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FEDERICO PATELLANI TRA FOTOGRAFIA , DOCUMENTO E BELLEZZA

«Certamente è difficile il fondere in una sola fotografia i valori documento-bellezza. Sta qui la classe del fotografo»
( Federico Patellani)

Federico Patellani, nato a Monza nel 1911 è stato un protagonista assoluto della storia del reportage fotografico in Italia.
Una grande mostra a Palazzo Madama a Torino, fino al 13 settembre, rende omaggio a questo grande fotografo e grande giornalista che ha raccontato la storia d’Italia attraverso le immagini , creando una nuova forma di racconto . La sua narrazione fotografica resta uno dei documenti essenziali per capire la storia d’Italia e del costume .


FEDERICO PATELLANI TRA FOTOGRAFIA , DOCUMENTO E BELLEZZA


I suoi esordi furono al cinema con il grande Carlo Ponti con cui fondò la casa di produzione Ata e produsse il famoso film Piccolo mondo antico diretto da Mario Soldati.
Inizia la sua carriera nel fotogiornalismo realizzando un memorabile reportage in Russia durante la seconda guerra mondiale .
Il suo pseudonimo durante la campagna di Russia era Pat Monterosso.


FEDERICO PATELLANI TRA FOTOGRAFIA , DOCUMENTO E BELLEZZA


Fu importante questo suo lavoro perché lo accreditò come fotografo iniziando una importante collaborazione con il settimanale il Tempo dove lavorava gente del calibro di Eugenio Montale o Carlo Emilio Gadda.
Con Patellani il rotocalco il Tempo crebbe notevolmente perché Patellani aprì in qualche modo la strada al fotogiornalismo puro fuori dalla retorica delle immagini .
La sua grande invenzione furono i Fototesti , un’ invenzione ancora attuale, anzi attualissima oggi nell’epoca del bombardamento di immagini a cui sia assiste sui social e sulla rete.
I Fototesti furono una magnifica sintesi di immagini e parole in perfetta armonia.
Il racconto diventa protagonista , un racconto che è sintesi di immagini e parole, il testo non è più didascalico ma espressione profonda del senso dell’immagine.
Nell’agosto 1943 fotografò gli effetti dei bombardamenti e le macerie prodotte a Milano.
Nel 1945 documentò i bombardamenti di Valmontone vicino Roma.


FEDERICO PATELLANI TRA FOTOGRAFIA , DOCUMENTO E BELLEZZA


Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 fu internato per due anni in Svizzera.
Nel 1945 collaborò per un anno con il Corriere Lombardo e nel 1946 tornò nella redazione del Tempo.
Arturo Tofanelli era il nuovo direttore della rivista e il grande Bruno Munari era l’art director.
In questo importante anno ideò i Documentari del Tempo. Erano numeri speciali che riassumevano, attraverso un’attenta selezione di fotografie e articoli, i principali fatti dell’anno.
Insomma Federico Patellani si rese protagonista di una storia tutta italiana, una storia di rinascita, la rinascita del dopoguerra.
Ha documentato non solo l’Italia delle macerie ma anche l’Italia delle miss e dei problemi del mezzogiorno.
Le sue immagini sono veri e propri documenti storici basti pensare alle fotografie che ritraggono il referendum del 1946, le città distrutte come Cassino, Napoli, Valmontone, le industrie e gli operai della Fiat e dell’ Italsider.


FEDERICO PATELLANI TRA FOTOGRAFIA , DOCUMENTO E BELLEZZA


Per la storia del costume basta pensare al suo reportage fotografico di Miss Italia, agli scatti fatti ad Anna Magnani o a Ingrid Bergman.
Importante fu l’inchiesta in Sardegna sugli operai di Carbonia con i loro volti coperti di polvere.
Nel 1952 aprì l’agenzia Pat Photo Pictures e inizia a pubblicare per riviste prestigiose come Epoca, Successo, Atlante, La Domenica del Corriere e La Storia illustrata.
Realizza il reportage fotografico Italia magica, un importante reportage sul magismo nel mezzogiorno.
Ma la passione per il cinema, inauguratasi molti anni prima con Carlo Ponti, continua e diventa aiuto regista di Alberto Lattuada sul set del film La lupa.
Gira due documentari per la televisione: Viaggio in Magna Grecia e Viaggio nei paesi di Ulisse.
Sarà l’inizio della stagione dei documentari di viaggio come quelli realizzati in Messico e in Ecuador.
Realizza America pagana documentario sulla civiltà Maya.
Nel 1957 viaggiò per tre mesi dal Congo Belga al Kenya con il figlio Aldo, che continuò a lavorare al suo fianco.


Realizza Paradiso nero, reportage sugli Stati dell’Africa centrale.
Fa più volte il giro del mondo, la sua casa e i suoi occhi sono ormai lontani dall’orizzonte Italiano e nel 1976 fa il suo ultimo viaggio a Ceylon.
Muore a Milano il 10 febbraio 1977 e passò gli ultimi anni della sua vita dipingendo.
Lascia un archivio sterminato di immagini che sono la storia ed hanno fatto la storia .

FEDERICO PATELLANI.
Torino, Palazzo Madama
(piazza Castello, tel.011-4433501) fino al 13 settembre.

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