77mo Festival del Cinema di Venezia, “Miss Marx”




Miss Marx 77mo Festival del Cinema di Venezia

Essere figlia è un difficile mestiere, essere figlia di un grande uomo politico ha l’aggravio della responsabilità d’esserne all’altezza, soprattutto quando questo padre si chiama Karl Marx. 
Se tutti conoscono le sue filosofie politiche, pochi sanno delle sue filosofie private, quelle della sfera sentimentale e familiare che, nel film di Susanna Nicchiarelli “Miss Marx” vengono alla luce attraverso la straordinaria interpretazione di Romola Garai. La Garai interpreta Eleanor Marx, quartogenita di Karl e Jenny von Westphalen, una donna che ha dedicato la sua esistenza agli altri, seguendo la scia del capofamiglia che per lei aveva una evidente predilezione “Tussy sono io”, diceva. 



Tussy, così affettuosamente chiamata dagli amici, era colta, amava il teatro shakespereano, possedeva uno spirito forte tendente al sacrificio “Ho dedicato la mia vita agli altri”, dirà in una scena “ora è il momento che mi goda anche la mia”, ma soprattutto aveva innato il senso di giustizia ed empatia, che l’hanno spinta, fino alla fine dei suoi giorni, a lottare per la classe operaia, per il suffragio universale, per l’abolizione del lavoro minorile nelle fabbriche.



Nella lotta al cambiamento, Eleanor lotta anche con se stessa, cercando di trasformare abitudini e pensieri; quando incontra Edward, suo complice nella vita politica e in quella privata, Eleanor si trova costretta a fare i conti con il carattere egoista e privo di morale del compagno. Un uomo che non può sposare perchè già precedentemente ammogliato, un farfallone, un menzognero che non ha alcun senso del denaro e che sperpera comprandole mazzi di fiori e viaggiando lontano da casa con qualche amante di turno.



Con la sua apparente incongruenza tra dimensione pubblica e privata, la storia di Eleanor Marx apre un abisso sulla complessità dell’animo umano, sulla fragilità delle illusioni e sulla tossicità di certe relazioni sentimentali”, spiega la Nicchiarelli. “Raccontarne la vita vuol dire parlare di temi talmente moderni da essere ancora oggi, oltre un secolo dopo, rivoluzionari. In un momento in cui la questione dell’emancipazione è più che mai centrale, la vicenda di Eleanor ne delinea tutte le difficoltà e le contraddizioni: contraddizioni, credo, più che mai attuali per cercare di afferrare alcuni tratti dell’epoca che stiamo vivendo”. 


In Concorso per il Leone d’Oro di questa 77ma edizione del Festival del Cinema, “Miss Marx” parla a tutte le donne che hanno subìto ingiustizie, nel lavoro, nella vita privata, in ambito familiare; a quelle donne che hanno dovuto accettare, per amore, la degradazione e la mancanza di rispetto, a chi, allo stesso modo, ha dovuto abbassarsi a tanto per portare a casa il pezzo di pane. E’ dedicato a chi ha lottato e chi ha creduto che qualcosa sarebbe cambiato, a quelle donne che, nell’unione, si sono fatte forza per migliorare non solo la propria posizione, ma quella di tutte noi presenti, oggi. 

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