The Walking Dead un pessimo midseason finale

The Walking Dead è arrivato alla fine della prima parte della sesta stagione e forse è un bene

Questa prima metà della sesta stagione di The Walking Dead è stata piena di alti e bassi. Dalle prime puntate senza infamia e senza lode fino alla stupenda puntata su Morgan Here’s not Here. Il peggio Scott Gimple l’ha raggiunto con la scorsa puntata Heads Up, la “resurrezione” di Glenn e questo midseason finale continua su questa china.


Start to finish non riesce mai a farci venire i brividi o farci gridare dalla disperazione per lo hiatus che abbiamo davanti (The Walking Dead ricomincerà a febbraio). Niente sembra funzionare come dovrebbe in questo episodio, cosa ci importa del fato del più piccolo dei figli di Jessie quando un’orda di zombie sta invadendo Alexandria?


Questo forse è il problema più grande dello show ultimamente. The Walking Dead si sta fissando a raccontarci un sacco di piccole storie ed evita i fuochi d’artificio per cui è diventata famosa. The Walking Dead si sta sedendo sugli allori e sta diventando più noiosa.


La quinta stagione era finita con un cliffhanger degno di questo nome ora i nostri sono in mezzo a un’orda di walker con un bambino che chiama la mamma.


Dopo la non morte di Glenn, poi, anche la situazione di Deanna, apparentemente senza uscita ha perso drammaticità. Non voglio dire che anche Deanna si salverà ma c’è la possibilità che succeda qualcosa di improbabile e che lei si salvi per cui il momento ha perso poesia.


Deanna prima di andarsene ha fatto un ideale passaggio di consegne a Rick investendolo del ruolo di leader dei suoi ex cittadini. Un ritorno alla normalità, l’esempio della svolta conservatrice di The Walking Dead.


Una svolta che che si sente anche quando Morgan e Carol si scontrano per la vita del Wolf. Un punto della trama con risvolti potenzialmente interessanti che però si risolve nel modo più classico possibile: Carol aveva ragione, Morgan è stato idealista e qualcuno ha rischiato la vita a causa di questo.


Molti dei prossimi personaggi che finiranno sulla lista del triste mietitore saranno abitanti di Alexandria e lo show non ha fatto nulla, a parte eccezioni come Enid, per farceli apprezzare. Dubito che qualcuno spargerà una lacrima per la dipartita di Ron o Sam.


Non che non ci siano potenzialità. L’idea che questi personaggi si mettano a posto e ricostituiscano una società è elettrizzante ma l’indirizzo che The Walking Dead ha preso fa sembrare anche questa direzione potenzialmente noiosa. I personaggi durante tutta questa stagione non hanno fatto altro che parlare di cosa è la società per loro: noioso.


La quinta stagione era finita con qualche crepa nella infallibilità di Rick. Dopo il folle discorso pistola alla mano della quindicesima puntata della quinta stagione quando viene fermato, per il suo bene, da Michonne Rick ha ricominciato a tornare a essere il noiosissimo sceriffo che ha sempre ragione. Nonostante il suo folle piano di condurre l’orda lontano dalla cava non abbia funzionato Rick non ha perso un grammo di fiducia da parte del suo gruppo.


Fiducia che invece noi dobbiamo dare a Scott Gimple per quanto riguarda la seconda metà della stagione. Non abbiamo scelta al contrario dei protagonisti di The Walking Dead.

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