Mattel rilancia la Barbie che somiglia alle donne vere

Era il lontano 9 marzo 1959 quando Mattel commercializza per la prima volta la Barbie: la bellissima icona plastificata, vestiva all’epoca un costume a righe e portava gli occhiali da sole modello butterfly indossati su una folta chioma raccolta in una lunga coda. Sono trascorsi ben 57 anni di successi spesso però oscurati dalle tante critiche mosse nei confronti dell’azienda perché commercializzava modelli di bellezza che non rappresentava totalmente la realtà.

 

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Sta di fatto che la Barbie è stata per molti anni considerata esempio da seguire per le ragazzine di tutto il mondo. In lei, oltre la chioma bionda e lucente, si apprezzava anche il fisico statuario e il suo status symbol. Il castello in cui abitava, la maggiolino che guidava e infine i suoi abiti, sempre di tendenza.

La notizia che oggi ha davvero del sorprendente e che siamo sicuri, farà felice tutte le donne del pianeta, è che Barbie non sarà più un modello irraggiungibile; quell’esempio che ha spinto molte adolescenti ad avere un rapporto malato con il proprio corpo spingendole nel tunnel buio dell’anoressia.

 

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Sette tonalità di carnagione, ventidue toni di occhi diversi, ventiquattro hairstyles proposti e quattro tipologie di corpi differenti.

La gamma meno stereotipata di bambole oggi presente sul mercato, rilancia il modello curvy e small per accontentare le bellezze latine e tall per aggraziare quella fetta di mercato sempre più crescente di donne altissime.

Evelyn Mazzocco, vice presidente e global manager di Barbie ha così commentato la scelta di incrementare la gamma di bambole: “Siamo convinti di avere la responsabilità nei confronti di ragazze e genitori di riflettere una visione più ampia della bellezza.

 

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