Milena_Gabanelli_1

RITRATTO DI UNA GRANDE, SEMPLICE, IRONICA E IMPERTINENTE DONNA: MILENA GABANELLI

Di signore e signorine nel multiforme panorama televisivo della Rai se ne vedono non poche tra conduttrici, inviate e giornaliste.

Tra mogli di agguerriti agenti televisivi, amanti di politici caduti in disgrazia, amiche degli amici e qualche signorina in odor di vaticano, il panorama è davvero ampio.

Tuttavia qualche eccezione sull’ancora dignitosa Rete Tre della RAI persiste e si tratta -opinione personale- della signora Milena Gabanelli che brilla di luce propria e non ha certo bisogno di grandi presentazioni.


Con il suo programma Report in onda dal 1997 su Rai tre non smette di informarci e di sollevare veli sulla gestione malsana del potere, da quello politico a quello finanziario, per citare solo alcuni degli ambiti d’indagine delle sempre puntuali e ben costruite inchieste.

La gentilezza di Milena Gabanelli mi mette subito a mio agio e quando le propongo il questionario di Marcel Proust mi risponde ironica: “ma mica bisogna aver letto tutta la Recherche per rispondere?” .

La sua intelligenza e ironia emergono in pieno dalle risposte che ha dato al questionario, non vi nascondo la risata che mi sono fatta quando alla domanda: “Il tuo uccello preferito?” , ha risposto, secca , “quello di mio marito!”

Se si cercasse di capire cos’è, davvero, l’emancipazione femminile basterebbe raccontare quest’aneddoto.


Il tratto ironico del suo carattere l’avevo già colto seguendola in televisione, i suoi ritorni in studio e le sue conclusioni sulle varie inchieste sono sempre di una pungente e sagace ironia. Quel suo sorrisetto a mezza bocca e la sua aria altera talvolta dicono più di tante parole.

Per guardare Report, certo, ci sono sempre tanti buoni motivi ma ve ne confesso uno, di sicuro non nobile come le sue importantissime inchieste, mi piace molto come si veste Milena Gabanelli.

Se lo stile è l’uomo, ebbene questa donna ha stile .

Nella sua semplicità minimalista è sempre impeccabile, perfetta e tra le tante mise mi piace quando indossa il tubino rosso e mette dei discreti e luccicantissimi piccoli orecchini.

I tacchi e il tubino rosso però non sono certo stati gli abiti di Milena Gabanelli, quando antesignana assoluta dei moderni filmmaker, parte, da sola, con una piccola telecamera alla volta della Cina, del Vietnam, della Cambogia o dell’India .


Correva l’anno 1989 e Milena Gabanelli lavorava con Giovanni Minoli a Speciale Mixer.

Sicuramente non aveva un tubino rosso Milena Gabanelli quando, inviata di guerra, ha documentato le atrocità della guerra in luoghi rischiosi come la ex Jugoslavia, la Cambogia, il Vietnam, la Birmania, il Sudafrica, il Nagorno-Karabakh (Azerbaijan), il Mozambico, la Somalia e la Cecenia.

Ci sono incontri che ti cambiano la vita e credo che l’incontro di Milena Gabanelli con Giovanni Minoli sia stato molto importante.

Nel 1992 su Rai Due nasce, grazie a Minoli, Professione Reporter, si trattava di un programma sperimentale.

Nel 1997 dalle costole di Professione Reporter nasce Report che andrà in onda su Rai Tre.


Sono passati svariati anni e il programma non perde smalto ed anzi si conferma di anno in anno sempre più vitale .

Le inchieste svolte, anche grazie ai validissimi collaboratori di Milena Gabanelli, si confermano, per il linguaggio, la dinamicità, la qualità di scrittura, quanto di meglio si possa immaginare nel giornalismo d’inchiesta, la forma più difficile di giornalismo quella, diciamolo, dove veramente ci si fa le ossa.

Quando raggiungo per la seconda volta Milena Gabanelli al telefono, immaginate un po’ dov’era?, si trovava nello studio di un avvocato, si perché Report, proprio perché non fa sconti a nessuno e mira dritto alla verità, ha avuto spesso querele.

Il Movimento 5 Stelle la voleva alla Presidenza della Repubblica Italiana, certo non è un presidente che può cambiare quest’Italia disastrata ma di certo con gente come Milena Gabanelli il mondo , ne siamo certi, andrebbe meglio…


Il tratto principale del tuo carattere .

Semplicità.


La qualità che ammiri in un uomo.

Il coraggio.


La qualità che ammiri in una donna.

Il fascino.


Quel che apprezzi di più nei tuoi amici.

La generosità.


Il tuo principale difetto.

Impertinenza.


La tua occupazione preferita.

Giocare a bowling.


Il tuo sogno di felicità.

L’ho realizzato.


Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia.

Non la posso nemmeno pronunciare.


Quel che vorresti essere.

Un uccellino…(mi ha detto).


Il paese dove vorresti vivere.

Vietnam del Nord.


Il colore che preferisci.

Rosso.


Il fiore che ami.

Tulipano.


L’uccello che preferisci.

Quello di mio marito.


I tuoi autori preferiti in prosa.

Simenon, De Giovanni, P. Roth, Yourcenar, Conrad.

I tuoi poeti preferiti.

Emily Dickinson, Raffaello Baldini, Delio Tessa.


I tuoi eroi nella finzione.

Marlowe, il commissario Ricciardi.


Le tue eroine preferite nella finzione.

Smilla (quella del senso per la neve), la monaca di Monza, Andromaca.


I tuoi compositori preferiti.

Keith Jarrett, Bacharach, Chopin.


I tuoi pittori preferiti.

Magritte, Dali, Vermeer, Andy Warhol.


I tuoi eroi nella vita reale.

Martin L. King, Che Guevara, Pepe Mujica, Mandela.


Le tue eroine nella storia.

Giovanna d’Arco, Aung San Suu Kyi, Marie Curie.


I tuoi nomi preferiti.

Giulia, Francesco, Matteo.


Quel che detesti più di tutto.

L’ignoranza.


Quel che c’è di brutto in te.

Mi accetto così.


I personaggi storici che apprezzi di più.

Cincinnato, Cavour, Ho Chi Minh, Bob Kennedy.


L’impresa militare che ammiri di più.

Dienbienphu.

La riforma che apprezzi di più.

Contro la corruzione.


Il dono di natura che vorresti avere.

Saper cantare.


Lo stato attuale del tuo animo.

Malinconico.


Le colpe che t’ispirano maggiore indulgenza.

Quelle per amore.


Il tuo motto.

Non è sufficiente fare il bene, bisogna anche saperlo fare bene.(Diderot).


Come vorresti morire.

Di colpo.

TODAY

25 Jun

Sunday

Le Rubriche

Photo Gallery