RENZO ARBORE, RITRATTO DI ARBORIANO AUTENTICO

Renzo Arbore è un fuoriclasse assoluto e non ha bisogno di presentazioni.
Nasce a Foggia ma la triste cittadina pugliese lo annoia presto, studia giurisprudenza a Napoli, la città del suo cuore, e una volta laureato si accorge di essere “troppo artista” per poter fare il magistrato o l’ avvocato.
Dei suoi studi giuridici però gli resta un certo rigore, una sua onestà di fondo, un senso autentico della giustizia.
Arriva a Roma con una cinquecento un pò scassata e subito in quel di via Veneto si accorgono che il foggiano alto magro e bello ha stoffa.
Le donne lo amano subito, Gabriella Ferri uno dei suoi primi amori romani è pazza di lui e cosi tra una canzone e l’altra e qualche whisky di troppo, si innamorano.
Non vi faro però il decalogo delle donne di Arbore occorrerebbero molte troppe pagine… , diciamo solo che a lui le donne piacciono molto…
Professionalmente l’unica cosa che possiamo dire è che Arbore ha inventato la televisione quella con la T maiuscola.

La storia della televisione e della radio italiana si può dividere in un prima e un dopo Arbore, un pò come con Cristo insomma e, come il buon Gesù, anche Arbore ha avuto i suoi buoni e bravi discepoli.
L’operazione di evangelizzazione continua incessantemente basti pensare a Roberto Benigni, che bravo si lo è, ma senza il Maestro mi dite dove andava?
Arbore è uno che ti insegna tutto, è generoso .
La musica è sempre stata la sua vita ma per un periodo si concede anche il lusso del cinema e fa Il pap’occhio e F.F.S.S. Cioè che mi hai portato a fare sopra Posillipo se non mi vuoi più bene?, considerati dei veri e propri cult movies.
Ironici, trasgressivi, intelligenti insomma “arboriani”, perché il nostro foggiano è diventato anche un aggettivo e non è roba da poco.
Quando si vuole significare qualcosa di chic, divertente, esuberante e lievemente trasgressivo si può dire “arboriano”.
Ma di cose Renzo c’è ne ha regalate tante…, fosse solo l’aggettivo…, i suoi programmi, basti solo citare Quelli della Notte e Indietro tutta , le canzoni napoletane , ma soprattutto la sua allegria, il suo buon umore contagioso, la sua naturale indole a pensare sempre per il meglio.
Il ragazzo è anche uno colto e informatissimo la mattina legge sempre almeno quattro giornali e talvolta ti fa pure l’interrogazione per capire se sei informata veramente.
Prima di rispondere al questionario Proust Arbore mi ha detto: stanotte ho fatto un bel sogno, si perché Arbore, anche se qualche anno c’ è l’ha, non ha mai smesso di sognare.

 

Il tratto principale del tuo carattere.
La gentilezza.

La qualità che ammiri in un uomo.
L’onesta intellettuale e il disinteresse.

I tuoi nomi preferiti.
Giacomo, Annamaria, Virginia.

La qualità che ammiri in una donna.
La grazia e il sex appeal.

Quel che apprezzi di più nei tuoi amici.
L’affetto che scaturisce dall’ amicizia sincera e non dall’ essere io famoso, non dai miei meriti acquisiti.

Il tuo principale difetto.
L’ansia .

La tua occupazione preferita.
Ascoltare musica e parlare di musica del passato.

Il tuo sogno di felicità.
Per me la felicità è legata alla serenità.

Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia.
La perdita delle persone care e tutto ciò che riguarda la mia salute.

Quel che vorresti essere.
Un padre affettuoso pieno di eredi.

Il paese dove vorresti vivere.
Roma, Italia.

Il colore che preferisci.
Rosso scarlatto.

Il fiore che ami.
L’ortensia.

L’uccello che preferisci.
Il cardellino.

I tuoi autori preferiti in prosa.
Mi piacciono i “raccantori” di vita vissuta, amo i grandi giornalisti Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Eugenio Scalfari.

I tuoi poeti preferiti.
Gli autori della canzone napoletana Salvatore di Giacomo, ma anche De Gregori, un certo Modugno; sono degni quanto i grandi poeti.

I tuoi eroi.
Quelli che si costruiscono da soli.

I tuoi compositori preferiti.
Giuseppe Verdi , Johann Sebastian Bach Bach, Louis Armstrong e Charlie Parker, ed anche Battisti!

I tuoi pittori preferiti.
Salvator Dalì, Giuseppe De Nittis, Renato Guttuso che mi ha anche onorato della sua amicizia.

I tuoi eroi nella vita reale.
Ruggero Orlando, Totò.

Quel che detesti più di tutto.
La furbizia, “la paraculaggine”.

Quel che c’è di brutto in te.
La pigrizia e la paura per me e per il prossimo.

I personaggi storici che apprezzi di più.
Fiorella la Guardia primo sindaco di New York, era di Napoli. Guglielmo Marconi e Giuseppe Verdi.

L’impresa militare che ammiri di più.
La guerra di secessione degli Stati Uniti d’ America e quindi la creazione di una nazione.

La riforma che apprezzi di più.
La riforma contro il razzismo di Abramo Lincoln.

Il dono di natura che vorresti avere.
La prestanza fisica per fare anche sport.

Lo stato attuale del tuo animo.
Inquieto e dubbioso.

Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza.
Le colpe dovute alla solitudine degli uomini e alla fame.

Il tuo motto.
Mai mollare.

Come vorresti morire.
Cantando.

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