Sfila a Parigi l’hardcore di Dior Homme

Aggressivo e politicamente orientato l’uomo Dior Homme: la collezione AI2017-18 che ha sfilato a Parigi è un mix di suggestioni tratte dal passato che si uniscono a tocchi streetwear. Kris Van Assche porta sulle passerelle parigine echi rivoluzionari che si rivolgono alla generazione streetwear: la protesta di centinaia di migliaia di donne che ha imperversato negli Stati Uniti all’indomani dell’insediamento alla Casa Bianca del nuovo Presidente Donald Trump funge da ispirazione per Van Assche, che rivendica l’importanza della protesta come forma di espressione. E slogan di protesta fanno capolino da maglioni, impressi sotto il ritratto di monsieur Christian Dior, morto in tempi ben lontani da quegli attuali.

L’uomo Dior Homme è un reazionario, un ribelle pronto a portare avanti battaglie per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo, ma senza mai perdere di vista la classe che lo contraddistingue. Eccolo quindi sfilare avvolto in sontuosi abiti sartoriali: tripudio di suggestioni workwear nei gessati, di netta ispirazione Eighties. Certosina la cura per i dettagli, come le spille da balia che impreziosiscono la giacca sartoriale. In un parterre esclusivo in cui spiccano tra gli altri Bono, Boy George e Karl Lagerfeld, sfila la moda rivoluzionaria di Van Assche, che si rivolge ad una gioventù ribelle e pronta a rovesciare i diktat preconfezionati.

“L’energia della giovinezza come mezzo per affrontare il futuro”, così lo stilista ha commentato il leitmotiv della sfilata. Un mix irriverente di sartorialità e club culture, questo il segreto per mantenere alta l’identità del brand anche ai tempi di Instagram. Van Assche punta a demistificare il classico tre pezzi da uomo per adattarlo ai giovani di oggi. Ecco quindi che i pantaloni in gessato rivelano inedite tasche cargo, mentre la palette cromatica predilige nero con accenni grafici in rosso e arancio.

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L’hardcore Dior si manifesta su slogan che impreziosiscono maglie che fanno capolino sotto l’abito sartoriale. Il Grand Palais è in fermento per la nuova rivoluzione silenziosa che prende il via proprio sulla passerella. “E’ stato detto così tante sui giovani che non vogliono più indossare capi sartoriali, come se la sartorialità fosse finita e tutti creassero solo jeans, magliette e sportswear ed io sento che noi di Dior -giacché la sartorialità è parte integrante di ciò che facciamo e di ciò che sappiamo fare- dovremmo reinventare il vestito per renderlo appetibile ai giovani”, così Van Assche sintetizza lo scopo principale del fashion show. “Non è che il vestito sia finito. Forse non gli abbiamo dato il giusto vestito. Questo è il punto focale: dare loro qualcosa di bello e poi qualcosa di veramente chic. Quel mix, credo possa funzionare per le giovani generazioni”, ha aggiunto poi lo stilista.



Con le proporzioni inedite che hanno calcato la passerella si inaugura un’estetica nuova, che sembra strizzare l’occhio ai giovani: largo a giacche smilze indossare su pantaloni ampi. Tra suggestioni Nineties ed Eighties sfila uno stile fresco e giovane, che si esplica in tocchi fluo che irradiano di una luce nuova il più classico trench, o ancora gli occhiali da sole a specchio oversize, per un effetto quasi 3D.

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