Corea: il futuro del lusso è qui

Seoul è la sede dell'ultima International Luxury Conference di Condé Nast

Occhi puntati su Seoul: la Corea si conferma crocevia di talenti e avamposto prediletto per la nuova corrente dello stile. Moda, arte, design, tecnologia, il lusso passa da qui. A carpire la tendenza non poteva essere che Vogue America: nel paese asiatico ha infatti avuto luogo l’ultima International Luxury Conference di Condé Nast, intitolata “Future Luxury”. A presentare la manifestazione la celebre firma del giornalismo di moda Suzy Menkes, che ha accolto sul palco i principali esponenti della moda e dei social network.

Una due giorni di talk ininterrotti, per definire il futuro della piazza virtuale e del luxury. Sul palco si sono alternati Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain (seguito su Instagram da circa 4 milioni di followers), Eva Chen, incaricata alla fashion partnership del social network in questione: con i due si è discusso del ruolo dei nuovi media nella trasformazione del lusso e dei mercati, grazie alla nuova possibilità offerta dai nuovi strumenti di comunicazione di mettere al centro il consumatore.

All’orizzonte si starebbe quindi profilando un nuovo concetto di moda, sempre più democratico, che punta ai social per incrementare le vendite invitando da vicino il cliente attraverso sapienti strategie di marketing neanche troppo velato: non c’è più la classica distanza che intercorreva dal fashion show al consumatore, che ora può vivere in diretta i backstage, le sfilate, i party. Complice anche l’avvento della filosofia see-now-buy-now, il mondo oggi gira ad un ritmo frenetico e la velocità di acquisto dei capi presentati in sfilata è centuplicata. Nasce quindi la necessità di meccanismi di produzione nuovi, che rendano i capi immediatamente disponibili all’acquisto.

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Sul palco della conferenza si è trattato anche il tema dell’eco-sostenibilità: in particolare si è posto l’accento sull’acqua, con un’opera di sensibilizzazione globale ad opera della famiglia Swarowski, che, partendo da India, Brasile, Cina e Uganda, punta all’eduzione affinché vengano evitati gli sprechi. Presente anche Nicola Formichetti, direttore creativo di Diesel, che ha sottolineato l’importanza della moda che travalichi i confini di gender: particolarmente sentita in Asia l’esigenza di creare una moda che sia aperta e fluida, per una condivisione tra ragazzi e ragazze. Ora l’appuntamento è in Oman nel 2017.

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