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RAFFAELE LA CAPRIA, RITRATTO DI UN GRANDE SCRITTORE

Raffaele La Capria è nato a Napoli nel 1922, sposato con l’attrice Ilaria Occhini da cui ha avuto la figlia Alexandra, è uno dei più grandi scrittori italiani. E’ da poco uscita, nella raccolta dei Meridiani Mondadori, la sua opera omnia, una sorta di consacrazione di cui Raffaele La Capria è molto orgoglioso.

Avrei voluto che le domande del questionario Proust e altre mie non finissero mai per poter continuare ad assistere allo spettacolo delle parole di Raffaele La Capria che fluttuvano leggere.

La sua immagine nel suo splendido salotto, comodamente abbandonato su una poltrona rossa, la luce della primavera che inondava la stanza e il cielo azzurro che riuscivo a intravedere alle sue spalle dalla finestra del terrazzo, rimarranno impresse sotto la casella spesso vuota di : una bella giornata.

Come insegna La Capria ogni bella giornata nasconde sempre la sua ombra, una ferita che si insidia, un dolore antico innominabile che è poi il tema del suo grande romanzo Ferito a morte che nel 1961 vinse il Premio Strega.

Io, che mi muovo nel mare della scrittura come un naufrago senza bussola, ho trovato nella scrittura e nella personalità di questo dolce napoletano, a tratti malinconico e splendidamente spiritoso, un approccio chiaro e limpido alla vita, una dolce chiarezza mista a malinconia che ritrovo nel suo stile di grande scrittore.

Alle domande di Proust si è abbandonato con serafica allegria, lo stupore per la vita lo accompagna in ogni cosa che fa e che dice, lui un ragazzo di novantatre anni.

RAFFAELE LA CAPRIA, RITRATTO DI UN GRANDE  SCRITTORE di Virginia Zullo

Il tratto principale del tuo carattere?

Una certa buona disposizione nei confronti del mondo.

La qualità che desideri in un uomo?

Saper decidere.

La qualità che preferisci in una donna?

L’amore e il sentimento.

Quel che apprezzo di più nei tuoi amici?

L’intelligenza.

Il tuo principale difetto?

La perplessità.

La tua occupazione preferita?

Scrivere.

Il tuo sogno di felicità?

Ho avuto giorni di felicità e sono stati tanti; quelli che trascorrevo sulla terrazza di palazzo Donn’ Anna a Posillipo, la pesca subacquea, la spigola quando compariva sott’acqua …è l’inizio di Ferito a morte.

RAFFAELE LA CAPRIA, RITRATTO DI UN GRANDE  SCRITTORE di Virginia Zullo

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?

La morte di una persona cara.

Quel che vorresti essere?

Un pittore impressionista di successo.

Il paese dove vorresti vivere?

L’Italia perché può succedere di tutto.

Il colore che preferisci?

Dipende, se si trattasse di un’automobile sarebbe verde menta. In astratto l’azzurro nelle tonalità dell’indaco, il mare colore del vino di Omero.

Il fiore che ami?

La rosa con tutte le allusioni possibili ed immaginabili.

L’uccello che preferisci?

Il passerotto, lo scugnizzo del cielo.

I tuoi autori preferiti in prosa?

Amo gli scrittori russi soprattutto Tolstoj Dostoevskij, Gogol. Tutti i grandi come Proust.

I tuoi poeti preferiti?

Omero, di Omero mi piace come riesce a rendere poetica la violenza riscattandola, mi piacciono poi i francesi come Baudelaire e poi Kavafis , Montale.

Mi piace Wislawa Szymborska e poi Patrizia Cavalli.

I tuoi eroi nella finzione?

Don Chisciotte.

I tuoi compositori preferiti?

Beethoven, Chopin, Schubert, Brahms.

I tuoi pittori preferiti?

Vincent van Gog e Matisse. Del primo mi piace la sua follia, del secondo la sua gioia di vivere, l’allegria.

I tuoi nomi preferiti?

Dudu, che è il mio pseudonimo, anche se mi dicono che un vero scrittore non si può far chiamare Dudu. Me l’ha dato mia moglie.

Il grande Carlo Emilio Gadda mi sfotteva chiamandomi dudu perché in albergo, una volta, dall’altro lato del muro, aveva sentito una voce appassionata di donna che diceva :du..du…du.. che in inglese voleva dire: dai.. dai …dai.. , quindi dudu è un nome erotico!

Quel che detesti più di tutto?

L’odio la violenza e la crudeltà, reagirei con la legge del taglione .

I personaggi storici che disprezzi?

Napoleone

Il dono di natura che vorrei avere?

La bellezza folgorante!

Stato attuale del mio animo?

Oscillante come il mio segno che è la bilancia.

Le colpe che t’ispirano maggiore indulgenza?

Quelle fatte sotto pressione di un destino avverso.

Il tuo motto?

Solo lo stupore conosce la meraviglia di essere al mondo.

Cosa ti ha salvato nella vita?

La capacità di contemplare la mia vita…la vita distrae. Se riesci a contemplarla vuol dire che hai messo distanza e la puoi vivere e insieme la puoi giudicare.

Mi stai facendo fare il filosofo che sputa grani di saggezza, in un tempo in cui la saggezza è impossibile .

Qual è la tua filosofia di vita?

Carpe diem.

Come vorresti morire?

Vorrei morire come un frutto che cade dall’albero perché è maturo.

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