Noemi - Cuore d'artista - foto di Alessio Pizzicannella

Noemi: “Questo è il mio Cuore d’artista”

"Questo è un disco autobiografico, il leitmotiv è la mia voce e spero di poter aprire le porte del “Cuore d’artista” e farlo arrivare a molte persone."

Incontrata a Milano due giorni fa, Noemi ha presentato il suo disco in uscita il 12 febbraio 2016. Il disco contiene il brano “La borsa di una donna” che Noemi porterà in gara al 66° Festival della canzone di Sanremo.

Questo è un disco che mi riporta alla musica pop italiana che io amo, diverso dall’ultimo disco “Made in London” che mi ha portata a Londra e mi ha fatto divertire tanto. Invece questo è un disco dove mi riallaccio tantissimo a quella che è la nostra musica, quindi diciamo un cuore d’artista, un cuore italiano.
E le collaborazioni sono state tantissime.


Il produttore musicale del disco è Celso Valli, una persona e un professionista fantastico. Il produttore artistico insieme a me è Gaetano Curreri, con cui ho fatto la scelta dei pezzi. Abbiamo affrontato questo viaggio a 3 insieme e mi sono molto divertita. Sono molto contenta perché questo disco l’ho vissuto con grandissima serenità, infatti mi fece un po’ paura questa cosa: “Perché non litigo con nessuno?” non perché mi piaccia litigare, ma perché quando i progetti sono sentiti si discute sempre. Invece io ho trovato due persone, che amo definire il mio braccio destro e il mio braccio sinistro, con cui ho un grande feeling sia musicale sia umano, quindi fare questo disco è stato molto bello ed è stato fantastico perché ho sempre avuto un profilo musicale abbastanza definito.

Mi piace il blues, mi piace la musica d’autore, però lavorando con Gaetano e con Celso soprattutto, questo mio profilo è stato in qualche modo arricchito da una dimensione pop e penso che all’interno di questo disco diano la possibilità a me (come sono) di essere percepita da più persone, perché la mia essenza è stata resa ancora più semplice. Sai quando uno è incantato da se stesso, si chiude in se stesso “io faccio il blues, io faccio il soul”, invece con la guida di Celso sono riuscita a fare questo disco mio e anche di tante persone.

Noemi - Cuore d'artista1

Noemi – Cuore d’artista – foto di Alessio Pizzicannella



E’ un disco spero maturo. Quest’anno ho compiuto 34 anni e ci tenevo e speravo di fare un disco che potesse essere di spessore, non noioso, dove i temi trattati sono diversi. Non è un’iconografia sull’amore come hai potuto sentire, che poi piacerà, non piacerà, questo giustamente è una questione di gusti. E’ un lavoro che ho affrontato con grandissima consapevolezza e coraggio. Provenivo dall’esperienza londinese, dove mi sono molto divertita ma mi ero molto allontanata dall’Italia, dai gusti italiani, dai produttori italiani. E’ stato un passaggio obbligato per poter tornare invece a lavorare qui in Italia con un produttore fantastico come Valli e poter recuperare quelle che sono le mie radici, quelle della musica pop italiana e cantautoriale.

Infatti in questo disco ci sono tantissime collaborazioni di cui sono molto orgogliosa, tra tutte quella con Ivano Fossati perché Ivano si dà pochissimo. Scrive per pochissime persone e poi c’è Sangiorgi, alcune canzoni scritte da Gaetano. C’è un pezzo scritto da me. Devo dire che all’interno di questa rosa d’autori era difficile tenere dei pezzi propri perché è come nei Beatles, scriveva anche Ringo Star, però c’era John Lennon, Paul McCartney. Dicevano:”Va beh, il tuo pezzo lo mettiamo qui sul frigo (ride) poi faremo un disco per te.”

Noemi - Cuore d'artista - foto di Alessio Pizzicannella

Noemi – Cuore d’artista – foto di Alessio Pizzicannella



Sono contenta di aver recuperato le mie radici italiane e di mantenere quello che ho imparato in “Made in London” perché comunque ci sono degli arrangiamenti che richiamano molto il disco di prima, come per esempio il pezzo di Sangiorgi “Fammi respirare dai tuoi occhi.”
Non sono tutte ballad, ma ci sono molti pezzi veloci, perché la parte più bella di tutto questo lavoro è poi cantarla dal vivo. Mi piace molto il contatto con la gente che viene a sentirmi, sia che siano degli scalmanati o sia che siano persone più riflessive che stanno solo ad ascoltare. Però è in quel momento che l’album si realizza, dal vivo. Sono contenta di aver molti pezzi di spessore ma anche molti pezzi con mezzi tempi e veloci. Le ballad ci sono, ma di razza, secondo me. Come “La borsa di una donna”, che al di là dell’onda di Sanremo, spero che sia un pezzo che riesca a rimanere. L’onda di Sanremo è un’onda molto alta, poi ci sono i superstiti ed io spero di essere tra loro.


Noemi - Cuore d'artista - foto di Alessio Pizzicannella

Noemi – Cuore d’artista – foto di Alessio Pizzicannella



Perché si chiama Cuore d’artista?

All’interno del disco c’è un pezzo che si chiama “Idealista!”, che Ivano Fossati ha scritto per me. Sono andata a cercarlo con insistenza. Sono riuscita ad andare a pranzo con lui. Ivano dice: “amicizie e tempo non si regalano”…, ha le sue idee molto precise. Parlando con Ivano mi sembrava di conoscerlo da un sacco di anni. Durante questo pranzo abbiamo parlato di questo disco e della mia volontà di fare un disco vero, sudato, perché ultimamente quelli che sento in giro, (anche rispettando, però ognuno fa il suo lavoro), mi sembrano un po’ plastificati. Io invece ci tenevo che tornasse il suono della musica suonata.

Con “Made in London” io mi sono molto divertita, con l’elettronica lavorata, con il tipo di suono che nasce a Londra.

Ad Ivano ho detto: “voglio fare un disco con testi bellissimi, con delle musiche che si possano suonare con la chitarra, con gli amici.” Mi piacerebbe riprendere questa dimensione che io ho vissuto, perché mio papà suona, mia madre ha sempre ascoltato musica, e mi piacerebbe che questo disco fosse ascoltato, risuonato e capito da chiunque. Non fosse tipo la nona di Beethoven, che devi essere un pianista laureato, no. Volevo che questo disco fosse risuonato e capito da chiunque.

“Cuore d’artista” è l’incipit della canzone che ha scritto Ivano Fossati per me che fa: “Mio cuore d’artista, idealista!”, che è proprio il modo in cui io ho voluto fare questo disco: un disco che uscisse fuori dagli schemi, come piace sempre fare a me, a mio rischio e pericolo. Come dice Vasco: “nessun pericolo per te, solo per me”, perché giustamente il disco è mio. Un disco che fosse idealista ma che allo stesso modo fosse un disco realista, fatto con la consapevolezza di quello che funziona, di quello che non funziona, di quello che voglio essere e di quello che non voglio essere. Questo è il mio disco.

La copertina mi descrive a tutto tondo. Paolo di Francesco ha curato l’artwork e la foto è di Alessio Pizzicannella. Mi piaceva l’idea di presentare Cuore d’artista come qualcosa di nudo, che non ha protezione, strutture, così com’è e non è solo mio ma di tutto il team che ha lavorato al progetto.

Noemi - Cuore d'artista - foto di Alessio Pizzicannella

Noemi – Copertina di Cuore d’artista – foto di Alessio Pizzicannella



TRACKLIST

1 – LA BORSA DI UNA DONNA

(M. Adami, A. Iammarino, M. Masini / M. Adami, A. Iammarino)

2 – FAMMI RESPIRARE DAI TUOI OCCHI

(G. Sangiorgi / G. Sangiorgi)

3 – AMEN

(F. Abbate, Cheope / F. Abbate, Cheope)

4 – DEVI ESSERE FORTE

(G. Pulli / G. Curreri, G. Pulli)

5 – IDEALISTA!

(I. Fossati / I. Fossati)

6 – I LOVE U

(Veronica Scopelliti, Cheope / Veronica Scopelliti)

7 – MENTRE ASPETTO CHE RITORNI

(A. Flora / A. Flora)

8 – DEVI SOLTANTO ESISTERE

(Pioppi / Curreri, Fornili)

9 – VERONICA GUARDA IL MARE

(S. Grandi / S. Grandi,G. Curreri, Barnarba, )

I pezzi a cui tengo di più

Al numero 1 c’è “La borsa di una donna”. Il testo mi ha colpito al primo ascolto, scritto da Marco Masini, Adami e Antonio Iammarino. E’ una canzone che descrive le donne in maniera molto trasparente, ironica, realistica, mai cattiva però senza essere in qualche modo negativa. Una donna che oggi come oggi ha una vita molto piena: da madre, lavoratrice, parte attiva nella comunità. Sono contenta di essere stata scelta da Marco, che mi ha detto di aver scritto questo pezzo proprio per me. E’ un pezzo che teneva nel suo “borsello” perché inizialmente lo voleva cantare lui, poi ha pensato che forse un testo del genere cantato da una donna avrebbe avuto più forza e mi sento onorata di essere stata scelta.

Devo dire che sono fortunata perché penso di essere considerata bene, perché ho dovuto cantare pezzi molto tosti, (non sempre, ma la cellulite non è che sia stata una passeggiata da cantare.) Questa è una coccarda che io mi metto al petto, perché essere scelta di cantare una canzone del genere è una bella sfida. L’arrangiamento che ha fatto Celso Valli è un arrangiamento molto bello. Gli archi non sono scontati, non sono quelli super pompati, è un arrangiamento di archi molto misurato che dà al brano quella crescita e dinamica di cui il pezzo ha bisogno. Non è un pezzo scontato perché il testo è molto articolato: non ci sono parole scontate o banali e anche la struttura non è per niente scontata: non è fatta da strofa, ritornello, strofa, ma è un brano con un continuo crescendo che alla lunga poteva diventare impegnativo. Invece penso che possa arrivare alla gente.

Sono contenta di portare a Sanremo un pezzo che non parli d’amore. Per la mia età e per il tipo di percorso che io ho in mente per me mi piacerebbe di riuscire a parlare nelle mie canzoni di cose molto diverse e questo è uno dei pezzi che me ne dà la possibilità.

Fammi respirare dai tuoi occhi“, è un pezzo scritto da Giuliano Sangiorgi. Lui me ne aveva mandati addirittura due pezzi. Gli dissi: “perché non mi scrivi un pezzo veloce”, e lui mi inviò questa canzone. Ci tengo a sottolineare che il lavoro degli interpreti non è autoriale ma di rifinitura. Lavorare con Giuliano è fantastico, perché è estremamente alla mano, tranquillo. Ho cercato insieme a Celso di lavorare su un arrangiamento che s’allontana un po’ dal resto del disco perché volevo che ci fosse il sound tipico di Giuliano e dei Negramaro, perché è un tipo di sound che a me piace molto. “Fammi respirare dai tuoi occhi” è un’immagine bellissima, parla del fatto di avere qualcuno a fianco che anche se tu sei a zero, ti da la forza di ricominciare, la possibilità di vedere la stessa cosa con gli occhi di qualcun altro. Anche per capire i nostri limiti, quello che non funziona, che non va.

L’altro pezzo a cui tengo moltissimo è “Amen“. E’ una canzone scritta da Federica Abbate e Cheope e appena l’ho sentita a dicembre 2014, ho detto: “Il pezzo è mio”.

Sembra quasi una dichiarazione, d’armistizio dell’anima che dice: “adesso basta, ho lottato contro tutto e contro tutti, ma adesso basta.” Quanto ho sentito questa canzone mi ci sono ritrovata. Non ti nascondo che questo è un pezzo a cui ho lavorato per molto tempo e mi è capitato di ascoltare molto spesso durante il periodo di Parigi e di tutto quello che è successo al Bataclan e mi sono accorta che oltre ad essere un pezzo che può essere un pezzo sentito a livello personale, può rappresentare quello che stiamo vivendo noi oggi.

La frase “siamo figli della stessa terra e siamo in guerra” mi circolava nelle orecchie in quei giorni, e questo testo era stato scritto un anno e mezzo prima – e mi sembrava che facesse il quadro della situazione alla perfezione.

E’ importante che un disco di un certo tipo abbia un certo suono contemporaneo ma che anche che i temi trattati nei testi siano attuali. Questa canzone può essere vissuta su più livelli e mi ha dato la possibilità di aggiungere un altro piccolo gioiello all’interno del mio album.

“Idealista!” è il pezzo scritto per me da Ivano Fossati, che sono andata a disturbare a Genova per un pranzo insieme. Mi piaceva sviscerare bene questa cosa perché i suoi testi sono veramente belli. Io sono un’idealista, ma con grande coscienza di quello che mi piace e quello che non mi piace. In realtà io ho sempre giocato secondo le mie regole. Anche il fatto di andare a Londra, di capire da lontano chi fossi, di fare un disco come questo, che fosse di questo tipo, sudato, meno plastificato: ho cercato di essere molto trasparente. Trasparenza però di un idealismo molto realistico, fatto con molta coscienza.

Ivano Fossati descrive così la sua canzone:

IDEALISTA! è lo sguardo ironico, materiale e ribelle di una ragazza di trent’anni che dice chiaro di non volersi “allineare”, di conoscere le fregature e non rincorrere le disillusioni inutili dell’amore. Lei lo fa con distacco, senza parole complicate e con divertimento. Si fida dell’istinto e del suo cuore rivelatore, lascia indietro il passato. Preferisce metaforicamente sedersi “in fondo” (a un cinema? a un autobus che viaggia? a tutta la società̀?) e guardare scorrere le cose finché la vita sia come lei desidera, con un senso di granitico realismo (“Basta che funzioni”- Woody Allen). E’ una donna grintosa che si difende con molti “no” ma insieme sorride di quello che vede intorno. Forse è addirittura più REALISTA che IDEALISTA, o paradossalmente le due cose insieme. Non importa, in fondo il cuore e l’istinto non hanno mai sbagliato. Basta che le cose funzionino e nessuno parli per lei.

“Devi essere forte” è un pezzo molto maturo per l’età dell’autore, Gerardo Pulli, un autore giovanissimo che mi ha fatto conoscere Gaetano Curreri. E’ un ragazzo minimalista con un grandissimo gusto battistiano nelle sue melodie. Mi ha mandato questa canzone solo con chitarra e voce. Mi piace perché oggi si parla molto di talent, spero che il fatto d’averlo inserito nel mio disco possa essere l’occasione per lui di poter scrivere ancora e farsi conoscere.

Mi ci ritrovo molto in questo pezzo, quando dice:

“hai bisogno di una vita, trovare spazio tra le cose” e una bussola quando dice “devi essere forte, devi convincerti che hai ragione pure tu”. Queste 4 frasi mi hanno fermato, mi ci sono trovata tantissimo e il piano è bellissimo, ricorda un po’ quello di Sally (è anche dello stesso compositore).

“Mentre aspetto che ritorni” è il pezzo più pop, mi diverto tantissimo a cantarlo, è una bellissima ballata rock, bella potente, (non ci sono canzoni emo in questo disco). Anche nella dimensione dell’amore si vive in maniera forte. Parla di una donna forte e mi piace l’idea di una donna che può essere un punto di riferimento per l’uomo.

“Veronica guarda il mare” è scritto da Gaetano Curreri (Stadio). Questo sarà un Sanremo tra amici.

Chi ha ascoltato i pezzi di Sanremo ha applaudito molto il suo pezzo e il pezzo degli Stadio, ci sarà, forse, un testa a testa?…

Noemi - Cuore d'artista - foto di Alessio Pizzicannella

Noemi – Cuore d’artista – foto di Alessio Pizzicannella

Nei prossimi giorni sarà attiva la mia app. E’ una cosa molto bella, mi piace il rapporto diretto con i fan e il fatto di avere un’applicazione e una piccola piazza virtuale con delle persone che ti seguono e ti danno la possibilità di girare l’Italia a fare musica. Inutile dire che ci saranno contenuti speciali dedicati a tutti quelli che scaricheranno l’app.

Su iTunes potete effettuare il pre-order dell’album e ascoltare in anteprima le prime due tracce.

Veronica Scopelliti, in arte Noemi

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