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MASSIMO FINI, RITRATTO DI UN GIOVANE VECCHIO VERO SCRITTORE

Massimo Fini è per me una scoperta recente, il coup de foudre avviene leggendo la sua bellissima autobiografia Una vita , Un libro per tutti o per nessuno.

Ciò che mi cattura del libro è prima di tutto la copertina: un bambino paffuto dolcissimo e riccioluto sta vicino a un ragazzetto borghese, capelli pettinati con la riga di lato, camicia bianca e golfino di cachemire, questo perfetto liceale sta accanto ad un quarantenne sexy da morire, con il ciuffo spettinato la camicia aperta sul petto e una sigaretta in bocca come i divi americani, questo sogno erotico sta poi accanto ad un cinquantenne con giubbotto di jeans che con sguardo fiero sembra dire: “ho capito tutto , non mi piace , ma vado avanti.”


MASSIMO FINI, RITRATTO DI UN GIOVANE VECCHIO VERO  SCRITTORE


In alto troneggia un signore ormai maturo, aria altera e sguardo duro, con una giacca nera, che un po’ m’intimorisce.

Tra queste figure confesso l’ attrazione verso il quarantenne spettinato con la sigaretta in bocca , ad uno cosi puoi dare anche la verginità anzi direi che è quasi doveroso!

Superata la fascinazione estetizzante, è una trappola in cui si cade spesso, passo alle cose serie, leggo il libro e resto affascinata dalla grande scrittura di Massimo Fini: l’uso della punteggiatura, il ritmo, il pensiero fluido, semplice e diretto.

Non riesco a staccarmene, la sua fame di vita, la sua dedizione al lavoro, l’amore autentico per il suo mestiere di giornalista mi catturano e, neanche fosse Dostoevskij, continuo a leggere perché Massimo Fini è davvero un’ eccelso scrittore.


Ha scritto tantissimi libri per non parlare dei suoi innumerevoli articoli giornalistici .

Il libro mi attrae anche per altri motivi, scopro un mondo a me sconosciuto, attraverso con lo sguardo attento di Massimo Fini non solo un pezzo della storia d’Italia ma anche della storia del giornalismo italiano.

Sottolineo prendo appunti e, tra le tante frasi, annoto :

“A me è interessato sempre, solo e semplicemente, l’uomo”.

Leggendolo mi accorgo di un’altra qualità di Massimo Fini la chiaroveggenza, anticipa eventi che poi accadranno talmente sono profonde e precise le sue analisi.


La veggenza è una qualità rara di cui sono dotati taluni grandi scrittori.

Come dice bene il premio nobel per la letteratura Patrik Modiano: “Credo alle coincidenze e talvolta a un dono di veggenza nei romanzieri …e la parola “dono” non è termine giusto, dal momento che suggerisce una sorta di superiorità. No, si tratta semplicemente di qualcosa che fa parte del mestiere, il bisogno di fissare la mente su piccoli particolari -e questo in modo ossessivo -per non perdere il filo e non lasciarsi andare alla pigrizia. Questa tensione, questa ginnastica mentale può sicuramente suscitare alla lunga fugaci intuizioni concernenti fatti passati o futuri come scrive il dizionario Larousse alla voce veggenza.”



MASSIMO FINI, RITRATTO DI UN GIOVANE VECCHIO VERO  SCRITTORE



Quando uno scrittore ti piace, si sa, non ti basta un solo assaggio, diventi ingordo e cosi passo alla lettura di Nietzsche. L’apolide dell’esistenza. Ritrovo il suo bel ritmo , la sua punteggiatura elegante ma scopro un’altra qualità di Massimo Fini: la capacità di documentarsi in modo preciso, da grande saggista. Di Nietzsche ci regala un ritratto fluido e allo stesso tempo penetrante, privilegiando quei piccoli aneddoti, quei dettagli della vita di un uomo che tante volte, come Fini insegna, raccontano più di tutto chi si è veramente, l’ essenza, la verità più autentica.

Cosi, il Nietzsche che avevo studiato all’ Università diventa finalmente accessibile , lo vedo camminare per l’ Europa solo e disperato, lo vedo muoversi nella sua stanza, intuisco un mondo, un’esistenza, una solitudine e una grandezza attraverso il bel racconto di Massimo Fini.


Quando chiudi il libro Nietzsche è diventato tuo amico, ti spiace solo di non poterlo invitare a fare una passeggiata, lui che le adorava e che passeggiando ha concepito pensieri che hanno mutato il corso della storia del pensiero come, per esempio, la teoria dell’ eterno ritorno dell’uguale.

A proposito di temporalità, Massimo Fini ne è un appassionato , anzi, potremmo dire, che ne è uno specialista.

A lui il tempo interessa moltissimo e me ne accorgo passando alla terza lettura, un altro piccolo gioiello Ragazzo. Storia di una vecchiaia dove ritrovo in copertina quel “figo” con la sigaretta in bocca che avevo visto di passaggio sulla copertina di Una Vita…


MASSIMO FINI, RITRATTO DI UN GIOVANE VECCHIO VERO  SCRITTORE


Ragazzo, storia di una vecchiaia, mi fa compagnia per una notte intera…,nel senso che leggo il libro durante una notte insonne. Verso le quattro del mattino non so più se Fini è un vecchio o un ragazzo il tempo si confonde, il tempo magicamente scompare e c’ è solo lui Massimo , le sue parole, il suo pensiero e le parole vecchio, giovane, perdono di significato, c’è solo la sua bellezza, la sua verità che sta nelle parole e nel suo pensiero e non nei corpi…

In Una vita Fini racconta di come da bambino si ostinò, complice la mamma autoritaria, a non portare gli occhiali, quell’ostinazione infantile di essere sempre conforme alle sue idee non l’ha abbandonato per tutta la vita come pure quel suo senso autentico della libertà .


Ma ciò che mi attrae più di tutto di questo giovane, vecchio, bambino è il suo senso etico, il suo rigore nel portare avanti il suo pensiero.

Questo rigore, Massimo Fini, anche con qualche bicchiere di vino di troppo, l’ ha mantenuto anche nella vita e nel rapporto con le donne . Non è mai stato un falso, un doppiogiochista, non ama avere un amante perché sa amare le donne una per volta perché quando le sai ascoltare le donne, quando le sai vedere per davvero, puoi lasciarle, certo, ma non ferirle, non tradirle…

Massimo Fini ha questo meraviglioso dono di saper ascoltare e capire .


La dolcezza e la passione per il pensiero, la sua capacità di ascoltare l’altro e di comprenderlo ne fanno un essere speciale .

L’ho conosciuto con una sigaretta spezzata tra le labbra che non abbandona mai, “come il surrogato di un capezzolo” dice lui , ironico.

Non voglio inoltrarmi nella discussione di alcune sue prese di posizione considerate estremiste, non m’interesso di politica, è troppo noiosa.

Mi piace quel che dice di noi donne: “La donna è orgiastica, baccante, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale”.

Al questionario di Proust si è concesso con molta serietà, riflettendo scrupolosamente sulle risposte tutte in linea con il suo essere, nessuna sorpresa perché Massimo Fini è uno vero.


Il tratto principale del tuo carattere.

La costanza.


La qualità che ammiri in un uomo.

Il coraggio.


La qualità che ammiri in una donna.

La dolcezza.


Quel che apprezzi di più nei tuoi amici.

L’affetto.



Il tuo principale difetto.

Non saper dire di no.


La tua occupazione preferita.

Il gioco d’azzardo.



Il tuo sogno di felicità.

Felicità e una parola proibita.


Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia.

La morte di un figlio.


Quel che vorresti essere.

Un torero.


Il paese dove vorresti vivere.

L’Afghanistan.



Il colore che preferisci.

Il rosso.


Il fiore che ami.

Nessuno.


L’uccello che preferisci.

La rondine.


I tuoi autori preferiti in prosa.

Fëdor Michajlovič Dostoevskij e Franz Kafka.


I tuoi poeti preferiti.

Arthur Rimbaud.


I tuoi eroi nella finzione.

Stavrogin, protagonista dei Demoni di Dostoevskij.


I tuoi compositori preferiti.

Ludwig van Beethoven.


I tuoi pittori preferiti.

La scelta è enorme, Matthias Grunewald, Ottone Rosai.


I tuoi eroi nella vita reale.

Catilina.



Le tue eroine nella storia.

La Contessa di Castigliane.


Quel che detesti più di tutto.

L’ipocrisia.


Quel che c’è di brutto in te.

Il carattere.


I personaggi storici che apprezzi di più.

Lev Trockij , protagonista della Rivoluzione di ottobre.


L’impresa militare che ammiri di più.

La conquista di Cuba da parte di Che Guevara.


Il dono di natura che vorresti avere.

L’autorevolezza.


Lo stato attuale del tuo animo.

Cupo.


Le colpe che t’ispirano maggiore indulgenza.

Tutte le debolezze sessuali.

Il tuo motto.

Vivere il presente.


Come vorresti morire.

Di morte violenta.

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