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EXPO 2015: IL PANE E LE ROSE PER NUTRIRE IL PIANETA

“Il comunismo è pane e rose, il necessario e il superfluo, una società dove si mangia meglio e di più (non solo pane), dove si lavora meglio e di meno, ma anche una società dove si è più felici, realizzati, liberi”

(Karl Marx)






Una frase emblematica questa di Karl Marx che ha ispirato il titolo della mostra Il pane e le rose alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano dal 24 marzo al 17 luglio .


La mostra s’inserisce a pieno titolo all’interno delle iniziative di Expo 2015 il cui tema è appunto nutrire il pianeta .


Il nutrimento è ovviamente una metafora ampia dove, appunto, come insegna Marx il pane da solo non serve senza le rose, dove le rose rappresentano quel godimento che va al di là del nutrimento fisico .





Gli artisti riuniti alla Fondazione Pomodoro sono cinque Gianni Caravaggio (1968), Loris Cecchini (1969), Pino Deodato (1950), Chiara Dynys (1958) e Giuseppina Giordano (1987).





Pino Deodato presenta l’opera Nostro pane quotidiano che racconta il rapporto tra cibo e uomo.


Le sue opere sono di grande dolcezza, infatti delle piccole figure con dei libri in mano, chiuse nella loro solitudine sovrastano delle pagnotte di pane .





L’opera di Loris Cecchini invece crea l’astrazione della materia e una meravigliosa alternanza cromatica usando la particolarità dei semi dai chicchi di grano, al riso, al mais.


EXPO 2015: IL PANE E LE ROSE PER NUTRIRE IL PIANETA


La mostra è curata da Marco Meneguzzo che spiega come le opere selezionate intendono interpretare “il concetto di nutrimento dal punto di vista dell’arte”.


Giuseppina Giordano propone l’opera All you feed is love.


Chiara Dynys invece propone l’opera Pane al mondo, un’opera suggestiva: un tappeto di fattura orientale con la mappa di un luogo ricoperto di pane in bronzo.

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