The Americans è tornato

The Americans, una vera chicca radical chic, è appena tornato sugli schermi americani. Di cosa parlerà la nuova stagione?

Sul canale via cavo americano FX è iniziata la quarta stagione di The Americans, una delle serie televisive più complesse e sfaccettate che vanno in onda. Guardandola impariamo qualcosa, ci spaventiamo e ci divertiamo; non tutte le serie tv ci soddisfano in anche solo uno di queste caratteristiche.


Fondamentalmente The Americans è uno show sullo spionaggio incentrato su due spie russe sotto copertura in america; Nadezhda (Kerri Russell) e Mischa (Matthew Rhys) si fingono una coppia sposata, i Jennings. L’unione tra Philip e Elizabeth è stata programmata dal KGB molti anni prima, nel corso dei quali il loro falso matrimonio è diventato reale e, come nelle più normali delle famiglie, hanno un paio di bambini, Paige e Henry. Possiedono una agenzia di viaggio e vivono nella più tipica delle casette con giardino fuori Washington.
Nel seminterrato tra un bucato e l’altro traducono e mandano messaggi in codice e progettano efferati assassini dopo i quali tornano placidamente alle loro case.


Il titolo dello show è polisemico di per sé. Gli americani potrebbero essere Paige e Henry, nati e cresciuti in America con solidi radici cristiane oppure potrebbe riferirsi a Philip ed Elizabeth che si sentono, più o meno, a casa in quello che per loro dovrebbe essere territorio nemico. Oppure potrebbe riferirsi agli americani veri e propri, che sono mostrati in tutta la loro inconsapevole debolezza. Forse gli americani siamo tutti noi che pur non essendo spie abbiamo i nostri segreti nei confronti di figli o partner, tutti abbiamo la nostra doppia vita, forse la nostra è solamente un po’ più noiosa.


The Americans si sdoppia, quindi, da serie sullo spionaggio a un intricato show sulla famiglia. Philip ed Elizabeth lavorano troppo come tantissime persone al giorno d’oggi. Come genitori tentano di proteggere i propri figli dal mondo degli adulti mentre pian piano li guidano verso di esso. Come coppia sposata continuano a valicare i limiti tra privacy e intimità, indipendenza e dipendenza, lussuria e noia.
Per lavoro Philip ed Elizabeth sono costretti a travestirsi e ad avere rapporti sessuali con altre persone e questo interferisce con la loro vita di coppia.
Una famiglia normale, semplicemente meno noiosa, insomma.


The American, però, è anche divertente, i rimandi ridicoli sono continui ed è romantico: ogni volta che Philip ed Elizabeth mostrano segni di vero affetto viene da commuoversi. L’intesa tra i due personaggi ha poi un risvolto nella realtà Kerri Russell e Matthew Rhys sono diventati una coppia durante le riprese e ora aspettano un figlio insieme.


L’affetto fa così tanto effetto perché il mondo in cui vivono i Jennings è spietato e violento. Non ci sono molte speranze di vivere una vita normale. Il loro miglior amico è Stan Beeman, un agente del controspionaggio che gli sta dando la caccia e che, probabilmente, prima o poi dovranno uccidere, così per il pastore a cui si affida Paige. I Jennings vivono in un mondo pieno di bugie e omicidi, non hanno scelta, non hanno futuro per questo vivono nel presente.


Vivono nel presente anche perché la loro vita è stata dura e piena di abusi e avvenimenti tristi, ogni singolo aspetto della loro vita è di proprietà del KGB. I Jennings tentano di essere degli ottimi genitori per i loro figli ma la loro idea di normale non è normale.


Come se non bastasse lo show è triste anche per il periodo in cui si svolge. In quegli anni la guerra fredda stava per finire e tutti i sacrifici, tutte le cose terribili che i Jennings fanno non potranno impedire alla Russia di perdere. Noi lo sappiamo e loro no ma non possiamo che cogliere un senso di disperazione che permea lo show. Una serie radical chic, appunto.

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