Salone del Mobile 2017: Objets Nomades di Louis Vuitton

Si conclude oggi la mostra organizzata da Louis Vuitton a Palazzo Bocconi, Milano, meta obbligata durante il Salone del Mobile 2017. In un suggestivo percorso tematico che si snoda dal viaggio, la maison del lusso crea oggetti preziosi che parlano di nomadismo e suggestioni coloniali: si intitola Objets nomades l’esposizione, inaugurata lo scorso 4 aprile in corso Venezia 48. Un percorso iniziato nel 2011, che oggi annovera tra i designer coinvolti anche India Mahdavi e Tokujin Yoshioka, che firmano pezzi unici, riservati a clienti illustri, a partire dall’esploratore Pierre Savorgnan de Brazza, che nel lontano 1874 chiese di realizzare un baule letto. Seguirono il primo baule-armadio verticale, il baule altare, il baule doccia e quello per il servizio da tè creato nel 1926 per il maharaja Sayyaji Rao Gaekwad III. Edizioni limitate che oggi sono firmate da designer provenienti da tutto il mondo, come Atelier Oï, Maarten Baas, Barber and Osgerby, Fratelli Campana, Damien Langlois-Meurinne, Nendo, Gwenaël Nicolas, Raw Edges, Patricia Urquiola, Marcel Wanders. La collezione Objets nomades conta in tutto 25 pezzi, tra cui sedie e sofa a dondolo, sgabelli pieghevoli, divani, amache. Ogni oggetto è realizzato in materiali pregiati da mastri artigiani. “Sono una nomade”, ha dichiarato India Mahdavi, la designer irano-egiziano protagonista della mostra, sposando pienamente la filosofia del percorso tematico. “Sono cresciuta così, spostandomi da un paese all’altro”. Tanti i designer che hanno fatto parte del progetto di Louis Vuitton. “Stiamo tutti esplorando cosa significhi essere nomade”, ha commentato la designer spagnola Patricia Urquiola, altra firma illustre del progetto.

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