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Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: chi sono i veri genitori di Jon Snow?

La vera identità dei genitori di Jon Snow, il bastardo di Grande Inverno, è ancora oggi uno dei più grandi misteri irrisolti della saga di George R.R. Martin. Tra tutte le teorie nate per sciogliere l'enigma, una in particolare si è guadagnata con il tempo il favore dei lettori. Secondo questa toeria, conosciuta con l'acronimo di L+R=J, Jon Snow sarebbe figlio del principe Rhaegar Targaryen e di Lyanna Sark, sorella di Eddard.

Di primo acchito l’idea sembra azzardata: Jon Snow figlio di Rhaegar e Lyanna? Non ci sono prove dirette a supporto di questa eventualità. Tuttavia i libri di Martin sono pieni di indizi nascosti, e quanto più li si osserva tanto più ci si convince che questa potrebbe essere effettivamente un’ipotesi fondata. Prima di studiarli nel dettaglio, ecco un riassunto della teoria:


Rhaegar Targaryen sposò Elia Martell ed ebbe da lei due figli, Rhaenys ed Aegon. Tuttavia, il loro matrimonio si celebrò per ragioni esclusivamente politiche. Fu in occasione del torneo di Harrenhal, avvenuto durante l’anno della falsa primavera, che Rhaegar conobbe il suo vero amore: Lyanna Stark, sorella di Eddard Stark, lord di Grande Inverno. I due si innamorarono perdutamente l’uno dell’altra e poco tempo dopo fuggirono insieme rifugiandosi della Torre della Gioia, tra le Montagne Rosse di Dorne. Ma alla fine Rhaegar dovette abbandonare la sua amata per combattere Robert Baratheon. Prima di andarsene, tuttavia, il principe Targaryen lasciò a Dorne tre membri della Guardia Reale con il compito di proteggere Lyanna e il loro figlio non ancora nato. Dopo il conflitto, che vide la morte di Rhaegar per mano di Robert Baratheon, in qualche modo Eddard Stark riuscì a scoprire il luogo in cui veniva custodita la sorella Lyanna e, insieme all’amico Howland Reed, si recò alla Torre della Gioia per salvarla. A quel tempo sia Eddard che Howland credevano che Lyanna fosse stata rapita da Rhaegar contro la sua volontà. Una volta raggiunta la torre i soldati del nord combatterono contro la guardia reale. Sopravvissero solo in due allo scontro, proprio Eddard e Howland. Eddard entrò nella torre in cerca della sorella e la trovò distesa sul letto in una pozza del suo stesso sangue. Tra le braccia un bambino appena concepito, il figlio di Rhaegar Targaryen. Lyanna, che stava morendo a causa delle fatiche del parto, prima di spegnersi raccolse le sue ultime forze e strappò una promessa al fratello Eddard: l’identità del bambino avrebbe dovuto rimanere segreta, per evitare che Robert Baratheon lo uccidesse. Eddard chiamò il bambino Jon, lo portò a Grande Inverno e disse a tutti, compreso il nuovo Re Robert Baratheon, di averlo concepito con una popolana di nome Wylla.

 


1) La personalità di Rhaegar e l’amore per Lyanna Stark

 

All’inizio della serie Martin induce il lettore ad avere una cattiva opinione di Rhaegar Targaryen. Tuttavia la maggior parte delle maldicenze sul principe arrivano da Robert Baratheon, che lo dipinge come un uomo malvagio e uno stupratore. Ma l’opinione di Robert è influenzata dal fatto che Rhaegar “rapì” Lyanna, che ai tempi era promessa sposa del rampollo della famiglia Baratheon, nonché suo unico amore. In realtà gli altri personaggi della saga hanno un’opinione molto più alta del principe Targaryen, come dimostrano alcuni passi inequivocabili tratti dal primo libro:

 

He {Ned} wondered if Rhaegar had frequented brothels. Somehow he thought not. –GoT, pg. 381.

 

The knight {Jorah} gave her a curious look. “You are your brother’s sister, in truth.”
“Viserys?” She {Dany} did not understand.
“No,” he answered. “Rhaegar.”
–GoT, pg.668

 

{Dany said,} “There is some good to be said of my father, surely?”
“There is, Your Grace. Of him, and those who came before him. Your grandfather Jaehaerys and his brother, their father Aegon, you mother…and Rhaegar. Him most of all.”
 –SoS, pg. 815

 

Eddard Stark, Jorah Mormont e Ser Barristan non sono assolutamente d’accordo con l’opinione di Robert. Al contrario, dipingono Rhaegar come un uomo degno di stima e ammirazione. Un uomo che difficilmente rapirebbe una donna contro la sua volontà, al contrario di Robert. A tal proposito è illuminante un passo a pagina 379 del primo libro, che suggerisce un amore nascosto tra Rhaegar e Lyanna:

 

“Robert will never keep to one bed,” Lyanna had told him at Winterfell, on the night long ago when their father had promised her hand to the young Lord of Storm’s End. “I hear he has gotten a child on some young girl in the Vale.” Ned had held the babe in his arms; he could scarcely deny her, nor would he lie to his sister, but he assured her that what Robert did before their betrothal was of no matter, that he was a good man and true who would love her with all his heart. Lyanna had only smiled. “Love is sweet, dearest Ned, but it cannot change a man’s nature.”–GoT, pg. 379

 

Appare chiaro come Lyanna non amasse realmente Robert e che Rhaegar non fosse l’uomo malvagio dipinto nei primi capitoli del romanzo. E’ anzi molto probabile che i due fossero realmente innamorati, e le prove a sostegno di questa eventualità non mancano. Per esempio, al torneo di Harrenhal il principe Rhaegar dopo aver vinto la giostra regalò la corona di rose a Lyanna Stark (SoS, pg- 486) anziché alla moglie Elia Martell. Eddard Stark riflette su questo episodio mentre si trova rinchiuso nelle segrete di Approdo del Re:

 

Ned remembered the moment when all the smiles died, when Prince Rhaegar Targaryen urged his horse past his own wife, the Dornish princess Elia Martell, to lay the queen of beauty’s laurel in Lyanna’s lap. He could see it still: a crown of winter roses, as blue as frost.
Ned Stark reached out his hand to grasp the flowery crown, but beneath the pale blue petals, the thorns lay hidden… 
–GoT, pg. 631

 

Un altro riferimento all’episodio della corona di rose può essere trovato anche nella storia del Cavaliere dell’Albero che Ride, raccontata da Meera Reed a Bran Stark:

 

“The dragon prince sang a song so sad it made the wolf maid sniffle, but when her pup brother teased her for crying she poured wine over his head.” –SoS, pg. 281

 

Il Principe Drago della storia è Rhaegar, mentre la Fanciulla Lupo è Lyanna. La citazione sembra implicare che Lyanna si innamorò di Rhaegar, come ribadito anche in un passo successivo:

 

“And the mystery knight should defeat all challengers and name the wolf maid the queen of love and beauty.”
“She was,” said Meera. “But that’s a sadder story.”
–SoS, pg. 283

 

Esistono anche altri indizi, forse volutamente ambigui, forniti da Daenerys Targaryen in più di un’occasione – specialmente durante le visioni sperimentate durante la sua visita alla Casa degli Immortali:

 

Yet sometimes Dany would picture it the way it had been…Her brother Rhaegar battling the Usurper in the bloody waters of the Trident and dying for the woman he loved…
—GoT, pg. 30

 

Rubies flew like drops of blood from the chest of a dying prince, and he sank to his knees in the water and with his last breath murmured a woman’s name…
—CoK, pg. 706

 

In entrambi i passi Martin evita accuratamente di usare il nome “Elia”, preferendo optare per “la donna” o “la donna che egli amava”, un indizio che suggerisce un altro nome, quello di Lyanna Stark.

 

 


2) La morte di Lyanna Stark nella Torre della Gioia

 

A pagina 424 del primo volume Eddard sta sognando sotto l’influsso del latte di papavero somministratogli da Pycelle per lenire il dolore causato dalla ferita alla gamba rimediata durante lo scontro con Jaime Lannister. Nel mezzo della visione il lord di Grande Inverno ricorda la battaglia contro la Guardia Reale ai piedi della Torre della Gioia. Anche qui emergono alcuni indizi interessanti. Il primo è che ai piedi della torre erano presenti tre uomini della Guardia Reale: Ser Arthur Dayne , Ser Gerold Hightower e Ser Oswell Whent. Un fatto piuttosto curioso, dato che la Guardia Reale ha il dovere di proteggere i sovrani e i membri della loro famiglia – categoria alla quale Lyanna Stark non apparteneva. Allora cosa ci facevano lì? Rhaegar e Aerys Targaryen erano già morti, mentre Viserys e Daenerys si trovavano a miglia e miglia di distanza, in viaggio verso il continente orientale. La ragione più ovvia è che Lyanna portasse in grembo il figlio di Rhaegar e la Guardia Reale fosse lì per proteggerlo. Un compito delicato, soprattutto perché l’esistenza del bambino doveva rimanere segreta a tutti gli abitanti dei sette regni. Tutti all’infuori di Ser Arthur Dayne, che probabilmente era l’unico di cui Rhaegar si fidasse: lo sappiamo grazie a Ser Barristan, che a pag. 90 del secondo volume (A Storm of Swords) dice a Daenerys che Dayne fu il più vecchio e sincero amico di Rhaegar. Il secondo indizio risiede invece nelle strane circostanze della morte di Lyanna. Dal pensiero di Eddard apprendiamo che la sorella morì di febbre in una stanza che “odorava di sangue e rose” (GoT, pag. 43). Dato che lo scontro con la Guardia Reale si verificò fuori dalla torre, il sangue sul letto, molto probabilmente frutto di un parto, non poteva che essere di Lyanna. Sappiamo per certo che c’era del sangue perchè Eddard, a pagina 424 del primo volume, ricorda la sorella “distesa in un letto di sangue”. L’ipotesi del parto, invece, deriva da una consuetudine di Martin che è solito utilizzare il termine “letto di sangue” proprio per indicare il concepimento. A pagina 674, per esempio, Mirri Maz Duur afferma di conoscere i segreti del “letto insanguinato” riferendosi proprio al parto.

 


3) La promessa di Eddard Stark alla sorella Lyanna

 

“I was with her when she died,” Ned reminded the king. “She wanted to come home, to rest beside Brandon and Father.” He could still hear her at times. Promise me, she had cried, in a room that smelled of blood and roses. Promise me, Ned. The fever had taken her strength and her voice had been faint as a whisper, but when he gave his word, the fear had gone out of his sister’s eyes.
—GoT, pg. 43

 

Eddard promise alla sorella Lyanna di seppellire la sua salma a Grande Inverno, o almeno questo è ciò che confessa a Robert. Eppure qualcosa non torna: nel prosieguo della storia Eddard parla della promessa in più occasioni e lo fa in modo strano, quasi come se la versione raccontata a Robert fosse una bugia. In realtà, Eddard avrebbe promesso alla sorella morente di mantenere segreta la vera identità di Jon per evitare che il re lo uccidesse. Un indizio a favore di questa ipotesi può essere scovato a pagina 116 del primo volume: “You avenged Lyanna at the Trident,” Ned said, halting beside the king. Promise me, Ned, she had whispered.

 

“Tu hai vendicato Lyanna al Tridente”, dice Eddard a Robert, ma poi si ferma. Nella sua mente risuonano ancora le parole di Lyanna: “Promettimelo, Ned”. Perché? La spiegazione è semplice: da uomo d’onore quale è, Eddard è consapevole di aver mentito a Robert – il figlio di Rhaegar è vivo, quindi la vendetta resta incompiuta – e vorrebbe rivelargli la verità, ma non può farlo perché l’eco delle ultime parole di Lyanna glielo impedisce, così come il suo amore nei confronti del figliastro Jon. Ora un’altra citazione interessante:

“I will,” Ned promised her. That was his curse. Robert would swear undying love and forget them before evenfall, but Ned Stark kept his vows. He thought of the promises he made to Lyanna as she lay dying, and the price he’d paid to keep them. –GoT, pg. 380

 

Se Eddard avesse effettivamente promesso a Lyanna di seppellirla a Grande Inverno il passo che abbiamo appena citato non avrebbe senso: che prezzo avrebbe mai dovuto pagare per una simile promessa? Piuttosto, sembra ragionevole supporre che il patto riguardasse Jon. In questo caso, il prezzo pagato da Eddard sarebbero le bugie raccontate alla moglie Catelyn per quattordici anni. La prossima citazione proviene da un sogno di Eddard:

 

“Promise me, Ned,” Lyanna’s statue whispered. She wore a garland of pale blue roses, and her eyes wept blood. –GoT, pg. 501

 

Nel corso della storia Eddard ha molti sogni tormentati che riguardano la promessa fatta a Lyanna. Perché? Sembra piuttosto strano che il lord di Grande Inverno dia tutta questa importanza ad una semplice promessa di sepoltura.

 

“Eat the bastard. Don’t care if you choke on him. Promise me, Ned.” {said Robert.}

 

“I promise.” “Promise me, Ned,” Lyanna’s voice echoed. –GoT, pg. 505

 

Anche in questo caso la coscienza di Eddard parla con la voce di Lyanna. La strana ricorrenza della frase “Promettimelo, Ned” suggerisce che per Eddard la promessa incarni qualcosa di davvero importante, molto più di una sepoltura a Grande Inverno: la vita di Jon Snow.

 


4) Le Rose Blu dell’Inverno


Insieme alle ultime parole di Lyanna, Eddard ricorda spesso anche le Rose Blu dell’Inverno. Sappiamo per certo che Lyanna ne adorava il profumo (GoT, pg. 631) e che la corona di amore e bellezza che Rhaegar le regalò al termine del torneo di Harrenhal era composta proprio da rose blu (GoT, pg. 631). I riferimenti di Ned alle rose blu potrebbero essere semplicemente un richiamo al dolore che egli prova per la morte della sorella, ma potrebbero anche avere un altro significato.

Promise me, she had cried, in a room that smelled of blood and roses. Promise me, Ned…Ned remembered the way she had smiled then, how tightly her fingers had clutched his as she gave up her hold on life, the rose petals spilling from her palm, dead and black…”I bring her flowers when I can,”{Ned} said. “Lyanna was…fond of flowers.” –GoT, pg. 43

 

La stanza nella quale morì Lyanna profumava di rose blu, e lei ne reggeva una in mano. Rhaegar sapeva dell’amore di Lyanna per le rose blu ed è probabile che fosse stato lui a portarle i fiori, per renderla felice.

 

As they came together in a rush of steel and shadow, he could hear Lyanna screaming. “Eddard!” she called. A storm of rose petals blew across a blood-streaked sky, as blue as the eyes of death. –GoT, pg. 425

 

Her {Cersei’s} eyes burned, green fire in the dusk, like the lioness that was her sigil. “The night of our wedding feast, the first time we shared a bed, he called me by your sister’s name. He was on top of me, in me, stinking of wine, and he whispered Lyanna.”
Ned thought of pale blue roses, and for a moment he wanted to weep. 
–GoT, pg. 480

 

“Promise me, Ned,” Lyanna’s statue whispered. She wore a garland of pale blue roses, and her eyes wept blood. –GoT, pg. 501

 

The slim, sad girl who wore a crown of pale blue roses and a white gown spattered with gore could only be Lyanna.  –CoK, pg. 809

 

L’indizio decisivo arriva da una delle visioni di Daenerys nella Casa degli Immortali:

 

A blue flower grew from a chink in a wall of ice, and filled the air with sweetness. –CoK, pg. 707

 

Questo passaggio implica al di là di ogni ragionevole dubbio che le Rose Blu dell’Inverno sono collegate alla Barriera (the Wall of Ice). Il collegamento ha senso perché Jon, che si trova sulla Barriera, essendo figlio di Lyanna incarna in senso simbolico la rosa blu. L’ultimo indizio può essere scovato nel secondo volume, A Clash of Kings, dove Ygritte racconta a Jon una storia su Bael il Bardo:

 

Bael il Bardo fu il leggendario Re oltre la Barriera, noto per la sua grande abilità sia con le armi che con l’arpa, vissuto quando ancora i Bolton e gli Stark erano nemici, ossia circa mille anni fa. Gli Stark avevano messo una taglia su di lui, e il lord di Grande Inverno lo insultò chiamandolo codardo e oppressore dei deboli. Bael si presentò allora sotto mentite spoglie a Grande Inverno, dicendo di chiamarsi Sygerrik di Skagos, e suonò l’arpa per il lord tanto bene che questi gli offrì una ricompensa a sua scelta. Egli chiese allora il più bello dei fiori di Grande Inverno, e il lord fece cogliere per lui una rosa blu dalle sue serre. Ma la mattina seguente “Sygerrik” era scomparso, e con lui la figlia del lord. Nel suo letto solo petali azzurri. All’incirca dopo un anno lord Stark era ormai in fin di vita e disperato, senza eredi, quando una notte sentì il vagito di un neonato provenire dai sotterranei di Grande Inverno. Seguendo il suono delle urla del bambino vi trovò la figlia creduta irrimediabilmente persa, con al seno il figlioletto suo e di Bael. Era rimasta lì nascosta per tutto il tempo. Gli Stark non si erano estinti! (Fonte: The Iron Throne)

 

Dal momento che Rhaegar era un grande appassionato di musica e canzoni, probabilmente cercò di replicare le vicende di Bael per regalare a Lyanna una storia d’amore degna delle antiche ballate. Se esiste davvero un collegamento tra Lyanna e le Rose Blu dell’Inverno, allora in virtù delle visioni di Eddard e Daenerys (alle quali si aggiungeranno poi quelle di Melisandre) l’ipotesi che Jon Snow sia figlio di Rhaegar e della stessa Lyanna è ancora più convincente.

 


5) Bugie, promesse e sogni

 

Eddard è sempre stato descritto da Martin come un uomo d’onore, uno di quei pochi uomini che non riescono a convivere con la menzogna. Sappiamo anche che Eddard si sente in colpa per qualcosa, perché il primo libro è tempestato di riferimenti più o meno espliciti al suo tormento interiore. L’ipotesi più probabile è che questo tormento sia legato in qualche modo alle bugie raccontate ai suoi cari per quattordici anni, come testimonia questo passo estratto da GoT:

 

Troubled sleep was no stranger to him {Ned}. He had lived lies for fourteen years, yet they still haunted him at night. –GoT, pg. 115

 

Dal momento che Jon all’inizio della narrazione ha quattordici anni, è possibile che le menzogne di Eddard riguardino proprio lui. Gli incubi ricorrenti sulla Torre della Gioia e le Rose Blu dell’Inverno costituiscono un altro indizio a favore della nostra conclusione, così come le citazioni che seguono:

 

“She whined and looked at me and a felt so ‘shamed, but it was right, wasn’t it? The queen would have killed her.”

 

“It was right,” her father said. “And even the lie was…not without honor.” –GoT, pg. 222

 

Some secrets are safer kept hidden. So secrets are too dangerous to share, even with those you love and trust. {Ned thought} –GoT, pg. 357

 

The rain had driven everyone under their roofs. It beat down on Ned’s head, warm and relentless as old guilts. –GoT, pg. 379

 

The deceit made him {Ned} feel soiled. The lies we tell for love, he thought. May the gods forgive me. –GoT, pg. 504

 


6) A proposito di Jon Snow

 

La maggior parte delle citazioni che abbiamo estratto dai libri parlano di Lyanna e Rhaegar ma ce ne sono alcune che si riferiscono direttamente a Jon, che sembra essere tutto fuorché un semplice bastardo. Per esempio Eddard non utilizza mai il termine “figlio” quando parla di Jon, un fatto davvero curioso:

 

“Never ask me about Jon,” he said, cold as ice. “He is my blood, and that is all you need to know.” –GoT, pg. 65

 

A più riprese Eddard si riferisce a Jon chiamandolo “il mio sangue”, soprattutto con la moglie Catelyn. Questo potrebbe essere un indizio decisivo: Eddard cerca di rivelare quanto più possibile sulla reale identità di Jon senza venire meno alla sua promessa. A pagina 486 del primo volume Eddard pensa a tutti i suoi figli di sangue, ma esclude Jon:

 

Ned thought, If it came to that, the life of some child I did not know, against Robb and Sansa and Arya and Bran and Rickon, what would I do? Even more so, what would Catelyn do, if it were Jon’s life, against the children of her body. He did not know. He prayed he never would.

 

Più avanti nel libro, mentre si trova incatenato in una cella sotto la Fortezza Rossa in attesa di essere giustiziato, Eddard dedica un altro pensiero al figlio, che si ricollega al loro ultimo saluto appena oltre le mura di Grande Inverno, prima della partenza di Jon per la Barriera. In quell’occasione Jon chiese a Eddard di rivelargli l’identità della madre, ma quest’ultimo rispose che ne avrebbero parlato in occasione del loro prossimo incontro. Ora, ad un passo dalla tomba, Eddard vorrebbe avere l’opportunità di vedere Jon per l’ultima volta.

 

The thought of Jon filled Ned with a sense of shame, a sorrow too deep for words. If only he could see the boy again, sit and talk with him… –GoT, pg. 635

 

Perché, tra tutti i suoi figli, Eddard desidera parlare proprio con Jon prima di morire? Evidentemente deve rivelargi qualcosa di importante, e tutti gli indizi puntano sull’identità della madre. Un’ulteriore prova arriva da un sogno fatto da Bran a Grande Inverno, mentre si trova ancora sotto le cure di Mastro Luwin:

 

“I dreamed about the crow last night. The one with three eyes. He flew into my bedchamber and told me to come with him, so I did. We went down to the crypts. Father was there, and we talked. He was sad.”

 

“And why was that?” Luwin peered through his tube.

 

“It was something to do about Jon, I think.” The dream had been deeply disturbing, more so that any of the other crow dreams. –GoT, pg. 730

 

Le Cronache sono piene di sogni profetici e questo potrebbe non fare eccezione. Nel sogno di Bran il padre Eddard stava cercando di dirgli che nelle cripte di Grande Inverno si nasconde un segreto che riguarda Jon Snow. Anche Jon ha un sogno simile:

 

“I’m walking down this long empty hall…opening doors, shouting names…the castle is always empty…the stables are full of bones. That always scares me. I start to run, then, throwing open doors, climbing the tower three steps at a time, screaming for someone, for anyone. And then I find myself in front of the door to the crypts. It’s black inside, and I can see the steps spiraling down. Somehow I know I have to go down there, but I don’t want to. I’m afraid of what might be waiting for me…I scream that I’m not a Stark, that this isn’t my place, but it’s no good, I have to go down anyway, so I start down, feeling the walls as I descend, with no torch to light the way. It gets darker and darker, until I want to scream…that’s when I always wake.” –GoT, pg. 267

 

Nel secondo libro emergono ulteriori indizi sulla possibilità che nelle vene di Jon scorra sangue reale:

 

“King,” croaked the raven. The bird flapped across the air to land on Mormont’s shoulder. “King,” it said again, strutting back and forth.
“He likes that word,” Jon said, smiling.
“An easy word to say. An easy word to like.”
“King,” the bird said again.
“I think he means for you to have a crown, my lord.”
“The realm has three kings already, and that’s two too many for my liking.” Mormont striked the raven under the beak with his finger, but all the while his eyes never left Jon Snow. 
–CoK, pg. 105

 

Potrebbe trattarsi solamente di una coincidenza, ma potrebbe anche essere una prova delle origini di Jon, che in quanto unico figlio maschio ancora in vita di Rhaegar avrebbe diritto a sedersi sul Trono di Spade.


CONCLUSIONE
Con il passare del tempo, volume dopo volume, Jon Snow si è lentamente ritagliato un ruolo di primo piano nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, diventando uno dei personaggi cardine della narrazione insieme a Daenerys Targaryen e Tyrion Lannister. Per ora Martin ha mantenuto il più stretto riserbo sul futuro del bastardo di casa Stark, ma la sensazione è quella che il suo destino sia profondamente intrecciato con il mistero che ancora aleggia sulla reale identità dei genitori. La teoria che vi abbiamo proposto, conosciuta dai fan con l’acronimo di L+R=J, è attualmente l’unica in grado di spiegare efficacemente gli sviluppi narrativi introdotti da Martin negli ultimi due libri delle Cronache. Se Jon fosse veramente figlio di Rhaegar e Lyanna si configurerebbe uno scenario piuttosto suggestivo: da un lato egli diventerebbe il più serio candidato ad incarnare il ruolo del principe della profezia, Azor Ahai, destinato a sconfiggere gli Estranei (leggi il nostro approfondimento); dall’altro, si trasformerebbe nel personaggio simbolo dell’intera saga, l’unico in grado di rappresentare fino in fondo la canzone del Ghiaccio (Lyanna) e del Fuoco (Rhaegar) che dà il titolo all’intera opera di Martin. Per scoprire la verità non resta che attendere la pubblicazione del penultimo volume delle Cronache, “The Winds of Winter”, attesa entro la fine del 2015.

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