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EA7. E’ polemica sulle divise olimpiche

E’ polemica, anche se immotivata, sulla scelta di Armani di aggiungere il numero 7 alle divise degli atleti italiani che hanno gareggiato durante le ultime Olimpiadi tenutesi a Rio de Janiero.

Giorgio Armani, ha infatti vestito gli atleti nostrani durante i giochi, marchiando le divise con il logo del brand di sportwear, AE7, nato nel 2004 in collaborazione con l’ex  calciatore del Milan, Andrij Shevchenko, detentore del numero 7 sulla casacca del diavolo rossonero.

 

Rio: Olympic Games 2016

(Fonte immagine huffingtonpost)

 

 

Perché dunque negare la pubblicità al marchio italiano?

La controversia è stata sollevata dal “Fatto Quotidiano” che considerava le uniformi indossate dagli atleti, eccessivamente “marchiate” con il logo del marchio.

A scagliarsi contro la scelta di Giorgio Armani & Co., ci ha pensato anche la sempre critica Claudia Mori, moglie del cantante Adriano Celentano: “Finalmente qualcuno si è accorto dello scandalo di aver svenduto alle Olimpiadi di quest’anno la nazione Italia, a beneficio del solito megalomane invasivo sponsor che per un pugno di soldi e divise gratis fornite ai nostri atleti ottiene una inaudita visibilità”, ribadisce senza mezzi termini la signora Celentano. “Sul podio vinceva lo sponsor” – rincalza- non l’Italia e il suo atleta! A danno di quella che avrebbe dovuto essere la nostra identità. Questo Coni e compagnia non cambieranno mai! […] “Ennesima svendita di un sistema incapace e bugiardo. Quel 7 stampato a caratteri cubitali sopra le divise dei nostri atleti/testimonial assieme alla bandiera italiana quasi invisibile, ci rende sempre più incapaci di distinguere cosa è tollerabile da cosa non lo sia più”.

 

Federica Pellegrini portabandiera a Rio de Janiero, indossa la divisa EA7 (fonte immagine huffingtonpost)

Federica Pellegrini portabandiera a Rio de Janiero, indossa la divisa EA7 (fonte immagine amalamaglia.itt)

 

 

Insomma, pare che in Italia, si faccia prima a criticare che a costruire. Si, nulla di più semplice che contestare una scelta (seppur ovvia) di un marchio di pubblicizzare la propria linea, vestendo gratuitamente gli sportivi che si sono avvicendati durante i giochi olimpici.

C’è anche chi, scherzosamente, attribuisce la maglia presentata da AE7, alla nazionale nipponica di pallavolo delle Seven Fighters del cartone animato Mila e Shiro.

Insomma, gettar fango su Giorgio Armani, non aiuterà di certo “gli ultimi” a risalire dalle tenebre ma un minuto di notorietà non si nega a nessuno.

 

 

 

fonte cover gq italia.it

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