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True Detective, Church in Ruins

True Detective si avvicina alla fine, il caos aumenta e spunta l’orgia in stile Eyes Wide Shut

La scorsa puntata di True Detective è finita con Ray che batteva alla porta di Frank con intenti bellicosi e da lì ripartiamo in questa puntata. I due sono seduti al tavolo della cucina con entrambi la pistola in mano in quello che sembra una scena da B movie. Ray è fuori di sé perché ha scoperto che Frank ha approfittato della situazione della moglie per poter ricattare Ray, allora un vice sceriffo, e gli ha fatto uccidere una persona per lui con l’inganno. Ci sono tutti i presupposti, considerando che Ray ha ammazzato di botte il padre di un compagno di classe del figlio per quasi nulla, per farlo scoppiare ma incredibilmente finisce tutto a tarallucci e vino. Frank si scusa, parla di un errore innocente e del fatto che l’uomo ucciso da Ray fosse un uomo che, comunque, meritasse di essere ucciso. Ray sbollisce la rabbia, Frank gli dice di non provare più presentarsi a casa sua con l’intenzione di sparargli e che lui è uno dei pochi amici che gli sono rimasti.


Nel frattempo Ani e Paul sono al capanno in cui è chiaramente successo qualcosa di molto brutto e che avevano trovato seguendo degli avvoltoi la settimana prima. La scientifica dice che la scena è contaminata e di non sperare di scoprire granché e in aggiunta arriva uno sceriffo che reclama la sua giurisdizione sul caso. I due quindi si concentrano di nuovo sui diamanti blu e Paul scopre, attraverso un assicuratore, che quei diamanti sono scomparsi da una gioielleria durante gli scontri del ’92 a Los Angeles. La fermata successiva di Paul è quindi un ex poliziotto che gli racconta la storia di quella rapina con tanto di particolari sui due figli dei proprietari. E si apre un’altra parentesi, a due puntate dalla fine, che si fa fatica a collegare alla storia principale.


Frank, dopo l’amichevole chiacchierata con il suo vecchio amico Ray si mette alla ricerca del disco rigido scomparso dalla casa di Caspere e per far questo “interroga” con una sparachiodi un ex scagnozzo del messicano responsabile della sparatoria di Vinci, questo lo mette sulla strada della prostituta che ha portato fisicamente i diamanti al monte de pegni, ci parla al telefono e la trova morta, uccisa da dei trafficanti di droga messicani fondamentalmente per nessun motivo. Chi sono questi nuovi personaggi? Hanno un motivo di esistere all’interno dello show? Crediamo di no ma Pizzolato ormai è a briglia sciolta.


Nell’ultima parte della puntata però si tocca il massimo. Ani decide di infiltrarsi in uno di questi famosi party organizzati dall’uomo di Frank e dal figlio del sindaco. Arrivata nella villa dove si svolge il party, seguita da Paul e Ray, le viene data, sotto forma di spray orale della MDMA. Ani, da buona figlia di santone hippie riesce a farsi un trip psichedelico da una droga che psichedelica non è immagina un incrocio tra Charles Manson e Rasputin che la porta da bambina in un furgoncino Volkswagen con intenti poco simpatici, il tutto mentre vaga in una versione più alla buona di una party alla Eyes Wide Shut. Mentre Ani si incammina verso la strada dell’illuminazione Paul e Ray sentono parlare di un contratto per della terra molto danaroso. Quale miglior posto per parlare di un contratto che durante un party ad alto contenuto sessuale. I due entrano e rubano il contratto mentre nel frattempo Ani si riprende dal trip per rendersi conto che ha di fianco a sé la ragazza scomparsa della prima puntata. Ani e la ragazza scappano, uccidendo uno scagnozzo nel frattempo e proprio mentre aprono la porta della villa arriva Paul pronto ad aiutarle. Segue fuga nella notte a fari spenti mentre le pallottole fischiano e una delle battute più scarse di tutta la serie, finora: “Ma questo contratto è pieno di firme!” detto da uno sconvolto Paul mentre controlla la refurtiva.


True Detective non è brutto, è normale. Pizzolato allontanandosi dalle paludi infestate di coccodrilli della sua infanzia ha perso quel tocco che distingueva la prima stagione di True Detective dal marasma di serie poliziesche che riempiono i palinsesti USA e la dipartita di Cary Fukunaga è stata più dura da assimilare di quanto i produttori e lo stesso Pizzolato si immaginavano. Mancano solo due puntate al finale di stagione e c’è da sperare che il livello torni all’eccellenza a cui eravamo abituati, True Detective merita di meglio.

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