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Ennio Morricone: il Maestro premio Oscar

“Devo cercare di realizzare una colonna sonora che piaccia sia al regista, sia al pubblico, ma soprattutto deve piacere anche a me, perché altrimenti non sono contento. Io devo essere contento prima del regista. Non posso tradire la mia musica”, affermò Ennio Morricone durante la cerimonia di assegnazione della stella a lui dedicata nella Hollywood Walk of Fame, il 16 febbraio scorso.

Sarebbe davvero difficile scrivere del Maestro, tralasciando ogni coinvolgimento emotivo. Morricone è un virtuoso. È eclettico. Sospinge attraverso i suoi capolavori, ogni ascoltatore in un turbine di emozioni.

Il suo approccio alla musica appare più sentimentale che tecnico. È viscerale e coinvolgente al contempo.

Ennio Morricone, classe 1928, ha scritto musiche per più di cinquecento film, sessanta della quale vincitori di premi. Ha collaborato con geni del cinema internazionale come Sergio Leone designando il successo della serie spaghetti-western o Quentin Tarantino, grazie alla quale ha potuto alzare al cielo per la seconda volta l’Oscar per la colonna sonora di “The Hateful Eigh”.

La prima colonna sonora che scrisse per Leone, suo compagno di classe alle elementari, fu per il film western “Per un pugno di dollari”, continuando poi con titoli celeberrimi come “Per qualche dollaro in più”, “C’era una volta il West”, “Il buono, il brutto e il cattivo” (nella quale inserì suoni realistici desunti dal regno animale) e “C’era una volta in America”, ultimo gangster-movie di Leone che segna la conclusione del sodalizio tra i due artisti.

 

Ennio Morricone dopo la premiazione come miglior colonna sonora per il film The Hateful Eight (fonte ecomy.it)

Ennio Morricone dopo la premiazione come miglior colonna sonora per il film The Hateful Eight (fonte ecomy.it)

 

 

L’originale e severo compositore italiano, che da piccolo voleva diventare medico e che proseguì gli studi diplomandosi in tromba nel Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, è riuscito a catalizzare l’attenzione sulle sue opere, mantenendo sempre distante la sua forte personalità dal suo lavoro.

Oltre cinquant’anni di carriera con nobili spartiti elaborati. Le sue opere hanno fatto piangere o tenuto con il fiato sospeso, hanno creato turbini irrazionali di sentimenti contrastanti.

Per “La leggenda del pianista sull’oceano” (pellicola del 1998 firmata da Giuseppe Tornatore),  il musicista e direttore d’orchestra italiano, impiegò circa un anno per elaborare la partitura.

Ma è con “Nuovo Cinema Paradiso” che il sodalizio tra Morricone e Tornatore esplode in tutto il suo clamore. La pellicola del 1988, ambientata tra Roma e Giancaldo (in realtà Palazzo Adriano, un borgo quattrocentesco in provincia di Palermo n.d.r.), è l’apoteosi stessa del tatto delicato che il compositore imprime nelle sue opere. Nuovo Cinema Paradiso è un’opera cinematografica struggente, poetica, come il lavoro del Maestro che ha elaborato in musica, l’originale e sentimentale opera di Tornatore.

Il lungo percorso lavorativo di Ennio Morricone annovera diverse firme importanti : “La vita è bella” di Roberto Benigni, “Giù la testa” di Tornatore e “Malena” di Tornatore e “Gli intoccabili” di Brian De Palma.

Il 28 febbraio scorso, dopo nove anni dal primo riconoscimento con il Premio Oscar alla carriera, Ennio Morricone, per la seconda volta in vita sua avuto modo di stringere tra le sue mani la statuetta più ambita in ambiente cinematografico.

Commosso, sul palco ha esordito salutando in italiano tutti i presenti, poi  ha  commentato la vittoria: “Ringrazio l’Academy per questo prestigioso riconoscimento. Il mio pensiero va agli altri nominati, in particolare allo stimato collega John Williams. Non c’è musica importante senza un grande film, per questo ringrazio Quentin Tarantino per avermi scelto e dedico la vittoria a mia moglie e mentore Maria. Grazie, saluti.”

 

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