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AZZEDINE ALAIA E I SUOI ABITI SCULTURA A VILLA BORGHESE

Per lo stilista tunisino Azzedine Alaïa:

«Il fondoschiena è il centro della seduzione femminile»


AZZEDINE ALAIA E I SUOI ABITI SCULTURA A VILLA BORGHESE


Sebbene sarei fortemente tentata a credere che la seduzione femminile parta e si muova prima di tutto dalla personalità, dall’intelligenza e dal fascino di una donna, concediamo però volentieri a Azzedine la sua fascinazione per il fondoschiena consapevoli che effettivamente per vestire bene un abito c’è bisogno di avere un fondoschiena ben proporzionato e formato.

Lasciando da parte le frivole questioni legate al fondoschiena la notizia è che nella splendida cornice di Villa Borghese a Roma si potranno ammirare gli abiti cuture di Azzedine Alaïa.


AZZEDINE ALAIA E I SUOI ABITI SCULTURA A VILLA BORGHESE


La mostra s’intitola Cuture/Sculpture ed è un viaggio affascinante tra le sinuosità scultoree degli abiti di uno stilista che sembrerebbe amare il corpo femminile più in astratto che nella sua concretezza.

Azzedine Alaïa nato povero a Tunisi nel 1940 con il suo grande talento è riuscito ben presto a imporsi a Parigi dove ha fondato la sua casa di moda, il sogno della sua vita.


AZZEDINE ALAIA E I SUOI ABITI SCULTURA A VILLA BORGHESE


Alaïa in tenera età iniziò a lavorare come assistente di un sarto. Nel 1957 si trasferì a Parigi, per lavorare nel campo del design della moda e fu subito assunto presso Christian Dior SA, per lavorare con Guy Laroche per due stagioni e poi con Thierry Mugler.

Apri il suo primo atelier negli anni sessanta nell’appartamento in rue de Bellechasse, sulla Rive Gauche della Senna e realizzò gli abiti per diverse donne di spicco dell’alta società francese come Marie-Hélène de Rothschild e Louise de Vilmorin.

Fu lui a lanciare Naomi Campbell che piccolissima, solo 14 anni, si affacciava al mondo della moda, Alaïa considerava il suo corpo una scultura.


AZZEDINE ALAIA E I SUOI ABITI SCULTURA A VILLA BORGHESE


Per altro la bellezza statuaria e selvaggia di Naomi era in perfetta linea con il suo stile.

Fu uno dei primi infatti ad usare pelli come il coccodrillo selvaggio, realizzando trasgressivi corsetti in pelle o l’abito di crini di cavallo che sembra volare.

Un altro suo fiore all’occhiello è stata la maglia che disegna il corpo femminile come fosse un abito.

La mostra a Villa Borghese è davvero un viaggio nell’esaltazione del corpo femminile che negli abiti di Azzedine Alaïa si fa scultura e diventa arte.

Le foto della mostra sono di Vittoria Di Criscio.

http://www.alaia.fr/home.html

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