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Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco: Jon Snow è la reincarnazione di Azor Ahai, il Principe che fu Promesso?

Quando la rossa stella sanguinerà e le tenebre s'addenseranno, Azor Ahai rinascerà tra il fumo e il sale per risvegliare i draghi dalla pietra e sconfiggere gli Estranei. Ma chi è la reincarnazione del leggendario guerriero? Alla luce degli sviluppi narrativi presentati nell'ultimo libro delle Cronache, molti sostengono che potrebbe trattarsi di Jon Snow.

Le profezie di Azor Ahai e del Principe che fu Promesso, che ci accompagnano fin dal primo libro delle Cronache, costituiscono uno dei misteri più interessanti dell’intera saga di Martin. Sappiamo che un giorno un eroe leggendario risorgerà per combattere gli Estranei, ma la sua identità non è ancora stata rivelata. Possibile che le profezie si riferiscano a Jon Snow? Alla luce degli eventi presentati nell’ultimo libro l’ipotesi è tutt’altro che da scartare. Per sciogliere l’enigma analizzeremo nel dettaglio gli indizi presentati nelle Cronache, alla ricerca di prove che possano fornirci una risposta. Inizieremo studiando le profezie, tra le cui righe si nascondono tutti i requisiti che Jon dovrebbe soddisfare per poter ricoprire il ruolo di Azor Ahai rinato.




LA PROFEZIA DI AZOR AHAI RINATO

“There will come a day after a long summer when the stars bleed and the cold breath of darkness falls heavy on the world. In this dread hour a warrior shall draw from the fire a burning sword. And that sword shall be Lightbringer, the Red Sword of Heroes, and he who clasps it shall be Azor Ahai come again, and the darkness shall flee before him.”


“When the red star bleeds and the darkness gathers, Azor Ahai shall be born again amidst smoke and salt to wake dragons out of stone.”


Traduzione:

Negli antichi libri di Asshai sta scritto che verrà il giorno, dopo la lunga estate, in cui le stelle sanguineranno e il respiro gelido delle tenebre scenderà a incomberà sul mondo. In questa ora terribile, un guerriero estrarrà dal fuoco una spada fiammeggiante. Quella spada sarà la Portatrice di Luce, la Spada Rossa degli Eroi, e colui il quale la impugnerà sarà Azor Ahai reincarnato. E di fronte a lei le tenebre fuggiranno.


Quando la rossa stella sanguinerà e le tenebre s’addenseranno, Azor Ahai rinascerà tra il fumo e il sale per risvegliare i draghi dalla pietra.


Vale la pena sottolineare i punti salienti della profezia, perché ci torneranno utili in futuro:


1)Verrà il giorno, dopo una lunga estate (Melisandre, A Clash Of Kings)
2) In cui le stelle sanguineranno (Melisandre, A Clash Of Kings) / la stella rossa sanguinerà (Melisandre, A Storm of Swords)
3) E il respiro gelido delle tenebre scenderà sul mondo (Melisandre, A Clash of Kings) / la tenebra incomberà (Melisandre, A Storm of Swords)
4) In questa ora terribile, un guerriero (Azor Ahai) estrarrà dal fuoco una spada fiammeggiante (Portatrice di Luce) (Melisandre, A Clash of Kings)
5) Quando la rossa stella sanguinerà e le tenebre s’addenseranno, Azor Ahai rinascerà tra il fumo e il sale per risvegliare i draghi dalla pietra. (Melisandre, A Storm of Swords)




LA PROFEZIA DEL PRINCIPE CHE FU PROMESSO

In questo caso non esiste una versione completa della profezia, ma le Cronache sono piene di richiami più o meno espliciti alla figura del Principe. Ecco i punti principali:


1) La stella sanguinante (Maestro Aemon, A Feast for Crows)
2) Rinato tra il fumo e il sale (MaestroAemon, A Feast for Crows)
3) “I draghi lo dimostrano.” (Maestro Aemon, A Feast for Crows)
4) Il drago ha tre teste (Rhaegar Targaryen, A Clash of Kings)
5) Sua è la Canzone del Ghiaccio e del Fuoco (Rhaegar Targaryen, A Clash of Kings)




AZOR AHAI E IL PRINCIPE CHE FU PROMESSO SONO LA STESSA PERSONA

I romanzi delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco suggeriscono implicitamente che il Principe che fu Promesso (da qui in avanti PP) sia in realtà la reincarnazione di un antico eroe conosciuto con il nome di Azor Ahai (AA). Questo eroe era un guerriero leggendario che sconfisse gli Estranei durante la lunga notte, brandendo una spada di fuoco chiamata Portatrice di Luce (Lightbringer). In rete c’è un dibattito molto acceso sull’intercambiabilità delle figure di PP e AA: in base a quanto rivelato finora, sembra che AA sia il nome dato al guerriero delle leggende, mentre PP venga più propriamente utilizzato per indicare la sua reincarnazione. Tuttavia, Martin non ha mai fornito alcun collegamento esplicito tra le storie riguardanti Azor Ahai e la profezia del Principe che fu Promesso. Analizzando le citazioni presentate in apertura, provenienti da fonti diverse, notiamo comunque alcune interessanti sovrapposizioni: entrambe riportano una o più stelle sanguinanti e parlano di una “rinascita tra fumo e sale”, così come del ritorno dei draghi. Ulteriori indizi emergono in seguito alla conversazione tra Melisandre e Aemon, spiata da Samwell Tarly, nella quale il vecchio maestro della cittadella menziona una misteriosa “guerra per l’alba” fornendo alcuni riferimenti che la Sacerdotessa Rossa non contesta.


Di fatto, nonostante Melisandre stia parlando di AA ed Aemon di PP i due si comportano come se la figura di riferimento sia la stessa. Alcune righe più avanti Aemon contesta a Melisandre di aver interpretato scorrettamente i segni, scegliendo come campione un falso portatore di Luce (Stannis Baratheon): così facendo il Maestro della Cittadella dimostra di conoscere anche i dettagli della profezia riguardanti la spada infuocata, e questo è un dettaglio che appiana ancora di più le differenze tra Azor Ahai e il Principe che fu Promesso. Infine Aemon, riferendosi alla rinascita tra il fumo e il sale sotto una stella insanguinata, parla di “una profezia” e non della profezia. Tenendo in conto tutte queste sovrapposizioni, sembra naturale assumere che Azor Ahai e il Principe che fu Promesso siano in realtà la stessa persona. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda: chi è la vera reincarnazione dell’eroe leggendario che sconfisse gli Estranei?




JON SNOW E LE PROFEZIE

Molti sono certi che si tratti di Daenerys Targaryen, mentre una piccola minoranza ritiene che PP sia un altro personaggio. In passato sono state avanzate ipotesi che riguardavano tra gli altri Bran Stark, Beric Dondarrion, Davos Seaworth e Sandor Clegane, perché ciascun di loro presenta qualche tipo di relazione con la profezia. Eppure, alla luce degli sviluppi di trama mostrati da Martin nell’ultimo libro delle Cronache il nome più accreditato è un altro, quello di Jon Snow. Nella maggior parte delle conversazioni che riguardano le profezie non viene citato, ma il capitolo finale dell’ultimo libro cambia le carte in tavola:


Citazione da A Dance with Dragons, Jon XIII:


The screaming had stopped by the time they came to Hardin’s Tower, but Wun Weg Wun Dar Wun was still roaring. The giant was dangling a bloody corpse by one leg […] He swung the dead knight against the grey stone of the tower, again and again and again, until the man’s head was red and pulpy as a summer melon. The knight’s cloak flapped in the cold air. Of white wool it had been, bordered in cloth-of-silver and patterned with blue stars. Blood and bone were flying everywhere […] The dead man was Ser Patrek of King’s Mountain; his head was largely gone, but his heraldry was as distinctive as his face. Then Bowen Marsh stood there before him, tears running down his cheeks. “For the Watch.” He punched Jon in the belly. When he pulled his hand away, the dagger stayed where he had buried it. Jon fell to his knees. He found the dagger’s hilt and wrenched it free. In the cold night air the wound was smoking.


La scena che racconta la morte di Jon contiene alcuni importanti dettagli riconducibili alle profezie:


1) La stella che sanguina è Ser Patrek Mallister: sul suo araldo insanguinato sono disegnate delle stelle blu

2) Dalle ferite di Jon esce del fumo

3) Il sale proviene dalle lacrime di Bowen Marsh

4) L’oscurità sta per calare sul mondo, l’Inverno è alle porte (leggi il nostro approfondimento)


I punti che abbiamo elencato soddisfano solamente quattro dei sei requisiti della profezia di Azor Ahai rinato. E gli altri due? Portatrice di Luce potrebbe essere Lungo Artiglio (Longclaw), la spada che Jon ricevette da Jeor Mormont dopo avergli salvato la vita: sappiamo che la sua lama fu forgiata nei fuochi dell’antica Valyria (In questa ora terribile, un guerriero estrarrà dal fuoco una spada fiammeggiante) e sappiamo anche che, a differenza delle armi convenzionali, è in grado di uccidere gli Estranei (un dettaglio che compare solamente nella serie TV). Ma l’indizio più concreto arriva dallo stesso Jon, che in uno dei capitoli PoV di A Dance With Dragons ha un sogno profetico:


Burning shafts hissed upward, trailing tongues of fire. Scarecrow brothers tumbled down, black cloaks ablaze. “Snow,” an eagle cried, as foemen scuttled up the ice like spiders. Jon was armored in black ice, but his blade burned red in his fist. As the dead men reached the top of the Wall he sent them down to die again. He slew a greybeard and a beardless boy, a giant, a gaunt man with filed teeth, a girl with thick red hair. Too late he recognized Ygritte. She was gone as quick as she’d appeared.


Nel sogno Jon impugna una lama rossa fiammeggiante che usa per respingere i non-morti dalla barriera. Con quella stessa spada Jon uccide una ragazza dai folti capelli rossi (a girl with thick red hair), che solo in un secondo momento riconosce essere l’amata Ygritte. Questo è un dettaglio fondamentale, come vedremo a breve.


Da uno scambio di battute tra Davos Seaworth e Salladhor Saan veniamo a conoscenza del fatto che la spada leggendaria di Azor Ahai venne forgiata tre volte prima di acquisire le proprietà magiche necessarie ad uccidere gli Estranei (A Clash of Kings, Capitolo 10):


“Darkness lay over the world and a hero, Azor Ahai, was chosen to fight against it. To fight the darkness, Azor Ahai needed to forge a hero’s sword. He labored for thirty days and thirty nights until it was done. However, when he went to temper it in water, the sword broke. He was not one to give up easily, so he started over. The second time he took fifty days and fifty nights to make the sword, even better than the first. To temper it this time, he captured a lion and drove the sword into its heart, but once more the steel shattered. The third time, with a heavy heart, for he knew before hand what he must do to finish the blade, he worked for a hundred days and nights until it was finished. This time, he called for his wife, Nissa Nissa, and asked her to bare her breast. He drove his sword into her breast, her soul combining with the steel of the sword, creating Lightbringer”


Il racconto di Salladhor Saan ci dice che Azor Ahai, dopo ripetuti fallimenti, dovette sacrificare l’amata Nissa Nissa per forgiare la vera Portatrice di Luce. Questo si ricollega direttamente sia al sogno di Jon che alla sua esperienza durante la battaglia contro i Bruti al Castello Nero, nella quale causa la morte di Ygritte.


A questo punto resta da discutere solamente l’ultimo requisito della profezia, ovvero la rinascita. Sappiamo che Jon è morto, a meno di sviluppi inattesi, e che il suo decesso è avvenuto in circostanze che richiamano sia la leggenda di AA che la profezia riguardante PP (la stella insanguinata, le ferite fumanti e il sale). Tuttavia, se Jon è effettivamente la reincarnazione di Azor Ahai è indispensabile che resusciti, in un modo o nell’altro.



IL POSSIBILE RUOLO DI MELISANDRE

In A Dance With Dragons c’è un intero capitolo PoV dedicato a Melisandre, dal quale apprendiamo che la Sacerdotessa Rossa crede fermamente nelle sue visioni. Questo capitolo ci permette anche di conoscere tutti i suoi difetti, soprattutto la tendenza a commettere errori per la fretta di trarre conclusioni.


Da A Dance with Dragons, Melisandre:

Yet now she could not even seem to find her king. I pray for a glimpse of Azor Ahai, and R’hllor shows me only Snow.


Melisandre crede che la reincarnazione di Azor Ahai sia Stannis Baratheon, eppure tutte le sue visioni sono soggette ad interpretazione. L’indizio decisivo è contenuto nel passo che vi abbiamo appena riportato: Melisandre prega R’hllor affinché le mostri Azor Ahai, ma tutto ciò che vede è Snow. In Inglese “snow” significa neve, ma qui il termine compare con la ‘S’ maiuscola, ad indicare un nome proprio. Con ogni probabilità, il riferimento è a Jon Snow. In altre circostanze questo dettaglio passerebbe inosservato, ma gli ultimi sviluppi della trama lo trasformano in un elemento fondamentale per le profezie. Dopo aver assisitito alle circostanze dell’assassinio di Jon Snow, che abbiamo già elencato, Melisandre potrebbe dare una nuova interpretazione alle sue visioni. Così come Thoros di Myr, anche la sacerdotessa ha il potere di resuscitare i morti: se si convincesse che Jon è la reincarnazione di Azor Ahai potrebbe riportarlo in vita, soddisfacendo così l’ultimo requisito della profezia.




JON E’ LA CANZONE DEL GHIACCIO E DEL FUOCO

Durante la sua visita alla Casa degli Immortali Daenerys Targaryen sperimenta delle visioni. In una compare il fratello Rhaegar intento a discutere con la moglie Elia Martell in merito al destino del loro secondogenito Aegon, nato da poco. Rhaegar è convinto che Aegon sia la reincarnazione di Azor Ahai. Al termine della visione, il principe Targaryen fornisce due elementi essenziali per le profezie: afferma che il Drago ha tre teste, e che il bambino incarna la Canzone del Ghiaccio e del Fuoco (“Aegon… What better name for a King! He is the prince that was promised, and his is the song of ice and fire”).


Per il momento non sappiamo cosa sia accaduto ad Aegon al termine della Guerra dell’Usurpatore, ma non è da escludere che il bambino sia sopravvissuto. In effetti, in A Dance with Dragons Tyrion Lannister incontra un giovane che afferma di essere Aegon.


Tratto da wiki.ghiaccioefuoco.com:

A bordo della Fanciulla Pudica, un ragazzo che sostiene di essere Aegon spiega a Tyrion Lannister della sua presunta sopravvivenza. Secondo il suo resoconto, il neonato ucciso durante il Sacco di Approdo del Re era il il figlio di un tintore di pellami nato nel Vicolo delle Latrine, una via di Approdo del Re. La madre del bambino muore di parto e il tintore lo vende a lord Varys per una brocca di vino dorato di Arbor. Varys organizza poi lo scambio dei due neonati e ad Elia viene consegnato il figlio del tintore (che Tyrion soprannomina il Principe delle Latrine), mentre a Varys viene dato in custodia il vero Principe Aegon. [29] Tyrion Lannister deduce il resto della storia. Una volta che il falso neonato è “sicuramente morto”, Varys porta in segreto il vero Aegon Targaryen al di là del Mare Stretto e lo affida prima a Illyrio Mopatis ed infine gli trova un padre adottivo, il lord esiliato Jon Connington. Aegon non si esprime sulle deduzioni di Tyrion. [29] C’è un indizio che fa pensare che Tyrion possa nutrire dei dubbi sul fatto che Aegon sia davvero Aegon, il figlio di Rhaegar ed Elia e legittimo erede del Trono di Spade. Quando Griff il Giovane perde la partita di cyvasse dopo essere stato ingannato da Tyrion, si arrabbia così tanto da scaraventare a terra il tavolo con un calcio e poi ordinare subito a Tyrion di raccogliere i pezzi.


La vera identità del ragazzo rimane dubbia, ma se si trattasse effettivamente di Aegon avremmo già due teste del Drago (la prima è Daenerys). E la terza? Una teoria molto popolare, cui abbiamo dedicato un ampio approfondimento, sostiene che Jon Snow sia figlio di Rhaegar Targaryen e Lyanna Stark. Se confermata, questa teoria (conosciuta con l’acronimo di R+L=J) potrebbe costituire la prova decisiva del collegamento tra Jon e le profezie di AA e PP: il sangue Targaryen rappresenta il fuoco, il sangue Stark il ghiaccio, quindi Jon incarnerebbe alla perfezione la Canzone del Ghiaccio e del Fuoco e diverrebbe la terza testa del Drago. Ovviamente, affinche Jon sia la reincarnazione di Azor Ahai è necessario escludere dall’equazione sia Daenerys che Aegon. Entrambi potrebbero essere a buon diritto Azor Ahai rinato. A favore di Aegon ci sono solamente le parole di Rhaegar, che così come Melisandre potrebbe essere caduto in errore. Daenerys invece soddisfa tutti i requisiti della profezia, eccetto uno: non possiede alcuna spada, a meno che non si consideri la leggenda della Portatrice di Luce in senso figurato (in questo caso la spada sarebbe una rappresentazione simbolica dei draghi).




CONCLUSIONE

L’ipotesi che Jon Snow sia la reincarnazione di Azor Ahai è indubbiamente suggestiva, ma per il momento si regge su una fragile impalcatura costituita esclusivamente da indizi ed ipotesi. In particolare, molti dei requisiti necessari per collegare Jon alle profezie devono ancora essere soddisfatti, prima fra tutti la sua resurrezione. A questo punto esistono due risposte alla domanda che ci eravamo posti in apertura, una dettata dal cuore, l’altra dalla ragione. Il cuore ci spinge a promuovere l’ipotesi più accattivante: Jon Snow è Azor Ahai rinato e sua è la canzone del Ghiaccio e del Fuoco. La ragione ci obbliga invece a scegliere Daenerys, perché la regina dei draghi ha già dimostrato di possedere tutti i requisiti necessari a ricoprire il ruolo di Azor Ahai rinato. Per avallare quest’eventualità non dobbiamo supporre nulla, i segni si sono già manifestati. Va riconosciuto, però, che con il trascorrere del tempo Jon si è ritagliato un ruolo di primo piano all’interno delle Cronache: possibile che Martin abbia costruito un mistero così fitto sulle origini del bastardo di Grande Inverno per nulla? Noi non lo crediamo.

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