Alain

ALAIN ELKANN RITRATTO DI UNO SCRITTORE

Alla ricerca “immagini di Alain Elkann” su internet, scorgo una foto di quando aveva forse trent’anni, capelli nerissimi, folti, lineamenti perfetti, sguardo delicato.
A vederlo, se non sai chi è il bel giovane, che si darà poi alla scrittura e al giornalismo, penseresti si tratti di un attore.
Nato non bene, benissimo, famiglia ebrea praticante, padre banchiere, industriale e rabbino, madre anch’essa discendente da una dinastia di banchieri, non è chiaramente uno che ha dovuto fare il cameriere per pagarsi gli studi…


Tanto per rimanere in tema di grandi dinastie, nel 1975 sposa Margherita Agnelli.
Maturata la sua passione per la scrittura e il giornalismo, fatale fu l’incontro con Furio Colombo, allora portavoce degli Agnelli a New York e corrispondente del giornale degli Agnelli La Stampa.
I maligni potranno pensare: giocava in casa il ragazzo, troppo facile vincere la partita.
Tuttavia, lo sappiamo, se c’è un mestiere dove proprio non puoi barare in nessun modo è proprio quello della scrittura, perché o sai scrivere o non sai scrivere.
Elkann, diciamolo tranquillamente, sa veramente fare il suo mestiere.
La sua scrittura, il suo stile, gli somiglia molto, ha uno stile delicato, lievemente edulcorato, talvolta infantile.


Negli anni pubblica moltissimo tra romanzi, racconti e saggi .
L’ultimo, interessantissimo, suo libro Camminare Insieme è un libro importante che raccoglie le testimonianze di tre autorevoli voci delle tre religioni monoteiste Emilio Toaff, Carlo Maria Martini, El Hassan Bin Talal.
I tre, rispondendo alle domande di Elkann, delineano l’orizzonte comune nel quale dovrebbero muoversi le tre religioni monoteiste, l’ebraica, la cristiana e la musulmana , e cioè il dialogo e la fratellanza.
Confesso una certa tensione nel contattare Elkann per sottoporgli il questionario Proust perché avvertivo in quest’uomo una sorta di freddezza e distanza disturbante, tuttavia, come spesso accade, mi sbagliavo perché Elkann si mostra estremamente disponibile e mi dice: “Non si preoccupi mi faccia tutte le domande che vuole”.


La sua voce al telefono, flemmatica e serena me lo fa immaginare adagiato su un enorme divano antico, in un grande salone pieno di mobili antichi ed opere d’arte, quest’immagine mi viene alla mente perché evidentemente suggestionata dall’immaginare che uno come Elkann non abiterà certo in una casa con due stanze bagno e cucina e il mutuo da pagare .
La ricchezza però intimorisce solo i poveri di spirito.
Ciò che mi colpisce di quest’uomo alto, bello ed elegante è il suo concedersi pause lunghissime nel rispondere al questionario Proust, facendomi intendere che è un uomo che a se stesso concede molto tempo, difatti tra i suoi difetti segnala, con sincerità, l’ egoismo.


E’ padre di tre figli Ginevra, dolce e delicata ragazza che si occupa di produzioni cinematografiche, John Elkann che è stato in qualche modo la salvezza della dinastia Agnelli e di Lapo, ragazzo inquieto che forse è quello che incarna, con la sua inquietudine, le complesse verità che si tramandano ed ereditano tra le generazioni, perché, sia chiaro, l’eredità, l’unica, non è quella materiale , soldi e palazzi, ma quella del desiderio profondo che ci abita e che ci rende unici al mondo.


ALAIN ELKANN RITRATTO DI UNO SCRITTORE


Il tratto principale del tuo carattere.
La volontà e la perseveranza.


La qualità che ammiri in un uomo.
L’intelligenza.


La qualità che ammiri in una donna.
L’intelligenza.


Quel che apprezzi di più nei tuoi amici.
La sincerità.


Il tuo principale difetto.
L’egoismo.


La tua occupazione preferita.
Scrivere.


Il tuo sogno di felicità.
Non esiste ci sono dei momenti felici che sono di vario genere.


Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia.
Un conflitto atomico.


Quel che vorresti essere.
Migliore.


Il paese dove vorresti vivere.
Non in uno solo.


Il colore che preferisci.
Blu.


Il fiore che ami.
Le rose.


L’uccello che preferisci.
Le rondini perché portano la primavera.


I tuoi autori preferiti in prosa.
Tanti, Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij.


I tuoi poeti preferiti.
Dante, Kavafis.


I tuoi eroi nella finzione.
Mi piacciono i personaggi delle storie d’amore Tristano e Isotta, Romeo e Giulietta, Ginevra e Lancillotto.


Le tue eroine preferite nella finzione.
Il personaggio Nataša Rostova in Guerra e Pace di Lev Tolstoj.

I tuoi compositori preferiti.
Mozart.


I tuoi pittori preferiti.
Antonello da Messina, Piero della Francesca, Diego Velázquez, Francisco Goya.


I tuoi eroi nella vita reale.
Non mi piacciono gli eroi.

Quel che detesti più di tutto.
La stupidita.


Quel che c’è di brutto in te.
Sta agli altri dirlo.


I personaggi storici che apprezzi di più.
Nel ‘900 e Winston Churchill.


L’impresa militare che ammiri di più.
Lo sbarco in Normandia il D-Day.


La riforma che apprezzi di più.
Il voto alle donne.

Lo stato attuale del tuo animo.
Sereno.


Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza.
Tante….


Il tuo motto.
Non piegare mai le ginocchia.


Come vorresti morire.
Senza accorgermene.

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