ADRIANO DE MAIO UNA VITA PER LA RAI

Adriano De Maio, classe ’69, autore televisivo e dirigente di Raiuno, ha iniziato la sua collaborazione con la tv pubblica nel 1987.
Il suo sogno era lavorare per la Rai e a soli 15 anni si faceva accompagnare dal papà davanti ai cancelli della Rai di via Teulada per consegnare i suoi vhs con le interviste che lui realizzava. Il papà – racconta De Maio – dovette fare qualche cambiale per accontentare la passione del figlio e comprare uno dei primi registratori vhs portatile con telecamera.
Da allora Adriano De Maio di strada ne ha fatta ed ora si occupa principalmente di programmi di intrattenimento ed è responsabile dell’Arena di Massimo Giletti.
Ha lavorato per Raidue, Rai International e come responsabile palinsesto e marketing del canale sperimentale digitale Rai DOC-FUTURA ideando format come Alta Accessibilità e Genesi.
Ha avuto ottime recensioni per la riedizione nel 2003 di SPECIALE PER VOI programma che fu ideato da Renzo Arbore e Leone Mancini nel 1969. La nuova edizione del programma, condotto da Ambra Angiolini, intitolato “Speciale per Voi, trent’anni dopo o poco più” è stato il primo esperimento di riproposizione di un format RAI.
La sua energia creativa e le sue idee per la TV pubblica sono tante, appartiene ad un gruppo di dirigenti Rai interessati al prodotto e alla qualità dei programmi, dimostrando che all’interno dell’azienda esistono energia, creatività e capacità organizzativa.
Dal questionario Proust emerge non solo la grande energia di Adriano De Maio ma anche la sua grande passione per il lavoro, l’onestà e l’apertura mentale.

 

Il tratto principale del tuo carattere.
Avere sempre nuovi progetti. Perseguirli, e realizzarli…fino in fondo.

La qualità che ammiri in un uomo.
Saper mantenere la parola data, non serve un “contratto”, basta una stretta di mano (stile New Jersey)

La qualità che ammiri in una donna.
L’indipendenza. Una donna deve essere sempre indipendente. L’indipendenza è libertà. Purtroppo viviamo ancora in un paese con “residui di maschilismo”.

Quel che apprezzi di più nei tuoi amici.
Il parlare chiaro, anche a costo di dire cose spiacevoli.

Il tuo principale difetto.
Il “detto fatto”. Non mi piace rimandare le cose. Se si decide qualcosa, si procede subito (sono consapevole che questo stile di pensiero ha pro e contro).

La tua occupazione preferita.
Il lavoro. Oggi avere un lavoro è un privilegio. Doppio perché è il lavoro che desideravo fare da ragazzino. Mio padre si alzava alle quattro del mattino e faceva cento chilometri al giorno per lavorare in un a conceria.

Il tuo sogno di felicità.
Condividere i miei risultati nella vita e nel lavoro con il prossimo. Non si può essere felici da soli. La felicità è un sentimento “relativo”.

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia.
Non avere più la salute. Se stai bene puoi anche cadere e rialzarti. Se non ti senti in forma rischi di perdere tutto.

Quel che vorresti essere.
Una bella persona. Una persona utile alla comunità.

Il paese dove vorresti vivere.
Sto bene dove sto, non mi sposterei mai. La tecnologia ci aiuta, oggi il mondo è a portata di “mouse”, a che serve spostarsi.

Il colore che preferisci.
Il rosa, mette allegria.

Il fiore che ami.
Il girasole. Mi affascina la sua vita, sempre al Sole, il Sole è vita.

L’uccello che preferisci.
Il Falco. Dall’alto (come l’Aquila) ha la visione generale, poi punta la preda e parte…

I tuoi autori preferiti in prosa.
Vittorio Alfieri “…vòlli, e vòlli sempre e, fortissimamente volli…” è il mio motto di vita, molto simile al titolo di un film di TOTO’… “Chi si ferma è perduto”. Poi Luigi Pirandello per il suo “umorismo alto” e ricco di significato.

I tuoi poeti preferiti.
Due napoletani, che meglio hanno “poetificato” la napoletanità, il dna di chi nasce in questa magica città, Ferdinando Russo e Salvatore Di Giacomo.

I tuoi eroi nella finzione.
D’Artagnan, Robin Hood, il comandante John Koenig della Base Lunare Alfa in Spazio 1999. Paladini del bene, grandi capitani, a costo della propria vita.

Le tue eroine preferite nella finzione.
Ladyhawke, l’amore vince sempre, e Tris la protagonista di Divergent, di diversità virtù.

I tuoi compositori preferiti.
Non ho mai seguito la musica classica, per me i più grandi sono Pino Daniele un innovatore e Claudio Mattone che mette le note una accanto all’altra creando un effetto inspiegabile che tocca la nostra anima.

I tuoi pittori preferiti.
Pablo Picasso un rivoluzionario, Antonio Ligabue , l’esplosione della natura e del colore.

I tuoi eroi nella vita reale.
Steve Jobs ha reso il suo sogno realtà, John Nash ha vinto la sua sfida principale con una malattia che inganna, la schizofrenia.

Le tue eroine nella storia.
Elisabetta I, e Giovanna D’Arco, spesso anche io ho l’impressione di sentire delle voci…

I tuoi nomi preferiti.
Marco, Federica, Chiara, Francesco. Anche per il valore dei Santi con questo nome.

Quel che detesti più di tutto.
L’ignoranza. E’ la causa di molti nostri mali.

Quel che c’è di brutto in te.
La troppa schiettezza e la capacità di giustificare sempre tutti. Non mi aspetto nulla da nessuno.

Il dono di natura che vorresti avere.
La capacità di alleviare il dolore fisico per il prossimo.

Lo stato attuale del tuo animo.
Compresso, tormentato. Non ho ancora realizzato nulla, ho tante idee, ma combatto molto per realizzarle. E’ come se avessi l’orologio al polso che fa sempre l’ora esatta in un mondo dove ognuno va cinque minuti avanti, sette minuti indietro…a che serve avere l’ora esatta? (non è una mia frase).

Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza.
Lavoro molto, sono esposto quotidianamente all’errore… quindi chi lavora sbaglia…

Il tuo motto.
Chi si ferma è perduto…

Come vorresti morire.
Da vivo. Come disse una volta Miriam Mafai scrittrice e politica italiana.

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