaggio decorativo che viene da lontano, da Spinoza e da Mondrian, e che da Missoni si ingentilisce con un nuovo femminilismo che coniuga il potere delle donne con la percezione di una nuova, insolita morbidezza espressione di quello che Pascal avrebbe definito ‘esprit de finesse’. E così grafismi e linee rette perdono ogni spigolosità per comporre quadri degni delle avanguardie pittoriche del primo Novecento, ma senza retromania. L’archivio della casa è dovizioso e Angela Missoni e il suo staff creativo sanno come valorizzarlo, proiettandolo nel futuro con uno spirito di libertà che, scaturito dalla fronda studentesca, continua a incontrare consensi. La collezione, ricca, importante, di nuovo basata sul sincretismo di maschile e femminile e presentata con una formula coed, è di disarmante modernità. la maison di Sumirago non è mai apparsa in tale stato di grazia, di freschezza, di spumeggiante charme.

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E’ una collezione ‘maglifica’ che cioè eleva al rango di magnificenza immaginifica una maglieria che ha fatto la storia del Made in Italy e che ha ancora tanto da raccontare in termini di classe, qualità, creatività, in una parola comfort lussuoso, endiade assolutamente desiderabile. E’ una sequenza galvanizzante di tableaux vivant, fatta di oufit fluidi nati per essere indossati, questa crestomazia di fantasia e bellezza allo stato puro. Dove trovano spazio anche i capi maschili, perfettamente complementari alla proposta per lei. Il cardigan blouson è il capo chiave di questa superba collezione che parte dai caratteristici arazzi che il leggendario Tai Missoni era solito comporre per estro e per piacere. Il comfort che diventa sexy per assumere nuove connotazioni è perfettamente coerente con il cosiddetto ‘heritage’ di questo fortunato, iconico brand. Fu di Ottavio e Rosita Missoni appunto, pionieri della rivoluzione dello stile tricolore l’intuizione brillante di mandare in pedana a Firenze nella mitica Sala Bianca di Palazzo Pitti abiti di lurex scintillanti e trasparentissimi portati senza lingerie, trovata spudorata che all’epoca suscitò scalpore: fu così che iniziò l’epica parabola dell’italian style.

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Il soft suit anni’80 codificato dagli stilisti dell’epoca, torna ora riletto con proporzioni nuove, adatte ai fan di Instagram, ma ancora easy, a misura di donna, e di uomo. Si materializza in passerella, attraverso le silhouette di Gigi e Bella Hadid, una nuova visione dei japonismes, tipici di quell’epoca gloriosa, che Angela Missoni rielabora nei volumi generosi dei kimono di maglia, avvolgenti come vestaglie, caldi come abbracci ai quali fanno da contrappunto i leggings dai disegni astratti e le tuniche drappeggiate come pure i lineari tailleur pantalone di gusto tailoring in cui i pants si infilano negli stivali. Le nuove borse i cui sciarpe strette soppiantano le tracolle, hanno una presenza geometrica assertiva come anche i gioielli voluminosi e i berretti molli da pittore. La metrica del knitwear missonologico degna di un poeta ha un appeal romantico e contemporaneo: i pattern stilizzati dal sapore tribale, fiore all’occhiello della maison, sembrano cortocircuiti cinetici illuminati da trame shiny di lurex, come negli anni’70 quando il vento della ribellione soffiava sulla moda preparando una svolta profonda quanto radicale.

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La dandificazione dell’uomo Missoni passa per camicie patchwork che riproducono i temi dei pullover da giorno, gli smart suit dai disegni marezzati conciliano rigore e magia, stile e fantasia, attraverso lunghezze e fit più moderni, aderenti ma anche no. L’immaginazione al potere, come diceva Marcuse, si avvale della tavolozza più dégagé: al posto della giacca un maglia, da portare con nonchalance dalla mattina alla sera nel segno di una studiata, raffinatissima casualità. Non è da tutti assemblare un pentagramma di toni tanto in armonia fra loro, come nella sinfonia del più grande dei compositori: i toni metallici e bruciati della palette invernale si accendono di lampi di rosso, giallo e turchese con un impatto visivo davvero suggestivo ma senza clamori. Il patchwork consente infinite variazioni caleidoscopiche e come tale, è una narrazione sontuosa, che finalmente dimostra il teorema: il potere emotivo della geometria è assoluto. Il put together, gli chevron, i fiammati: in una parola il Missonismo acquista un risalto 3D in questa magistrale collezione. 

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La linea INC.redible, forte del supporto di Nails Inc., approda in Sephora.

You Glow Jelly Highlighter – Gel Iridescente

Un innovativo illuminante dalla texture gel, perfetta per garantire un’applicazione facile e precisa, che può essere utilizzato come ultimo step della routine make-up o sul viso struccato per un effetto ancor più naturale e per conferire un delicato tocco di colore per mettere in risalto guance e zigomi.

Tonalità: Cosmicblut, Showglow, Peachout, Flockingfabu, Morefizz. 

Prezzo: 12,50€ – 9,35g

You Glow Girl Body Blur – Illuminanante per il corpo

Un illuminante dalla texture setosa e dalla formula no transfer che elimina le imperfezioni uniformando la pelle.

Tonalità: Glowfuel, Xglowsive, Globaldmin, Glowhild.

Prezzo: 15,90€ – 60ml

You Glow Girl Loose Pigment – Polvere libera effetto shimmer

Una polvere magica, scintillante come quella delle fate delle favole, da applicare su occhi, labbra e viso con un pennello o con i polpastrelli, ma senza il bisogno di alcuna bacchetta magica per ottenere una luminosità immediata e brillante.

Tonalità: Girl of the moment, Ready to be famous, Have I got your attention. 

Prezzo: 9,50€ – 7ml

Lid Slick Eye Pigment – Ombretti

Un ombretto leggero e semi compatto dal finish metallizzato. Applicalo sulle palpebre con le dita o con un pennello dedicato in più strati fino a ottenere l’intensità che desideri.

Tonalità: Daily Drams, Kinda care kinda, Just do you.

Prezzo: 11,90€ – 3g

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Good Day Jelly Spray – Primer spray

Arricchito con essenza di aloe vera, estratti di gelso bianco e caprifoglio giapponese, questo magico primer protegge la pelle dalle aggressioni quotidiane creando un vero e proprio 

Film tonificante e rinfrescante. Ideale per contrastare le minacce derivanti da impurità, stress e agenti atmosferici inquinanti, costituisce una valida schermatura anche contro la luce blu di pc e smartphone.

Prezzo: 14,90€ – 80ml

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Rollerbaby, The Original Rollerball Gloss – Gloss labbra

Choose Your Happy – una delicata nuance arricchita con olio di cocco super idratante e ideale per prendersi cura delle labbra screpolate. Rolling Like A Honey – una tonalità leggera, ai sentori di pesca, arricchita con collagene per labbra ancor più carnose e un volume mai visto prima. One Cool Time – naturale, quasi impercettibile, non fosse per quella fragranza appena accennata di menta… Arricchito con olio di avocado, nutre le labbra in profondità restituendo loro tonicità ed elasticità. 
Prezzo: 9,90€ – 1,3g – Disponibile in 3 tonalità

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Listen Hard Girl – Gloss mat

Dedicato a chi ama osare esagerato come il mood di questa nuova decade… Fluo, ultra pigmentato, ansioso di divenire il complemento di ogni nuovo look. Tendenza allo stato puro! Un burro mat, ultra confortevole e ultra saturo da applicare in un unico gesto. Coprenza assoluta garantita. 

Tonalità: I’m hot RN, She’s arrived.

Prezzo: 11,90€ – 3g

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Glittergasm Lip Topper – Rossetto

Paillettate che più paillettate non si può! Arricchite con vitamina E, per proteggere, nutrire e idratare le labbra in profondità, queste 4 nuance iper brillanti sono qui per aiutarti ad accendere le tue notti.

Tonalità: Bring and open, Red hot, Right here, I’m a firecracker. 

Prezzo: 9,50€ – 7ml

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In A Dream World – Lucidalabbra trasparente

Un lucidalabbra trasparente e brillante ultra pigmentato? Sembra un paradosso, eppure esiste. 5 tonalità, ognuna con un proprio carattere, ognuna con il suo spirito selvaggio, pronta a giocare con i riflessi di luce per labbra sensazionalmente, naturalmente intense.

Tonalità: Unicorn, Mermaid Tan, Staying mad, Rainbowhoove, Turnmeup.

Prezzo: 7,90€ – 3,48ml

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Shook To The Core – Illuminante metallizzato occhi e labbra

Un illuminante per occhi e labbra dai brillanti toni metallici del viola elettrico. Saturo, shimmer, coprente e uniforme, modulabile all’infinito fino a ottenere l’intensità che sogni. 

Tonalità: I’m fairy extreme, Not your average, Off the hoof.

Prix: 9,50€ – 2,6ml

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Tri Harder – Gloss

Iniziare la giornata con un po’ di arcobaleno sulle labbra? Non sembra male. Brillante, solare, ultra pigmentata, ognuna delle tre nuance di Tri Harder gioca con toni luminosi, ma sempre con una piccola ombra in sottofondo… Contemporaneo e catching come pochi altri, questo gloss è il must have assoluto per chi desidera labbra straordinarie e multidimensionali.

Tonalità: Peach please, Grass Ceiling, On hold. 

Prezzo: 9,50€ – 3,57g

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Girl King, Storm Strobe Lip Paint

Tre tonalità stroboscopiche e ricche di olio di ricino per labbra ultra idratate, vellutate e sensuali come nessun’altra. 

Tonalità: Major player, Freakin’ fierce.

Prezzo: 9,50€ – 1,3g

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Le novità di INC.redible saranno disponibili in esclusiva presso gli store Sephora e sul sito sephora.it a partire da Gennaio 2020

La storia della pittrice Dora Carrington nel film di Christopher Hampton

Gli amori platonici non sono nuovi nell’Inghilterra primi ‘900; pensiamo al matrimonio tra Virginia Woolf, scrittrice lesbica, sposata a Leonard Woolf, editore omosessuale; nella Bloomsbury intellettuale non era così desueta la relazione tra amori impossibili, o meglio, impossibili da consumare fisicamente. 
Similare il caso della pittrice Dora Carrington, raccontato nel 1995 dal regista Christopher Hampton nel film “Carrington “, 2 premi al festival di Cannes tra cui “miglior attore” a J. Pryce.

Dora è un’artista vivace che dipinge per il piacere di farlo, non ha come fine ultimo la mostra o il denaro; è una ragazza dal fisico androgino e dal carattere irrequieto, e il suo motto è “libertà”. 
Scoprirà tardi i piaceri del sesso, rifiutando per quattro anni le avances fisiche del suo fidanzato di allora Mark Gertler, pittore inglese molto lodato dalla critica del tempo. Dora nel frattempo ha già conosciuto Lytton Strachey, scrittore, critico e saggista del gruppo di Bloomsbury, pacifista e omosessuale dichiarato. Lytton è un uomo barbuto, porta occhiali da gran pensatore, possiede la calma di un vecchio saggio, l’intelligenza del lettore e inevitabilmente Dora se ne innamorerà, lasciando Mark e iniziando, in una nuova casa, un periodo di promiscuità e triangoli amorosi. 


Nonostante le prime reticenze di Lytton, che pensa alla convivenza come causa della fine di tutti gli amori, i due andranno a convivere; negli anni susseguiranno le intermissioni di altri uomini a partire da Ralph Partridge, ex ufficiale tutto d’un pezzo che Dora sposerà per tenerlo legato a Lytton, per amor suo, al loro fianco nel viaggio di nozze a Venezia. 


In un percorso Ivoryano, nelle immense vallate di Brenan dove la pittrice ritrarrà i suoi uomini, irrompe una nuova figura maschile, si tratta di Gerald Brenan, romantico personaggio, amico di Ralph, che diviene presto amante di Dora. I tradimenti della pittrice sono solo accenni di una instabilità e di una fragilità che non tarderanno a presentarsi; gli uomini sono interscambiabili, le permettono di sentirsi viva e giovane, come nella relazione con Beacus Penrose, un aitante capitano che la prende con forza e con virilità, il primo a farle notare il suo lato maschiaccio, chiedendole di “indossare reggicalze e calze nere o testa di moro, per risaltare la forma delle gambe”. 


Tutti si innamorano di Dora, ma il suo cuore è rapito dallo spirito di Lytton, che morirà di cancro allo stomaco, lasciando Dora in una profonda depressione. Gli uomini che l’hanno amata vorranno salvarla ma lei, dopo un primo tentativo di suicidio, riuscirà a lasciare tutti con un colpo di pistola, raggiungendo Lytton in un luogo dove forse, il loro amore, potrà essere esclusivo, lontano dalla gelosia a cui nessuno dei due ha mai creduto. 

Claude Sautet vi racconta la donna in “Nelly e Monsieur Arnaud”

Nelly e Monsieur Arnaud”, un film di Claude Sautet


Nelly vende baguette, è di una bellezza dolce e sensuale, di quelle bellezze che vestono chi non sa d’esserne portatrice, difatti Nelly, come molte donne inconsapevoli, ha sposato un fannullone, un uomo che passa le giornate sul divano a guardare la tv, in attesa che la mogliettina torni a casa e adempia pure ai suoi obblighi da coniugata. 

Nelly presto riceve, da un conoscente di una sua cara amica, la somma di denaro che coprirà tutti i suoi debiti, come dono, come un regalo, un gesto di quelli che, anche alla più ingenua delle donzelle, lascia il punto di domanda e molti puntini di sospensione.

Il gentiluomo è un ex magistrato che ha avuto fortuna negli affari immobiliari, le proporrà di fargli da dattilografa, offrendole una fissa retribuzione, dettandole il libro che avrebbe sempre voluto scrivere e avendo così l’opportunità di starle accanto ogni giorno. Troverà il tempo di sedurla con lo sfoggio del potere, con le parole, con cene sontuose, con l’eleganza di un uomo d’altri tempi.

Alla bella Emmanuelle Béart hanno consegnato un copione bianco con moltissimi “OUI” e “NO”, detti a labbra serrate, alla francese, ma forse a lei basta presenziare in questa pellicola di Claude Sautet, che lascia alla donna il ruolo misterioso e magnetico, persuasivo e sfuggente.

Non uno dei suoi film migliori, ma di Sautet sappiamo che il silenzio è una componente onnipresente, nei suoi personaggi distaccati, introversi, guardinghi, come in Stéphane, il liutaio di “Un cuore in inverno”. 

Piuttosto noioso se non fosse per il magnetismo della Béart che ci attacca allo schermo a seguire ogni suo movimento, e per una scena rivelatrice che Sautet descrive in maniera eccellente: 

Una sera Nelly e Monsieur Arnaud cenano insieme in un ristorante stellato, l’età media della clientela è molto alta e la ragazza non passa certo inosservata accanto all’anziano signore, che tutti conoscono per fama. Lei indossa un tubino nero, degli orecchini di perle e un disinvolto chignon (ça va sans dire); l’alcool, uno Chateau d’Yquem del ’61, fa il suo gioco, e i due si ritrovano a flirtare scherzosamente per le insistenti occhiate dai tavoli vicini: tutti pensano che lei sia una prostituta e questo la diverte. 
Salutato Monsieur Arnaud, Nelly chiama in piena notte l’uomo che da tempo la corteggia, l’editore di Arnaud, a cui, fino a quella sera, non si era mai concessa, e si lascia andare ad un gioco che era già stato iniziato da un altro uomo.

Ecco, questa scena descrive perfettamente la donna dal punto di vista della donna, le bugie, le contraddizioni, i capricci, i desideri. Nelly sa che può trovare un corteggiamento antico, maturo ed elegante da Mr Arnuad e sa che può rivelare il suo lato istintivo con Vincent, l’editore, che l’accoglierà con l’ardore di un giovanotto. Nelly, dopo aver lasciato il marito, prende tutto, ma dovrà fare i conti con i sentimenti, quelli che fanno radici con lo stesso silenzio con cui lei si burla degli altri, per poi fare rumore quando sta per perderli. 

Mezzo milione di mascherine dalla Cina all’Italia grazie a FederlegnoArredo, Salone del Mobile.Milano e VNU Exhibition Asia.

Mezzo milione di mascherine dalla Cina all’Italia grazie a FederlegnoArredo, Salone del Mobile.Milano e VNU Exhibition Asia.
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 FederlegnoArredo e Salone del Mobile.Milano, con il fondamentale supporto di VNU Exhibition Asia (organizzatore insieme a FLA China del Salone del Mobile.Milano Shanghai), grazie alla mobilitazione di tutto il mondo del design e dell’industria dell’arredo cinese hanno raccolto presso l’Ambasciata di Pechino 545.000 mascherine (di tipo chirurgico e di tipo FFP2, FFP3, KN95 e N95), che verranno consegnate alla Croce Rossa Italiana, che si occuperà di distribuirle nelle strutture più bisognose di supporto immediato.Con questo gesto, FederlegnoArredo, Salone del Mobile.Milano e VNU Exhibition Asia, vogliono ribadire che solo con l’aiuto reciproco e l’unione delle forze è possibile vincere le sfide e i pericoli dei nostri tempi e che ogni contributo assume un’importanza enorme e un valore umano altissimo nella complessa battaglia contro il contagio da COVID-19 che sta straziando il mondo intero e, oggi, in particolare l’Italia, da sempre amica della Cina e da cui il governo cinese ha ricevuto fin da subito sostegno, assistenza e aiuto quando l’epidemia si è propagata nella provincia di Hubei.L’industria del mobile e del design italiano, negli ultimi 20 anni ha raggiunto risultati incredibili in Cina e ciò è stato possibile anche grazie alle profonde relazioni e all’amicizia tra operatori italiani e cinesi. Questa iniziativa, coordinata da VNU Exhibition Asia, non è, dunque, solo un preziosissimo gesto di amicizia e un modo per aiutare l’Italia in questo delicato momento, ma esprime anche il desiderio e l’auspicio di poter tornare, tutti insieme, al più presto, al lavoro per proseguire a sviluppare e rafforzare questa proficua collaborazione e raggiungere risultati ancora migliori per entrambe le nazioni.  

WHITE SAND SS 2020 COLLECTION

WHITE SAND SS 2020 COLLECTION

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White Sand, brand contemporaneo specializzato nella produzione di pantaloni nato nel cuore della Romagna, unisce neoclassicismo e innovazione e propone capi genderless pensati per chi è alla ricerca di un capo differente e senza tempo.

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Un brand che prende vita dalle mani di esperti artigiani, che grazie allo studio e alla ricerca delle influenze provenienti dall’Estremo Oriente, danno vita a capi innovativi dal gusto non tradizionale, che si lasciano ispirare dal territorio e si proiettano nel mondo, portando sul mercato un prodotto di ricerca e di qualità.

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Un racconto di stile e di un viaggio che parte dal Paese del Sol Levante e approda in Italia dove gusto e tradizione danno origine a capi smart casual, dal taglio morbido, caratterizzati da un estetica minimalista che cela dettagli che fanno la differenza.

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Per la stagione SS 20 la proposta di pantaloni donna è molto articolata; in collezione troviamo modelli dal taglio più classico e regular con fondo più o meno aderente, pantaloni dal fit più largo e morbido come i pantaloni a palazzo o i jogger, fino ad arrivare ai bermuda.

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I capi sono proposti in tessuti leggeri, non mancano proposte nel classico denim o di tendenza, come il laminato. La palette colori è molto ampia, in collezione troviamo proposte tinta unita nei colori più classici come il bianco, il beige o il caramello, o pantaloni con stampe o fantasie, come le righe, il fiori, le palme, il maculato, alcuni con applicazioni di particolari ricami, fino ad arrivare a tonalità più accese come l’arancione, il blu o il lime e i classici colori pastello.

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In collezione sono presenti anche alcune proposte di gonne dal taglio più o meno lungo; mini, gonne lunghezza ginocchio, dalla vestibilità più o meno aderente, fino ad arrivare a modelli dal taglio più ampio e over, lunghe fino ai piedi.

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La collezione uomo è anch’essa composta da svariati modelli; troviamo i classici pantaloni chino dalla vestibilità asciutta e adatti per ogni look, i pantaloni cargo, evergreen e capo che non può mancare nel guardaroba di un uomo, fino ad arrivare a bermuda e boxer mare, proposti in due varianti diverse di lunghezza, sopra e sotto il ginocchio.

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I tessuti sono i leggeri, spazio al cotone, tessuti tecnici e al denim, basic, lavato, ricamato o personalizzato da pennellate effetto neon.
La palette colori è varia; partiamo dai colori classici e irrinunciabili della stagione estiva come l’azzurro, il bianco, il beige, il verde militare, fino ad arrivare a fantasie, come la stampe animalier, tropical, le righe, i quadretti, il camouflage.

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Tratto distintivo del brand e dettaglio che ritroviamo sia nelle proposte uomo che donna, la famosa chiusura del pantalone con laccio in tessuto, che sta ad evidenziare la grande cura dei dettagli e la pietra nera che ritroviamo cucito a lato di ogni pantalone.

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Una collezione quella di White Sand, di capi innovativi adatti a chi ama rompere gli schemi.

CHIARA BONI contro il Coronavirus

CHIARA BONI contro il Coronavirus 

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#SmileforItaly

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Chiara Boni per dare supporto a chi sta dedicando la sua vita, il suo tempo e le sue forze nella lotta al COVID-19 lancia una t-shirt Limited Edition unisex “Smile for Italy”. 

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La t-shirt sarà venduta in esclusiva online su chiaraboni.com. A dare voce al progetto ci sono già tante amiche di Chiara Boni e del suo Brand, come Nancy Brilli, Caterina Balivo, Natasha Stefanenko tra le altre.

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L’intero ricavato proveniente dalla Limited Edition “Smile for Italy” andrà a favore di ASST LOMBARDIA -Associazione di Aziende Socio Sanitarie Territoriali della Regione Lombardia, alla quale fanno capo tutte le strutture sanitarie lombarde. 

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Oltre al contributo che è possibile dare con l’acquisto della maglietta, Chiara Boni invita a sostenere la causa e fare una donazione direttamente all’Ente, attraverso il codice IBAN IT76P0306909790100000300089 – BIC BCITITMM con la causale: “Regione Lombardia – Sostegno emergenza Coronavirus”.

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Nel particolare momento storico che stiamo vivendo, vogliamo dare anche noi dare il nostro contributo.” dichiara Chiara Boni “Io ed il mio socio Maurizio Germanetti riteniamo fondamentale rimanere uniti nella lotta contro un nemico comune, soprattutto a sostegno di chi è in prima linea a fronteggiarlo ogni giorno!”

I MUST DI DEBORAH MILANO PER CREARE IL NAIL LOOK PERFETTO!

MANICURE FAI DA TE
I MUST DI DEBORAH MILANO PER CREARE IL NAIL LOOK PERFETTO!

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ON THE GO CUTICLE GEL

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Gel emolliente, idrata le cuticole ammorbidendole e rendendone più facile la rimozione. La sua texture è formulata con un mix di olii vegetali ed estratto di argan e svolge un’azione idratante e rivitalizzante sull’unghia. Con pratico pennello applicatore. Dermatologicamente testato.
Prezzo: € 6

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SMALTO TRATTAMENTO MULTIAZIONE 5IN1

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Un trattamento che unisce 5 azioni in un unico prodotto: indurisce, rafforza, leviga, sbianca e rende le unghie più brillanti. La sua formula è arricchita con derivati di vitamina a ed e ed olio di argan, ad azione idratante, fortificante e antiossidante. Da utilizzare sia come base che come top coat. Prezzo: € 9

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BASE FORMULA PURA

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Il trattamento base coat di Deborah Milano Formula Pura ha una formula esclusiva sviluppata dai Laboratori Deborah Group composta fino all’ 80% da materie prime e solventi di origine naturale derivanti da grano, cereali, patata, uniti a resine specifiche che conferiscono alla manicure lucentezza e lunga durata.

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La sua texture crea, inoltre, un film in grado di resistere contro le aggressioni quotidiane e garantisce un’asciugatura rapida.
Formulati rigorosamente senza Formaldeide, Toluene, DBP e Canfora.
Prezzo: € 7

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PLUMPING EFFECT TOP COAT

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Top coat dalla brillantezza a specchio e dal sorprendente effetto plumping. Il suo finish ultra glossato assicura alla manicure un effetto ultra lucido effetto gel like, senza l’utilizzo di lampada UV. Grazie al suo maxi pennello in dotazione, la sua applicazione sarà facilissima e impeccabile. Prezzo: € 6

PROMEDIAL E I SEGRETI DI BELLEZZA

CONFERENCE CALL E PARTY ONLINE CON GLI AMICI?
Scopri il segreto di Promedial per apparire al meglio in videocamera, in soli 3 minuti!

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In questi giorni a casa, sono sempre più frequenti video call di lavoro e party online con gli amici; le dirette sui social poi sono il trend del momento! Per apparire al meglio davanti allo schermo, evitando lo sgradevole effetto “pelle lucida” o rossori in videocamera, bastano 3 minuti: la Maschera Velo Idratazione Intensiva, grazie all’elevato contenuto di Acido Ialuronico, garantisce un effetto idratante e lenitivo immediato, per una pelle visibilmente morbida e setosa –anche in video!

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Promedial
MASCHERA VELO IDRATAZIONE INTENSIVA
4 bustine – Prezzo €24.90

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La Maschera Velo Promedial in soli 3 minuti fornisce alla pelle il
nutrimento di cui ha bisogno: la maschera ha un effetto
immediatamente visibile grazie al suo elevato contenuto di acido
ialuronico, alleato perfetto contro la disidratazione e i rossori
temporanei, per un effetto idratante e lenitivo immediato.
La confezione contiene 4 bustine monouso realizzate nello speciale
tessuto di cotone naturale che, aderendo perfettamente alla pelle,
permette una profonda penetrazione del siero rendendo la pelle
morbida ed idratata.
Beauty tips: applicare la maschera sul viso dopo la detersione;
tenerla in posa per 3 minuti e poi rimuoverla, stendendo la lozione
rimanente su viso e collo.
Ideale per lenire i rossori della pelle.

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I prodotti Promedial sono disponibili su promedial.it e in farmacia.

AMERICAN VINTAGE E LA LINEA DI CARPETS SPECIALI E RECYCLED

AMERICAN VINTAGE E L’ARTIGIANALITÀ DEL MOYEN ATLAS – IN MAROCCO – PER UNA LINEA DI CARPETS SPECIALI E RECYCLED

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IN MOSTRA E IN VENDITA A PARIGI DAL 26 AL 29 MARZO

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American Vintage, le tessitrici che trasformano gli stock di tessuto in tappeti

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È nel cuore del Marocco, nel Medio Atlante, che American Vintage ha posato le sue valigie. Qui, una cooperativa di donne ridona vita agli stock di vestiti invenduti e agli scarti dei tessuti del brand per trasformarli in tappeti tradizionali. Queste creazioni uniche saranno vendute durante una mostra, in programma dal 26 al 29 marzo a Parigi.

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Dall’anno della sua fondazione, nel 2005, American Vintage ha lavorato con numerose aziende e molti produttori di tessuti. Dopo oltre 30 collezioni, il marchio di Marsiglia ha a disposizione, nei suoi magazzini, un numero considerevole di tessuti non utilizzati, tra collezioni passate, scarti e prototipi. Una cosa che lo accomuna alla maggior parte dei player del pret à porter.

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Upcycling

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È possibile rivalorizzare queste materie? Donare loro una seconda vita?

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Questo è il progetto di American Vintage, che nella primavera 2020 collabora con una cooperativa di donne tessitrici del Medio Atlante. Lì le loro mani esperte trasformano i tessuti che non servono più… in tappeti. Un’iniziativa ecologica e sostenibile che mette in luce il savoir faire antico di queste artigiane per offrirlo ai clienti del brand.

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Tessitura “boucherouite”

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Realizzato storicamente per isolare le case berbere dal freddo, il tappeto boucherouite è creato con pezzi di tessuti usurati e vecchi, annodati da cui nascono motivi geometrici, astratti e ipercolorati. Riscoperto in occidente da una decina d’anni, il successo del tappeto boucherouite è fuori discussione: è diventato un pezzo amatissimo dagli intenditori, che lo mettono a terra e spesso lo appendono al muro come una vera opera d’arte.

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Per American Vintage è dunque questa tecnica tradizionale di confezione del tappeto boucherouite degli artigiani marocchini che è stata utilizzata per immaginare una linea di tappeti riciclati e riutilizzati.

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Le spose di Melania Fumiko


In “La sirène du Mississipi” di François Truffaut, Julie ne indossa uno casto, dalle linee semplici, fattezze usate per confondere la vittima; in “Melancholia” di Lars von Trier è avvolto da veli che fluttuano nell’acqua, citazione a Ophelia di Millais; mentre “La bisbetica domata” di Zeffirelli (tratto dall’opera di Shakespeare) ne veste uno con ampiezze cinquecentesche e i colori che fanno brillare gli occhi viola di Elisazeth Taylor. Stiamo parlando dell’abito da sposa, quell’oggetto che ha il compito di rapire al primo sguardo, come una Sirena fa col suo canto.

Melania Fumiko, giovane brand della designer omonima, presenta una collezione dedicata agli abiti da cerimonia e da gran sera, e una linea Sposa “Yuki”, dallo stile elegante, sobrio, raffinato, capi sartoriali che rispondono alle esigenze e ai gusti di ciascuna futura sposa, per rendere il loro giorno indimenticabile e ricco di bellissimi ricordi.

La Collezione Yuki, che nella lingua giapponese significa “neve”, raccoglie tutti gli elementi dei numerosi viaggi della designer, e racconta la ricerca di una perfezione graziosa e rispettosa della donna, rispettosa di un’estetica femminile e raffinata.
I tessuti sono i veri gioielli della linea: sete di kimono antichi, ikat turchi tinti a mano, sete vegetali marocchine, pizzi o piccole perle giapponesi; ciascuno di essi porta con sé una storia diversa.

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Melania Fumiko Benassi, la stilista italo-americana completa il lavoro di ricerca con una collezione di alta gioielleria, che risponde ai valori di riflessione e dedizione che hanno spinto la nascita del marchio nel 2015. Una bellezza armoniosa e in perfetto equilibrio che si sposa con la filosofia zen, gioielli in oro bianco, giallo e rosa 18 carati. Realizzati a mano, con pavé di pietre preziose, zaffiri gialli, smeraldi, diamanti che rappresentano la foglia di Ginkgo Biloba, simbolo della maison e sinonimo di rinascita, vitalità, immutabilità delle cose.

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L’atelier milanese di Melania Fumiko è sito nel cuore della città, in Via Chiossetto 10, a pochi passi da piazza San Babila e dal Quadrilatero della moda.

Come affrontare la quarantena. I consigli di 6 influencer

GLI INTERVENTI DI 6 INFLUENCER CON PSICOLOGI, PERSONAL COACH, SCRITTORI, IMPRENDITORI

Si dice che la disperazione crei delle occasioni, o forse è meglio dire che nella disperazione c’è chi sa utilizzare le proprie risorse per trovare soluzioni al problema. 
L’emergenza Coronavirus sta colpendo tutti, indistintamente, tutti i mestieri, tutte le classi sociali, tutte le razze, ed è inevitabile che in momenti come questi emergano le persone in grado di fare qualcosa di utile, mentre la massa rimane nell’ombra. Anche i social network fanno sentire la loro voce, luogo in cui le tendenze, fino a ieri, volgevano al brutto, al volgare, al superficiale. I social network, frittata di influencer che si pasticciano il corpo mostrando solo una reale assenza di contenuto che è diventata una moda, oggi paiono rifiorire. E siamo certi che ci sarà da domani una inversione di tendenze, una nuova primavera che guarda al bello, al contenuto di qualità, alla condivisione intelligente e matura. E allora chi ha qualcosa da dire finalmente oggi può contribuire alla causa ognuno con le proprie velleità; quindi non solo tutorial che mostrano come inserire un bottone dentro un’asola, ma interventi concreti con psicologi, sportivi, imprenditori

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Dall’agenzia Venicemesh 6 influencer hanno cercato di dare il proprio contributo intelligente per alleggerire questi giorni di quarantena forzata. Abbiamo fatto una chiacchierata con ciascuno di loro: c’è chi ha discusso con psicoterapeuti che danno consigli alle coppie su come affrontare le distanze obbligate; chi ha registrato interventi con agricoltori che hanno mostrato le reali difficoltà del settore e le misure da adottare; ci sono studenti costretti a utilizzare nuovi metodi di studio per portare avanti tesi ed esami, e sportivi senza attrezzi che si ingegnano nella creazioni di strumenti per l’allenamento. 

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6 personalità diverse, 6 mestieri diversi, 6 modi di sfruttare al meglio il nostro tempo e trasformarlo da difficoltà a risorsa. 

Ambra Ronconi @ab_ambra 

Ambra è una psicologa ipnoterapeuta che durante la quarantena ha avuto modo di fare una chiacchierata con una collega psicoterapeuta familiare. 

Qui alcuni consigli per coppie e famiglie, a partire dal servizio gratuito che offre l’ordine degli psicologi, disponibili per video-chiamate e assistenza in un periodo di forte stress. 

Per la coppia che vive nella stessa casa:

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  • Rispettare gli spazi: “imparare a bussare”, accettare i momenti della giornata in cui ciascuno dedica il proprio tempo in linea alle esigenze e ai gusti. Gli spazi sono intesi come “aria vitale” dell’individuo.
  • Ritagliare i momenti di condivisione: decidere insieme lo spazio della giornata in cui concedersi tempo, può essere una cena, il momento del pranzo, la visione di un film insieme.

    Per le coppie distanti: 
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  • Prima regola: Congelare ogni sorta di conflitto
    Per le coppie separate in questo momento è opportuno non rimuginare il passato, perchè non potersi vedere e risolvere quindi la questione vis a vis, porta a rancori e accumuli di rabbia. 
  • Non colpevolizzare l’altro: Evitiamo frasi del tipo “Tu hai detto … Tu hai fatto”, sostituendole con “Io mi sento…” Raccontiamoci imparando a cambiare la prospettiva dello stare insieme, raccontiamoci per conoscerci.
  • Condivisione: possiamo fare delle video-chiamate che accorciano le distanze, vedere delle serie tv nello stesso momento per poi discuterne, leggere un libro insieme e parlare dei temi, cenare insieme in video-chiamata, per rendere la vita di coppia il più normale possibile. 
    La condivisione nella coppia è fondamentale e rinforza il rapporto. Un buon dialogo è un ottimo inizio. 

    Consigli su come affrontare l’epidemia:
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  • Seguire le informazioni da fonti attendibili, evitare le fake news, che creano ansia e smarrimento.
  • Strutturare la giornata in modo che la settimana sia una settimana lavorativa, quindi mettere la sveglia, lavarsi, truccarsi, vestirsi esattamente come se ci si appropinquasse al luogo di lavoro. Tenere il pigiama tutto il giorno allunga la percezione del tempo e ci si affatica più facilmente. Organizzare il tempo significa anche concedersi il riposo, per cui il fine settimana è dedicato al relax.
  • Gestire la fame: avere molto tempo a disposizione porta alla noia, che crea spazi vuoti spesso riempiti dalla corsa al frigorifero. Impariamo a controllare la fame e a regalarci solo piccoli sfizi all’ora dello snack, una volta al giorno. 
  • Tenere un diario. Questo consiglio è valido soprattutto per le persone ansiose. Permette di scaricare tensione e di allenare la mente all’operazione; è inoltre un valido modo per imparare a conoscerci meglio e più profondamente.

Gloria Bombarda @gloriabombarda
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Gloria ci porta nel mondo dei libri insieme alla scrittrice Felicia Kingsley.
Per Gloria i libri sono come un biglietto gratis per fare il giro del mondo. Leggere permette di viaggiare con la fantasia senza limiti di spazio. In questo periodo sta leggendo “Un albero cresce a Brooklyn”, della scrittrice statunitense Betty Smith, una New York inizi ‘900 dove i piccoli negozianti, il macellaio di fiducia, il barbiere, le bancarelle, sono i luoghi abitudinari che creano l’atmosfera del romanzo.
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E allora il consiglio è quello di essere positivi e leggere libri che aiutino a questa attitudine, un modo valido per concedersi distrazione e momenti di gioia.
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E-book o cartaceo? 
Qui sta a voi, c’è il classicista che ama ancora sentire il profumo della carta e tastarne la ruvidezza tra le mani; avere il piacere di sottolineare le frasi che tornerà a leggere chissà quando nella vita, scrivere degli appunti a margine, collezionare pezzi della propria crescita intellettuale/culturale. 
In questo caso aiutiamo le piccole librerie, che in alcuni paesi fanno anche consegne a domicilio. 
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Per gli spiriti innovativi, gli e-book sono un’ottima soluzione risparmio. Costano meno, non occupano spazio, e soprattutto sono soggetti a continue promozioni. 
Essere una booklover, ci confida Gloria, avvicina ai follower e crea un legame di credibilità e durevolezza.Previous

Paola Bettinaglio @paola_bet 
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Paola ha tenuto una diretta Instagram con Elisa Vianello, che si occupa di psicologia infantile e psicoterapia.
Il tema è la filmografia, in che modo influenzano le pellicole in questo momento di difficoltà e panico e i consigli sui film da vedere. 

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NO: ai film che argomentano guerra e pandemie, rischiano solo di creare ansie e preoccupazioni. Tutte le informazioni che la nostra mente raccoglie durante la visione, le portiamo a letto con il rischio di creare disturbo al sonno. 
SI: alle commedie, ai film leggeri e a quelli che ci riportano all’infanzia. Italia 1 a questo proposito ha inserito nel palinsesto tutta la Saga di Harry Potter.
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Consigli utili: l’App SimulWatch è la nuova applicazione che permette di trovare in modo semplice, all’interno di un sistema di ricerca avanzata, tutti i migliori film in streaming disponibili sulle principali piattaforme quali Netflix, Infinity, CHILI; Amazon Prime Video, iTunes, Rakuten, Google Movie. La cosa divertente è che gli utenti possono chattare tra di loro e commentare i film in diretta!Previous

Andrea Dal Corso @andreadalcorso

Lo ricordiamo tutti nel ruolo di corteggiatore a Uomini e Donne, ma Andrea Dal Corso è anche uno spumantista, cioè colui che si occupa della produzione di vini spumanti. E la chiusura di ristoranti, e grandi catene alberghiere ha vanificato gli sforzi di aziende i cui prodotti vanno deteriorandosi, come per alcuni vini il cui consiglio è quello di berli entro breve tempo per mantenere gli standard di qualità e gusto. Per fortuna, ci confida Andrea, gli e-commerce stanno di contro, alzandosi in richiesta, come rivela Tannico, l’enoteca online di vini italiani più grande al mondo

E il made in Italy è l’altro tema su cui Andrea pone l’attenzione, consapevole di essere un portavoce digitale e di avere la possibilità, se non altro, di influenzare in maniere consapevole e utile le masse che lo seguono, i follower. 
Le aziende vinicole si stanno rendendo conto che il passaggio immediato dalla vendita usuale a quella alternativa, cade sui social network, la comunicazione diventa digitale, gli influencer diventano il mezzo per vendere, il tramite con cui comunicare un prodotto in maniera diversa e innovativa. 

Consigli: prediligete vini italiani, Lugana, Chiaretto, Prosecco… Mai come ora serve aiutare il nostro paese a una rinascita più florida. Inoltre non siamo secondi a nessuno in fatto di vini!

Dove acquistare: Www.cortilia.it è il selezionatore dei migliori prodotti italiani dove poter far la spesa online, e dove trovare frutta, verdura, carni, pesce, pasta, uova, scelti da produttori amanti della natura e del nostro territorio. 

Anselmo Prestini @anselmoprestini_

Come vive uno studente ai tempi del Coronavirus? Come organizza la sua giornata in assenza delle lezioni in aula? Ci risponde Anselmo, 24 anni, studente all’ultimo anno di magistrale allo IULM. 
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Se pensavate di trovare un allievo allo sbaraglio che festeggia l’assenza di esami vi sbagliavate: Anselmo è lo studente modello, studia come ogni mattina, ascolta la lezione dal pc dove dall’altra parte dello schermo si collega il professore, oltre ad altri 70 ragazzi che nel frattempo mangiano, giocano col gatto, fanno una partita alla PlayStation. Perchè perdere la concentrazione è un attimo, e a questo proposito viene in soccorso Carlo Merlipsicologo e psicoterapeuta che ci porta all’attenzione della “tecnica del pomodoro“, ovvero quell’oggetto che funge da timer in cui calcolare 20 minuti di totale concentrazione, per poi concedersi 5 minuti di pausa.
E’ un tecnica efficace inventata da Francesco Cirillo, sviluppatore di software e utlizzata da molti imprenditori di successo.Previous

Federico Corvi @federicocorvi

Federico è una di quelle anime avventuriere e spericolate che scelgono lo sport come stile di vita. Federico è uno sciatore professionista del mondo freeride, quei matti che piroettano sulla neve ad altezze folli e una personalità simile non poteva che farci divertire con la sua creatività: infatti, non potendosi allenare nella sua palestra ed essendo costretto alla quarantena a Cortina d’Ampezzo, tra monti e vallate, Federico si è costruito una palestra con le sue mani. 

Attrezzi alla Flintstones, ciocchi di legno come pesi di un bilanciere uniti da una lunga trave, anch’essa di legno; corde fatte di spaghi con un sasso legato al centro che faccia da peso; bottiglie d’acqua per i bicipiti; allenamento su per le montagne trainando una carriola carica, Federico non si ferma e di diverte a creare con la fantasia. 
Federico Colli, tecnico federale di sci alpino e suo preparatore atletico, gli ricorda che alle porte lo aspettano le gare e che è importante mantenere la forza fisica.

Consigli: se non avete una palestra in casa, usate la fantasia e create pesi con i mezzi disponibili

Se avete uno spazio tipo un piazzale, fate dei segni con dello scotch a terra e allenatevi con scatti, percorsi e attività aerobica. Bastano 40 metri quadri. 
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MINT