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Moda e capricci a corte nel secolo della leggerezza, il ‘700 – la mostra

“IL CAPRICCIO E LA RAGIONE – ELEGANZE DEL SETTECENTO EUROPEO”

Il bagaglio che ci portiamo addosso, tutti i giorni, è l’abbigliamento. Il biglietto da visita che parla per noi, che racconta chi siamo e da dove veniamo, svela i nostri gusti e i nostri interessi culturali, nonché la nostra classe sociale.

Dedito al piacere dei sensi e dotato di buon gusto, Luigi XIV conosciuto a tutti come il Re Sole, si fece promotore della magnificenza in fatto di moda a corte. Una corte giovane, infiocchettata, ingioiellata, fiera di essere all’avanguardia dell’eleganza a confronto della vecchia monarchia spagnola malinconica e ieratica vestita di nero.
Tanta tracotanza e opulenza di tessuti e decori rispecchiava esattamente la personalità del Re, indolente, amante delle donne, curioso, infantile, il più infedele dei mariti. E con lui la moda divenne ossessione e manìa non solo a corte, ma tramandata in quella che poi sarebbe stata la nuova borghesia, che prese a “copiare” gli usi e i costumi dell’aristocrazia.

A questo viaggio evolutivo dello stile, il Museo del Tessuto di Prato ha voluto dedicare una preziosa mostra intitolata “Il capriccio e la ragione – Eleganze del Settecento Europeo”. Una mostra che raccoglie i più grandi patrimoni della moda italiani ed europei, la più importante collezione di abiti, accessori, costumi, dal Rinascimento al contemporaneo.
Una collaborazione, quella del Museo del Tessuto, che vanta unioni con le prestigiose Gallerie degli Uffizi di Firenze, Museo Stibbert di Firenze, Fondazione Antonio Ratti di Como, Museo Ferragamo, da cui provengono alcuni dei capi presenti presso la sala dei tessuti antichi a Prato.
La sala è uno spazio di grande fascino con copertura a volte a crociera di cca 400 mq, contenitore ideale per l’esposizione di materiali delicati come i tessuti e gli abiti antichi.
Il percorso, curato da Daniela Degl’Innocenti, racconta la trasformazione stilistica di un secolo, il Settecento, tra abbigliamento, accessori e arti decorative.

Tema ricorrente del ‘700 è l’esotismo, che descrive le esplorazioni, i viaggi, i territori degli abitanti delle Indie Orientali, è qui che nascono i manufatti che generano interesse: porcellane, lacche, tessuti, dipinti su carta, un nuovo linguaggio che porterà il pubblico al consumo dei beni di lusso. La nuova palette cromatica sarà riconoscibilissima: bianca e azzurra, bianca e rossa, con uno stile inedito e pittoresco. La Francia sarà la prima nazione a innescare una filiera organizzata di saperi che si declinano in tutti i settori delle arti, con l’obiettivo assoluto di promuovere bellezza e qualità.
Seguiranno in terra nostra le botteghe veneziane, impegnate a mantere alto il livello della produzione da cui nasceranno esuberanti esempi di naturalismo con paesaggi e nature morte

Ventola sagomata, Venezia, seconda metà del XVIII sec., papier-machè, legno laccato, carta stampata.

Ventola sagomata, Venezia, seconda metà del XVIII sec., papier-machè, legno laccato, carta stampata.



Nonostante il ‘700 venga nominato come il secolo della leggerezza – ricordiamo che gli abiti delle donne a corte iniziano a scoprire i seni, le feste diventano importanti quanto la messa della domenica per un cristiano, la libertà sessuale sfocia in episodi orgiastici e promiscui – l’abbigliamento ha invece un aspetto leggero solo in apparenza. I tessuti operati, le sete policrome, i filati metallici oro e argento, vengono impreziositi da una miriade di fiocchi e merletti e guarnizioni di fiorellini in seta.



Robe à la française- Italia 1750-1770 – gros de Tours di seta, broccato in seta e oro filato.

Robe à la française- Italia 1750-1770 – gros de Tours di seta, broccato in seta e oro filato.



Solo dopo la Rivoluzione Francese, che aveva causato la crisi delle manifatture seriche lionesi, cambieranno i tessuti, sostituiti da leggere mussoline di cotone. Al bando corsetti che stringevano la vita e impedivano i facili movimenti come le guaine e i paniers, il nuovo modello in voga è la robe en chemise. Un essenziale abito a vita alta, dallo scollo squadrato, accompagnato da preziosi scialli cachemire. Si guarda all’antichità greca e romana convinti della relazione tra bellezza e classicismo, come se quest’ordine, questa “pulizia dei dettagli” potesse purificare delle “scorribande” precedenti. Come se il secolo del Marchese de Sade si potesse cancellare con un colpo di spugna – e di reni!



Robe en chemise – Italia 1805 – mussola di cotone ricamata in cotone, filato metallico dorato, paillettes d’oro e d’argento, inserti ad ago .



Il Capriccio e la Ragione. Eleganze del Settecento Europeo
14 maggio 2017 – 29 aprile 2018
Museo del Tessuto, via Puccetti 3 Prato

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