Boohoo alla conquista di Nasty Gal

Dopo il fallimento di Nasty Gal, che ha chiuso i battenti il mese scorso per bancarotta fraudolenta, si fa avanti Boohoo: l’e-tailer con sede a Manchester avrebbe infatti messo gli occhi sul brand statunitense. Gli asset di Nasty Gal, fondato nel 2006 da Sophia Amoruso, saranno presto messi all’asta. Boohoo proprio recentemente ha ultimato l’acquisto di un altro retailer, Pretty Little Thing: l’acquisizione sarebbe costata circa 3,3 milioni di sterline (pari a circa 3,8 milioni di euro).

Ora il brand britannico starebbe per concludere accordo con Nasty Gal: si tratterebbe di un affare di circa 20 milioni di dollari (pari a circa 19 milioni di euro). Tuttavia l’azienda ha precisato che le trattative cesserebbero immediatamente se dovesse proporsi un altro concorrente disposto a pagare di più.

Nasty Gal era stato fondato nel 2006 da Sophia Amoruso, giovane fotografa che usava eBay per mettere in vendita capi vintage comprati da lei stessa nei mercatini delle pulci: da Yves Saint Laurent a Missoni a Chanel, tanti erano i capi e gli accessori in vendita a prezzi stracciati. Un sito iconico, Nasty Gal, che era entrato di diritto nella classifica dei siti web più amati dagli appassionati di capi vintage.

(Foto: Nasty Gal)

(Foto: Nasty Gal)



Nel 2012 Nasty Gal aveva ricevuto un fondo di 50 milioni di dollari da Index Ventures, tra i cui clienti figurano Net-a-Porter, Asos ed Etsy. Mahmud Kamani e Carol Kane, chief executives di Boohoo, hanno commentato così la presunta acquisizione: “Dovessimo riuscire ad acquisire Nasty Gal, sarebbe una fantastica opportunità aggiungere un brand globale e ben consolidato alla famiglia Boohoo”.

Boohoo, lanciato nel 2006, si rivolge ad un target compreso tra 16 e 24 anni. Il brand avrebbe presentato un’operazione di acquisizione simulata per Nasty Gal. Tale operazione potrebbe durare circa 8 settimane. Il documento sarebbe stato depositato nel Regno Unito lo scorso 21 novembre. Secondo quanto dichiarato da The Business of Fashion, “tra le possibilità c’è anche che il fatto che Boohoo voglia utilizzare Nasty Gal solo per ampliare la propria customer base, reindirizzandone l’url su Boohoo.com. In ogni caso è improbabile che i due store fisici di Nasty Gal a Los Angeles restino aperti”.

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