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DINO PEDRIALI, UNO SGUARDO ESTETICO SULL’IMMIGRAZIONE

Ve li ricordate i ragazzi di vita? quelli che piacevano tanto a Pier Paolo Pasolini…

Il fotografo controcorrente Dino Pedriali ha realizzato degli scatti che esaltano la bellezza e il fascino un po’ perverso di questi ragazzi che sprigionano ormoni da ogni poro della pelle.

Forse non molti sanno che fu proprio Dino Pedriali a immortale Pier Paolo Pasolini in alcuni meravigliosi scatti poco prima della sua tragica morte.

Dino Pedriali, nato a Roma nel 1950, non è uno che tira per il sottile, la sua mostra alla Fondazione 107 a Torino, s’intitola Urlo -Groviglio- Nudo, ed è davvero un groviglio di corpi nudi, sexy e insieme delicati .


DINO PEDRIALI, UNO SGUARDO ESTETICO SULL’IMMIGRAZIONE


Molti dei bellissimi ragazzi ritratti da Dino Pedriali non arrivano dalla borgate ma sono clandestini, migranti.

L’idea, assolutamente affascinante, è quella di mostrare la bellezza di ragazzi disperati, poveri, senza identità che emigrano solo nella speranza di trovare lavoro e dignità.

Il pregio del lavoro di Dino Pedriali non sta però solo su questo versante etico ma anche e soprattutto in quello estetico.

Nella persuasione che l’etica e l’estetica non sono mai disgiunte, gli scatti di Pedriali sono composizioni che si richiamano all’arte classica e ai temi dell’iconografia pittorica dei secoli passati.


DINO PEDRIALI, UNO SGUARDO ESTETICO SULL’IMMIGRAZIONE


A tale proposito il critico d’arte Peter Weiermair ha definito Pedriali come il “Caravaggio della fotografia del Novecento”, facendo riferimento al suo modo di rappresentare il nudo.

“Come Caravaggio prendeva i suoi modelli dalla strada e li nobilitava nei suoi quadri, ostentando la loro bellezza lasciva in vesti mitologiche o bibliche (giovani amori o apostoli senescenti!), e strappando loro i vestiti dal corpo, così anche Pedriali spoglia i suoi modelli proletari mostrandone la forza, l’orgoglio, la muta coscienza di sé.”

La mostra alla Fondazione 107 presenterà non solo la serie di scatti che vanno dal 1977 al 1997 ma anche una serie dal titolo Egeo del 2014.

Un modo nuovo, elegante e raffinato, quello di Dino Pedriali, di farci riflettere sulla questione spinosa dell’immigrazione .

Se molto spesso il nostro sguardo si posa indifferente su questa moltitudine di uomini sbarcati da lontano, sporchi e con niente tra le mani, tranne la fame e la speranza, la ricerca artistica di Pedreali ci invita al contrario a guardare con occhi diversi perché, in fondo, il punto di vista sulle cose è tutto…

Come al solito, è sempre l’arte a donarci uno squarcio di autentica verità sulle cose, perché come cantava De Andrè : “dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori”.


DINO PEDRIALI, URLO-GROVIGLIO-NUDO.

Torino, Fondazione 107

(via Sansovino 234, tel.011-4544474) Fino al 19 luglio.

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