Game of Thrones è sempre più femminista

Game of Thrones mette sempre più donne al centro della storia dopo averle fatte soffrire come e più delle loro controparti maschili

Game of Thrones ci ha sorpreso in tutti i modi: stupri; decapitazioni; incesti; giganti; draghi e resurrezioni. L’unica cosa che non ci saremmo mai aspettati e che ancora non avevamo visto era una semplice vittoria.


In The Book of Stranger vediamo tre sorelle riunite con i loro fratelli persi da tempo e tre regine che si preparano a vendicarsi. Una catarsi.


Game of Thrones è stato incredibilmente gentile con alcuni dei personaggi che hanno dovuto sopportare di più negli ultimi periodi.
Un esempio è Jorah che nonostante la sua età, la sua greyscale e la sua commovente lealtà fa sfigurare il suo partner Daario, decisamente meno “nobile”.


Cersei e Jaimie, dal canto loro si fanno venire la prima buona idea da molto tempo a questa parte e si alleano con i Tyrells contro l’High Sparrow che ancora tiene prigioniera la regina Margaery. Vederla finalmente complottare e reagire dopo il lutto per Myrcella e la sua vergognosa liberazione è un tonico per il cuore. Cersei non si è spezzata.


Un povero e distrutto Theon riesce a raggiungere Pyke per confrontarsi con la sorella che aveva respinto durante il suo tentativo di salvataggio un paio di stagioni fa. Yara non accoglie il fratello con gioia, come si può immaginare. L’apparizione di Theon, difatti, avviene giusto alcuni giorni dopo la morte di loro padre. La descrizione che Yara fa, però, del “tradimento” di Theon è più penosa che rabbiosa e per questo le parole di Theon: “Tu dovresti governare le Isole di Ferro” sono ancora più strappalacrime.
Yara è giustamente sorpresa, prima della cura Ramsay Theon non avrebbe mai pronunciato quelle parole.


Ancora più commovente, però, e l’incontro tra Sansa e Jon Snow. Tutti si aspettavano Sansa arrivasse a Castle Black ma era molto più probabile che i due non si incrociassero per questione di ora, come ci ha abituato Game of Thrones. Arya che arriva al Red Wedding in ritardo, Arya che non va a Eyrie mentre Sansa è nel castello. La famiglia Stark ormai è divisa nell’immaginario di Game of Thrones per cui vedere i due che si scorgono e poi corrono l’uno verso l’altro per abbracciarsi è una sorpresa e un sollievo.


Vederli parlare della loro vita a Winterfell è commovente ma quello che più sorprende è l’evoluzione del personaggio: Sansa ha un carattere, ora! Vuole assolutamente riprendersi Winterfell. Come Margaery che convince Loras a rimanere forte per il bene della loro famiglia (la terza reunion della puntata). Sansa cerca di convincere il fratello a rimanere, convincere i Wildlings a seguirlo e dare battaglia a Ramsay e quando Jon non sembra convinto lei risponde che se necessario lo farà lei.


Quando Jon vede la lettera di Ramsay in cui chiede Sansa in cambio di Rickon e smette di leggere quando vede che Ramsay ha intenzione di far stuprare la sorella dai suoi soldati. A quel punto Sansa continua a leggere la lettera ad altra voce. Sansa ha sopportato qualsiasi abuso ma ha fatto tesoro delle sue esperienze e le usa come sua forza.


Rimane Daenerys. Il suo emergere dalle ceneri del tempio in cui aveva cominciato il suo viaggio è un occhiolino fatto ai nostalgici ma non si capisce bene se il suo personaggio è cresciuto da questa esperienza. Come anni fa ha preso il potere con uno spettacolo e si spera che non ripeta il suo viaggio costellato di vittorie quanto di fallimenti. Ora, questo è sicuro, ha un sacco di dohtraki in più.

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