“Mainstream” di Gia Coppola al Festival del Cinema di Venezia 77


“Mainstream” – Venezia 77

Altra Coppola dei Coppola cineasti, Gia racconta al pubblico di questo 77mo Festival del Cinema di Venezia la nostra società ai tempi dei social network. Un film per tutti che è specchio del disagio sociale, della vanità inutile e vuota, della corsa ad una felicità che dura il tempo di un like. 
Attraverso i due protagonisti “Link” e “Frankie”, Gia Coppola ci racconta la vorace energia creatrice e distruttiva, quella di Link, e la lucida introspezione della malinconica Frankie, che incontra Link per caso mentre, travestito da animale peloso, si guadagna da vivere fuori da un centro commerciale. 
In Link vede anzitutto una ricerca di verità, senza compromessi, senza mezzi termini. Sarà lui nelle prime scene a urlare “Eat Art” al pubblico passante, “Mangiate Arte”, anziché acquistare sciocchezze in un fast fashion. E’ a lui che chiederà di “posare” nei suoi video naturali che posta su Youtube, video che ottengono visualizzazioni grazie alla spontaneità e all’attitudine diretta e sprezzante del protagonista, interpretato da un vulcanico Andrew Garfield, un misterioso ragazzo che denuncia la piccineria a cui i social ci avvicinano. 


Vorreste avere tutto e non capire niente, o capire tutto e non avere niente?”, questa è la domanda che pone ai suoi follower. “Il tuo telefono o la tua dignità?” Contrasti forti che espone worldwide mentre i suoi numeri crescono esponenzialmente e mentre la trasformazione avviene, anche in lui che tanto disprezzava la corsa alla fama e ai like. Il sistema lo inghiottisce, diviene vittima della spazzatura che allontanava, la vanità prende il sopravvento, fino a quando un tragico episodio mette tutti di fronte al reale problema dei social network, degli haters, dei bulli da tastiera. 

Interessante spaccato dei tempi moderni, “Mainstream” di Gia Coppola si pone volutamente grottesco, utile per spiegare la generazione kitsch di buonannulla, volgari perchè ignoranti, satiricamente rappresentati nel film da generi disparati di influencer tra cui compare un trans make up artist, un bambino travestito da donna, una sciocca esibizionista che inneggia alla vanità nel nome del signore. Nessun bagaglio culturale, nessun ideale, solo puro materialismo ed esasperazione dell’ego. Una serie di influencer che dibattono con Link senza riuscire ad argomentare le loro risposte, ma solo sbandierando enormi unghie colorate o alzandosi dal posto con sprezzo e distacco. Una vita fasulla rinchiusa in un iphone, mentre il vero godimento è lì fuori, dove la vita vera respira di alberi, amicizie, amori, debolezze di cui non vergognarsi, sconfitte e gioie vere. 
Chi recita sui social e chi è il vero purista? “Mainstream” lascia la risposta a tutti noi fruitori di social network. 

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